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	<title>Città del Monte &#187; Claudia Scognamiglio</title>
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	<description>Giornale Online</description>
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		<title>Il mondo che vorrei</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 14:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Scognamiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri parole emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[marcia per la pace]]></category>
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		<description><![CDATA[“…quando penso che non è così il mondo che vorrei. Non si può fare quello che si vuole, non si può spingere solo l’acceleratore. Guarda un po’ ci si deve accontentare. Qui si può solo perdere, e alla fine non si perde neanche più…” Nel 2008 Vasco Rossi ha scritto questa canzone… probabilmente si riferiva [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p>“…quando penso che non è così il mondo che vorrei. Non si può fare quello che si vuole, non si può spingere solo l’acceleratore. Guarda un po’ ci si deve accontentare. Qui si può solo perdere, e alla fine non si perde neanche più…”</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2008 Vasco Rossi ha scritto questa canzone… probabilmente si riferiva al mondo in generale che a volte sembra andare a rotoli, ma basta contestualizzare queste parole e ognuno le può fare sue.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="vittime-camorra" href="http://photos-g.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs454.snc3/25984_1411148560324_1280799409_31178338_5669191_n.jpg" target="_blank"><img src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/vittime-camorra1.jpg" alt="vittime-camorra" width="104" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In vista del 20 marzo ’10, XV giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, ho letto un libro, “La ferita”. Il testo è stato scritto da più autori, testo semplice scorrevole e molto toccante, che racconta le storie delle vittime innocenti della camorra.</p>
<p style="text-align: justify;">Raffaele Cantone (magistrato e scrittore) nella prefazione spiega il significato del titolo, una scelta del curatore, Mario Gelardi, molto felice, un titolo che ha doppia interpretazione, quella negativa della ferita lasciata da tutti i soprusi, le minacce e le umiliazioni che hanno dovuto subire le vittime della camorra, e quella positiva e speranzosa tale da far credere in un qualcosa che può essere guarito e rimarginato proprio come una ferita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è stato utilizzato in un progetto promosso dalla Fondazione Famiglia di Maria, Libera e Ad est dell’equatore, che hanno organizzato giornate di incontro con gli studenti della VI municipalità di Napoli per una cultura di legalità e non violenza attraverso, appunto, la lettura del libro, una riflessione in vista della giornata in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata da Libera a Milano e della marcia per la pace Perugia – Assisi che si terrà il 16 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo che vorrei… forse è utopico, forse noi giovani siamo troppo speranzosi, abbiamo troppi progetti… ma vale la pena crederci in mondo migliore? Sicuramente, e lo posso dire a voce alta e con orgoglio! Bisogna crederci anche per tutti quelli che hanno combattuto a testa alta ed hanno affrontato la camorra, non hanno pagato il pizzo, hanno denunciato, hanno parlato, per quelli come Gigi e Paolo, Annalisa Durante, Antonio Landieri, Silvia Ruotolo, uomini e donne che molti diranno che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato, e invece no, loro si trovavano dove dovevano essere, sotto casa a parlare delle vacanze, nel parco a giocare con gli amici, fuori al cancello di casa a confidarsi con le amiche. Uomini e donne che stavano vivendo la loro vita, la gioia di essere giovani, tutto spazzato via dalla mano crudele della camorra.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel mondo che vorrei non dovrò più ascoltare notizie di altre vittime innocenti, di persone che hanno denunciato e si sono ribellate alla camorra e si ritrovano senza attività commerciale, nel mondo che vorrei non c’è più la prepotenza e l’arroganza di quelli che pensano di essere lo Stato, nel mondo che vorrei ci sono tanti giovani che credono nei loro ideali, che possono passeggiare con gli amici, giocare nei parchi pubblici, parlare delle vacanze, giovani che possono camminare fieri e a testa alta senza aver paura della propria terra.</p>
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		<title>Amici in città</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 18:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Scognamiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[assessorato alla cultura]]></category>
		<category><![CDATA[guide turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[napoli turismo]]></category>
		<category><![CDATA[welcome friends]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Con &#8220;Maggio nei monumenti&#8221; parte anche &#8220;Welcome Friends&#8221;. Il progetto nasce da un&#8217;idea di Amesci, un&#8217;iniziativa fatta da&#160; giovani volontari partenopei per i giovani turisti che arrivano a Napoli.L&#8217;idea &#232; proprio quella di avere un amico in citt&#224; che ti pu&#242; accogliere e accompagnare durante il soggiorno.Welcome Friends &#232; un progetto di volontariato, i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: small; "></p>
