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	<title>Città del Monte &#187; Alfonso Petrone</title>
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		<title>…che Dio Perdona a Tutti</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 15:27:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualche mese fa, ho avuto modo di leggere il libro di PIF dal titolo “Dio perdona a tutti”. Devo dire che è un libro che si legge tutto d’un fiato, alimenta curiosità, suscita domande, propone un percorso di scoperta. L’autore sembra chiedere: “se Dio perdona davvero tutti, che cosa significa per noi comportarci bene?” La [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche mese fa, ho avuto modo di leggere il libro di PIF dal titolo “Dio perdona a tutti”. Devo dire che è un libro che si legge tutto d’un fiato, alimenta curiosità, suscita domande, propone un percorso di scoperta. L’autore sembra chiedere: “se Dio perdona davvero tutti, che cosa significa per noi comportarci bene?”</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-10-at-17.26.34.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-13752" src="https://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-10-at-17.26.34.jpeg" alt="WhatsApp Image 2026-10-10 at 17.26.34" width="2040" height="1530" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La sua risposta giunge attraverso una trama intrigante: Il protagonista è Arturo, un giovane agente immobiliare palermitano, abituato a vivere in modo abbastanza superficiale e concentrato soprattutto sul lavoro, sul divertimento e sulle relazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua vita cambia quando incontra Lei, una ragazza di cui si innamora. Per conquistarla, Arturo decide di seguire seriamente i principi del Vangelo e di comportarsi secondo gli insegnamenti cristiani, anche quando questo significa fare scelte difficili o andare contro le proprie abitudini.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui nasce una situazione spesso comica e paradossale: Arturo cerca di applicare alla vita quotidiana concetti come il perdono, l&#8217;amore verso il prossimo e l&#8217;aiuto ai più deboli. Il suo percorso lo porta progressivamente a interrogarsi su ciò che conta davvero nella vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel libro la fede non viene presentata come un insieme di regole da applicare meccanicamente. Al contrario, il protagonista si trova davanti alla distanza tra ciò che si dice di credere e ciò che si riesce realmente a vivere.</p>
<p style="text-align: justify;">E qui c&#8217;è il paradosso: se il perdono è sempre possibile, non significa che le nostre azioni non abbiano conseguenze. Il perdono non cancella automaticamente il male fatto, né evita la responsabilità verso gli altri. Piuttosto, introduce l&#8217;idea che una persona non sia definitivamente identificabile con i propri errori. Per questo il titolo è quasi una provocazione: “Dio perdona tutti” non vuol dire “allora possiamo fare quello che vogliamo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Vuol dire piuttosto: anche quando sbagliamo, la possibilità di cambiare non viene completamente perduta.</p>
<p style="text-align: justify;">Una mia chiave di lettura mi porta a considerare che la fede viene messa alla prova non nei grandi discorsi religiosi, ma nelle piccole scelte quotidiane.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è anche una certa ironia tipica di Pif: il titolo sembra quasi una frase semplice e scherzosa, ma nasconde una domanda seria: se Dio perdona tutti, noi siamo capaci di perdonare gli altri?</p>
<p style="text-align: justify;">In questo senso, il titolo si collega direttamente al percorso di Arturo: imparare a guardare gli altri con maggiore comprensione e a mettere in pratica il perdono, anziché limitarsi a parlarne.</p>
