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	<title>Città del Monte &#187; amicizia</title>
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		<title>Scholomance, un’oscura scuola di magia</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2022 18:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Formisano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scholomance, lezioni pericolose Naomi Novik Mondadori 2021 pp.264 euro 19 &#160; &#160; &#160; &#160; Scholomance, lezioni pericolose è il nuovo romanzo di Naomi Novik, edito da Mondadori e pubblicato a settembre 2021. Naomi Novik è una scrittrice americana di romanzi fantasy. Il suo primo romanzo, Temeraire, ha vinto il Compton Crook Award nel 2007 e il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/lezioni-pericolose.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13104" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/lezioni-pericolose.jpg" alt="lezioni-pericolose" width="398" height="376" /></a></p>
<p><strong>Scholomance, lezioni pericolose</strong></p>
<p><b>Naomi Novik</b></p>
<p><strong>Mondadori</strong></p>
<p><strong>2021</strong></p>
<p><strong>pp.264</strong></p>
<p><strong>euro 19</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong>Scholomance, lezioni pericolose</strong> è il nuovo romanzo di <strong>Naomi Novik</strong>, edito da <strong>Mondadori</strong> e pubblicato a settembre 2021.</p>
<p><strong>Naomi Novik</strong> è una scrittrice americana di romanzi fantasy.<br />
Il suo primo romanzo, <em><strong>Temeraire</strong>, </em>ha vinto il Compton Crook Award nel 2007 e il Premio John Wood Campbell per il miglior nuovo scrittore.</p>
<p><strong>Trama-</strong> <strong>La Scholomance</strong> è una scuola di magia, all’interno della quale vige una normativa molto dura che prevede punizioni fisiche tra cui anche la morte.</p>
<p>Ciò che è assolutamente necessario è non aggirarsi da soli per i corridoi a causa dei <strong>mangia-anime,</strong> pericolose creature che si nascondono all’interno della scuola.</p>
<p>Un giorno arriva una nuova studentessa, <strong>El,</strong> che è particolarmente dotata e potrebbe evocare un potere così oscuro da abbattere palazzi o uccidere persone.</p>
<p>Potrebbe dunque adoperare la sua magia per sconfiggere i mostri, ma si correrebbe il pericolo di uccidere anche i compagni.</p>
<p><strong>Temi- Galadriel Higgins</strong>, o meglio conosciuta come El, è un’eroina <strong>atipica.</strong></p>
<p>È una ragazza fredda e cinica che risulta antipatica, per questo motivo non ha molte amicizie o alleati.</p>
<p>A causa del suo immenso potere, tutti la tengono a distanza, tutti tranne <strong>Orion Lake.</strong></p>
<p>L’ambientazione potrebbe essere definita <strong>dark,</strong> poiché è cupa e oscura.</p>
<p>Inoltre è presente la continua <strong>minaccia di morte</strong> che spaventa studenti e insegnanti.</p>
<p>Vige la legge del più forte.</p>
<p>Per combattere i mostri è necessario non muoversi mai da soli: bisogna formare delle <strong>cerchie,</strong> cioè gruppi ristretti di ragazzi che possano guardarsi le spalle a vicenda.</p>
<p>È evidente che la descrizione del mondo magico proposta dalla scrittrice non ha nulla a che vedere con quella dei soliti romanzi fantasy.</p>
<p>È consigliata la lettura a tutti coloro che amino il genere fantasy e sono alla ricerca di qualcosa di nuovo.</p>
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		<title>Tre, un romanzo di amicizia</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 14:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Formisano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Tre Valerie Perrin E/O 2021 pp.624 euro 18 Tre è il nuovo romanzo di Valerie Perrin, edito da E/O nel 2021. Valérie Perrin ha lavorato come fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi. Il suo primo romanzo è Il quaderno dell&#8217;amore perduto, ma il libro che l’ha resa famosa è stato Cambiare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tre</strong></p>
<p><strong>Valerie Perrin</strong></p>
<p><strong>E/O</strong></p>
<p><strong>2021</strong></p>
<p><strong>pp.624</strong></p>
<p><strong>euro 18</strong></p>