<p style="text-align: justify; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; ">Con &ldquo;Maggio nei monumenti&rdquo; parte anche &ldquo;Welcome Friends&rdquo;. Il progetto nasce da un&rsquo;idea di Amesci, un&rsquo;iniziativa fatta da&nbsp; giovani volontari partenopei per i giovani turisti che arrivano a Napoli.L&rsquo;idea &egrave; proprio quella di avere un amico in citt&agrave; che ti pu&ograve; accogliere e accompagnare durante il soggiorno.Welcome Friends &egrave; un progetto di volontariato, i giovani che vi partecipano hanno seguito un corso di formazione, molti sono laureati in Conservazione dei beni culturali, altri in Lingue, ma per partecipare basta avere delle buone capacit&agrave; relazionali e conoscere almeno una lingua straniera. I volontari segnaleranno e accompagneranno i turisti, stranieri e italiani, nei percorsi standard e quelli meno formali, per musei o a fare shopping oppure per un&rsquo;uscita di sera nei locali pi&ugrave; caratteristici di Napoli. I giovani di Welcome Friends non sono delle guide turistiche o degli info point, ma sono i veri conoscitori della citt&agrave; che potranno condividere con i coetanei in visita le gioie di questa citt&agrave; da rivalutare e rivivere, dalle passeggiate sul lungomare, all&rsquo;aperitivo nei locali, il tutto accompagnato dalla classica e oramai nota solarit&agrave; dei napoletani.Per maggio nei Monumenti i volontari collaborano con il comune di Napoli e l&rsquo;assessorato alla cultura.Li troverete in giro per le strade di Napoli, dal porto a piazza del Plebiscito, da via Toledo a piazza Dante, da piazza del Ges&ugrave; al Duomo, con una T-shirt bianca o verde disposti a dare informazioni e suggerimenti a tutti.</span></span>
</p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><font face="Arial">Per ulteriori informazioni visitare il sito&nbsp;</font></span><font size="3" face="Arial"><a href="http://www.welcomefriends.it/" target="_blank"><span style="font-size: small; ">www.welcomefriends.it</span></a></font></p>
<p></span></p>
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		<title>Buskashì viaggio dentro la guerra</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 17:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Scognamiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ahmad shah massud]]></category>
		<category><![CDATA[associazione umanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[attentato alle twin towers]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Strada]]></category>

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		<description><![CDATA[Buskash&#236; viaggio dentro la guerra Gino Strada Edizione Feltrinelli Prezzo da copertina 12,00 &#8364; 2002 &#160; La buskash&#236; &#232; il gioco nazionale afgano: due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata. Gioco violento e senza regole nel quale l&#8217;unica cosa che conta &#232; il possesso della carcassa o di quello che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><b><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">Buskash&igrave; viaggio dentro la guerra</font></span></b></div>
<div><b><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">Gino Strada</font></span></b></div>
<div><b><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">Edizione Feltrinelli</font></span></b></div>
<div><b><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">Prezzo da copertina 12,00 &euro;</font></span></b></div>
<div><b><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">2002</font></span></b></div>
<div><b><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">&nbsp;</font></span></b></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">La buskash&igrave; &egrave; il gioco nazionale afgano: due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata. Gioco violento e senza regole nel quale l&rsquo;unica cosa che conta &egrave; il possesso della carcassa o di quello che ne resta al termine della gara.</font></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">&ldquo;Buskash&igrave;&rdquo; &egrave; la storia di un viaggio dentro la guerra iniziata il 9 settembre 2001, con l&rsquo;assassinio del leader Ahmad Shah Massud &ldquo;il Leone del Panchir&rdquo;, due giorni prima dell&rsquo;attentato alle Twin Towers di New York.</font></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">&Egrave; il racconto di una terra che esisteva gi&agrave; prima degli attentati, di un popolo che ha visto le luci dei riflettori accendersi solo perch&eacute; loro erano i cattivi, di un luogo in cui le esplosioni di notte ci sono sempre state, ma sono state rese note al mondo dalla Cnn solo il giorno dopo gli attentati. </font></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">Le riunione di staff, le telefonate internazionali con l&rsquo;Afganistan, la determinazione nel voler essere l&igrave; nonostante tutti gli organi internazionali venissero evacuati,&nbsp;perfino la Croce Rossa.</font></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">&nbsp;&Egrave; la straordinaria testimonianza dell&rsquo;unico gruppo di occidentali presenti a Kabul nei giorni della sua &ldquo;liberazione&rdquo;. Un viaggio clandestino per raggiungere l&rsquo;Afganistan mentre viene abbandonata da tutti e si chiudono i confini.</font></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">&nbsp;</font></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt"><font color="#000000">Gino Strada, chirurgo di guerra, &egrave; uno dei fondatori di Emergency, l&rsquo;associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerre e delle mine antiuomo. Ha voluto che alla fine del libro venisse pubblicata la Dichiarazione universale dei diritti umani, firmata a Parigi nel 1948. Una scelat che, da sola, vale pi&ugrave; di mille discorsi.</font></span></div>
