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	<title>Città del Monte &#187; alimentazione strategica</title>
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		<title>Quanti caffé bevi al giorno?</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2015 08:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Teresa Montesarchio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo è decisamente l&#8217;anno della consapevolezza alimentare. Il primo Maggio, infatti, prenderà il via l&#8217;Expo Milano 2015, che la vede protagonista indiscussa a livello globale -e sarebbe il caso di dire universale, visto che Samantha Cristoforetti ne parla continuamente dallo Spazio. La consapevolezza alimentare è un concetto e un valore molto ampio, che abbraccia l&#8217;informazione, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/teresa-montesarchio-cittadelmonte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10074" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/teresa-montesarchio-cittadelmonte.jpg" alt="teresa montesarchio cittadelmonte" width="259" height="194" /></a>Questo è decisamente l&#8217;anno della consapevolezza alimentare. <strong>Il primo Maggio, infatti, prenderà il via l&#8217;Expo Milano 2015</strong>, che la vede protagonista indiscussa a livello globale -e sarebbe il caso di dire universale, visto che Samantha Cristoforetti ne parla continuamente dallo Spazio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La consapevolezza alimentare è un concetto e un valore molto ampio</strong>, che abbraccia l&#8217;informazione, il processo di scelta di acquisto e consumo dei cibi, la conoscenza sulle conseguenze di uno stile alimentare, non solo su di sé, ma sull&#8217;intero pianeta e sulle generazioni future, oltre alla conoscenza e gestione delle emozioni e dei processi cognitivi coinvolti nel consumo di un determinato alimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È il caso della caffeina.</strong> Indubbiamente il caffé assume nella cultura italiana e, ancor di più, partenopea, una valenza importantissima: ci si vede per un caffé, si offre il caffé agli ospiti, ci si sveglia e talvolta si va a letto col caffé. Ma che effetto ha realmente il caffé sul nostro umore? Qual è la soglia massima oltre la quale l&#8217;assunzione di caffé risulta dannosa?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La caffeina probabilmente è la sostanza in grado di modificare il nostro comportamento più diffusa al mondo</strong>. Un moderato consumo giornaliero di caffé (meno di 6 tazzine al giorno) è risultato associato ad una minor presenza di disturbi depressivi, meno decadimenti cognitivi, apportando un aumento di lucidità, prontezza e attenzione, soprattutto in compiti sostenuti in un lungo periodo, più difficili e a bassa attivazione neuro-fisiologica. Questi risultati ed i presunti effetti benefici nella sindrome da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD) necessitano di ulteriori approfondimenti, non essendoci, ad oggi, una solida mole di evidenze scientifiche in grado di sostenere la validità di tali effetti terapeutici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non per tutte le persone, comunque, la caffeina gioca un ruolo positivo</strong>. In persone che soffrono di attacchi di panico e ansia sociale, sembra che la caffeina peggiori la sintomatologia. In alte dosi il caffé può provocare una dipendenza importante e, pertanto, condurre ad un bisogno di una dose sempre maggiore di caffeina per ottenere l&#8217;effetto desiderato, a causa dell&#8217;adattamento del nostro sistema nervoso centrale alla sostanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È il caso di dire che la consapevolezza alimentare può portare ognuno a valutare gli effetti della caffeina su se stesso e decidere</strong>, di conseguenza, se assumerla, in che dosi e con quale frequenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Bibliografia: Diogo R. Lara,  (2010). Caffeine, mental health, and psychiatric disorders. <em>J Alzheimers Dis., 20</em> (Suppl 1)</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Cisky, il ventunenne napoletano che conquista Italia&#8217;s Got Talent</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 15:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Teresa Montesarchio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha conquistato Italia&#8217;s got Talent: è Cisky, ventuno anni, napoletano. Cisky non ama definirsi: non si etichetta come ballerino, non si etichetta come body performer, non si etichetta: punto. E in effetti è proprio lui, in un intervista di Optima, a dichiarare che, a suo parere, la sua generazione non si fonda su nulla: niente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/teresa-montesarchio-cittadelmonte-cisky.