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		<title>Il cardinale Zuppi a Mosca, tra prigionieri e speranze di pace</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 15:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Petrone]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al festival Francescano di Bologna, domenica 27 Settembre, ho avuto il piacere di incontrare il Cardinale Zuppi, Arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Conosciuto soprattutto per il suo impegno nel dialogo, nella mediazione e nelle iniziative umanitarie. Uno dei passaggi più intensi e interessanti in un suo dialogo con il musicista [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Al festival Francescano di Bologna, domenica 27 Settembre, ho avuto il piacere di incontrare il Cardinale Zuppi, Arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Conosciuto soprattutto per il suo impegno nel dialogo, nella mediazione e nelle iniziative umanitarie. Uno dei passaggi più intensi e interessanti in un suo dialogo con il musicista Giovanni Allevi, è stato il suo richiamo alla necessità di mettere la vita e la cura delle persone al centro, contrapponendole alla logica della guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">L’indomani, partiva per una missione speciale di mediazione come inviato speciale del vaticano a Mosca.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-01-at-19.41.39-1.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-13749" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-01-at-19.41.39-1.jpeg" alt="WhatsApp Image 2026-10-01 at 19.41.39 (1)" width="1980" height="2048" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«Non costruiamo le armi, costruiamo gli ospedali». Queste sue parole pronunciate al Festival Francescano acquistano un significato particolare alla luce della sua missione a Mosca. Al centro del suo impegno c&#8217;è infatti la ricerca di uno spazio di dialogo, anche nei momenti più difficili, con l&#8217;obiettivo di mettere al primo posto le persone coinvolte nella guerra: i prigionieri, i bambini separati dalle famiglie, i civili e quanti attendono il ritorno dei propri cari.</p>
<p style="text-align: justify;">La missione del cardinale Matteo Zuppi a Mosca si è conclusa il 30 settembre 2026, dopo tre giorni di incontri. È stata la sua terza visita in Russia, dopo quelle del giugno 2023 e dell’ottobre 2024.</p>
<p style="text-align: justify;">La missione si è sviluppata attraverso alcuni punti salienti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Prigionieri di guerra</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Zuppi ha visitato un campo di detenzione russo e ha incontrato soldati ucraini prigionieri, portando loro la vicinanza di papa Leone XIV. Ha auspicato che la visita contribuisca a incentivare nuovi scambi di prigionieri.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Bambini ucraini e ricongiungimenti familiari: il Vaticano punta a rafforzare e accelerare le verifiche per permettere il ritorno dei minori alle proprie famiglie.</li>
<li>Persone scomparse e questioni umanitarie: questi temi sono stati discussi nei colloqui con le autorità russe.</li>
<li>Colloqui politici: Zuppi ha incontrato anche Yuri Ushakov, consigliere di Vladimir Putin per la politica estera.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">È importante però distinguere la missione umanitaria del Vaticano da una vera e propria trattativa di pace: dalle informazioni disponibili, il focus concreto di questa visita è stato soprattutto sui dossier umanitari: prigionieri, bambini, dispersi e famiglie, nel tentativo di mantenere aperto un canale di dialogo.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei risultati concreti della missione evidenziato dagli osservatori, sembra essere il mantenimento e l&#8217;ampliamento del canale umanitario tra Vaticano, Russia e Ucraina. È significativo che Zuppi abbia potuto entrare in contatto direttamente con prigionieri ucraini: a luglio aveva visitato in Ucraina prigionieri russi, creando una sorta di reciprocità del canale umanitario.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul piano della pace vera e propria, invece, bisogna essere prudenti: la missione di Zuppi resta formalmente soprattutto umanitaria, anche se l&#8217;incontro con Ushakov ha avuto una dimensione politica. Parallelamente, papa Leone XIV ha chiesto nuovamente a Russia e Ucraina di sedersi al tavolo e cercare una soluzione attraverso il dialogo.</p>
<p style="text-align: justify;">Da Bologna a Mosca, il messaggio di Zuppi resta lo stesso: la pace non è una parola astratta, ma un impegno concreto per salvare vite, ricomporre famiglie e non lasciare che il dialogo venga cancellato dalla guerra.</p>
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		<title>San Francesco vive!</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 21:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Petrone]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, porta molto frutto” Gv.12,24 &#160; L’ostensione delle spoglie di San Francesco ad Assisi, in occasione dell’ottavo centenario della sua morte, rappresenta un evento storico e spirituale di grande rilevanza. Dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, i fedeli avranno l’opportunità [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Se il chicco di grano caduto in terra non muore, </em></p>