<p><strong>Tre</strong> è il nuovo romanzo di<strong> Valerie Perrin, </strong>edito da<strong> E/O </strong>nel 2021.</p>
<p><strong>Valérie Perrin</strong> ha lavorato come fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi.</p>
<p>Il suo primo romanzo è <em><strong>Il quaderno dell&#8217;amore perduto</strong></em><em>, ma il libro che l’ha resa famosa è stato</em></p>
<p><em><strong>Cambiare l&#8217;acqua ai fiori</strong></em><strong><em>.</em></strong></p>
<p><strong>Trama</strong>-Tre sono i protagonisti del romanzo, <strong>Etienne, Adrien e Nina.</strong></p>
<p>La loro amicizia nasce nel 1987 e da quel lontano giorno che si intrecciano le loro storie fino al 2018.</p>
<p>I tre ragazzi sono molto diversi tra loro: Etienne è ricco, bello e intraprendente; Adrien introverso e studioso; Nina è un’artista.</p>
<p>La loro vita di adolescenti trascorre tranquilla fino alla misteriosa morte del nonno di Nina, che turberà profondamente la ragazza tanto da farle prendere amare decisioni.</p>
<p><strong>Temi</strong>- I tre amici nascono e crescono a <strong>La Comelle in Borgogna,</strong> terra natia dell’autrice.</p>
<p>Il racconto alterna i piani temporali, dal passato al presente.</p>
<p>E così da un lato è raccontata la <strong>spensieratezza</strong> propria della gioventù con feste, divertimento, alcol, dall’altro, invece, gli eventi significativi della vita che segnano <strong>i futuri disagi</strong> dell’età adulta, come l’abbandono dei genitori, la violenza sulle donne.</p>
<p>A narrare la storia è una donna misteriosa, una giornalista, chiamata <strong>Virginie</strong>.</p>
<p><strong>L’amicizia</strong> è il vero motore del romanzo, quella vera e pura che dà la forza di ricominciare.</p>
<p>Nel romanzo c’è chi vive una <strong>relazione tossica</strong> fatta di violenze e di insicurezze, una costante nei libri della Perrin.</p>
<p><strong>Tre</strong> è un romanzo profondo, un libro che fa riflettere ma allo stesso tempo infonde speranza a chi lo legge.</p>
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		<title>Due Vite, una riflessione sul senso della vita</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 15:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Formisano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[premio strega 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Carbone]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Due vite Emanuele Trevi Neri Pozza 2020 pp.128 euro 12,50 Due vite è il nuovo romanzo di Emanuele Trevi, pubblicato da Neri Pozza nel 2020. Emanuele Trevi è un grande critico italiano. Ha curato molti classici italiani e francesi e ha scritto vari romanzi. È sposato con la scrittrice e conduttrice Chiara Gamberale. Due [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Due vite</strong></p>
<p><strong>Emanuele Trevi</strong></p>
<p><strong>Neri Pozza</strong></p>
<p><strong>2020</strong></p>
<p><strong>pp.128</strong></p>
<p><strong>euro 12,50</strong></p>
<p><strong>Due vite </strong>è il nuovo romanzo di<strong> Emanuele Trevi, </strong>pubblicato da<strong> Neri Pozza </strong>nel 2020.</p>
<p><strong>Emanuele Trevi</strong> è un <strong>grande critico italiano.</strong></p>
<p>Ha curato molti classici italiani e francesi e ha scritto vari romanzi.</p>
<p>È sposato con la scrittrice e conduttrice<strong> Chiara Gamberale.</strong></p>
<p><strong>Due vite</strong> è stato candidato al <strong>Premio Strega 2021</strong></p>
<p><strong>Trama</strong>- <strong>Rocco Carbone e Pia Pera</strong>, entrambi scrittori, sono i protagonisti del romanzo, <strong>personaggi realmente esistiti e amici dello scrittore.</strong></p>
<p>Rocco ha una personalità oscura, è rigido, ostinato e molto caparbio.</p>
<p>Pia, invece, è una donna brillante, originale e ironica.</p>
<p>Trevi, attraverso aneddoti e ricordi, ricostruisce la vita dei due suoi amici, <strong>morti prematuramente.</strong></p>
<p>Rocco Carbone è morto a quarantasei anni a causa di un incidente stradale nel 2008.</p>
<p>Pia Pera a sessant’anni a causa della Sla.</p>
<p><strong>Temi</strong>- L’elemento di forza del testo consiste proprio nel ritratto dei personaggi: si tratta di un uomo e una donna realmente esistiti, i quali hanno provato veramente sentimenti di gioia e sofferenze.</p>