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10065" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/teresa-montesarchio-cittadelmonte-cisky.jpg" alt="teresa montesarchio cittadelmonte cisky" width="225" height="225" /></a>Ha conquistato Italia&#8217;s got Talent: è Cisky, ventuno anni, napoletano.</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cisky non ama definirsi:</strong> non si etichetta come ballerino, non si etichetta come body performer, non si etichetta: punto. E in effetti è proprio lui, in un intervista di <em><a href="https://www.youtube.com/watch?t=351&amp;v=jniAkLsS5kQ" target="_blank">Optima</a></em>, a dichiarare che, a suo parere, <strong>la sua generazione non si fonda su nulla</strong>: niente valori, niente generi, niente etichette. In sintesi, nessun punto di riferimento.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=V4pb1i-Tq3g" target="_blank">QUI </a>il video dell&#8217;audizione di Cisky ad Italia&#8217;s Got Talent</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al di là dell&#8217;innegabile talento e della bizzarria del personaggio, emerge in Cisky qualcosa di straordinario: una consapevolezza corporea molto maggiore della norma.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cisky pratica yoga e meditazione con lo scopo di aumentare la propria consapevolezza corporea:</strong> tecniche di meditazione a gambe incrociate (posizione del loto) e meditazione sul respiro sono pratiche amiche da diverso tempo, unitamente a scelte radicali, come l&#8217;alimentazione vegana. La sua consapevolezza lo conduce all&#8217;attenta analisi delle sue reazioni corporee al cibo che mangia e alle pratiche che esercita. Ed è in base a tale consapevolezza che prende le sue scelte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando mancano punti di riferimento, la meditazione appare come l&#8217;unica guida, il manuale di emergenza.</strong> La mindfulness in particolare, viene regolarmente applicata a innumerevoli situazioni: dai disturbi dell&#8217;umore, ai disturbi alimentari, dal cancro alle dipendenze da sostanze, con ottimi risultati.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Secondo Kabat-Zinn, se insegnassimo a tutti i bambini del mondo la meditazione in tenera età, non ci sarebbero più guerre. E allora, forse, è proprio ciò di cui abbiamo bisogno in questo particolare momento storico. </strong></p>
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		<title>Senza ruga, senza grasso, senza macchia e forse anche senza cervello</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2015 20:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Teresa Montesarchio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni una foto è diventata virale sui social media. È quella di Rachel Hollis, madre di tre figli, che ha accompagnato l&#8217;immagine con la seguente didascalia, condividendola su Instagram e Facebook: Ho le smagliature e indosso un bikini. Ho una pancia che è permanentemente flaccida perché ha portato il &#8220;peso&#8221; di tre bambini [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/teresa-montesarchio-holly-rachel-cittadelmonte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10041" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/teresa-montesarchio-holly-rachel-cittadelmonte-300x300.jpg" alt="teresa montesarchio holly rachel cittadelmonte" width="300" height="300" /></a>Negli ultimi giorni una foto è diventata virale sui social media.</strong> È quella di Rachel Hollis, madre di tre figli, che ha accompagnato l&#8217;immagine con la seguente didascalia, condividendola su Instagram e Facebook:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ho le smagliature e indosso un bikini. Ho una pancia che è permanentemente flaccida perché ha portato il &#8220;peso&#8221; di tre bambini giganti e indosso un bikini. Il mio ombelico è cadente &#8230; (che è qualcosa che non sapevo nemmeno fosse possibile prima!!) e indosso un bikini. Indosso un bikini perché sono orgogliosa di questo corpo e di ogni segno. Quei segni dimostrano che sono stata benedetta abbastanza per aver potuto portare in grembo i miei bambini e la pancia flaccida significa che ho lavorato duramente per perdere peso. Indosso un bikini perché l&#8217;unico uomo la cui opinione conta per me sa quello che ho passato nel vedermi in questo modo. Quello stesso uomo dice che non ha mai visto niente di più sexy del mio corpo, dei suoi segni. Non sono cicatrici signore, sono medaglie al valore e ve le siete guadagnate. Mostrate quel corpo con orgoglio! #HollisHoliday</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Holly gestisce un blog, <a href="http://thechicsite.com/" target="_blank">The Chic Site</a>, ed è un personaggio noto sui social media.