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	<title>Città del Monte &#187; Francesco Pascuzzo</title>
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		<title>Scacco allo Zar</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 14:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Scacco allo zar. 1908-1910 : Lenin a Capri, genesi della Rivoluzione. Gennaro Sangiuliano Edizioni Le Scie – Mondadori. 17,50 euro Un titolo emblematico per un’opera rivelatrice dei tanti lati oscuri della rivoluzione russa del 1917. L’autore Gennaro Sangiuliano &#8211; giornalista nonché vicedirettore del Tg1 &#8211; nell’opera presentata a Sorrento lo scorso 24 luglio mette [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/scacco-allo-zar1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7896" title="scacco allo zar" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/scacco-allo-zar1.jpg" alt="" width="289" height="448" /></a></em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong> </p>
<p><strong><em>Scacco allo zar. 1908-1910 : Lenin a Capri, genesi della Rivoluzione.<br />
</em></strong><strong>Gennaro Sangiuliano</strong></p>
<p><strong>Edizioni Le Scie – Mondadori. </strong></p>
<p><strong>17,50 euro</strong></p>
<p>Un titolo emblematico per un’opera rivelatrice dei tanti lati oscuri della rivoluzione russa del 1917. L’autore <strong>Gennaro Sangiuliano</strong> &#8211; giornalista nonché vicedirettore del Tg1 &#8211; nell’opera presentata a Sorrento lo scorso 24 luglio mette in risalto alcuni aspetti inediti della personalità di spicco del socialismo sovietico : Vladimir Il’ic Ulianov, in arte <strong>Lenin</strong>. Un contesto, quello dell’isola di Capri di inizio ‘900, che lascia di stucco chi, avendo studiato a scuola le gesta della rivoluzione di ottobre (1917) teorizzate nelle celebri <em>Tesi di aprile</em>, aveva del capo bolscevico russo una certa idea. Da questa pubblicazione sui retroscena della trappola tesa allo zar di Russia, <strong>Nicola II Romanov</strong>, il leader socialista sovietico ne esce senza dubbio ridimensionato. Se non altro per i particolari del suo carattere, a tratti irascibile e addirittura snob verso alcuni suoi <em>compagni </em>ritenuti eretici, che vengono fuori dalla narrazione dei due viaggi di Lenin a Capri (1908 e 1910).</p>
<p>La genesi della rivoluzione non è affatto scontata né partorita in anguste dimore della fredda Russia. I leader del movimento bolscevico (fazione più estremista del Partito socialdemocratico russo dei primi del ‘900 – <em>ndr</em>) avrebbero tramato per anni a scapito della potenza zarista. Sull’isola azzurra nacque una vera e propria Scuola socialista, opposta però a quella parigina diretta da Lenin e motivo dei suoi due viaggi a Capri.</p>
<p>Da documenti segretissimi dell’intelligence britannica e dell’archivio sovietico vengono fuori alcuni lati oscuri riguardanti la nascita del comunismo. L’intrigo internazionale dell’epoca era difatti un perfetto piano ordito da servizi segreti, intellettuali e rivoluzionari violenti. La Germania, all’epoca Prussia, di inizio XX secolo era l’alleato su cui Lenin e compagni potevano contare per metter su la squadra che avrebbe rovesciato l’ordine in Russia, cacciando lo zar nel 1917 e instaurando il potere sei soviet. Il Kaiser prussiano <strong>Guglielmo II di Hohenzollern</strong> compare nel libro come l’alleato naturale dei bolscevichi per contrastare l’espansionismo dello zar. Intenso fu l’apporto tedesco per favorire la propaganda della stampa proletaria e il giro di denaro a livello europeo.</p>
<p>Le partite a scacchi fra Lenin e il suo rivale nel partito, <strong>Bogdanov</strong>, accompagnate da piacevoli momenti di pace e immersione nella tranquilla vita caprese di inizio ‘900 sono il filo conduttore dell’intricata vicenda. Un Lenin che da fuggiasco – esule prima in Finlandia poi in Svizzera, per approdare infine a Parigi – si mostra al lettore anche nella sua versione più morbida. Particolari sulla sua vita di coppia e le sue relazioni clandestine con la francese Inessa fanno da contraltare all’alter ego del leader bolscevico. Un’immagine austera e cruda del teorico rivoluzionario emerge dal racconto delle rapine – chiamate “espropri”, che avrebbero finanziato i bolscevichi dal 1905 in poi – insieme all’amico georgiano Iosif Dzugasvili, ovvero <strong>Stalin</strong>. L’anima più dolce, catartica, del Lenin amante della musica e di Napoli, traspare invece dai resoconti dello scrittore russo <strong>Maksim Gorkij</strong>, dal fitto carteggio fra i due e dalla descrizione dei due soggiorni a Capri.</p>