<p><em>rimane solo; se invece muore, porta molto frutto” Gv.12,24</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ostensione delle spoglie di San Francesco ad Assisi, in occasione dell’ottavo centenario della sua morte, rappresenta un evento storico e spirituale di grande rilevanza. Dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, i fedeli avranno l’opportunità di venerare le spoglie del Santo, simbolo universale di pace, fraternità e amore. L’evento, approvato da Papa Leone XIV, si terrà nella Basilica di San Francesco ad Assisi. Questo momento di contemplazione e preghiera si radica nel messaggio evangelico del “seme che muore per portare frutto”, celebrando la vita come dono e testimonianza d’amore.</p>
<p>L’ostensione non è solo un evento devozionale, ma un messaggio potente per i credenti e per la società. Francesco vive e il suo spirito continua a operare in mezzo a noi, chiamandoci a essere costruttori di pace, custodi del creato e testimoni di un amore che non muore.</p>
<p>Un’esperienza che ci chiama a riconoscere come il dono di noi stessi nell’amore, mentre ci consuma, quando è vissuto in unione con Cristo, diventa il passaggio alla pienezza della Vita, che è la comunione con Dio Padre e con tutta l’umanità per l’azione dello Spirito santo- amore, principio e compimento dell’unità.</p>
<p>“<em>L’amore non è amato</em>”: continua ad essere il grido silenzioso di Francesco e allo stesso tempo la sua attualità; una frase breve, quasi disarmante, ma capace di attraversare i secoli con una forza sorprendente. Non è uno slogan, né una semplice lamentela spirituale. È un grido, intimo e universale allo stesso tempo, che interroga il cuore dell’uomo di ogni epoca.</p>
<p>Secondo la tradizione francescana, Francesco pronunciò queste parole piangendo, ritirato in preghiera. Il suo dolore non nasceva da un’offesa personale, ma dalla consapevolezza che l’Amore – Dio stesso – si dona senza misura e non viene riconosciuto, accolto, ricambiato. È un paradosso profondo: ciò che sostiene il mondo viene ignorato dal mondo stesso.</p>
<p>L’“amore” di cui parla Francesco non è un sentimento vago o romantico. È amore gratuito, incarnato, concreto, che si fa servizio, perdono, umiltà. È l’amore che si abbassa, che sceglie la povertà, che si espone alla fragilità. Proprio per questo, spesso, non viene compreso: richiede conversione, rallentamento, uno sguardo diverso sulla vita.</p>
<p>Ma questa frase non riguarda solo Dio. È anche uno specchio dell’esperienza umana. Quante volte l’amore, oggi, non è amato? Quando viene ridotto a possesso, consumo, convenienza. Quando si cerca l’utile invece del vero, l’apparenza invece della profondità. In una società che corre, l’amore autentico appare scomodo: chiede tempo, ascolto, pazienza.</p>
<p>Eppure, il lamento di Francesco non è disperazione. È chiamata. Dire “l’amore non è amato” significa anche invitare ciascuno a diventare risposta. Amare dove l’amore manca. Riconoscere l’amore ricevuto. Vivere in modo tale che l’amore, finalmente, sia amato.</p>
<p>In questo senso, l’invocazione di S. Francesco è radicalmente attuale. Non accusa, non condanna: sveglia. Ci chiede se siamo ancora capaci di stupirci davanti all’amore gratuito, di accoglierlo senza difese, di testimoniarlo con la vita. Perché forse il mondo non ha meno amore di prima, ma meno occhi capaci di riconoscerlo.</p>
<p>E allora la domanda resta aperta, rivolta a ciascuno di noi:</p>
<p>Se l’amore non è amato, io come rispondo?</p>
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		<title>Pietro. Un uomo nel vento</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 21:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Petrone]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[   «Per guidare la Chiesa, Gesù non sceglie l&#8217;apostolo perfetto, no: Gesù sceglie il più umano, quello che è caduto più in basso. L&#8217;ultimo. Forse proprio per questo la Chiesa è riuscita a durare attraverso i secoli. Perché la sua forza nasce dalla fragilità». (R.Benigni) &#160; Pietro. Un uomo nel vento è un libro scritto da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>   </em><em>«Per guidare la Chiesa, Gesù non sceglie l&#8217;apostolo perfetto, no: Gesù sceglie il più umano, quello che è caduto più in basso. L&#8217;ultimo. Forse proprio per questo la Chiesa è riuscita a durare attraverso i secoli. Perché la sua forza nasce dalla fragilità». (R.Benigni)</em></p>