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		<title>Viviamo la nostra vita a testa alta</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 17:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Scognamiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri parole emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[Don Luigi Ciotti]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Siani]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanti sono stati gli avvenimenti e le coincidenze che mi hanno portato oggi a scrivere questo articolo. Voglio partire da un anno e mezzo fa, quando decisi di fare il servizio civile. La scelta del progetto &#232; stata subito molto semplice ed &#232; caduta sull&#8217;articolo 4, bando speciale sulla legalit&#224; a Napoli. Molti sono stati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Tanti sono stati gli avvenimenti e le coincidenze che mi hanno portato oggi a scrivere questo articolo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Voglio partire da un anno e mezzo fa, quando decisi di fare il servizio civile. La scelta del progetto &egrave; stata subito molto semplice ed &egrave; caduta sull&rsquo;articolo 4, bando speciale sulla legalit&agrave; a Napoli. Molti sono stati gli incontri con gli altri volontari che avevano come punto di incontro e riflessione i temi della camorra e della legalit&agrave; a Napoli e in tutta la Campania. In alcuni di questi incontri ho avuto la possibilit&agrave; di ascoltare le parole di Pino Masciari, imprenditore edile calabrese, che dal 1997 con la sua famiglia vive sotto scorta per aver denunciato la ndrangheta e le sue collusioni politiche, di Silvana Fucito, imprenditrice napoletana che si &egrave; opposta alla camorra e al racket e di Don Luigi Merola, il giovane parroco di Forcella che si &egrave; impegnato per la riqualificazione del quartiere. Ho avuto la possibilit&agrave; di conoscere meglio le storie delle vittime di camorra come Giancarlo Siani e&nbsp;Don Peppino Diana che magari prima conoscevo solo per sommi capi. Ho partecipato alla marcia per le vittime innocenti delle mafie che si &egrave; svolta a Bari lo scorso anno.</span></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">La settimana scorso l&rsquo;incontro con Don Luigi Ciotti. Poi la marcia a Napoli del 21 marzo, la sorpresa di Roberto Saviano presente sul palco, ed infine, pochi giorni fa, l&rsquo;intervista di Fabio Fazio a &ldquo;Che tempo che fa&rdquo; a Roberto Saviano.</span></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Saviano durante l&rsquo;intervista ha ripetuto molte volte che le testate giornalistiche nazionali non hanno mai riportato i fatti di camorra che sono avvenuti a Napoli. Eppure la Camorra , come dicono Don Ciotti e lo stesso Saviano, &egrave; un fenomeno nazionale per tanti motivi. Uno di questi &egrave; il reclutamento della manodopera edile a nero: le migliori maestranze d&rsquo;Italia vengono proprio dalla Campania. Anche&nbsp;lo spaccio di droghe e stupefacenti parte da Napoli per poi arrivare in tutta Italia.</span></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Il giovane autore di Gomorra ha pi&ugrave; volte menzionato alcune delle vittime innocenti della mafia, quelli di cui non si &egrave; mai parlato a livello nazionale, e ha pi&ugrave; volte chiesto al pubblico se li conoscesse.</span></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Loro no, ma io si! Forse perch&eacute; sono di Napoli, forse perch&eacute; mi sono lasciata trasportare da questa sete di conoscenza&nbsp;ed ho iniziato ad informarmi.</span></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Ed &egrave; proprio per questo che scrivo questo articolo. Saviano dice che di camorra non se ne parla abbastanza. Io ho un piccolo mezzo per farlo e ve ne parlo e vi invito ad informarvi e a conoscere le storie di Salvatore Nuvoletta, giovane carabiniere di Marano ucciso dalla camorra, di Dario Scherillo, giovane di 26 anni di Casavatore, altra vittima innocente della camorra, ucciso per sbaglio al centro del suo paese.&nbsp;</span></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">L&rsquo;estate scorsa ho letto &ldquo;Gomorra&rdquo; e sono rimasta sconvolta: ho letto dell&rsquo;omert&agrave; delle persone, lo sballo e l&rsquo;esaltazione dei giovani per la droga e le armi, ho letto di un mondo geograficamente molto vicino a me, ma tanto lontano nella vita quotidiana. La settimana scorsa sono stata a teatro a vedere lo spettacolo omonimo, messo in scena da attori eccellenti al teatro San Ferdinando, e mi sono convinta ancora di pi&ugrave; che non &egrave; possibile che si debba vivere assoggettati da questa macchia che purtroppo prende sempre pi&ugrave; piede. Ho ascoltato le storie di molti personaggi coraggiosi che hanno avuto la forza di alzare la testa e ribellarsi e spesso mi sono chiesta se io al loro posto fossi stata cos&igrave; forte. Ci sono tanti modi per combattere la camorra e lo si pu&ograve; fare anche nei piccoli gesti quotidiani come non pagare il parcheggiatore abusivo (perch&eacute; &egrave; una forma di camorra) o non comprare merce contraffatta. Una volta mi hanno detto che un proiettile costa 50 centesimi e mi hanno detto anche che con i soldi con cui si comprano i cd masterizzati si comprano i proiettili e quei proiettili vengono usati per uccidere nelle faide, per uccidere personaggi scomodi e per uccidere chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Io non voglio collaborare a questa carneficina, non voglio uccidere la prossima Annalisa Durante, il prossimo Salvatore Nuvoletta o il prossimo Don Peppino Diana. E voi?</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I cento passi verso la legalità</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 01:38:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Scognamiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Don Luigi Ciotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un bel po&#8217; di tempo Don Luigi Ciotti sta girando l&#8217;Italia per l&#8217;evento &#8220;I cento passi verso il 21 marzo&#8221;.&#160;Lo abbiamo&#160;incontrato nel parco Troisi di San Giovanni a Teduccio, meglio conosciuto come il laghetto. Ad accoglierlo ci sono molti ragazzini delle varie scuole medie e superiori della municipalit&#224;, tra queste il Don Bosco, il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Da un bel po&rsquo; di tempo Don Luigi Ciotti sta girando l&rsquo;Italia per l&rsquo;evento &ldquo;I cento passi verso il 21 marzo&rdquo;.