</strong> Il suo messaggio sull&#8217;<strong>esser fiera di se stessa e dei segni che la propria esperienza lascia sul corpo</strong> era destinato a diventare un messaggio sociale, un messaggio di cui molti artisti si stanno facendo promotori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come la fotografa Jade Beall, che con il su progetto intitolato <a href="http://www.abeautifulbodyproject.com/" target="_blank">A Beautiful Body Project </a>ha voluto mostrare i segni che la gravidanza lascia sul corpo delle donne.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sembra che siamo di fronte ad un&#8217;inversione di tendenza e ad una nuova moda: quella di uscire allo scoperto, anziché nascondersi.</strong> Non mancheranno gli esibizionisti, che faranno di questa tendenza una moda, ma di certo è un messaggio che allevia lo stress dell&#8217;icona perfetta, senza ruga, senza grasso, senza macchia e forse anche senza cervello che, ancora, viene sbandierata dai media.</p>
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		<title>Perché le persone non mangiano sano? Ce lo spiega il Dr. Filippo Ongaro</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2015 16:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Teresa Montesarchio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni cambiamento apportato al proprio stile di vita al fine di migliorare il proprio benessere psicofisico ha senso solo se il cambiamento viene mantenuto a lungo termine. Nonostante oramai sia abbastanza diffusa una certa conoscenza di quali debbano essere le caratteristiche di una sana alimentazione, che apporti benefici, prevenga disturbi e mantenga in forma, ci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/teresa-montesarchio-cittadelmonte-filippo-ongaro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9949" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/teresa-montesarchio-cittadelmonte-filippo-ongaro-300x150.jpg" alt="teresa montesarchio cittadelmonte filippo ongaro" width="300" height="150" /></a></h2>
<h2 style="text-align: justify;">Ogni cambiamento apportato al proprio stile di vita al fine di migliorare il proprio benessere psicofisico ha senso solo se il cambiamento viene mantenuto a lungo termine.</h2>
<p style="text-align: justify;">Nonostante oramai sia abbastanza diffusa una certa conoscenza di quali debbano essere le caratteristiche di una <strong>sana alimentazione</strong>, che apporti benefici, prevenga disturbi e mantenga in forma, ci sono moltissime persone che non seguono tali indicazioni. Qual è il motivo?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Dr. Filippo Ongaro</strong>, ex medico degli astro­nauti presso l’Agen­zia Spa­ziale Euro­pea (ESA), medico della nutrizione dell&#8217;astronauta Samantha Cristoforetti e direttore scientifico dell&#8217;Istituto di Medicina rigenerativa ed Anti-aging, <strong>deduce, in base alla sua esperienza, che in questi casi intervenga un fattore psicologico</strong>, un fattore che ha a che fare con l&#8217;appagamento al di là del benessere fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Di tale fattore dice:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong>“E&#8217; una porta che sta lì, ma anche i medici preferiscono tenerla chiusa, perché alla fine viene il paziente e gli si dà una dieta e tutto finisce lì”.</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo approccio rappresenta un problema nel mondo della nutrizione umana</strong>, poiché goccia dopo goccia, giorno dopo giorno, un&#8217;alterazione delle abitudini alimentari porta a sofferenza organica e alla perdita della salute: “Una notizia che ci sconvolge”, spiega il Dr. Ongaro, “quando oramai è troppo tardi: diamo la salute per scontato, invece è un dono che bisogna preservare”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche lo stress gioca un ruolo consistente, che si ripercuote sul proprio benessere psicologico, fino a portare ad una mancata gestione funzionale delle emozioni, che vengono rigettate sul cibo, attraverso il binge eating</strong>. Per questo il Dr. Ongaro sottolinea l&#8217;importanza di un&#8217;attenzione a tutta la sfera psicologica che medici e professionisti della nutrizione dovrebbero cominciare a coltivare.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=I8YRro-Y_gE#t=225" target="_blank">Intervista al Dr. Ongaro ad Oasi di Salute (30 gennaio 2015) </a></p>