<p>Intanto le potenze di Francia, Inghilterra e Russia zarista nella Triplice Intesa si contrapponevano alla Triplice Alleanza, che vedeva uniti Italia, Impero austro-ungarico e Germania, chi tollerando, chi appoggiando segretamente i rivoluzionari di Lenin. Il quadro di riferimento politico e storico che precede la rivoluzione bolscevica è dunque una fitta rete di alleanze e spionaggio, sullo sfondo delle vicende personali dei leader socialisti e con l’Italia giolittiana al centro di tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><strong> </strong></p>
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		<title>Castellammare di Stabia apre le porte del centro storico</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 12:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In arrivo per il prossimo 24 aprile un’iniziativa del tutto nuova per la città delle acque: l’open day del centro storico. Ritorno al centro storico è il titolo della manifestazione dal sapore culturale e storico-rievocativo, che gode del patrocinio dell’amministrazione comunale e di altri importanti partner. Tutto partirà da via Bonito, strada centralissima e vicina [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In arrivo per il prossimo 24 aprile un’iniziativa del tutto nuova per la città delle acque: l’<strong><em>open day</em></strong> del centro storico. <em><strong>Ritorno al centro storico</strong></em> è il titolo della manifestazione dal sapore culturale e storico-rievocativo, che gode del patrocinio dell’amministrazione comunale e di altri importanti partner. Tutto partirà da via Bonito, strada centralissima e vicina al cuore pulsante della vecchia Stabia. Grazie al contributo di organizzazioni giovanili quali la <em>Giovane Italia</em>, i <em>Leo Club</em> e <em>Lega Ambiente</em>, durante il <em>ponte della liberazione</em> saranno accessibili ai visitatori le vie del borgo antico di Castellammare di Stabia. Il 24 ed il 25 aprile, grande festa: arte, mostre, animazione, visite guidate gratuite, prodotti tipici, artigianato locale ed antiquariato. Queste ed altre ancora le iniziative lanciate dal comune stabiese per intrattenere cittadini ed avventori nell’ormai dimenticato centro storico. Un’area di grande pregio scarsamente valorizzata dalle precedenti amministrazioni comunali. Da piazza Orologio – come sovente è chiamata dagli <em>stabiesi doc</em> – alle vie del borgo marinaro antistante la zona dell&#8217;Acqua della Madonna, dalle pendici del monte Faito al rione Gesù, ai vicoli di Caporivo ed oltre. In occasione dell&#8217;evento, commercianti e associazioni scenderanno in campo con tante attività dedicate alla riscoperta dei vicoli antichi e delle tradizioni della città delle acque. A piazza Orologio, via Bonito e piazza Fontana Grande numerosi stand apriranno al pubblico dalle ore 9.00 del mattino fino alle 22.00. Spazio anche per i cultori del motociclismo, con gli Iron Claste ed i Gremium MC Napoli che si raduneranno in strada alle ore 19.00 di mercoledi 25 aprile.</p>
<p>Tutte le informazioni sull’evento disponibili alla pagina facebook <a href="https://www.facebook.com/photo.phpfbid=3495804048046&amp;set=oa.281353511949646&amp;type=1&amp;theater">https://www.facebook.com/photo.phpfbid=3495804048046&amp;set=oa.281353511949646&amp;type=1&amp;theater</a></p>
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		<title>Lorenzo Del Boca al Liceo Virgilio di Meta</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 16:19:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[ordine nazionale giornalisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Mattinata Intensa per gli studenti del Liceo Marone di Meta, che lunedi 26 marzo hanno incontrato il celebre giornalista e storico Lorenzo Del Boca. Dopo le rivelazioni sulla nostra storia patria contenute nei suoi ultimi scritti (Polentoni e Risorgimento disonorato), l’autore ha discusso di revisionismo storico con la professoressa Angela Barba, docente presso il liceo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mattinata Intensa per gli studenti del Liceo Marone di Meta, che lunedi 26 marzo hanno incontrato il celebre giornalista