&nbsp;Lo abbiamo&nbsp;incontrato nel parco Troisi di San Giovanni a Teduccio, meglio conosciuto come il laghetto. Ad accoglierlo ci sono molti ragazzini delle varie scuole medie e superiori della municipalit&agrave;, tra queste il Don Bosco, il Livatino, il Cavalvanti, San Giovanni Bosco, la Giotto Monti e l&rsquo;istituto Opera Pia Famiglia di Maria che con i Tamburi della Pace hanno accolto Don Ciotti suonando l&rsquo;Inno Nazionale.</span></span>&nbsp;<span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Presenti anche&nbsp;molti altri personaggi, tra i quali Silvana Fucito, presidente dell&rsquo;associazione &ldquo;San Giovanni a Teduccio per la legalit&agrave;&rdquo;, il preside della Giotto Monti, Giuseppe Pecoraro, e il presidente della VI municipalit&agrave; Anna Cozzolino. Il pomeriggio &egrave; trascorso in fretta tra canti e&nbsp;spettacoli messi in scena&nbsp;dagli stessi studenti, poi don Ciotti &egrave; salito sul palco e ha risposto ad alcune domande che gli sono state poste da un piccolo studente.&nbsp;</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Perch&eacute; avete scelto il 21 marzo?&nbsp;</span></span></strong><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Nel 1992 nella provincia di Palermo a Capaci hanno ucciso il giudice Falcone e i ragazzi della scorta, che hanno un nome: Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Di Cillo, hanno una famiglia, dei figli e delle persone che piangono quell&rsquo;affetto che non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;. Nella strage di via d&rsquo;Amelio morirono, in seguito ad un attentato, il giudice Borsellino e&nbsp; anche i cinque agenti di scorta&nbsp;</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Emanuela Loi</span></span><span style="font-size: small">&nbsp;<span style="font-family: Arial">(prima donna della&nbsp;</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Polizia di Stato</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">&nbsp;caduta in servizio),&nbsp;</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Agostino Catalano</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">,&nbsp;</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Vincenzo Li Muli</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">,&nbsp;</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Walter Eddie Cosina</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">&nbsp;e&nbsp;</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Claudio Traina</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">. L&#8217;unico sopravvissuto &egrave;&nbsp;</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Antonino Vullo</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">. Noi ci siamo detti che la prima mafia da combattere &egrave; quella delle parole, perch&eacute; a parole ci sono tutti, tutti parlano di legalit&agrave;, di giustizia, di pace e di dignit&agrave; umana, ma poi tutti ritornano al proprio lavoro e noi siamo qui con le nostre speranze e la nostra fatica. Ci siamo resi conto che si ricordavano solo i grandi nomi, ed &egrave; giusto che ognuno ricordi le persone care, per&ograve; centinaia di altre persone che hanno perso i loro cari uccisi dalla violenza criminale mafiosa nessuno si ricordava pi&ugrave;. Cos&igrave; abbiamo deciso di mettere insieme a nord, al centro e a sud Italia tanti gruppi, scuole, movimenti e associazioni, tutti insieme, perch&eacute; quello delle mafie &egrave; un problema in Sicilia come in Piemonte, &egrave; presente nel Veneto come in Calabria e quando troverete qualcuno che pensa e dice che il problema riguarda la posizione geografica, litigate, perch&eacute; l&rsquo;Italia &egrave; un paese che deve sentire questa scommessa e questo impegno. Tanto &egrave; vero che a Torino &egrave; stato ucciso il procuratore capo della repubblica Bruno Caccia, tanto &egrave; vero che a Bardonecchia, zona olimpica, &egrave; stata commissariata per infiltrazione mafiosa, tanto &egrave; vero che nel nord-est si &egrave; formata la mafia del Brenta con connessioni alla camorra e alla ndrangheta calabrese, Milano, e provincia, &egrave; la quarta citt&agrave; in Italia per confisca dei beni alla mafia, allora non c&rsquo;&egrave; un&rsquo;area geografica, ma c&rsquo;&egrave; l&rsquo;Italia che deve riflettere. Mettiamoci insieme, universit&agrave;, associazioni, gruppi e scuole con storie e percorsi diversi, togliamoci le etichette e lavoriamo insieme.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Abbiamo deciso che ci fosse una giornata all&rsquo;anno in cui si ricordano tutte le vittime, con tutti i nomi, con dignit&agrave; e abbiamo scelto il primo giorno di primavera, il 21 marzo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Il primo anno erano 300-400 nomi, quest&rsquo;anno sentirete pi&ugrave; di 900 nomi e ci saranno pi&ugrave; di 500 familiari. Troverete per la prima volta dei familiari che arriveranno da diversi paesi europei perch&eacute; le mafie hanno ucciso anche in altri posti e per la prima volta a Napoli cammineremo insieme, perch&eacute; &egrave; un cammino e non una manifestazione, non &egrave; un evento perch&eacute; l&rsquo;impegno deve esserci per 365 giorni all&rsquo;anno. Se fosse un evento io non ci sarei. Nel momento in cui ci stringeremo a tutti quei familiari, vedremo delle persone adulte, pap&agrave;, mamme, mogli e figli che hanno perso le persone care e cammineremo tutti insieme. L&rsquo;anno scorso a Bari eravamo in 100000.&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Oggi qui sono presenti tante scuole, il Don Bosco, l&rsquo;Archimede, il Cavalcanti e il Livatino e volevo ricordare proprio la storia di Livatino, di cui ho conosciuto i genitori. Fu ucciso a 37 anni, un bravo magistrato, figlio unico e la sera che fu ucciso i genitori si chiusero in camera con tanto dolore ma anche tanta dignit&agrave;. Si &egrave; scoperto dopo che andava dal suo capo e chiedeva di avere sempre le pratiche pi&ugrave; difficili, ma non per farsi vedere, ma perch&eacute; era un atto d&rsquo;amore, perch&eacute; lui non era sposato, mentre i suoi colleghi avevano moglie e figli.