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		<title>Come si mangia nello spazio? La NASA Diet</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2015 16:46:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Circa 400 Km sopra la superficie terreste, la Stazione Spaziale Internazionale continua la sua orbita intorno al pianeta. Dal primo gruppo di astronauti arrivati nel novembre 2000, più di 200 astronauti da 15 differenti nazioni sono passati per la Stazione Spaziale Internazionale. Al suo centro, fluttua un laboratorio, dove -ogni sei mesi- sei membri della crew [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/teresa-montesarchio-cttadelmonte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9929" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/teresa-montesarchio-cttadelmonte-300x196.jpg" alt="teresa montesarchio cttadelmonte" width="300" height="196" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Circa 400 Km sopra la superficie terreste, la Stazione Spaziale Internazionale continua la sua orbita intorno al pianeta. Dal primo gruppo di astronauti arrivati nel novembre 2000, più di 200 astronauti da 15 differenti nazioni sono passati per la Stazione Spaziale Internazionale. Al suo centro, fluttua un laboratorio, dove -ogni sei mesi- sei membri della crew lavorano, fanno esercizio, dormono e&#8230; mangiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al Johnson Space Center, a Houston, gli esperti di nutrizione lavorano affinché gli astronauti della NASA seguano una dieta equilibrata.</strong> Maya Cooper è la responsabile di circa il 40% del cibo inviato agli astronauti. La sua scommessa è fare in modo che gli astronauti mangino<strong> cibi sani, ma anche familiari e gratificanti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mancanza di gravità nello spazio richiede molta energia: gli astronauti devono mangiare tenendo conto di un dispendio di 3000 calorie al giorno</strong>. Nell&#8217;ambiente controllato della Stazione Spaziale Internazionale, gli scienziati riescono a studiare i processi fisiologici degli astronauti con grande accuratezza.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Noi sappiamo esattamente ciò che mangiano &#8211; dice <strong>Cooper</strong> &#8211; così abbiamo a disposizione dati migliori sulla misura in cui il cibo impatta sul corpo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Oltre a ciò, bisogna tener conto del modo in cui lo spazio incide sulla qualità del cibo. Il cibo spedito in orbita viene conservato attraverso un processo di cottura che determina una perdita in termini di valore nutrizionale a causa della degradazione delle vitamine.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo richiede un grande sforzo da parte del<strong> </strong>Johnson Space Center e si potrebbe pensare che un buon modo per ottimizzare le risorse sarebbe somministrare agli astronauti tutti i nutrienti di cui hanno bisogno attraverso concentrati, pillole o centrifughe. Ma tutto ciò è fuori discussione, secondo Cooper, <strong>la quale non trascura l&#8217;aspetto psicologico che gravita intorno all&#8217;esperienza alimentare: “E&#8217; necessario, in termini di esperienza umana, che le persone mangino”</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Monica Seles ha sconfitto il Binge Eating e ne parla pubblicamente</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2015 14:36:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Monica Seles, una delle atlete più importanti nella storia del tennis moderno, ha pubblicamente confessato il suo trascorso da mangiatrice compulsiva. L&#8217;ex numero uno mondiale ha infatti recentemente dichiarato di essersi ammalata di Binge Eating Disorder, un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da abbuffate compulsive e da un graduale, inevitabile e repentino aumento di peso. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/teresa-montesarchio-cittadelmonte-monica-seles-binge-eating.