e storico Lorenzo Del Boca. Dopo le rivelazioni sulla nostra storia patria contenute nei suoi ultimi scritti (<em>Polentoni</em> e <em>Risorgimento disonorato)</em>, l’autore ha discusso di revisionismo storico con la professoressa Angela Barba, docente presso il liceo metese, e i giovani studenti selezionati per il dibattito. Una spiegazione ricca di riferimenti all’attualità, ma anche di aneddoti legati al passato dell’Italia preunitaria. Singolare ad esempio la rievocazione di un fatto ormai consegnato alla storia come la conquista del Regno delle Due Sicilie e la sconfitta del brigantaggio, esposto da Del Boca sotto una nuova luce. L’ex presidente dell’Ordine nazionale giornalisti aveva già intrattenuto – nella serata precedente di domenica 25 marzo – il pubblico del teatro Tasso di Sorrento, introducendo il musical<em> Brigantimesso</em> in scena nella città costiera e strettamente legato alla discussione tenutasi l’indomani a Meta. « Revisionista sul piano storico è una brutta parola, quasi un’accusa – ha commentato Lorenzo del Boca &#8211; il revisionismo dovrebbe essere invece una cosa di qualsiasi studioso. Pure la geografia si rivede e allora perché non si può rivedere anche la storia? ». Proseguendo nella sua digressione storica, il giornalista piemontese ha poi ricordato « nel momento in cui noi stavamo avviando il nostro periodo risorgimentale anche gli Stati Uniti d’America vivevano una storia analoga (con la guerra di secessione che vide nordisti contro sudisti, ndr), ma anche lì era la guerra di un nord ricco e industriale contro il sud povero agricolo e in espansione. Passato un certo periodo alcune librerie hanno iniziato a popolarsi anche di altri libri, alcuni polemicamente in controtendenza. Basterebbe guardare film come <em>Via col vento</em>, rispettoso di biografie dei personaggi che animano questa pellicola, mentre altrettanto non avviene da noi dove la pellicola più significativa del periodo risorgimentale è <em>Il gattopardo</em> in cui si sostiene che deve cambiare tutto perché non debba cambiare niente ». Toni decisamente polemici insomma, quelli adoperati da Del Boca. Così come nei suoi recenti saggi, fra i quali uno composto a quattro mani con il principe Emanuele Filiberto di Savoia, dove traspare una marcata critica alla storia che i libri di scuola ci hanno offerto. L’autore novarese si scaglia aspramente contro le ipocrisie attuali che ancora tendono a considerare la discesa dei piemontesi al centro sud una liberazione dalle potenze straniere, culminata nella proclamazione del Regno d’Italia del 1861 di cui abbiamo appena celebrato il 151° anniversario.</p>
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		<title>Piano di Sorrento, le tradizioni del Nino Bixio</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 16:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la presentazione delComitato tecnico-scientifico, sabato 18 febbraio presso il Centro culturale di Piano, gli allievi e i docenti dell’Istituto Tecnico Nautico Nino Bixio sono stati protagonisti di un pomeriggio di rievocazione storica. Le tradizioni dell’ITN Nino Bixio è  il titolo della conferenza tenuta dal professor Agostino Aversa, che negli anni passati è stato dirigente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://static.cittadelmonte.info/static/img/storia-bixio1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6985" title="storia bixio" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/storia-bixio1-167x200.jpg" alt="" width="167" height="200" /></a>Per la presentazione delComitato tecnico-scientifico, <strong>sabato 18 febbraio </strong> presso il Centro culturale di Piano, gli allievi e i docenti dell’<strong>Istituto Tecnico Nautico Nino Bixio </strong>sono stati protagonisti di un pomeriggio di rievocazione storica.<br />
<em>Le tradizioni dell’ITN Nino Bixio è </em> il titolo della conferenza tenuta dal professor <strong>Agostino Aversa</strong>, che negli anni passati è stato dirigente della scuola nautica più famosa della penisola sorrentina, fucina di naviganti per l’intera area. «Prima di entrare nella tradizione della nostra scuola è opportuna una <em>explicatio terminorum</em>, come dicevano gli antichi» ha affermato il docente, riferendosi alla particolarità delle scuole susseguitesi nei secoli in tutta la zona di Napoli e dintorni. Dal prestigio delle accademie navali, quali quelle di Genova e Napoli, alle scuole nautiche che hanno fatto diplomare alcuni tra i maggiori marittimi attuali provenienti dalla penisola sorrentina.<br />