&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Fino ad ora ci sono 50000 giovani che da ogni parte d&rsquo;Italia si stanno muovendo per venire a Napoli. Ma non si viene a Napoli perch&eacute; qui ci sono queste macchie grigie, ma si viene per stima e per affetto e soprattutto per dire grazie a questa terra, perch&eacute; vorrei che nessuno dimenticasse che c&rsquo;&egrave; la camorra e forme di illegalit&agrave; e corruzione, ma qui ci sono anche delle esperienze, delle realt&agrave; e delle persone che fanno scuola di positivit&agrave;. Veniamo qui a Napoli per stima e riconoscenza.&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Perch&eacute; proprio un sacerdote ha deciso di fondare Libera?&nbsp;</span></span></strong><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Ho iniziato a 17 anni. A cambiarmi la vita &egrave; stato un uomo sulla strada, con tre cappotti addosso, con la sua disperazione e la sua fatica. Andavo a scuola e quell&rsquo;uomo era sempre l&igrave; sulla sua panchina, mi colp&igrave; perch&eacute; leggeva un libro e lo sottolineava con quelle matite rosse e blu. Un giorno gli offrii un caff&egrave;, ma lui non mi rispose e continu&ograve; a non rispondermi tutte le volte che glielo offrivo, poi mi raccont&ograve; la sua vita. Era un medico, un chirurgo, primario di un ospedale del nord Italia e un momento di imprevisto della sua vita lo aveva portato su quella panchina. Una sera non era di turno in ospedale ma doveva essere reperibile, quella sera successe di tutto, un incidente automobilistico con diversi feriti e una donna che stava male, era la moglie di un suo caro amico, e lui, che tutti hanno confermato che era un uomo che non abusava mai del bere, quella sera in sala operatoria era ubriaco. Non si sa se quella sera aveva sbagliato o se la situazione fosse cos&igrave; grave che in ogni caso non avrebbe potuto fare nulla. La donna mor&igrave; e lui inizi&ograve; ad auto punirsi, colpevolizzarsi e distruggersi. Arriv&ograve; a Torino e quella panchina divenne la sua casa. Un giorno mi indic&ograve; il bar di fronte e i ragazzi che lo frequentavano, mi disse che prendevano dei farmaci e poi bevevano alcool: si drogavano, e in quei tempi non si parlava di droga in Italia. Mi chiese di far qualcosa per loro, cinque mesi dopo mor&igrave; e io iniziai a frequentare quel bar e cercai con i miei compagni di fare qualcosa.&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">I giovani sono il presente e il futuro dell&rsquo;Italia, lei come fondatore di Libera quale messaggio vuole mandare a questi giovani che si sentono sempre pi&ugrave; stretti nella morsa della mafia?&nbsp;</span></span></strong><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">L&rsquo;unico augurio che posso fare &egrave; di essere capaci di vivere e non lasciarsi vivere, di non lasciarsi travolgere da contraddizioni, non &egrave; facile. Le tentazioni possono essere tante, allora dobbiamo assumerci questa responsabilit&agrave; e questa voglia. C&rsquo;&egrave; un mondo adulto che deve interrogarsi nei vari ambiti, scuola, politica e ambienti lavorativi, e creare le condizioni perch&eacute; ci possa essere un cambiamento.&nbsp;</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">E speriamo che questo cambiamento sia reale.</span></span></strong></p>
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		<title>Totò e la Malafemmena</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 23:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Scognamiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[liliana de curtis]]></category>
		<category><![CDATA[malafemmena]]></category>
		<category><![CDATA[Totò]]></category>

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		<description><![CDATA[Era il 1951 quando il principe&#160;Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis Di Bisanzio Gagliardi, in arte Tot&#242;, scrisse la canzone Malafemmena. La canzone&#160;era dedicata alla moglie Diana Bandini Rogliani, sposata nel 1935. All&#8217;epoca in molti pensarono che la canzone fosse stata scritta&#160;per Silvana Pampanini, la bella attrice di cui Tot&#242; si era innamorato, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Era il 1951 quando il principe&nbsp;Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis Di Bisanzio Gagliardi, in arte Tot&ograve;, scrisse la canzone Malafemmena. La canzone&nbsp;era dedicata alla moglie Diana Bandini Rogliani, sposata nel 1935. All&rsquo;epoca in molti pensarono che la canzone fosse stata scritta&nbsp;per Silvana Pampanini, la bella attrice di cui Tot&ograve; si era innamorato, ma in realt&agrave; quando Tot&ograve; deposit&ograve; la canzone alla SIAE la dedic&ograve; alla moglie Diana, che aveva deciso di lasciarlo e sposarsi con un altro uomo. La malafemmena a Napoli non &egrave;, come comunemente si crede, la donna di malaffare, bens&igrave; la donna che fa soffrire, la donna crudele.&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"></p>
<p align="justify"><span style="font-size: small">Tutto questo e molto altro ancora nel libro &ldquo;Malafemmena&rdquo;, scritto da&nbsp;Liliana De Curtis, figlia di Tot&ograve; e Diana, e Matilde Amorosi. Il libro, che ripercorre la storia d&rsquo;amore&nbsp;tra&nbsp;il grande artista e sua moglie&nbsp;&egrave; stato presentato a Torre del Greco, nel corso di una bella&nbsp;serata organizzata dal giornalista Angelo Ciaravolo, consigliere nazionale dell&#8217;Ordine dei giornalisti. In sala,&nbsp;oltre a molti redattori delle testate&nbsp;locali, un vasto pubblico di&nbsp;appassionati del Principe. </span></p>
<p>Al tavolo dei relatori, oltre al&nbsp;moderatore Angelo Ciaravolo, erano presenti le autrici&nbsp;Liliana De Curtis e Matilde Amorosi, il vice presidente dell&#8217;Ordine dei giornalisti della Campania Mimmo Falco, nonch&egrave;&nbsp;l&#8217;avvocato Francesco Saverio Torrese nelle vesti di critico letterario.&nbsp;Quest&#8217;ultimo, parlando del libro, ha commentato: &quot;<i>Le parole della canzone sono come una lacrima sul viso di Tot&ograve;, un pianto liberatorio dopo una forte delusione&quot;. </i></p>