<p>Elemento predominante all’interno del testo è la<strong> letteratura</strong>, spinta motrice non solo dei protagonisti ma anche dell’autore.</p>
<p>Purtroppo la loro penna non è stata apprezzata dal pubblico italiano, nonostante questo sia Pia che Rocco hanno sempre creduto fermamente nel potere della cultura.</p>
<p>Compare nel romanzo non solo lo stesso Trevi, ma anche sua moglie, Chiara Gamberale, confidente di Rocco.</p>
<p>Il testo riflette insistentemente sul <strong>senso della vita e sulla precarietà dell’esistenza.</strong></p>
<p>Proprio per le numerose tematiche, il romanzo non può essere catalogato in <strong>un genere predefinito.</strong></p>
<p>A volte sembra un memoriale, talvolta un romanzo esistenziale e ancora un’opera critica.</p>
<p>Trevi cattura con la sua scrittura, nonostante la semplicità stilistica.</p>
<p>Il lettore avverte il <strong>profondo senso di amore</strong> che legava i protagonisti all’autore.</p>
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		<title>Un inno alla vera amicizia</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 16:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Formisano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Quel tipo di donna Valeria Parrella HarperCollins Italia Settembre 2020 pp. 112 euro 16 Dal 24 settembre 2020 è possibile reperire in libreria il nuovo romanzo di Valeria Parrella, Quel tipo di donna, edito da HarperCollins Italia. Valeria Parrella, nata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/parrella.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12800" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/parrella.jpg" alt="parrella" width="364" height="546" /></a></p>
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<p><strong>Quel tipo di donna</strong></p>
<p><strong>Valeria Parrella</strong></p>
<p><strong>HarperCollins Italia</strong></p>
<p><strong>Settembre 2020</strong></p>
<p><strong>pp. 112</strong></p>
<p><strong>euro 16</strong></p>
<p>Dal 24 settembre 2020 è possibile reperire in libreria il nuovo romanzo di <strong>Valeria Parrella, Quel tipo di donna</strong>, edito da HarperCollins Italia.</p>
<p>Valeria Parrella, nata a Torre del Greco, è una scrittrice, drammaturga e giornalista italiana. Premiata numerose volte dalla critica, i suoi romanzi sono arrivati, sia nel 2005 che nel 2020, come finalisti del <strong>Premio Strega.</strong></p>
<p><strong>Trama</strong>- Quattro amiche, libere e intraprendenti, organizzano un<strong> viaggio</strong> in macchina verso la Turchia, durante il periodo del Ramadan.</p>
<p>Ognuna, per motivi diversi, decide di mettere in stand by le problematiche della loro quotidianità, il lavoro, l’amore, i figli, per vivere a pieno questa nuova avventura e trovare il coraggio di affrontare i turbamenti dell’anima.</p>
<p>Istanbul, così, assume i tratti delle nostre protagoniste: una città ricca di contrasti ma allo stesso tempo accogliente.</p>
<p><strong>Tematiche</strong>- In nome di un accanito <strong>femminismo,</strong> Parrella celebra la figura della donna, la quale proclama la propria libertà e indipendenza.</p>
<p><strong>Senza porsi ostacoli</strong>, le nostre affrontano una nuova avventura, riuscendo ad adattarsi a usi e costumi così diversi dai loro.</p>
<p>Le quattro amiche, alla fine del loro viaggio, scoprono che, in realtà, non sono mai state sole: dentro di loro vive una figlia, una madre, una nonna, tutte donne libere, che fungono da modello per le generazioni successive.</p>
<p><strong>Dato autobiografico</strong>- Il romanzo nasce da <strong>un’esperienza realmente vissuta</strong>: Valeria Parrella, un giorno d’estate, parte insieme ad alcune amiche, con l’intento di rincuorare una di loro, che da poco aveva perso una figlia.</p>
<p><strong>La forza della donna-</strong> Il libro, dunque, rappresenta un inno alla sorellanza, al femminismo, alla libertà.</p>
<p>Il viaggio on the road è una metafora di vita: la scoperta di nuovi posti è in realtà la scoperta di se stessi.</p>