<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13689" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1.jpg" alt="Immagine1" width="255" height="425" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pietro. Un uomo nel vento è un libro scritto da Roberto Benigni, edito da Einaudi, che parla di amicizia e speranza, di fede e di dubbio, di paura e di coraggio. Un libro che restituisce, come mai era accaduto prima, voce e umanità a una delle figure più straordinarie della Storia.</p>
<p>Benigni definisce quel Simone rinominato Pietro «un uomo nel vento»: ed è il vento della vocazione in senso letterale, la chiamata, la forza con cui si è chiamati.</p>
<p>C’è un momento, nel racconto di Roberto Benigni, in cui sembra di vedere tutto: le onde che si alzano, il vento che fischia, una voce che chiama e un uomo che esita – e poi si lancia. È Pietro, il protagonista di una storia antichissima e senza tempo. La storia di un pescatore che si arrabbia, agisce d’impulso, sbaglia, non capisce, si addormenta, soffre, gioisce e si lascia emozionare, proprio come noi.</p>
<p>Con Pietro. Un uomo nel vento, Benigni ci conduce dentro la formidabile avventura di un uomo che cade e si rialza mille volte, sospinto da una forza misteriosa, e alla fine trova il coraggio di guardarsi dentro.</p>
<p>La Storia vista attraverso gli occhi di Pietro si trasforma in un racconto intimo e sorprendente: un racconto che parla a ognuno di noi, e che culmina in un finale glorioso e toccante, dove la fragilità si trasforma in grandezza.</p>
<p>Nel libro aleggia una domanda: che cos’è quel «vento», quella forza che smuove Pietro e chiunque incontri Gesù? Benigni risponde con una sola parola che attraversa ogni passaggio: amore. L’amore «che muove il sole e l ’altre stelle». Non è un concetto astratto, non è una definizione: è esperienza, sguardo, contatto che trasforma.</p>
<p>Benigni sottolinea un punto che commuove: Pietro è uomo, con paure, dubbi e fragilità. Ed è proprio per questo che diventa santo. È consolante riconoscersi in quell’anello fragile e desiderare lo sguardo che sostiene. Quando quel sostegno arriva, nasce una forza nuova: Pietro «non molla mai», procede di caduta in caduta ma con un gaudio nascosto che trabocca di gioia.</p>
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		<title>Con &#8220;Francesco. Il primo italiano&#8221; Aldo Cazzullo conquista l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 19:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Petrone]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Francesco. Il primo italiano di Aldo Cazzullo HarperCollins prezzo: €19.50 Incontrare Aldo Cazzullo al termine del suo intervento (presentazione del suo libro) nell’ambito del festival Francescano a Bologna, a fine settembre 2025, in una Piazza Maggiore gremita, è stata una esperienza emozionante ricca di tanti spunti di riflessione. Avere il piacere di scambiare con lui [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/11/il-primo-italiano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13649" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/11/il-primo-italiano.jpg" alt="il primo italiano" width="298" height="324" /></a></p>
<p><em><strong>Francesco. Il primo italiano</strong></em></p>
<p><strong>di Aldo Cazzullo</strong></p>
<p><strong>HarperCollins</strong></p>
<p><strong>prezzo: €19.50</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Incontrare Aldo Cazzullo al termine del suo intervento (presentazione del suo libro) nell’ambito del festival Francescano a Bologna, a fine settembre 2025, in una Piazza Maggiore gremita, è stata una esperienza emozionante ricca di tanti spunti di riflessione. Avere il piacere di scambiare con lui qualche pensiero sul suo libro, mi ha spinto a leggere con cura la sua opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho ascoltato un uomo appassionato della vita di Francesco, un cercatore di quel carisma della fratellanza universale fatta di incontri, dialogo, confronto.</p>
