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	<title>Città del Monte &#187; Antiche Ricette</title>
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		<title>Vini vulcanici e show cooking, tutto pronto a Pietrarsa per le Eruzioni del gusto</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Oct 2024 16:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[I vini, il cibo, i prodotti della terra lavorati da mani esperte che finiscono sulle nostre tavole, ma anche il viaggio, la cultura dei popoli e la loro identità con uno sguardo rivolto alle aree vulcaniche del pianeta. Si svolgerà al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, al confine tra Napoli e Portici, dal 25 al [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I vini, il cibo, i prodotti della terra lavorati da mani esperte che finiscono sulle nostre tavole, ma anche il viaggio, la cultura dei popoli e la loro identità con uno sguardo rivolto alle aree vulcaniche del pianeta. Si svolgerà al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, al confine tra Napoli e Portici, dal <strong>25 al 28 ottobre 2024</strong> la sesta edizione di <strong><em>Eruzioni del gusto</em></strong> evento culturale, espositivo e di promozione dell’enogastronomia, della viticoltura e dell’enoturismo dei territori vulcanici della Regione Campania e delle altre aree vulcaniche del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/eruzioni-2023.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13576" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/eruzioni-2023.jpg" alt="eruzioni 2023" width="1080" height="813" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Promosso dall’associazione culturale<strong> ORONERO dalle scritture del fuoco, </strong>l’evento rafforza la propria dimensione internazionale con un programma ricco di iniziative per promuovere i territori, l’agricoltura e l’enogastronomia partendo dalla Campania e proiettandosi verso il mercato internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">La novità di questa edizione è il <strong><em>Premio Contadino dell’anno</em></strong>, un riconoscimento che verrà assegnato a quanti hanno profuso il loro impegno nella terra e nella lavorazione dei prodotti da essa derivati. Vi saranno contadini da diversi luoghi d’Italia a testimoniare il loro lavoro fatto di passione e sacrifici, patrimonio da custodire e tramandare alle nuove generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L’edizione 2024 coincide con le celebrazioni degli 800 anni dell’Università Federico II di Napoli e coinvolge anche la Reggia di Portici, sede del Dipartimento di Agraria dell’Ateneo Federiciano, che ospiterà importanti</p>
<p style="text-align: justify;">iniziative previste nel programma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>«Introduciamo molti temi, uno dei quali molto importante: mettere i contadini al centro dell’agenda delle politiche agricole in Italia – ha dichiarato Carmine Maione, presidente di ORONERO &#8211; Ci sarà un riconoscimento rivolto alle donne e agli uomini che da tanti anni sono i veri custodi della terra e oggi tramandano la loro cultura alle nuove generazioni. Noi celebreremo questo riconoscimento in una grande festa con presenze e testimonianze di altissimo livello, con persone che hanno segnato la rotta dell’agricoltura del nostro Paese. L’iniziativa ‘Contadino dell’anno’ nasce dall’intuizione di Fofò Ferriere e con Patrizia Spigno sono insieme a me motori appassionati nell’introdurre questo tema».</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli stand la Campania sarà presente con il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop, la pasta di Gragnano Igp, pane e prodotti da forno, colatura di alici di Cetara Dop. Tra le Dop campane presenti i Consorzi della Mozzarella di bufala campana, la ricotta di bufala campana, il provolone del Monaco e i limoni di Costa d’Amalfi e di Sorrento, la pizza e i dolci della tradizione campana.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal Vesuvio ai Campi Flegrei alle aree interne e costiere della Campania fino all’Etna con i grandi vini e la straordinaria agricoltura frutto della generosa fertilità dei territori vulcanici, dalla Toscana con ‘Vetrina Toscana’ alla Basilicata, Eruzioni del Gusto si conferma un importante appuntamento dove promuovere il cibo, il vino e il turismo enogastronomico. A tal proposito, tra i tanti vini è prevista una degustazione di Aglianico e Sangiovese, un incontro ravvicinato tra un vitigno campano e uno toscano dalla grande versatilità. La pesca sostenibile e il settore ittico sarà protagonista col Feampa Campania.</p>
<p style="text-align: justify;">L’edizione 2024 ripropone come in passato una sezione dedicata alla BIE – Borsa Internazionale dell’Enoturismo: un’occasione d’incontro tra i territori e la loro offerta enoturistica, con spazi espositivi per gli operatori del settore del turismo enogastronomico, con convegni, dibattiti, degustazioni, workshop, incontri con la stampa e iniziative dedicate al B2B (anche in modalità online). Per il programma <a href="http://www.eruzionidelgusto.it">www.eruzionidelgusto.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/chef-eruzioni-2023.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13577" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/chef-eruzioni-2023.jpg" alt="chef eruzioni 2023" width="2560" height="1920" /></a></p>