Dimenticando le mortificazioni cui la categoria è stata soggetta nell’ultimo mese dopo il disastro Costa Concordia, la discussione del professor Aversa si è soffermata su una data in particolare : il <strong>1348</strong>, ovvero l’anno in cui una donazione di 350 ducati da parte dell’ospedale Pellegrini di Napoli permetteva la nascita dell’istituto e l’avvio della sua attività formativa. «L’istruzione del Nautico è una fra le più formative che si possano riscontrare nella Scuola – ha commentato poi l’ex preside del Bixio &#8211; perché coniugando teoria e pratica i nostri alunni riescono tutti ad affermarsi». Ed è appunto quanto accaduto nei secoli, potendosi annoverare tra i più illustri allievi e docenti della scuola nautica carottese molti nomi di marittimi quali i metesi <strong>Luigi Cafiero </strong> e <strong>Ferdinando Scarpati </strong> oltre a tanti altri che hanno anche preso parte alle spedizioni della nave <em>Elettra</em> di Guglielmo Marconi.<br />
Dal regno angioino alla dominazione borbonica, passando per il decennio napoleonico con Gioacchino Murat e <strong>sir Francis Acton</strong>, un pomeriggio che ha riportato alla luce i vecchi fasti della marineria sorrentina e delle sue prestigiosissime scuole.<br />
Ferdinando II di Borbone, dopo la caduta di Napoleone e il Congresso di Vienna del 1815, ha ridato spazio alle scuole nautiche nella zona di Napoli, contribuendo alla nascita di altri plessi scolastici del settore navale ed alla rifioritura dell’istituto dove oggi ha sede l’Università <em>Parthenope</em>. Con l’avvento del Regno d’Italia sotto lo stemma di <strong>casa Savoia </strong> venne il tempo della <strong>legge Casati </strong> (1859), che ha attuato un primo parziale riordino della Scuola, introducendo il titolo di <em>Capitano di lungo corso</em> ed altre riforme dell’insegnamento delle materie navali.<br />
Iniziando dal primo e più longevo preside del Nautico di Piano, professor <strong>Enrico De Martino, </strong> per arrivare ai giorni nostri, in occasione dell’insediamento di questo fondamentale organo di raccordo fra allievi e mondo del lavoro che prende il nome di <strong>Comitato tecnico-scientifico, </strong>è stata ripercorsa l&#8217;intera storia dell&#8217;istituto. Membri del Consiglio d’istituto ed esponenti di Tirrenia, Snav e Alilauro si uniranno per riportare il mestiere di navigante alla gloria di un tempo.</p>
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		<title>Beni comuni, la sfida di Napoli</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 15:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[comune napoli]]></category>
		<category><![CDATA[lucarelli]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Beni comuni. Dalla teoria all’azione politica Alberto Lucarelli, editore Dissensi 2011 18 euro Un perfetto mix di teoria, filosofia e diritto, ma anche di esperienze pratiche. Ecco la sintesi che caratterizza l’ultima monografia del professor Alberto Lucarelli, docente di diritto pubblico presso l&#8217;Università Federico II di Napoli. Giustamente collocato nel contesto post-referendario della Napoli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://static.cittadelmonte.info/static/img/beni-comuni-lucarelli.jpg"><img class="size-full wp-image-6957 alignleft" style="border-image: initial; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; border-width: 5px; border-color: black; border-style: solid;" title="beni-comuni-lucarelli" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/beni-comuni-lucarelli.jpg" alt="" width="120" height="167" /></a>Beni comuni. Dalla teoria all’azione politica<br />
Alberto Lucarelli, </strong></p>
<p><strong>editore Dissensi 2011 </strong></p>
<p><strong>18 euro</strong></p>
<p>Un perfetto mix di teoria, filosofia e diritto, ma anche di esperienze pratiche. Ecco la sintesi che caratterizza l’ultima monografia del professor <strong>Alberto Lucarelli</strong>, docente di diritto pubblico presso l&#8217;Università Federico II di Napoli.<br />