<p></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;<span style="font-family: Arial"><span style="font-size: small">E alle parole hanno fatto eco le note. Il chitarrista Gianni Festinese, visibilmente commosso, ha interpretato alcuni brani musicali scritti dallo stesso Tot&ograve;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: small">Poi &egrave; stato il momento delle domande, rivolte ai relatori dai giornalisti e dagli ospiti presenti.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>Dato che Tot&ograve; era un personaggio cos&igrave; pittoresco, come avete fatto a scegliere il materiale da inserire nel libro?</b>&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">(risponde Matilde Amorosi) Mi sono lasciata guidare assolutamente dall&rsquo;istinto, poi quando scrivevo mi confrontavo con Liliana che riconosceva la storia dei suoi genitori.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Nel 1939 lui le chiese &ldquo;<i>Ma tu mi hai sposato per amore o perch&eacute; ti interessava il matrimonio?&rdquo;&nbsp;</i>e lei&nbsp;<i>&ldquo;Per amore&rdquo;&nbsp;</i>e lui le rispose&nbsp;<i>&ldquo;Allora divorziamo&rdquo;.&nbsp;</i>E cos&igrave; fu, fu uno dei primi divorzi, ma vissero insieme ancora per tantissimi anni da signorini e lui si portava dietro il certificato di divorzio e si dichiarava celibe, ma da allora non si &egrave; mai pi&ugrave; sposato anche se ha avuto un&rsquo;altra storia. Quello era un periodo della sua vita che possiamo definire il riposo del guerriero.&nbsp;&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>Questo &egrave; un romanzo d&rsquo;autore, quindi lo pu&ograve; leggere chiunque?</b>&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">(risponde Liliana De Curtis) Assolutamente si, soprattutto dai giovani, perch&eacute; cos&igrave; imparano quel qualcosa che purtroppo oggi si &egrave; perso, come per esempio il rapporto con i genitori.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">(risponde Matilde Amorosi) Certo non &egrave; un romanzo di Moccia, &egrave; un romanzo di grande passione e grande sentimento, i giovani riscoprono il senso della passione.&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>Il grande Tot&ograve; &egrave; stato affiancato da bellissime donne sugli schermi, come viveva il rapporto in casa con sua madre?</b>&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">(risponde Liliana De Curtis) Pap&agrave; era un altro uomo in casa, parlava sempre a bassa voce senza mai urlare, mamma lo diceva sempre che come si era divertita con pap&agrave; non si era mai divertita nella sua vita.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Quando pap&agrave; faceva gli spettacoli a teatro mamma era sempre con lui, era materialmente dietro le quinte. Lui l&rsquo;aveva forgiata a suo piacimento, come lui la voleva, e aveva la grande paura di perderla, lei non faceva niente, non parlava, era a sua disponibilit&agrave; al 100%. Quindi dato che lui aveva forgiato questa ragazzina/bambina a suo piacimento aveva la paura che se lei si fosse svegliata lui non avrebbe saputo che fare e allora la teneva chiusa e infatti mia madre non &egrave; mai apparsa in pubblico. Una volta gli chiesero perch&eacute; non facesse recitare sua moglie dato che era molto bella, ma Tot&ograve; rifiut&ograve; categoricamente.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Mamma ha avuto il morbo di Alzheimer per sette anni e non riconosceva pi&ugrave; nessuno della famiglia, ma diceva sempre alla persona che l&rsquo;accudiva di apparecchiare anche per Tot&ograve; perch&eacute; sarebbe tornato per il pranzo. Le ultime parole che disse Diana prima di morire furono per il suo grande amore &ldquo;<i>Grazie Tot&ograve;, mi sei venuto a prendere.&rdquo;&nbsp;</i>Sulla tomba dei miei genitori c&rsquo;&egrave; scritto:&rdquo;&nbsp;<i>Tot&ograve; e Diana, insieme per sempre.&rdquo;&nbsp;</i>&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>Vogliamo parlare della grande umanit&agrave; di Tot&ograve;: pochi sanno che nella tomba di Tot&ograve; oltre alla moglie c&rsquo;&egrave; anche un&rsquo;altra persona, Liliana Castagnola. Come ha gestito lei questo rapporto?</b>&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">(risponde Liliana De Curtis) Pap&agrave; si &egrave; portato sempre questo grande peso, lui giur&ograve; che se mai avesse avuto una figlia l&rsquo;avrebbe chiamata Liliana. Liliana Castagnola &egrave; stata una grande chanteuse di tantissimi anni fa, &egrave; stata portata da pap&agrave; e mamma da un piccolo loculo dove stava, nella tomba di pap&agrave;. Quindi anche in questo mamma &egrave; stata una donna straordinaria.&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>Le avranno fatto molte volte la banale domanda &ldquo;<i>cosa significa essere la figlia di Tot&ograve;&hellip;. Cosa significa avere Tot&ograve; come padre&rdquo;.&nbsp;</i>Volevo chiederle cosa significa essere la figlia di Diana, della malafemmena?</b>&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">(risponde Liliana De Curtis) Mia madre &egrave; sempre stata vicina a me, anche quando sono diventata una donna adulta e ho avuto dei figli, mi ha sempre protetta, per&ograve; io non le ho mai perdonato di essere andata via e di aver lasciato mio padre, aveva sopportato tanto in giovent&ugrave; e poteva continuare a sopportare un altro po&rsquo;, e lei lo sapeva che non glielo ho mai perdonato.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">(aggiunge Matilde Amorosi) Credo che come la canzone&nbsp;<i>Malafemmena&nbsp;</i>abbia sedato il dolore dell&rsquo;addio, il conflitto di Liliana &egrave; finito con questo libro.&nbsp;</span></span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">La canzone</span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>Si avisse fatto a n&#8217;ato&nbsp;<br />
chello ch&#8217;e fatto a mme&nbsp;<br />
st&#8217;ommo t&#8217;avesse acciso,&nbsp;<br />
tu vu&ograve; sap&eacute; pecch&eacute;?</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>Pecch&eacute; &#8216;ncopp&#8217;a sta terra&nbsp;<br />