<p style="text-align: justify;">Aldo Cazzullo (nato ad Alba nel 1966) è giornalista e uno dei più noti intellettuali mediatori del panorama culturale italiano. Dopo quindici anni a “<em>La Stampa”</em>, dal 2003 è inviato speciale ed editorialista del <em>Corriere della Sera</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo libro molto bello, ricco di storie documentate, lo scrittore regala un ritratto del santo d’Assisi in occasione degli 800 anni dalla sua morte; lo fa con delicatezza e raffinatezza intellettuale, tracciando la vita del Santo come colma di umanità, capace di elevare con il suo esempio, la sua testimonianza, l’uomo di ogni tempo a Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Cazzullo, individua e esprime il meglio della vita di San Francesco: l’amore per il prossimo, il rispetto per tutte le creature, la cortesia, il buon umore; racconta la vita straordinaria di Francesco, la giovinezza piena di ideali cavallereschi, la rottura con il padre, la spoliazione, l’incontro con il Papa, fino al grande mistero: le stimmate.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci dice che: “Nel libro racconto la storia di San Francesco, l’ho chiamato il primo italiano perché Francesco è stato il fondatore dell’identità italiana, è stato il primo a scrivere una poesia in italiano, il Cantico delle creature, ha inventato il presepe e reinventato il teatro: le sue prediche erano delle performance”.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui stesso nel suo libro afferma: “Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco. Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, per l’umanità potrebbe essere l’ultimo.”</p>
<p style="text-align: justify;">La bellezza di questa opera dello scrittore, si cela nella capacità di trasformare una figura medievale, quella di Francesco, in un testimone attuale, capace di dare risposte di senso all’umanità di oggi, offrire un modello spirituale e civile per i tempi contemporanei.</p>
<p style="text-align: justify;"> S. Francesco è reso attuale per il suo calarsi nell’umanità di ogni tempo, specie in quella attraversata da fragilità, capace di essere feritoia per lasciar passare la luce che alimenta nuova speranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessante la sua riflessione sulla visione di Francesco, sul nocciolo del francescanesimo, che non è solo la povertà nelle sue diverse sfaccettature, non è solo l’amore, ma l’idea che nessuno si salva da solo. Ognuno si salva con il resto dell’umanità e della creazione; ci si salva salvando gli altri e salvando il mondo. Il modello che francesco indica non è al vertice, è al fondo della scala sociale: sono gli umili, i deboli, i malati, coloro che non hanno nulla. Mentre le fonti di inimicizia, di guerra, di odio tra gli uomini, sono proprio il denaro, il potere, le disuguaglianze, le ingiustizie.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel libro emerge una visione di Francesco mai punitiva: Francesco ama il prossimo, ama la creazione, non considera nemico nessun essere umano, nessuna creatura di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un invito alla fratellanza universale, come via per costruire un mondo più umano e giusto.</p>
<p style="text-align: justify;"> Come scrive Cazzullo: &#8220;Il vero miracolo di San Francesco è far vedere che possiamo cambiare vita, possiamo migliorare noi stessi&#8221;.</p>
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		<title>Per una scuola che include.  Persone e istituzioni al servizio della fraternità umana</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 16:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Petrone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Presso il seminario maggiore di Napoli, si è svolto nel pomeriggio dello scorso 10 ottobre, un incontro del corso di aggiornamento professionale e di formazione in servizio per docenti di religione e non solo, nelle scuole di ogni ordine e grado della Città Metropolitana di Napoli, dal titolo «Io e Tu = Noi. Per una scuola che include». Persone e istituzioni al servizio della fraternità umana.  GLI INTERVENTI - Un incontro che ha visto oltre 200 docenti partecipanti, motivati e attenti alla tematica. Organizzato dall&#8217;ufficio di Pastorale Scolastica, nelle persone del Direttore Don Francesco Rinaldi, del vice, don Michele Esposito, e coordinato da una equipe di docenti, ha fatto registrare una presenza attiva e qualificata. Ospiti d&#8217;eccezione, Lucia Fortini, assessore alla scuola, politiche sociali e politiche giovanili della Regione Campania, e Sergio Cicatelli, dirigente scolastico, attualmente direttore del Centro Studi per la Scuola Cattolica della Conferenza episcopale italiana. È stata un’occasione preziosa di dialogo e confronto, su un tema che vuole mettere al centro degli interventi educativi la persona, per personalizzare strategie educative che aiutino a realizzare importanti processi di inclusione. Includere significa in primo luogo creare condizioni sociali idonee mettendo in atto un adeguato processo di accoglienza.   