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		<title>La Campania al Vinitaly, con i percorsi di Oronero e le sue Eruzioni del Gusto</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2022 08:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmine Matarazzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla scoperta dell’enoturismo nei territori campani: dall’Irpinia al Sannio, dal Cilento alla Costa d’Amalfi passando per Terra di Lavoro, fino a Napoli e alle aree vesuviane. Parte da qui la IV edizione di Eruzioni del Gusto &#8211; Borsa Internazionale dell’Enoturismo, evento che promuove la cultura, le unicità delle produzioni vitivinicole e il turismo enogastronomico dei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/04/vinitaly-20221.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13185" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/04/vinitaly-20221.jpg" alt="vinitaly 2022" width="1512" height="1119" /></a><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/04/vinitaly-2022.jpg"><br />
</a></p>
<p style="text-align: justify;">Alla scoperta dell’enoturismo nei territori campani: dall’Irpinia al Sannio, dal Cilento alla Costa d’Amalfi passando per Terra di Lavoro, fino a Napoli e alle aree vesuviane. Parte da qui la IV edizione di <strong><em>Eruzioni del Gusto &#8211; Borsa Internazionale dell’Enoturismo</em></strong>, evento che promuove la cultura, le unicità delle produzioni vitivinicole e il turismo enogastronomico dei territori vulcanici, in programma <strong>dal 7 al 10 ottobre 2022</strong> presso il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, tra Portici (NA) e Napoli, dove il 3 ottobre del 1839 nasceva la prima ferrovia d’Italia. L’evento, promosso dall’associazione culturale <em>ORONERO – Dalle scritture del fuoco</em>, è stato recentemente presentato al <strong><em>Vinitaly</em> di Verona</strong>, il salone internazionale del vino e dei distillati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ENOTURISMO CAMPANO</strong> &#8211; Forte di 19 Dop e 10 Igp, il vino campano conquista ogni anno i mercati esteri e rappresenta un punto di forza dal quale ripartire dopo il periodo di pandemia. E la sfida per l’anno 2022 è rappresentata dallo sviluppo del <strong>turismo</strong> legato al vino, attraverso itinerari programmati tra i vigneti e le cantine delle cinque province campane. L’obiettivo è intercettare i flussi turistici interessati al settore enoturistico della Campania, con percorsi guidati, degustazioni e lezioni sulle diversità dei vini di cui è ricco il territorio, partendo dalla zona vulcanica del Vesuvio.</p>
<p style="text-align: justify;">«Eruzioni del Gusto – ha commentato il presidente di Oronero, <strong>Carmine Maione</strong> &#8211; è un evento nato per promuovere i territori di natura vulcanica a partire dal Vesuvio, dai Campi Flegrei, dalle isole del Golfo, dalle aree interne come il vulcano di Roccamonfina. Parliamo di territori che offrono un’importantissima generosità dal punto di vista agricolo, danno l’opportunità di offrire anche al mercato del turismo una nuova piattaforma che parte proprio dalla Campania. L’assessore Caputo in questi giorni ha annunciato che la Campania sta lanciando una grande iniziativa per promuovere l’enoturismo nella nostra Regione. È una grande opportunità, usciamo da un momento difficile ma i dati del 2019 erano importanti a livello nazionale e la Campania può recitare un ruolo molto importante. Quest’anno ci incontreremo <strong>dal</strong> <strong>7 al 10 ottobre al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa</strong>. Con questa iniziativa abbiamo unito, insieme ad un partner importante che è la <em>Fondazione delle Ferrovie dello Stato</em>, viaggio, cibo, vino, vite. Tutto questo per mettere insieme un concetto molto importante: la Campania è una terra accogliente ed Eruzioni del Gusto vuole promuovere le aziende, il territorio, la cultura e il turismo enogastronomico».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ERUZIONI DEL GUSTO</strong> – La IV edizione di Eruzioni del Gusto vedrà tra gli stand dei padiglioni espositivi la Campania grande protagonista con i vini delle terre vulcaniche, tra le quali <strong>Procida Capitale della Cultura</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Eruzioni del Gusto si sta affermando negli anni come una delle più importanti <strong>vetrine internazionali del turismo enogastronomico</strong>, un viaggio che attraversa l’Italia dal Trentino Alto Adige all’Etna fino agli assolati vigneti di Pantelleria, tra degustazioni, masterclass e B2B con la partecipazione delle più importanti aziende vitivinicole.</p>
<p style="text-align: justify;">Si consolida la collaborazione con la Fondazione FS per unire viaggio, cibo, vino, vite. «Con Eruzioni del Gusto – ha dichiarato il direttore <strong>Oreste Orvitti</strong> – il progetto di fare del Museo Ferroviario  di Pietrarsa un grande hub culturale trova il suo massimo punto di realizzazione. Si è costruito così un <strong>binomio vincente</strong> che eleva l&#8217;idea del turismo culturale arricchendolo di uno dei punti di forza di questo territorio: la conoscenza e lo studio di storia millenaria attraverso la eccellente e consapevole produzione enogastronomica».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ITINERARI CAMPANI – </strong>La Campania propone un itinerario che va dalla mozzarella di <strong>bufala</strong> campana Dop, al pomodorino del <strong>piennolo</strong> del Vesuvio Dop, al <strong>provolone del Monaco</strong> Dop, fino ai <strong>limoni</strong> della Costa di Amalfi Igp e a quella sorrentina, alla <strong>ricotta di bufala</strong> campana Dop e alla <strong>pasta di Gragnano</strong> Igp. Non mancherà la <strong>colatura di alici </strong>di Cetara Dop, l’olio d’oliva del Cilento e del vesuviano.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte le iniziative legate alla ricerca come il <strong>progetto ABC</strong>, ovvero <strong>Agro Biodiversità Campana</strong>, moltiplicazione, conservazione e caratterizzazione di risorse genetiche vegetali erbacee autoctone, che «ha la finalità di moltiplicare e conservare 319 Risorse Genetiche Vegetali erbacee e di caratterizzarne una parte a livello morfofisiologico, agronomico, biochimico e genetico-molecolare» come ha detto la ricercatrice Patrizia Spigno. ‘</p>