Giustamente collocato nel contesto post-referendario della Napoli che ha detto si alla nuova sfida democratica per l’acqua, l’opera del neo assessore della Giunta De Magistris è divisa in quattro parti : dalla saggistica che scava nelle antiche teorie del diritto di proprietà e del giusnaturalismo moderno, fino agli articoli di colore a cura dell’autore stesso apparsi negli ultimi anni sui maggiori quotidiani e riviste nazionali. Chiusura di carattere pratico con una <em>summa</em> di relazioni, documenti ed atti amministrativi, sentenze e leggi inerenti la lunga battaglia per l’acqua pubblica.<br />
Due introduzioni e commenti d’eccezione esordiscono nel racconto di questo complicato iter che ha condotto alla democrazia partecipativa nel settore dei beni comuni : il sindaco <strong>Luigi De Magistris</strong> –che ha appunto affidato al professor Lucarelli l’assessorato ai Beni comuni e democrazia partecipativa – e padre <strong>Alex Zanotelli</strong>.<br />
Di quest’ultimo la rievocazione degli anni duri in cui si sono costituiti i primi comitati per l’acqua pubblica, fino al successo del referendum abrogativo del giugno 2011.<br />
A fare da filo conduttore all’intera opera è la distinzione tra due tipologie di democrazia nelle scelte inerenti un servizio pubblico essenziale, la distribuzione dell’acqua appunto.<br />
Democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa: dopo il voto favorevole del luglio 2011 da parte del Consiglio comunale, si conciliano nel <em>modus operandi</em> della neonata <strong>ABC</strong>, ovvero <em>Acqua bene comune Napoli</em>. In luogo del vecchio modello mercatista e basato su logiche societarie, il capoluogo campano si è riuscito a svincolare dalle regole e dalle strategie commerciali del profitto – insite nel modello di società partecipata a capitale misto pubblico-privato della vecchia <em>Arin Spa</em>.<br />
Tanti i riferimenti degni di nota, fra cui quello alla legge regionale della Puglia del 2009, spunto per un acquedotto gestito con la partecipazione di cittadini e di istituzioni.<br />
Una sfida per l’Europa che parte da Napoli e che contribuisce alla creazione di un nuovo diritto pubblico dell’economia di carattere comunitario.</p>
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		<title>Sorrento. Arriva la Mare Monti 2012.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Mare Monti 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Sorrento]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ alle porte l’evento tanto atteso da podisti, maratoneti e amanti dello sport in genere. La mezza Maratona Castellammare – Sorrento sarà corsa nella mattinata di domenica 5 febbraio ed avrà come testimonial d’eccezione il campione olimpico Stefano Baldini. La ormai celebre MareMonti è giunta alla sua XIII edizione. Si preannuncia un weekend ricco di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://static.cittadelmonte.info/static/img/mare-monti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6897" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/mare-monti-200x98.jpg" alt="" width="200" height="98" /></a></p>
<p>E’ alle porte l’evento tanto atteso da podisti, maratoneti e amanti dello sport in genere. La mezza Maratona <strong>Castellammare – Sorrento</strong> sarà corsa nella mattinata di <strong>domenica 5 febbraio</strong> ed avrà come testimonial d’eccezione il campione olimpico <strong>Stefano Baldini</strong>.<br />
La ormai celebre <strong><em>MareMonti</em></strong> è giunta alla sua <strong>XIII edizione</strong>. Si preannuncia un weekend ricco di appuntamenti, non solo di sport ma anche di enogastronomia. Dopo l’apertura degli stand in piazza Lauro a Sorrento <strong>venerdi 3 febbraio</strong> la manifestazione entrerà nel vivo, celebrando il singolare connubio fra gusto e attività fisica.<br />
Tra i momeni più significativi– oltre alla gara di domenica che chiuderà la tre giorni &#8211; il convegno che si terrà <strong>sabato 4</strong> alle <strong>ore 17.30</strong> presso la sala consiliare del Comune di Sorrento, sul tema <em>Dieta Mediterranea e sport, una scelta vincente</em>.<br />
L’incontro è organizzato da <strong>Penisolaverde Spa</strong>, la partecipata ormai nota per il servizio di smaltimento rifiuti in penisola sorrentina, da sempre molto attenta alle problematiche ambientali nonchè ad iniziative sociali, di promozione e valorizzazione del territorio.<br />