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9923" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/teresa-montesarchio-cittadelmonte-monica-seles-binge-eating-300x191.jpg" alt="teresa montesarchio cittadelmonte monica seles binge eating" width="300" height="191" /></a></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;">Monica Seles, una delle atlete più importanti nella storia del tennis moderno, ha pubblicamente confessato il suo trascorso da mangiatrice compulsiva.</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ex numero uno mondiale ha infatti recentemente dichiarato di essersi ammalata di Binge Eating Disorder</strong>, un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da abbuffate compulsive e da un graduale, inevitabile e repentino aumento di peso. “Era qualcosa totalmente al di fuori del mio controllo – ha raccontato a People – Mi capitava di mangiare grosse quantità di cibo in un periodo di tempo molto ridotto”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Monica Seles individua l&#8217;elemento scatenante del suo disturbo nell&#8217;attentato che subì nel 1993 ad Amburgo</strong>, quando Gunter Parche le trafisse le spalle durante il torneo. Sebbene il processo di guarigione non fu particolarmente lungo, l&#8217;aggressione, unitamente alla diagnosi di cancro alla prostata restituita al padre nello stesso periodo, condusse la tennista ad un periodo di forte stress emotivo, che, come da lei dichiarato, ha costituito l&#8217;elemento definitivo per il via ad una lunga storia di disturbi alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra alti e bassi vissuti a livello di peso nel corso degli anni, Monica Seles ha deciso di parlarne in pubblico, al fine di aiutare chi soffre dello stesso disturbo.</strong> “C&#8217;è stato un periodo in cui il cibo era il mio sfogo, sono arrivata a pesare anche venti chili più di quanto sono ora – dichiara la Seles- Mi abbuffavo di patatine, pretzel e biscotti: sacchetti interi. In pochissimo tempo mangiavo enormi quantità di cibo. Anche quando vincevo un torneo importante, non avevo voglia di uscire a festeggiare con la mia famiglia o con il mio allenatore, ma non vedevo l’ora di tornare in albergo e abbuffarmi […] In tutto il mondo, anche in Italia, anche nel tennis, siamo bombardati da immagini di donne sexy e bellissime. Le donne lottano contro questa immagine irreale, a cui è impossibile adeguarsi. Invece è importante, specie per le ragazzine, accettare il proprio corpo. Per questo tengo molte conferenze in Usa a donne che hanno problemi di peso con il proprio corpo».</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La Seles sottolinea continuamente l&#8217;importanza di affrontare sentimenti di vergogna, senso di colpa ed imbarazzo, per riconoscere ed affrontare il disturbo, richiedendo quanto prima trattamenti specializzati.</strong></p>
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		<title>CNR Avellino: I celiaci potranno mangiare prodotti con glutine</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2015 14:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Teresa Montesarchio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/teresa-montesarchio-cittadelmonte-i-celiaci-potranno-mangiare-la-farina-alimentazione-strategica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9910" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/teresa-montesarchio-cittadelmonte-i-celiaci-potranno-mangiare-la-farina-alimentazione-strategica-300x179.jpg" alt="teresa montesarchio cittadelmonte i celiaci potranno mangiare la farina alimentazione strategica" width="300" height="179" /></a></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;">Si e’ aperta una nuova speranzosa via per chi soffre di celiachia, una patologia alimentare rappresentata dalla reazione infiammatoria dei leucociti al glutine.</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Italia i celiaci diagnosticati sono 150.000</strong> (fonte AIC, 2013) su un totale di circa 600.000 persone potenzialmente intolleranti al glutine (1% della popolazione). La risposta innovativa viene da <strong>un gruppo di ricercatori dell&#8217;Istituto di Scienze dell&#8217;Alimentazione-CNR di Avellino</strong> e prevede l&#8217;utilizzo di una farina detossificata attraverso un trattamento finalizzato a nascondere all’organismo le tossine del glutine, evitando, di conseguenza, la reazione infiammatoria.