<p style="text-align: justify;">Spazio anche al <strong>mare</strong> e alla <strong>pesca sostenibile</strong> come conferma Vincenzo Saggiomo direttore Fondazione Dohrn: «È ormai un appuntamento irrinunciabile la partecipazione della Fondazione Dohrn a Eruzioni del Gusto e certamente non mancherà il patrocinio della Stazione Zoologica di Napoli all’evento per enfatizzare il ruolo delle aree vulcaniche sommerse che contribuiscono in modo rilevante alla biodiversità del nostro straordinario mare».</p>
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		<title>Macerata Campania. Osteria n°100. Antichi sapori in un’Osteria d’altri tempi</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Aug 2017 16:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Macerata Campania, in provincia di Caserta, terra di musiche e ritmi ancestrali degli ormai celebri bottari, c’è un angolo di piccolo mondo antico, fatto di suoni, profumi e sapori d’altri tempi. È l’Osteria n.100, che sorge nella piazzetta del centro storico, al piano terra di un palazzotto centenario (Palazzo Quaranta). Gli attrezzi agricoli e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11252" style="width: 1610px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/osteria-100-2.jpg"><img class="size-full wp-image-11252" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/osteria-100-2.jpg" alt="Osteria n.100 - Macerata Campania (CE)" width="1600" height="900" /></a><p class="wp-caption-text">Osteria n.100 &#8211; Macerata Campania (CE)</p></div>
<p style="text-align: justify;">A Macerata Campania, in provincia di Caserta, terra di musiche e ritmi ancestrali degli ormai celebri <strong>bottari</strong>, c’è <strong>un angolo di piccolo mondo antico</strong>, fatto di suoni, profumi e sapori d’altri tempi. È l’<strong>Osteria n.100</strong>, che sorge nella piazzetta del centro storico, al piano terra di un palazzotto centenario (Palazzo Quaranta).</p>
<p style="text-align: justify;">Gli attrezzi agricoli e le vecchie fotografie alle pareti raccontano la storia di questo borgo in <strong>Terra di lavoro</strong>: una storia fatta di lavoro nei campi, pastorizia, musica e antichissime tradizioni pagane, confluite e trasfiguratesi nel corso dei secoli in quella che oggi è la devozione a Sant’Antonio Abate (o <strong>Sant’Antuono</strong>, come lo chiamano da queste parti) che trova la sua massima espressione nella festa del <strong>17 gennaio</strong>, quando i <strong>carri delle battuglie</strong> (grandi carri agricoli trainati un tempo dai buoi, oggi dai trattori, che trasportano decine di musicisti e cantanti) si sfidano a suon di canzoni popolari, utilizzando come strumenti musicali a percussione le <strong>falci</strong>, i <strong>tini</strong> e le <strong>botti</strong>. Ritmi e melodie che vengono chiamati <strong>Pastellessa</strong>, traendo il nome da un’antica ricetta (la pasta con le castagne lesse) che, secondo la tradizione locale, si prepara in occasione di questa festa e che, ovviamente, è il piatto forte di questa osteria.</p>
<p style="text-align: justify;">La conduzione, come solo nelle autentiche osterie accade, è davvero familiare: il titolare, Francesco Cipro (ma se in giro chiedete di lui, dovete chiamarlo <strong>Francuccio Trikki Tracc</strong>), vanta una lunga esperienza nell’ambito della ristorazione, maturata tra Campania e Abruzzo. Da vero oste d’altri tempi, Francuccio accoglie gli ospiti con i suoi modi cortesi e genuini e si intrattiene con loro, pur senza essere invadente, consigliando e raccontando aneddoti.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui, su antiche botti trasformate in tavoli, oltre alla già citata <em>pastellessa</em>, si possono gustare tutti i più tipici piatti della locale tradizione contadina: <strong>pettule e fasul</strong> (pettole e fagioli: pasta fresca fatta in casa, ma senza uova, con sugo di fagioli), <strong>pappardelle sciuè sciuè</strong> (pasta fresca con ceci), <strong>paccheri col baccalà</strong>, <strong>paccheri con ragù di cinghiale</strong>, <strong>zuppa di verza e ceci</strong> (specialità dello chef Trikki Tracc), <strong>zuppa di soffritto</strong> (tipica zuppa campana preparata con frattaglie di maiale, pomodoro e peperoncino), <strong>zuppa di fagioli</strong>, <strong>cotiche di maiale al sugo</strong>. Come in ogni vera osteria, i vini che accompagnano le pietanze sono rigorosamente sfusi, spillati e serviti in brocca dall’oste in persona: la scelta è limitata a due rossi (un buon <strong>Aglianico</strong> campano o un ottimo <strong>Primitivo di Manduria</strong>) e un bianco (una gradevolissima <strong>Falanghina</strong> locale). In compenso, molto ampia è la scelta dei secondi, sia quelli di terra (tagliate di <strong>chianina, angus, marchigiana</strong>), degni di una steakhouse, sia quelli di mare (zuppa di <strong>frutti di mare, impepata di cozze, polpi</strong> ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;">Un piccolo <strong>patio esterno</strong>, ricavato sulla caratteristica piazzetta del borgo, rende piacevole cenare all’aperto nelle serate estive. Agli avventori, soprattutto a coloro che vi mettono piede per la prima volta, l’oste propone un menu <strong>degustazione</strong> molto economico (15 euro, con una bevanda inclusa), composto da quindici portate (salumi, formaggi, zuppe e manicaretti vari), tra le quali un primo. Ci si alza da tavola sazi, felici, divertiti e senza aver alleggerito il portafogli. Un’esperienza da non perdere. Sapori e atmosfere d’altri tempi per i palati d’ogni tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Osteria n.100</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Macerata Campania (CE)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piazza De Michele</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prezzo medio: 15 euro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tel.  327.4098055 – 340.6347364</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTI</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cibo: ***** (5 stelle)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Location: ***** (5 stelle)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Servizio: **** (4 stelle)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vini: *** (3 stelle)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Atmosfera: ***** (5 stelle)</strong></p>
<div id="attachment_11253" style="width: 1610px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/osteria-100-3.jpg"><img class="size-full wp-image-11253" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/osteria-100-3.jpg" alt="Osteria n.100 - Esterni" width="1600" height="900" /></a><p class="wp-caption-text">Osteria n.100 &#8211; Esterni</p></div>
<div id="attachment_11255" style="width: 1610px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/ostera-100-4.jpg"><img class="size-full wp-image-11255" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/ostera-100-4.jpg" alt="Angolo bar" width="1600" height="900" /></a><p class="wp-caption-text">Angolo bar</p></div>
<div id="attachment_11257" style="width: 1610px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/ostera-100-1.jpg"><img class="size-full wp-image-11257" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/ostera-100-1.jpg" alt="Interni" width="1600" height="900" /></a><p class="wp-caption-text">Interni</p></div>
<div id="attachment_11259" style="width: 1610px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/osteria-100-7.jpg"><img class="size-full wp-image-11259" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/osteria-100-7.jpg" alt="interni" width="1600" height="900" /></a><p class="wp-caption-text">interni</p></div>
<div id="attachment_11258" style="width: 910px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/osteria-100-5.jpg"><img class="size-full wp-image-11258" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/osteria-100-5.jpg" alt="tavoli-botti" width="900" height="1600" /></a><p class="wp-caption-text">tavoli-botti</p></div>
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		<title>La PFTIM di Capodimonte a Roma per la Settimana Liturgica Nazionale</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Aug 2017 15:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.cittadelmonte.it/wordpress/?p=11248</guid>
		<description><![CDATA[La Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Tommaso, con il professore Giuseppe Falanga, partecipa alla 68esima Settimana Liturgica Nazionale, a Roma, dal 21 al 24 agosto 2017. Tema dell’evento “Una Liturgia viva per una Chiesa viva”, per iniziativa del Centro di Azione liturgica (CAL). Un appuntamento di grande richiamo che si rinnova di anno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11249" style="width: 1180px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/logo-per-sito.jpg"><img class="size-full wp-image-11249" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/logo-per-sito.jpg" alt="Settimana liturgica nazionale (logo)" width="1170" height="555" /></a><p class="wp-caption-text">Settimana liturgica nazionale (logo)</p></div>
<p style="text-align: justify;">La Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Tommaso, con il professore Giuseppe Falanga, partecipa alla <strong>68esima Settimana Liturgica Nazionale</strong>, a Roma, dal 21 al 24 agosto 2017. Tema dell’evento “<em>Una Liturgia viva per una Chiesa viva</em>”, per iniziativa del <strong>Centro di Azione liturgica (CAL</strong>)<em>.</em> Un appuntamento di grande richiamo che si rinnova di anno in anno, quest’anno ospitato presso il Centro Congressi SGM Conference Center di Roma. È soprattutto attraverso le Settimane Liturgiche Nazionali che il CAL ha preparato il terreno alla Riforma del Concilio Vaticano II. Con tali incontri, ha pure guidato la neonata Riforma, accompagnando la pubblicazione dei diversi rituali e offrendo di volta in volta i fondamenti storici e teologici per una loro corretta e fruttuosa applicazione pastorale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il programma</strong> – Fitto, vede nella conclusione il momento più rilevante, con <strong>l’Udienza Particolare con il Santo Padre Francesco</strong> il giorno 24 agosto nell’Aula Paolo VI. Numerosi e importanti i relatori che si alterneranno nelle giornate, tra cui: <strong>S.E. monsignore Bruno Forte</strong>, Arcivescovo di Chieti-Vasto, come già detto, il <strong>professore Giuseppe Falanga</strong>, della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale &#8211; Sezione S. Tommaso, <strong>monsignore Fabio Trudu</strong>, della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, ed <strong>Enzo Bianchi</strong>, fondatore della Comunità Monastica di Bose. A presiedere le celebrazioni eucaristiche <strong>S.E. monsignore Claudio Maniago</strong>, Vescovo di Castellaneta e Presidente del Centro di Azione Liturgica, <strong>S.E. monsignore Luca Brandolini</strong> e <strong>S. E. monsignore Alceste Catella</strong>, Presidenti emeriti del Centro di Azione Liturgica, <strong>S.E. monsignore Nunzio Galantino</strong>, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, <strong>padre Corrado Maggioni</strong>, Sottosegretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Lavori di gruppo con sacerdoti, consacrati e rappresentanti diocesani.