Con la partecipazione del sindaco <strong>Giuseppe Cuomo</strong>, del consigliere regionale con delega all&#8217;agricoltura e alla pesca <strong>Vito Amendolara</strong> e del presidente della Fidal Campania <strong>Sandro Del Naia</strong>, il dibattito di sabato pomeriggio beneficerà delle relazioni dei ricercatori <strong>Alfonso Siani</strong> e <strong>Gian Vincenzo Barba</strong> del CNR &#8211; Istituto di Scienze per l&#8217;Alimentazione di Avellino e del sindaco di Pollica, <strong>Stefano Pisani</strong>. Chiuderà i lavori l&#8217;intervento di Stefano Baldini sull&#8217;adozione della dieta mediterranea da parte degli sportivi nei periodi di preparazione e di recupero post gara.<br />
<strong>Domenica 5 febbraio </strong>sarà poi la volta della Mezza Maratona Internazionale <em>Mare Monti</em>, 21 chilometri da Castellammare di Stabia a Sorrento, organizzata dalla <em>Mediterraneo Eventi </em>di Andrea Fontanella.<br />
Per la gara arriveranno in penisola migliaia di atleti, provenienti da tutte le regioni d&#8217;Italia e dall&#8217;estero. Un afflusso di partecipanti e di pubblico che esalterà la bellezza del percorso che costeggia uno dei tratti più suggestivi del golfo di Napoli.</p>
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		<title>Meta. La vela latina, 25 anni di marineria locale.</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 18:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Va avanti a Meta di Sorrento il dibattito in materia di navigazione, tralasciando per un pomeriggio le vicende del comandante Schettino e del naufragio della Costa Concordia. L’armo a vela latina in penisola sorrentina – 25 anni di storia e di marineria locale il titolo dell’evento promosso dall’associazione Vela a Tarchia, tenutosi il 21 gennaio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://static.cittadelmonte.info/static/img/com-antonetti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6875" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/com-antonetti-200x155.jpg" alt="" width="200" height="155" /></a></p>
<p>Va avanti a <strong>Meta di Sorrento</strong> il dibattito in materia di navigazione, tralasciando per un pomeriggio le vicende del comandante Schettino e del naufragio della <em>Costa Concordia</em>. <strong><em>L’armo a vela latina in penisola sorrentina – 25 anni di storia e di marineria locale</em></strong> il titolo dell’evento promosso dall’associazione <em>Vela a Tarchia,</em> tenutosi il <strong>21 gennaio</strong> presso la storica <strong>Casina dei Capitani </strong>del borgo costiero.<br />
«Nonostante l’assurdo incidente in mare dei giorni scorsi noi non abbiamo voluto rinunciare all’incontro di oggi – ha spiegato il comandante <strong>Giancarlo Antonetti </strong>in apertura di dibattito – qui a Meta, terra di naviganti e di grande tradizione marittima».<br />
Un pomeriggio di ritrovo di ex marittimi e giovani interessati alla vela. Riferimenti alla storia ed alle nuove tecniche di navigazione in condizioni di mare avverse hanno spezzato un po’ la routine di queste giornate vissute in maniera così turbolenta dalla popolazione locale a causa della tragedia che ha coinvolto il concittadino <strong>Francesco Schettino </strong>(il comandante della <em>Costa Concordia </em>agli arresti domiciliari nel paese natio).<br />
Approfondendo aspetti noti ai longevi naviganti del luogo e relativi alla vela latina, il relatore Antonetti ha discusso con i suoi colleghi delle differenti tipologie di albero maestro e di stabilità in mare. Il vento, il drappo intero o intermedio e tante altre digressioni tecniche sono state l&#8217;oggetto della interessante analisi del comandante.<br />
Dalla superiorità dello <em>schooner</em> alle prime esperienze di Coppa America e di regate internazionali, fino ai modelli attuali di barca a vela e allo studio del modellino in scala, custodito dagli stessi capitani metesi, per render l’idea della stabilità o meno di una barca in caso di mare mosso.<br />
«La governabilità di una imbarcazione si vede solo in mare aperto – come ha appunto sottolineato il comandante Antonetti – e tutto dipende dall’adeguata disposizione dei pesi oltre che dalla tipologia di vela adoperata».</p>