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Come è noto, la celiachia è una delle forme più diffuse di intolleranze alimentari&#8221; &#8211; spiega <strong>Mauro Rossi, ricercatore senior CNR</strong> &#8211; &#8220;L&#8217;unico approccio terapeutico valido attualmente è la dieta priva di glutine, da seguire per tutta la vita. Solo così, infatti, vengono ripristinate e conservate la normale architettura tessutale e le funzioni mucosali dell&#8217;intestino. Quello che abbiamo voluto sperimentare, invece, è la possibilità di <em>bloccare</em> all&#8217;origine il meccanismo immunologico alla base della patologia, agendo direttamente sulla farina&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il trattamento enzimatico delle farine o delle semole di grano riesce, infatti, a mascherare le sequenze tossiche del glutine</strong>, secondo una tecnologia denominata <em>food grade</em>, garantendo il mantenimento delle proprietà organolettiche dei cibi, come spiegato da Mauro Rossi:</p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>Con questa formula il glutine non viene più riconosciuto dai linfociti responsabili dell’infiammazione</strong>. Da un punto di vista tecnologico ed organolettico non ci sono differenze sostanziali con la normale farina. Grazie alla collaborazione con un gruppo aziendale interessato allo sviluppo commerciale del <em>trovato</em>, si sta avviando ora il trial clinico <strong>in collaborazione con il Policlinico Umberto I di Roma</strong> per la validazione definitiva della strategia […] La sperimentazione in vitro delle farine così modificate ha ottenuto risultati positivi e, in un primo test clinico, <strong>è stata dimostrata anche la sicurezza sulla salute umana</strong>. Quest&#8217;anno sarà avviato uno specifico trial clinico su un&#8217;ampia popolazione di celiaci e contestualmente si procederà nell&#8217;idea di fare di <em>Safecereals</em> (è il nome del progetto innovativo) uno spin off, un&#8217;impresa che supporti le industrie produttrici di farinacei e derivati nella formulazione di miscele enzimatiche ad hoc per la detossificazione di ogni tipo di prodotto contente glutine&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Una grande speranza per il miglioramento della qualità di vita di chi soffre di celiachia.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Mauro Rossi, Istituto di scienza dell&#8217;alimentazione, Avellino, tel. 0825/299308 , email mrossi@isa.cnr.it</p>
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		<title>Curves: cosa nasce prima, la bellezza o l&#8217;autostima?</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2015 18:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Teresa Montesarchio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;autostima è un atteggiamento gentile ed amorevole verso di sé difficile da costruire e mantenere. Molti uomini e molte donne nel mondo combattono quotidianamente con il proprio corpo e con l&#8217;amore che potrebbero provare per se stessi e che dovrebbero provare per se stessi, per essere, quantomeno, persone serene. Victoria Janashvili, fotografa di moda statunitense, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/Victoria-Janashvili-curves-teresa-montesarchio-cittadelmonte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9903" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/Victoria-Janashvili-curves-teresa-montesarchio-cittadelmonte-209x300.jpg" alt="Victoria Janashvili curves teresa montesarchio cittadelmonte" width="209" height="300" /></a>L&#8217;autostima è un atteggiamento gentile ed amorevole verso di sé difficile da costruire e mantenere.</strong> Molti uomini e molte donne nel mondo combattono quotidianamente con il proprio corpo e con l&#8217;amore che potrebbero provare per se stessi e che dovrebbero provare per se stessi, per essere, quantomeno, persone serene.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Victoria Janashvili, fotografa di moda statunitense</strong>, ha ritratto alcune delle più influenti modelle nel campo dell&#8217;industria della moda, aventi una caratteristica in comune: un corpo al di fuori degli stereotipi ai quali i media ci hanno abituato. <strong>I loro corpi sinuosi e maggiorati</strong>, infatti, testimoniano negli scatti della Janashvili una bellezza che solitamente si associa a corpi magri, troppo magri, <strong>nonostante la donna media americana indossi la taglia 48</strong>.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>L&#8217;artista sottolinea che la bellezza di queste donne non è data dai loro corpi, ma dalla stima che esse nutrono in se stesse.</strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da questa idea nasce <em>Curves</em>, un book fotografico che sarà pronto in primavera</strong> grazie ai finanziamenti dei donatori della nota piattaforma di crowfunding <a href="https://www.kickstarter.com/projects/369879254/curves-art-photography-book/description" target="_blank">Kickstarter</a>, che hanno coperto l&#8217;intero budget necessario alla produzione proprio lo scorso 2 Gennaio. Dunque a breve potremo ammirare le protagoniste di <em>Curves</em>,<strong> donne di diversa etnia, forma fisica ed età</strong>. Il progetto <em>Curves</em>, infatti, intende comunicare che <strong>la bellezza femminile prescinde dall&#8217;estrazione sociale e dagli standard culturali e che, appunto, è specchio veritiero dell&#8217;autostima e dell&#8217;amore di sé</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Un messaggio controcorrente, molto più veritiero dei condizionamenti a cui siamo sottoposti quotidianamente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=u6gIXCw8Gm8" target="_blank">Qui </a>è possibile guardare il <strong>video</strong> di presentazione del progetto.</p>
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		<title>Obesità e Makeover: il parere dell&#8217;esperto</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 15:00:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È boom, su canali quali Real Time ed MTV, di programmi TV sul dimagrimento, come Obesi: un anno per rinascere ed Extreme Makeover. Come ogni atto comunicativo, anche questo ha delle cause e delle conseguenze. Vediamo insieme il parere dell&#8217;esperto. In una recente intervista uscita su Soft Revolution, Luisa Stagi, ricercatrice presso il DISFOR dell’Università [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/teresa-montesarchio-cittadelmonte-makeover-alimentazione-strategica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9868" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/teresa-montesarchio-cittadelmonte-makeover-alimentazione-strategica-300x199.jpg" alt="teresa montesarchio cittadelmonte makeover alimentazione strategica" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È boom, su canali quali Real Time ed MTV, di <strong>programmi TV sul dimagrimento</strong>, come <em>Obesi: un anno per rinascere</em> ed <em>Extreme Makeover</em>. Come ogni atto comunicativo, anche questo ha delle cause e delle conseguenze. Vediamo insieme il parere dell&#8217;esperto.</p>
<p style="text-align: justify;">In una recente intervista uscita su <a href="http://www.softrevolutionzine.org/2015/intervista-luisa-stagi-body-image-fat-shaming/" target="_blank">Soft Revolution</a>, <strong>Luisa Stagi</strong>, ricercatrice presso il DISFOR dell’Università degli Studi di Genova, Coordinatrice del dottorato in Sociologia e co-direttrice del laboratorio universitario interdipartimentale AG-About Gender e dell’omonima rivista, ha espresso la sua opinione su tali programmi, forte della propria esperienza lavorativa nell&#8217;ambito dei disturbi alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luisa Stagi sottolinea in modo particolare l&#8217;aspetto responsabilizzante di programmi siffatti</strong>, in quanto manderebbero continuamente il messaggio: “Se hai perso il controllo della tua vita è responsabilità tua e unicamente tua”, creando un&#8217;estrema colpevolizzazione, di contro all&#8217;obiettiva complessità della questione obesità e dei disturbi del comportamento alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tali messaggi, spiega la Stagi, si manifestano ogni volta che il presentatore assume un ruolo da rieducatore</strong>, alternando immagini umilianti del soggetto interessato, il quale viene rappresentato in un&#8217;ottica di fallimento, come un pigro, che non vuole portare avanti un programma che lo rieduchi al fine di rientrare nel sistema: <strong>“Lo Stato non può più pensare alla salute dei suoi cittadini attraverso il Welfare, perché lo Stato sociale non esiste più.</strong> Devono essere i cittadini ad essere responsabili della propria salute. Chi non è magro non sta nel sistema”, dice la Stagi, la quale sostiene che questo tipo di programmi rappresentino, dunque, un surrogato di Stato sociale, che si nutre del <strong>falso mito “magro=bello=buono” e dell&#8217;idea che chiunque “possa essere tranquillamente magro, che bastano diete e ginnastica.”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Guardare tali programmi con distacco e consapevolezza, con occhio critico, avvalendosi di una lettura sociale è sicuramente un buon inizio per minimizzarne gli effetti nocivi.</p>
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