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Centro di Azione Liturgica (CAL)</strong> &#8211; Nasce nell’ottobre 1947, al termine di un incontro tenutosi a Parma presso l’abbazia di San Giovanni. Due anni dopo, nel settembre 1949 e sempre nella stessa abbazia parmense, il CAL si presenta ufficialmente alla Chiesa italiana con delle strutture ben definite e con un programma chiaro. Ha, infatti, un suo primo presidente – Monsignor Adriano Bernareggi –, ha ottenuto un primo riconoscimento dalla Segreteria di Stato e organizza la prima Settimana Liturgica. La costituzione <em>Sacrosanctum Concilium</em>, promulgata il 4 dicembre 1963 dal Concilio Vaticano II, incontrò in Italia, fin dall’inizio, un’accoglienza favorevole. Ciò si deve in modo determinante al lavoro compiuto nel precedente cinquantennio dal Movimento liturgico, con iniziative di carattere popolare, come quelle promosse dall’Apostolato Liturgico di Genova e dall’Opera di Regalità di Cristo di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il CAL è stato il punto di coagulo e di promozione di tutti gli organismi e delle iniziative italiane per l’intero primo decennio postconciliare, fino a diventare <em>Institutum Liturgicum</em> della Conferenza Episcopale Italiana, prima della nascita dell’Ufficio Liturgico Nazionale. Al CAL si debbono le prime traduzioni dei nuovi libri liturgici, i convegni nazionali, gli incontri diocesani e numerose pubblicazioni. Tra queste un ruolo importante ha avuto e ha tutt’oggi la rivista <em>Liturgia</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La Settimana Liturgica Nazionale &#8211; </strong>È l’iniziativa più caratteristica del CAL, che da decenni riscuote un notevole interesse per il numero dei partecipanti e per il discorso formativo che in essa viene svolto; la scelta del luogo, ogni anno diverso, diventa occasione per la Chiesa locale che ospita il convegno, di mettere in movimento le migliori energie e insieme di offrire spazi formativi a livello più ampio. Con questa 68ª Settimana Liturgica Nazionale il CAL intende rinnovare il suo impegno al servizio della Chiesa conciliare e ribadire che la Liturgia è la «prima e per di più necessaria sorgente dalla quale i fedeli possano attingere uno spirito veramente cristiano» (<em>Sacrosanctum Concilium</em> 14). <em>Una Liturgia viva</em> <em>per una Chiesa viva</em>, in grado di dire e comunicare il mistero di Dio all’uomo di oggi. Una Liturgia che sia una forte e gioiosa esperienza della presenza del Risorto e di una fraterna comunione in lui. Una liturgia che non si avviti su se stessa, ma dia vita a cristiani che, sospinti dallo Spirito, siano capaci di «<em>uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo</em>» (Papa Francesco, <em>Evangelii gaudium</em> 20).</p>
<p style="text-align: justify;">
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<p><strong> </strong></p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Apple a Napoli, tra cultura digitale e app economy</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2016 00:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Antiche Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[app economy]]></category>
		<category><![CDATA[apple a napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Centro di Sviluppo App iOS]]></category>
		<category><![CDATA[centro formazione apple]]></category>
		<category><![CDATA[federico II]]></category>
		<category><![CDATA[Lisa Jackson]]></category>
		<category><![CDATA[san giovanni a teduccio]]></category>

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		<description><![CDATA[Una data da ricordare: 6 ottobre 2016. La mela Apple assume identità napoletana. Inaugurato nel polo universitario della Federico II di San Giovanni a Teduccio il Centro di Sviluppo App iOS, primo centro di formazione Apple in Europa. Il Centro di Sviluppo – La sede di San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia orientale di Napoli, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/apple5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10674" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/apple5.jpg" alt="centro formazione apple napoli" width="1920" height="1080" /></a>Una data da ricordare: 6 ottobre 2016. <strong><em>La mela Apple</em></strong> assume identità napoletana. Inaugurato nel polo universitario della Federico II di San Giovanni a Teduccio i<strong>l Centro di Sviluppo App iOS,</strong> primo centro di formazione Apple in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Centro di Sviluppo </strong><strong>– </strong>La sede di San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia orientale di Napoli, è parte del polo di ingegneria della Università di Napoli Federico II, costruito negli ex capannoni Cirio. Sono 200  &#8211; di cui 150 campani – gli studenti selezionati al termine delle prove su oltre 4000 partecipanti. Il periodo di formazione avrà una durata di nove mesi e, dopo il primo gruppo di 100 allievi, da gennaio siederanno in aula anche gli altri aspiranti programmatori. L’obiettivo è fornire competenze pratiche e formazione sullo sviluppo di app per l&#8217;ecosistema digitale. Nella struttura napoletana, laboratori e  possibilità di accesso ai più recenti prodotti hardware e software Apple. Durante il primo semestre i corsi avranno l&#8217;obiettivo di migliorare ed elevare le competenze degli studenti nello sviluppo software su iOS; durante il secondo semestre gli studenti parteciperanno a corsi sulla creazione di startup e progettazione di app, e collaboreranno fra loro per la creazione di app che potrebbero eventualmente poi approdare sull&#8217;App Store. Inoltre, la Apple prevede di ampliare questo programma estendendolo ad altri paesi a livello mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/1720903_apple.jpg.jpg.pagespeed.ce_.Yv0BlmV2e7.