femmene comme a te&nbsp;<br />
non ce hanna sta p&eacute; n&#8217;ommo&nbsp;<br />
onesto comme a me!&#8230;</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>Femmena&nbsp;<br />
Tu si na malafemmena&nbsp;<br />
Chist&#8217;uocchie &#8216;e fatto chiagnere..&nbsp;<br />
Lacreme e &#8216;nfamit&agrave;.</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>Femmena,&nbsp;<br />
Si tu peggio &#8216;e na vipera,&nbsp;<br />
m&#8217;e &#8216;ntussecata l&#8217;anema,&nbsp;<br />
nun pozzo cchi&ugrave; camp&agrave;.</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>Femmena&nbsp;<br />
Si ddoce comme &#8216;o zucchero&nbsp;<br />
per&ograve; sta faccia d&#8217;angelo&nbsp;<br />
te serve pe &#8216;ngann&agrave;&#8230;</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>Femmena,&nbsp;<br />
tu si &#8216;a cchi&ugrave; bella femmena,&nbsp;<br />
te voglio bene e t&#8217;odio&nbsp;<br />
nun te pozzo scurd&agrave;&#8230;</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>Te voglio ancora bene&nbsp;<br />
Ma tu nun saie pecch&egrave;&nbsp;<br />
pecch&egrave; l&#8217;unico ammore&nbsp;<br />
si stata tu pe me&#8230;</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>E tu pe nu capriccio&nbsp;<br />
tutto &#8216;e distrutto,ojn&egrave;,&nbsp;<br />
Ma Dio nun t&#8217;o perdone&nbsp;<br />
chello ch&#8217;e fatto a mme!&#8230;</i>&nbsp;</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><a title="buona-3" target="_blank" href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/buona-3.jpg"><img class="attachment wp-att-2229 alignleft" height="112" alt="buona-3" width="150" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/buona-3.jpg" /></a>&nbsp;<a title="buona-1" target="_blank" href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/buona-12.jpg"><img class="attachment wp-att-2227 alignleft" height="112" alt="buona-1" width="150" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/buona-12.jpg" /></a>&nbsp;<a title="buona-2" target="_blank" href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/buona-2.jpg"><img class="attachment wp-att-2228 alignleft" height="112" alt="buona-2" width="150" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/buona-2.jpg" /></a>&nbsp;<a title="buona-4" target="_blank" href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/buona-4.jpg"><img class="attachment wp-att-2230 alignleft" height="112" alt="buona-4" width="150" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/buona-4.jpg" /></a></p>
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		<title>Il codice del quattro</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 10:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Scognamiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Dustin Thomason]]></category>
		<category><![CDATA[hypnerotomachia poliphili]]></category>
		<category><![CDATA[Ian Caldwell]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Ian Caldwell e Dustin Thomason Edizioni piemme Prezzo da copertina 15,00 &#8364; 2004&#160; Princeton, Tom e Paul sono prossimi alla laurea, come molti studenti, e sono ad un passo dal risolvere i misteri dell&#8217;&#160;Hypnerotomachia Poliphili,&#160;opera rinascimentale nella quale si sono imbattuti molti studiosi per decifrarla. Uno di questi &#232; proprio il padre di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial; "></p>
<p>&nbsp;</p>
<p></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "></p>
<p><strong><span class="Apple-style-span">I<span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; ">an Caldwell e Dustin Thomason</span></span></strong></p>
<p></span></span><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 16px; "></p>
<p><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><b>Edizioni piemme</b></span></span></p>
<p><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><b>Prezzo da copertina 15,00 &euro;</b></span></span></p>
<p><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><b>2004</b>&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Princeton, Tom e Paul sono prossimi alla laurea, come molti studenti, e sono ad un passo dal risolvere i misteri dell&rsquo;&nbsp;Hypnerotomachia Poliphili,&nbsp;opera rinascimentale nella quale si sono imbattuti molti studiosi per decifrarla. Uno di questi &egrave; proprio il padre di Tom, mentre per Paul diventa una vera e propria ossessione. I due giovani si sentono vicini alla soluzione ma si trovano di fronte ad una barriera invalicabile, finche un diario perduto fornisce loro indizi fondamentali.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Mentre i due amici decifrano indovinelli e codici capiscono di trovarsi di fronte ad un manoscritto carico di storia, di fede di erotismo, un vero&nbsp; e proprio labirinto matematico, un percorso ad ostacoli disseminato di morti. Tutti coloro che hanno tentato di decifrare il testo hanno pagato a caro prezzo la loro sete di conoscenza, e anche Tom e Paul capiscono di essere a rischio della vita.&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Un thriller straordinario che come il&nbsp;Codice da Vinci&nbsp;e&nbsp;Il nome della rosa&nbsp;svela un segreto che appartiene ad un mondo lontano.</span></span></p>
<p></span></p>