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		<title>I giovani e la spiritualità, uno sguardo interreligioso</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 01:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante la situazione di emergenza, il gruppo interreligioso Spirito di Assisi del Centro studi francescani per il dialogo interreligioso e le culture (CSFDIC) non ha cessato le sue attività, anche se in modo telematico. Lo scorso 26 aprile, infatti, si è svolto in videoconferenza l’incontro sul tema I giovani e la spiritualità. I PARTECIPANTI – [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/Dialogo-interreligioso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12496" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/Dialogo-interreligioso.jpg" alt="dialogo-interreligioso" width="1889" height="758" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la situazione di emergenza, il gruppo interreligioso <em>Spirito di Assisi</em> del <em>Centro studi francescani per il dialogo interreligioso e le culture</em> (CSFDIC) non ha cessato le sue attività, anche se in modo telematico. Lo scorso 26 aprile, infatti, si è svolto in videoconferenza l’incontro sul tema <em>I giovani e la spiritualità</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>I PARTECIPANTI</strong> – Hanno preso parte all’incontro molti rappresentanti delle principali componenti religiose del gruppo gruppo <em>Spirito di Assisi</em>. In paeticolare, erano presenti: Angela Furcas e Silvio Cossa di fede Baha’i, Amedeo Imbimbo in rappresentanza del Buddhismo tibetano Comunità <em>Sangha Rimé</em>, Maurizio Di Veroli della Comunità ebraica di Roma, promotore del progetto musicale interreligioso <em>Davka</em>, Antonio D’Urso del Movimento GIFRA (gioventù francescana), Luigi Vitiello del Buddhismo tibetano Comunità <em>Dzogcen</em>, Maria Favali del Centro Baha’i nazionale e copresidente di <em>Religion for Peace</em>, Maryam Rosanna Sirignano della <em>Confederazione Islamica della Campania</em>, Luciano Tagliacozzo della Comunità Ebraica di Napoli, Luigi Di Salvia presidente nazionale di <em>Religion for Peace</em>, Michele Schioppa e Vincenza Moniello del CSFDIC, il teologo don Eduardo Scognamiglio direttore del CSFDIC, Michele Giustiniano responsabile della sala stampa della <em>Pontificia facoltà teologica dell’Italia Meridionale sezione San Tommaso d’Aquino</em>, Lucia Antinucci del CSFDIC e coordinatrice del gruppo <em>Spirito di Assisi</em>, che ha moderato l’incontro. Da tutti gli interventi è emersa la grande attenzione ai giovani da parte di tutte le religioni rappresentate, sia con l’attività formativa, sia per il loro coinvolgimento in modo attivo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>GLI INTERVENTI</strong> &#8211; <strong>Angela Furcas</strong> ha illustrato i progetti educativi Baha’i messi in atto per i bambini e i giovani: “E’ molto importante – ella ha affermato &#8211; che i giovani sviluppino una consapevolezza dell’Unità a tutti i livelli, che la Fede Bahá’í ha messo in evidenza, come Principio cardine della Sua Rivelazione. <strong>Maurizio Di Veroli</strong> ha presentato il progetto musicale interreligioso <em>Davka</em> realizzato da giovani della Comunità ebraica di Roma. <strong>Amedeo Imbimbo</strong> ha illustrato la formazione buddhista che coinvolge anche i giovani, basata sulla sinergia tra mente e cuore, all’empatia e alla collaborazione. “Se si offrono ai giovani – egli ha affermato &#8211; mezzi che li aiutano a ricongiungersi con la loro natura fondamentale, la natura di Buddha, sviluppando apertura e chiarezza nelle loro menti e la compassione nei loro cuori, le nuove generazioni verranno orientate nella direzione dell&#8217;approfondimento del senso del sacro”. <strong>Maryam Sirignano</strong> ha evidenziato i problemi dei giovani, quali la mancanza di lavoro, l’incertezza del futuro, le discriminazioni anche a carattere religioso. Un futuro migliore – ha aggiunto la giovane islamica – può venire solo dalla interazione tra giovani, adulti e anziani per abbattere le barriere, anche quelle religiose: “La spiritualità in sostanza è qualcosa di molto pratico che mira al benessere della persona. Ne abbiamo bisogno tutti, sia giovani che adulti che anziani. Collaborando, superando le barriere del linguaggio, abbandonando i pregiudizi si può sperare di costruire relazioni