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10675" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/1720903_apple.jpg.jpg.pagespeed.ce_.Yv0BlmV2e7.jpg" alt="apple_napoli" width="660" height="227" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>App Economy</strong><strong> &#8211; </strong>È un potente motore di crescita in tutta Europa e l&#8217;ecosistema dell&#8217;azienda ora supporta oltre 1.4 milioni di posti di lavoro, tra cui 1.2 milioni attribuibili alla comunità di creatori di app, ingegneri software e imprenditori che creano app per iOS, così come lavori non legati alla tecnologia sostenuti direttamente e indirettamente dall’<em>app</em> <em>economy</em>. Migliaia di aziende si stanno espandendo grazie al loro lavoro con Apple, che supporta centinaia di migliaia di posti di lavoro nelle piccole e grandi comunità in tutta Europa. Apple lavora inoltre con i principali produttori europei di <em>MEMS </em>(Micro-Electro-Mechanical Systems), che creano microscopici componenti che rappresentano il cuore  di alcuni incredibili sensori e tecnologie audio all’interno dei dispositivi iOS.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/apple3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10677" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/apple3.jpg" alt="centro_app_iOS_napoli" width="1920" height="1080" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inaugurazione</strong>– L’inaugurazione del centro Apple partenopeo si è tenuta nella sala congressi del polo universitario, alla presenza di <strong>Lisa Jackson</strong>, vicepresidente di Apple e responsabile delle Politiche Sociali e Ambientali della multinazionale, del ministro dell’Università e della Ricerca, <strong>Stefania Giannini</strong>, del rettore della Federico II, <strong>Gaetano Manfredi,</strong> del sindaco di Napoli, <strong>Luigi de Magistris</strong>, e del presidente della Regione Campania, <strong>Vincenzo De Luca</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt;<em>Ci auguriamo</em> – ha dichiarato il sindaco Luigi de Magistris &#8211; <em>che questo sia un modo per rendere vivo e vitale il quartiere di San Giovanni attraverso i giovani della nostra città e non solo. Se oggi si investe è perché Napoli è credibile e in grado di ospitare, dal punto di vista  organizzativo, qualsiasi evento</em>&gt;&gt; .</p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt;<em>L&#8217;investimento dell&#8217;Apple a Napoli è una grande opportunità per la nostra città e per i nostri giovani –</em> ha affermato il Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi &#8211; <em>La scelta di Apple di insediare a Napoli questo centro di formazione e produzione europeo sulle app è un risultato veramente importante. Da un lato per il riconoscimento di una grande multinazionale americana che lavora in questo campo, della qualità della nostra formazione, della qualità della nostra università, della qualità dei nostri giovani, dall&#8217;altro contribuirà a realizzare il progetto che noi abbiamo di integrare sempre più università formazione e lavoro per consentire ai nostri giovani di avere grandi opportunità di formazione ma anche grandi opportunità di lavoro qualificato. Grande risultato, grande successo, ci auguriamo che sia il primo passo di un percorso importante&gt;&gt;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le scaloppine alla napoletana</title>
		<link>https://www.cittadelmonte.it/wordpress/le-scaloppine-alla-napoletana/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 08:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna D'Agostino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Antiche Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Oggi vi proponiamo una ricetta molto semplice, che non fa parte delle più antiche ricette della tradizione napoletana, ma che è entrata di recente nel novero dei piatti più apprezzati dai nostri gourmet. Leggera e gustosa , viene presentata in quasi tutti i menu dei ristoranti italiani perché soddisfa molto i palati. Ingredienti per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cittadelmonte.info/static/img/scaloppine.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8907" alt="scaloppine" src="http://cittadelmonte.info/static/img/scaloppine.jpg" width="275" height="183" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi vi proponiamo una ricetta molto semplice, che non fa parte delle più antiche ricette della tradizione napoletana, ma che è entrata di recente nel novero dei piatti più apprezzati dai nostri gourmet. Leggera e gustosa , viene presentata in quasi tutti i menu dei ristoranti italiani perché soddisfa molto i palati.</p>
<p>Ingredienti per 4 persone:</p>
<p>600 gr. di piccole e sottili fette di fesa di manzo</p>
<p>4 cucchiai di olio extravergine di oliva</p>
<p>400 gr. di pomodori maturi</p>
<p>1 spicchio d’aglio</p>
<p>1 pizzico di origano</p>
<p>Menta e basilico q.b.</p>
<p>Sale e pepe q.b.</p>