PERSONALIZZAZIONE - L&#8217;impegno educativo è creare ambienti in cui ogni individuo è valorizzato e ha pari opportunità di successo, basandosi su rispetto, cooperazione e ascolto attivo. Si attua attraverso la personalizzazione dell&#8217;insegnamento, l&#8217;uso di metodologie didattiche flessibili, il lavoro di squadra tra docenti e il supporto del benessere emotivo di tutti gli studenti. In questa prospettiva, la diversità va intesa come un punto di forza da valorizzare, non un deficit da correggere. A tale scopo è di fondamentale importanza coinvolgere tutta la comunità educante: genitori, docenti, educatori, in un&#8217;azione di rete che mira a porre al centro L&#8217;alunno. Certamente il convegno è stato solo uno dei tanti tasselli educativi che, attraverso il   confronto e il dialogo, contribuisce a dare forma al più complesso ma affascinante mosaico educativo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-16.28.25.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-13640" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-16.28.25.jpeg" alt="WhatsApp Image 2025-10-13 at 16.28.25" width="1500" height="868" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Presso il seminario maggiore di Napoli, si è svolto nel pomeriggio dello scorso 10 ottobre, un incontro del corso di aggiornamento professionale e di formazione in servizio per <strong>docenti di religione</strong> e non solo, nelle scuole di ogni ordine e grado della Città Metropolitana di Napoli, dal titolo <strong><em>«Io e Tu = Noi. Per una scuola che include»</em></strong>. <strong>Persone e istituzioni al servizio della fraternità umana. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GLI INTERVENTI</strong> - Un incontro che ha visto oltre 200 docenti partecipanti, motivati e attenti alla tematica. Organizzato dall&#8217;<strong>ufficio di Pastorale Scolastica</strong>, nelle persone del Direttore Don Francesco Rinaldi, del vice, don Michele Esposito, e coordinato da una equipe di docenti, ha fatto registrare una presenza attiva e qualificata. Ospiti d&#8217;eccezione, <strong>Lucia Fortini</strong>, assessore alla scuola, politiche sociali e politiche giovanili della Regione Campania, e <strong>Sergio Cicatelli</strong>, dirigente scolastico, attualmente direttore del Centro Studi per la Scuola Cattolica della Conferenza episcopale italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">È stata un’occasione preziosa di dialogo e confronto, su un tema che vuole mettere al centro degli interventi educativi la persona, per <strong>personalizzare strategie educative</strong> che aiutino a realizzare importanti processi di inclusione. Includere significa in primo luogo creare condizioni sociali idonee mettendo in atto un adeguato processo di <strong>accoglienza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-16.28.25-1.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-13641" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-16.28.25-1.jpeg" alt="WhatsApp Image 2025-10-13 at 16.28.25 (1)" width="1524" height="768" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PERSONALIZZAZIONE - </strong>L&#8217;impegno educativo è creare ambienti in cui ogni individuo è valorizzato e ha pari <strong>opportunità di successo</strong>, basandosi su rispetto, cooperazione e ascolto attivo. Si attua attraverso la personalizzazione dell&#8217;insegnamento, l&#8217;uso di metodologie didattiche flessibili, il lavoro di squadra tra docenti e il supporto del <strong>benessere emotivo</strong> di tutti gli studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa prospettiva, la diversità va intesa come un punto di forza da valorizzare, non un deficit da correggere. A tale scopo è di fondamentale importanza coinvolgere tutta la <strong>comunità educante:</strong> genitori, docenti, educatori, in un&#8217;azione di rete che mira a porre al centro L&#8217;alunno. Certamente il convegno è stato solo uno dei tanti tasselli educativi che, attraverso il   confronto e il dialogo, contribuisce a dare forma al più complesso ma affascinante mosaico educativo.</p>
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