paritarie, armoniose basate sul dialogo. Per dialogare bisogna essere però disposti a cedere una parte di se stessi, a cambiare visuale insieme all&#8217;altro, cosa non facile, ma possibile grazie allo sforzo quotidiano&#8221;. <strong>Antonio d’Urso</strong>, giovane della parrocchia S. Antonio di Padova in Torre del Greco, ha raccontato la sua esperienza religiosa in parrocchia favorita dal servizio liturgico come ministrante e anche dal Movimento della <em>Gioventù francescana</em>. <strong>Luigi Vitiello</strong> ha messo in risalto il programma educativo buddhista per i bambini basato sul rispetto verso qualsiasi essere vivente, mentre per gli adolescenti mira particolarmente alla responsabilità personale. <strong>Maria Favali</strong> ha evidenziato che la formazione Baha’i per i giovani, ma anche per gli adulti, è incentrata sul servizio all’umanità, massima espressione del culto spirituale. <strong>Luigi Di Salvia</strong> ha illustrato il programma di formazione per i giovani di <em>Religion for Peace</em>; essi vanno affiancati per promuovere il loro protagonismo nella costruzione dell’unità delle religioni e nel superamento dei proselitismi. <strong>Luciano Tagliacozzo</strong> ha parlato della sua esperienza giovanile che l’ha portato ad abbandonare gli studi di matematica e fisica per seguire il percorso delle scienze infermieristiche come vocazione a servire coloro che soffrono. La solidarietà è una dimensione importante per la formazione dei giovani – ha sottolineato &#8211; anche per affrontare questo momento di grave emergenza mondiale. <strong>Don Eduardo Scognamiglio</strong> ha fatto riferimento a vari discorsi di Papa Francesco ai giovani e all’esortazione postsinodale <em>Christus vivit</em>. Si tratta – ha affermato &#8211; di ascoltare i giovani, di camminare col loro, rinnovando la nostra spiritualità e puntando all’autenticità. <strong>Michele Giustiniano</strong> ha espresso il suo compiacimento per l’iniziativa del CSFDIC, proponendo per i prossimi mesi di realizzarla in diretta <em>streaming</em> per consentire una fruizione più allargata.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>PROSSIMO APPUNTAMENTO</strong> &#8211; L’incontro interreligioso in videoconferenza si è concluso con un momento artistico: Maurizio Di Veroli si è esibito con un <strong>canto ispirato a un salmo</strong>. Il prossimo appuntamento interreligioso è previsto per domenica 24 maggio in videoconferenza alle ore 17 sul tema <em>La scienza e la religione</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Lucia Antinucci</p>
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		<title>Il dono della fraternità universale</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 10:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Celebrato il miracolo della fraternità universale, vissuto nell’incontro e nel dialogo: sulla collina di Capodimonte, alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, sezione san Tommaso d’Aquino in Napoli, nella mattina del 3 aprile 2019, ha avuto luogo l’evento Francesco e il Sultano, convengo interreligioso organizzato dall’Istituto di Cristologia con la collaborazione del Centro Studi Francescani per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_101615.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12138" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_101615.jpg" alt="dialogo_interreligioso_cristiano_islamico" width="4032" height="1960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Celebrato il miracolo della fraternità universale, vissuto nell’incontro e nel dialogo: sulla collina di Capodimonte, alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, sezione san Tommaso d’Aquino in Napoli, nella mattina del 3 aprile 2019, ha avuto luogo l’evento <strong><em>Francesco e il Sultano</em></strong>, convengo interreligioso organizzato dall’<strong>Istituto di Cristologia </strong>con la collaborazione del Centro Studi Francescani per il dialogo interreligioso e le culture. Incontro progettato nell’ambito del laboratorio <strong>Fede-Ragione-Religioni</strong>, per riflettere sul significato storico-teologico dell’ospitalità di Al Malik e sulle radici spirituali nonché mistiche della