<p>Battete le fettine di fesa col batticarne per renderle sottili. Scaldate l’olio in padella insieme all’aglio: quando quest’ultimo ha  raggiunto la doratura, toglietelo dalla padella. Fate soffriggere in questa stessa padella le fettine di carne, quindi ricopritele con i pomodori tagliati a cubetti e aggiungete sale e pepe. Fate cuocere col coperchio per altri 10 minuti circa. Quando le fettine risulteranno ben dorate, servitele in un piatto di portata e decorate con menta o basilico.</p>
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		<title>Gnocchi alla Sorrentina</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 17:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna D'Agostino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Antiche Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo piatto preferito dagli italiani è targato Napoli. Ebbene si, in tutti i ristoranti è il più richiesto e amato da gli adulti ma soprattutto dai bambini. I napoletani hanno arricchito il semplice piatto di gnocchi con ingredienti locali, ovvero la mozzarella di bufala campana e il formaggio fresco grattugiato. Di varietà di gnocchi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cittadelmonte.info/static/img/gnocchicittàdelmonte.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8787" alt="gnocchicittàdelmonte" src="http://cittadelmonte.info/static/img/gnocchicittàdelmonte.jpg" width="480" height="360" /></a></p>
<p>Il primo piatto preferito dagli italiani è targato Napoli. Ebbene si, in tutti i ristoranti è il più richiesto e amato da gli adulti ma soprattutto dai bambini. I napoletani hanno arricchito il semplice piatto di gnocchi con ingredienti locali, ovvero la mozzarella di bufala campana e il formaggio fresco grattugiato. Di varietà di gnocchi se ne trovano moltissime in tutta Italia e in tutto il mondo: di semola, di frumento, di riso, di patate e di semolino. Quelli preparati con le patate sono perfetti per questa ricetta della tradizione campana che iniziò ad affermarsi nell’ 800 grazie al basso costo e alla qualità di soddisfare anche i palati più difficili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ingredienti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1 kg di patate</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1 uovo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Farina q.b. (vi consigliamo quella già pronta per impasti, che miscela la semola con la &#8217;00)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un pizzico di sale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>200 gr. di mozzarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>100 gr. di parmigiano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Basilico</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Salsa di pomodoro</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lavate, pelate e mettete a bollire le patate in acqua bollente. Quando sono ancora calde schiacciatele con l’apposito strumento. Nel frattempo disponete la farina a fontana e incorporate le patate, le uova e il sale fino ad ottenere un impasto omogeneo. Vi sembrerà che si sfarini, ma non preoccupatevi, basta un po’ di manualità. Dividete l&#8217;impasto così ottenuto in panetti e ricavatene gli gnocchetti tagliando l&#8217;impasto con il coltello. La tradizione vuole anche il passaggio su una forchetta per creare la caratteristica forma rigata. Cuocete gli gnocchi al dente (basteranno pochissimi minuti). Scolate gli gnocchi, unitevi la salsa di pomodoro (circa 700 gr.) e disponeteli in una teglia. Aggiungete la mozzarella tagliata a cubetti, il parmigiano e alcune foglie di basilico. Lasciate il tutto per qualche minuto in forno a riscaldarsi e&#8230;. buon appetito!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Spaghetti alle vongole</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jul 2013 16:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna D'Agostino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Antiche Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi vi proponiamo un classico della cucina napoletana: gli spaghetti con le vongole. Un piatto della domenica, che propongono tutti i ristoranti, e che sicuramente i napoletani amano particolarmente. Forse più della pizza, se proprio vogliamo esagerare. Vi lasciamo una ricetta tradizionale che potete riprodurre facilmente a casa vostra. ingredienti per quattro persone: 350 gr. di spaghetti 600 gr. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi proponiamo un classico della cucina napoletana: gli spaghetti con le vongole. Un piatto della domenica, che propongono tutti i ristoranti, e che sicuramente i napoletani amano particolarmente. Forse più della pizza, se proprio vogliamo esagerare. Vi lasciamo una ricetta tradizionale che potete riprodurre facilmente a casa vostra.</p>
<p>ingredienti per quattro persone:</p>
<p>350 gr. di spaghetti</p>
<p>600 gr. di vongole fresche veraci (spurgate)</p>
<p>2 acciughe fresche (facoltative)</p>
<p>2 spicchi di aglio</p>
<p>Prezzemolo</p>
<p>Vino bianco secco</p>
<p>Olio d’oliva</p>
<p>Mettete a bollire l’acqua e cuocete gli spaghetti. Nel frattempo lavate e sfilettate le acciughe, eliminando le interiora. Lavate e scolate le vongole in una teglia coperta con un velo d’acqua e fatele aprire a fuoco vivo. Sgusciatele lasciandone una decina intere per guarnire il piatto. Trasferite quelle sgusciate in una padella dove precedentemente avrete fatto appassire l’aglio tritato con l’acciuga e 4 cucchiai di olio. Versateci mezzo bicchiere di vino bianco e fate sfumare. Abbassate la fiamma e lasciate cuocere per cinque minuti. Cotti gli spaghetti al dente, scolateli e metteteli nella padella con l’aggiunta di prezzemolo fresco. Fate insaporire a fuoco vivo e servite guarnendo con le vongole intere. Da provare anche la variante rossa: a piacere potete aggiungere tre o quattro pomodorini maturi, possibilmente del &#8220;piennolo&#8221; vesuviano.</p>