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		<title>Idee per gli italiani del duemila</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 20:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Carlo Cattaneo – Giuseppe Mazzini. Idee per gli italiani del duemila. a cura di Cosimo Ceccuti e Luigi Tivelli Rubbettino editore. 14,00 euro Una raccolta di pensieri di due fra i maggiori intellettuali del Risorgimento italiano. Il libro curato da Cosimo Ceccuti e Luigi Tivelli è una summa di pagine estrapolate dalle più importanti opere di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://static.cittadelmonte.info/static/img/cattaneo-mazzini-libro.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-6841" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/cattaneo-mazzini-libro.bmp" alt="" /></a></p>
<p><strong>Carlo Cattaneo – Giuseppe Mazzini. Idee per gli italiani del duemila.<br />
</strong><strong>a cura di Cosimo Ceccuti e Luigi Tivelli<br />
</strong><strong>Rubbettino editore.<br />
</strong><strong>14,00 euro</strong><br />
Una raccolta di pensieri di due fra i maggiori intellettuali del Risorgimento italiano. Il libro curato da <strong>Cosimo Ceccuti </strong>e <strong>Luigi Tivelli</strong> è una summa di pagine estrapolate dalle più importanti opere di Giuseppe Mazzini e Carlo Cattaneo.<br />
Rivivendo il passato con l’occhio di chi, oggi, vive una crisi d’identità e dello spirito d’appartenenza alla Nazione molto forti, si cerca di dare spunti utili per comprendere la realtà attuale.<br />
Dalla sfera privata dell’individuo a quella del combattente per la patria, dallo Stato alla morale. <strong>Mazzini</strong> viene riportato in auge con i suoi scritti che diedero i natali alla Giovine Italia, con il <em>Manifesto</em> degli affiliati all’associazione di stampo massonico che vide il fenomeno dilagare in tutta Europa. <strong>Giovine Italia e Giovine Europa</strong>, indipendenza e unità nazionale ma, soprattutto, Repubblica. L’ideale mazziniano che ai tempi veniva visto con molto sospetto dalla società è nel libro di Ceccuti rivitalizzato fino a risvegliare nel lettore l’attenzione per i valori sacri, la Nazione e la famiglia, di cui il patriota genovese aveva parlato nel suo <em>I doveri dell’uomo</em>.<br />
Ma il libro raccoglie anche le vicende dell’Italia del 1848 in preda all’ondata rivoluzionaria per scacciare l’oppressore straniero, vissuta dal teorico e padre del federalismo italiano, <strong>Carlo Cattaneo</strong>. Passi di notevole levatura politica tratti dal suo <em>Politecnico</em> sono messi a raffronto con la situazione attuale dell’Italia. Rileggendo i pensieri dell’intellettuale milanese – messi su carta in epoca posteriore alla sua partecipazione alle Cinque Giornate di Milano e poi all’avvento del Regno d’Italia sotto lo stemma di Casa Savoia – sembra quasi di ritrovarsi nello spirito odierno delle comunità locali, vittime del federalismo fasullo messo in scena dalla recente riforma.<br />
Le leggi del Regno, l’ordinamento dei Comuni e la vicinanza dello Stato ai cittadini del piccolo borgo sono i cavalli di battaglia del Cattaneo adirato e deluso dall’impronta accentratrice del Piemonte, ma al contempo moderato e riformista rispetto al rivoluzionario e impulsivo Mazzini.<br />
Il confronto fra i due fornisce al lettore una serie di idee utili per ripartire dalle origini della Nazione e ricostruire l’Italia.</p>
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		<title>Vico Equense, tornano le Pacchianelle</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 20:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritorna, il 6 gennaio alle ore 14.30, il tradizionale appuntamento con una delle più caratteristiche e suggestive manifestazioni natalizie della penisola sorrentina. Le Pacchianelle sono da tempo immemorabile la principale attrazione di Vico Equense nel giorno dell’Epifania. Un presepe itinerante, espressione della fede con la quale gli abitanti del paese costiero vivono la ricorrenza del 6 gennaio, che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://static.cittadelmonte.info/static/img/pacchianelle-vico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6816" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/pacchianelle-vico-200x126.jpg" alt="" width="200" height="126" /></a></p>
<p>Ritorna, il <strong>6 gennaio alle ore 14.30</strong>, il tradizionale appuntamento con una delle più caratteristiche e suggestive manifestazioni natalizie della penisola sorrentina.<br />
Le <strong><em>Pacchianelle</em></strong> sono da tempo immemorabile la principale attrazione di <strong>Vico Equense </strong>nel giorno dell’Epifania. Un presepe itinerante, espressione della fede con la quale gli abitanti del paese costiero vivono la ricorrenza del 6 gennaio, che partirà come sempre dal convento dei Padri Minimi di San Vito.<br />