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		<title>Il momento di uccidere</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 14:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Scognamiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il momento di uccidere di John Grisham Edizioni Mondadori &#8211; 1992 &#160; Cosa fareste, se qualcuno picchiasse e violentasse vostra figlia? Se voi foste neri e loro bianchi e razzisti? Carl Lee Hailey, eroe del Vietnam, li uccide in preda ad una furia selvaggia, davanti a numerosi testimoni. Brutale omicidio o esecuzione esemplare? Vendetta o [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>Il momento di uccidere</b></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>di John Grisham</b></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>Edizioni Mondadori &#8211; 1992</b></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>&nbsp;</b></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Cosa fareste, se qualcuno picchiasse e violentasse vostra figlia? Se voi foste neri e loro bianchi e razzisti?</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Carl Lee Hailey, eroe del Vietnam, li uccide in preda ad una furia selvaggia, davanti a numerosi testimoni. Brutale omicidio o esecuzione esemplare? Vendetta o giustizia? Per giorni in un tribunale del profondo sud americano si discute del caso, della consapevolezza di quest&rsquo;uomo, senza mai dimenticare il colore della sua pelle.</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Trattando i temi della legge e del castigo, del razzismo e del potere, John Grisham porta alla luce il groviglio di bene e male che c&rsquo;&egrave; nel cuore di tutti gli uomini.</span></span></div>
<div><b>&nbsp;</b></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Innocente</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 18:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Scognamiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[debbie carter]]></category>
		<category><![CDATA[innocente]]></category>
		<category><![CDATA[john grisham]]></category>
		<category><![CDATA[mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[ron williamson]]></category>

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		<description><![CDATA[Innocente di John Grisham Edizione Mondadori 2006 prezzo di copertina 18,60 &#8364; &#160; Il caso di Ron Williamson ha ossessionato John Grisham per anni, da quando lesse, casualmente, la sua storia su un giornale locale. Decise cos&#236; di raccontarla al mondo. Ron Williamson, promettente stella del baseball, lascia l&#8217;attivit&#224; sportiva per un infortunio al braccio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><strong>Innocente</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><b>di John Grisham</b></span></span></p>
<p><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><b>Edizione Mondadori 2006</b></span></span></p>
<p><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><strong>prezzo di copertina 18,60 &euro;</strong></span></span></p>
<div><b>&nbsp;</b></div>
<p><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Il caso di Ron Williamson ha ossessionato John Grisham per anni, da quando lesse, casualmente, la sua storia su un giornale locale. Decise cos&igrave; di raccontarla al mondo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Ron Williamson, promettente stella del baseball, lascia l&rsquo;attivit&agrave; sportiva per un infortunio al braccio e si rifugia nell&rsquo;alcool e nelle droghe. Incapace di mantenere un lavoro e un rapporto stabile, inizia a&nbsp;mostrare gravi segni di squilibrio mentale. Viene accusato, ingiustamente, dell&rsquo;assassinio di Debbie Carter. Il caso rimane irrisolto per quasi cinque anni,fino a quando la polizia non decide di incriminare proprio lui. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Nonostante gridi la propria innocenza al mondo intero, Ron verr&agrave; travolto dal ciclone giudiziario che lo porter&agrave; nel braccio della morte e ad un passo dall&rsquo;esecuzione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Il risultato &egrave; una notevole storia umana, avvincente e scioccante, che arriver&agrave; a mettere in discussione il sistema legale americano.</span></span></p>
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		<title>Il cacciatore di aquiloni</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 15:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Scognamiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[kabul]]></category>
		<category><![CDATA[Khaled Hosseini]]></category>
		<category><![CDATA[talebani]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini Edizione Piemme prezzo di copertina 17,50&#8364; 2004 &#160; &#8220;Esiste un modo per tornare &#160;ad essere buoni&#8221; &#160; Il tempo guarisce ogni ferita, ma per Amir il passato &#232; una brutta bestia pronta ad inseguirlo. Sono passati molti anni da quando la vita del suo migliore amico Hassan, il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>Il cacciatore di aquiloni</b></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>di Khaled Hosseini</b></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>Edizione Piemme</b></span></span></p>
<div><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>prezzo di copertina 17,50&euro;</b></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>2004</b></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>&nbsp;</b></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>&ldquo;Esiste un modo per tornare &nbsp;ad essere buoni&rdquo;</i></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Il tempo guarisce ogni ferita, ma per Amir il passato &egrave; una brutta bestia pronta ad inseguirlo. Sono passati molti anni da quando la vita del suo migliore amico Hassan, il cacciatore di aquiloni, &egrave; cambiata per sempre in uno dei tanti vicoli bui di Kabul. Quando oramai Amir si trova a San Francisco, anni dopo, con una moglie e tanti libri pubblicati, arriva la telefonata che lo riporter&agrave; a casa, nella sua vera casa, Kabul. Il figlio di Hassan &egrave; in pericolo e Amir deve regolare i conti con il suo passato. Dopo tanti anni Amir non riconoscer&agrave; la sua citt&agrave;, il suo paese, distrutto e trasformato da una guerra lunga e da tante dittature, dove la bellezza &egrave; fuorilegge e gli aquiloni non volano pi&ugrave;. Ma, come dicono sempre gli afghani, &ldquo;<i>zendagi migzara&rdquo;</i>:la vita va avanti.</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Trent&rsquo;anni di storia afghana, dalla fine della monarchia all&rsquo;invasione russa, dal regime dei talebani fino ai giorni nostri, rivivono in questo romanzo coinvolgente e pieno d&rsquo;atmosfera. </span></span></div>
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