<p><a href="http://cittadelmonte.info/static/img/spaghetti_vongole_s.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8676" alt="spaghetti_vongole_s" src="http://cittadelmonte.info/static/img/spaghetti_vongole_s.jpg" width="320" height="480" /></a></p>
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		<title>La pizza di scarole</title>
		<link>https://www.cittadelmonte.it/wordpress/la-pizza-di-scarole/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2013 10:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna D'Agostino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Antiche Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[La pizza di scarole è una delle ricette più antiche della tradizione napoletana. Viene solitamente preparata nel periodo natalizio, ma oggigiorno questa verdura è reperibile in ogni periodo dell’anno e quindi è possibile gustarla sempre. Ecco per voi la ricetta antica: Ingredienti: pasta per pizza (circa mezzo kilo) 4 acciughe sotto sale Scarola (indivia riccia, con foglie [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La pizza di scarole è una delle ricette più antiche della tradizione napoletana. Viene solitamente preparata nel periodo natalizio, ma oggigiorno questa verdura è reperibile in ogni periodo dell’anno e quindi è possibile gustarla sempre.</p>
<p>Ecco per voi la ricetta antica:</p>
<p>Ingredienti:</p>
<p>pasta per pizza (circa mezzo kilo)</p>
<p>4 acciughe sotto sale</p>
<p>Scarola (indivia riccia, con foglie chiare e leggermente amarognola )</p>
<p>100 gr. di olive nere di Gaeta</p>
<p>2 spicchi d’aglio</p>
<p>30 gr. di capperi sott’aceto</p>
<p>30 gr. di pinoli</p>
<p>30 gr. di uvetta</p>
<p>20 gr. di lievito di birra</p>
<p>Olio d’oliva</p>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>Acquistate o preparate in casa l’impasto per la pizza e lasciate lievitare per due ore. Nel frattempo mettete a bagno l’uvetta e lavate le acciughe e i capperi con acqua corrente per eliminare il sale in eccesso.</p>
<p>Mondate la scarola, lavatela e scottatela in acqua bollente per 6 minuti. Scolatela, strizzatela e trituratela. Nel frattempo fate appassire in padella l’aglio con l’olio, unite le acciughe, le olive e i capperi. Quando l’olio è ben caldo, unite anche la scarola, i pinoli e l’uvetta e lasciate cuocere per 4 minuti.</p>
<p>Accendete il forno a 200° e dividete il panetto di impasto in due: ricavatene due dischi, uno da poggiare sul fondo della teglia per pizza su cui poi va messo il ripieno. L’altro va posto direttamente sopra il ripieno, a chiusura del tutto. Con la forchetta vi consigliamo di fare dei fori e di sigillare i bordi. Spennellate la superficie dell&#8217;impasto con olio d&#8217;oliva e mettete il tutto in forno per 25 minuti. Buon appetito!<a href="http://cittadelmonte.info/static/img/pizzadiscarolecittàdelmonte.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8603" alt="pizzadiscarolecittàdelmonte" src="http://cittadelmonte.info/static/img/pizzadiscarolecittàdelmonte.jpg" width="1570" height="868" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Torta di mele grattugiate</title>
		<link>https://www.cittadelmonte.it/wordpress/torta-di-mele-grattugiate/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 12:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Palazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Antiche Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[3 uova 110 gr di zucchero semolato zucchero a velo 35 gr di burro 140 gr farina 5 gr lievito in polvere vanigliato 1 limone 2 mele 3-4 cucchiai di crema alla vaniglia pronta 1 stecca di cannella cannella in polvere qb sale La particolarità della torta di mele grattugiate è la cremosità. Per prima [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cittadelmonte.info/static/img/mele-e-cannella.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8586" alt="mele e cannella" src="http://cittadelmonte.info/static/img/mele-e-cannella.jpg" width="400" height="225" /></a><br />
3 uova<br />
110 gr di zucchero semolato<br />
zucchero a velo<br />
35 gr di burro<br />
140 gr farina<br />
5 gr lievito in polvere vanigliato<br />
1 limone<br />
2 mele<br />
3-4 cucchiai di crema alla vaniglia pronta<br />
1 stecca di cannella<br />
cannella in polvere qb<br />
sale</p>
<p>La particolarità della torta di mele grattugiate è la cremosità. Per prima cosa, rompere le uova in una ciotola, aggiungere lo zucchero e montare con fruste elettriche, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Sciogliere il burro a fuoco basso, lasciarlo intiepidire, poi aggiungerlo al composto mescolando bene. Grattugiare una scorza di limone, aggiungerla al composto e mescolare delicatamente. Sbucciare due mele, dopo averle lasciate qualche minuto in acqua, eliminare il torsolo e grattugiarle con la grattugia a fori grossi, facendole cadere direttamente nel composto. Ricordate di scolarle affinché non restino troppo umide. Aggiungete un pizzico di cannella in polvere. Intanto foderate con la carta da forno bagnata e strizzata uno stampo a cerniera di 20 cm di diametro e versarvi il composto preparato. Cuocerlo in forno caldo a 180° per circa 40 minuti. Lasciate intiepidire la torta per qualche minuto, sformarla, tagliarla a fette e servire spolverizzata con zucchero a velo e cannella in polvere. Aggiungete al piatto un cucchiaio di crema alla vaniglia come accompagnamento.</p>
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