Oltre trecento figuranti in costumi ispirati a quelli del settecentesco presepe napoletano. I personaggi raffigurati sono in parte quelli della celebre <em>Cantata dei pastori</em>, ma non solo. La storia pare sia datata 1909, allorquando Fra’ Pasquale Somma, dell’Ordine dei Minimi di S. Francesco di Paola, vestì da contadinelle otto ragazzine che portavano doni a Gesù Bambino. Di qui il nome di <em>pacchianelle,</em> termine che nel dialetto locale indica le contadine di paese. «Un evento che rappresenta un indissolubile insieme di religione e folklore, usanze e leggende, storia e cultura, realtà e magia» è stato il commento del sindaco di Vico Equense <strong>Gennaro Cinque</strong>.<br />
Dalla frazione collinare di San Vito, discendendo via Raffaele Bosco, i partecipanti alla processione raggiungeranno il centro dove la folla attenderà le Pacchianelle.<br />
La sfilata sarà aperta dal tradizionale mazziere, seguito da due angeli a cavallo, da altri figuranti in abito pastorale e dai tre Re Magi, che giungeranno al seguito dei servitori offrendo al bambino Gesù i tradizionali doni. La Sacra Famiglia chiuderà il corteo.<br />
L’evento è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Vico Equense ed è a cura dell’Associazione <em>Amici delle Pacchianelle</em>.</p>
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		<title>Sorrento a La vita in diretta.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 17:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una giornata memorabile per Sorrento, protagonista di una duplice diretta RAI nella giornata di giovedi 22 dicembre. Un avvio di festività natalizie all’insegna della gastronomia, già al centro della kermesse costiera M’illumino d’inverno che ha avuto inizio nelle scorse settimane. Le telecamere della Rai si accendolo nella città del Tasso a partire dalle prime ore del mattino [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://static.cittadelmonte.info/static/img/rai.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6788" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/rai-200x149.jpg" alt="" width="200" height="149" /></a></p>
<p>Una giornata memorabile per Sorrento, protagonista di una duplice diretta RAI nella giornata di <strong>giovedi 22 dicembre</strong>. Un avvio di festività natalizie all’insegna della gastronomia, già al centro della kermesse costiera <em>M’illumino d’inverno </em>che ha avuto inizio nelle scorse settimane.<br />
Le telecamere della Rai si accendolo nella città del Tasso a partire dalle prime ore del mattino su RaiDue, per la rubrica economica del Tg 2 <em>Non solo soldi</em>, in onda alle ore 10.00.<br />
A seguire il rotocalco pomeridiano di RaiUno, <em>La vita in diretta</em>. L’appuntamento quotidiano delle ore 16.00 ha visto protagonista Sorrento con le sue <em>Giornate gastronomiche</em>. L&#8217;inviata, Camilla Nata, si è recata nella cittadina costiera in occasione della sesta edizione del <strong>Premio Villa Massa</strong>.<br />
Riconoscimento già ampiamente pubblicizzato nelle scorse settimane, con la cerimonia napoletana promossa dall’Unione Industriali campani, il Premio Villa Massa rappresenta uno dei momenti salienti delle <em>Giornate Gastronomiche Sorrentine</em>. L’abbinamento del programma televisivo pomeridiano all&#8217;alta cucina &#8211; proposta nel corso della sfida <em>Campania &amp;&#8230;stelle dell&#8217;enogastronomia a confronto </em>– si è rivelato un gran successo per la manifestazione. Momento più significativo il collegamento con le cucine dell&#8217;<strong>Hilton Sorrento Palace</strong>, dove si è svolta la singolar tenzone gastronomica tra gli chef campani Antonio Pisaniello, Paolo Barrale e Salvatore De Riso e quelli piemontesi Massimo Della Ferrera, Walter Ferretto e Fabrizio Galla. La cucina della famiglia Pollio ha ospitato la troupe della nota trasmissione durante i preparativi del pranzo natalizio.<br />
I piatti tipici delle feste natalizie, secondo la più antica tradizione locale, hanno potuto così beneficiare dei riflettori della tv nazionale per mettere in luce tutta la loro storia. Ottima vetrina per il Natale sorrentino, malgrado la crisi.</p>
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