propensione francescana all’accoglienza. Aula gremita, partecipanti immersi in un evento passato, vissuto ancora nel presente e proiettato nel futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il fatto storico</strong> &#8211; Nel 1219, ovvero nel pieno della quinta crociata, Francesco d’Assisi si imbarcò ad Ancona per raggiungere l’Egitto e la Palestina, ottenendo dal legato pontificio Pelagio Galvani il permesso di entrare disarmato nell’accampamento saraceno. Scopo di tale impresa, tanto assurda apparentemente, era quello di incontrare il Sultano, predicargli il Vangelo e far cessare le ostilità. Francesco fu ricevuto con grande cortesia ed ebbe con Al-Malik Al-Kamiluna lunga conversazione. Anche se non produsse gli effetti sperati dal Serafico Padre, quell’incontro divenne presto emblema del dialogo interreligioso, dando vita ad una vera e propria tradizione di dialogo cristiano-islamico che ai nostri giorni è ancora e quanto mai attuale, come dimostrano i più recenti viaggi di Papa Francesco, che di questa tradizione è grande interprete.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>L’incontro </strong>- La mattinata di studi ha visto gli interventi del professore <strong>don Antonio Ascione</strong>, docente di filosofia presso la PFTIM, del professore <strong>padre Edoardo Scognamiglio</strong>, docente di teologia presso la PFTIM, dell’<strong>Imam Yahya Pallavicini</strong> presidente della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana) e del <strong>dottor Massimo Abdallah Cozzolino</strong>, segretario generale della CII (Confederazione Islamica Italiana), moderati dal professore <strong>Michele Giustiniano</strong>, giovane teologo e giornalista culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Padre Edoardo Scognamiglio</strong>: «<em>Il dialogo tra cristiani e musulmani è fatto nel nome dell’amore fraterno, ma anche in una visione teologica, perché Dio è padre e madre di tutti. Francesco considera il viaggio una ispirazione divina, si reca dal Sultano animato dalla buona volontà di incontrarlo… un incontro con l’altro che rappresenta anche la cura dell’altro: “nel mentre incontro l’altro, sono guarito”. Francesco, in questo suo viaggio, è testimone di amore e verità, in cui l’amore rappresenta il principio veritativo della nostra fede. Francesco, uomo pacifico che pacifica, uomo riconciliato che riconcilia</em>».</p>
<div id="attachment_12139" style="width: 1569px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_095041.jpg"><img class="size-full wp-image-12139" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_095041.jpg" alt="Padre Edoardo Scognamiglio" width="1559" height="1820" /></a><p class="wp-caption-text">Padre Edoardo Scognamiglio</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>don Antonio Ascione</strong>: «<em>Attraverso gli insegnamenti di papa Francesco portiamo la nostra attenzione alla categoria dell’incontro; la Chiesa non è solo parola, ma anche mani; se vogliamo vivere in questo mondo, dobbiamo convivere, lo stesso pontefice ci richiama a una idea di fraternità. Nella “Laudato sii” la fraternità si accompagna a tutto il mondo. Occorre sentire che abbiamo bisogno gli uni degli altri… “ho bisogno di te”. Se la Chiesa è nel mondo, è perché deve essere strumento di verità</em>».</p>
<div id="attachment_12140" style="width: 1673px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_100551.jpg"><img class="size-full wp-image-12140" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_100551.jpg" alt="don Antonio Ascione" width="1663" height="1982" /></a><p class="wp-caption-text">don Antonio Ascione</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Massimo Abdallah Cozzolino</strong>: «<em>Nel corso del tempo, i combattimenti sono stati interpretazioni della conquista della Terra Santa. Le crociate possono essere viste come propagazione della fede, o come guerre per la difesa della fede. Al viaggio di Francesco bisogna dare un senso di fattualità: la collocazione degli eventi, la bellezza dell’incontro delle identità… non un pathos delle distanze ma delle vicinanze, date dalla presenza. Un incontro segnato dalla forza, dal coraggio e dall’audacia di manifestare la propria identità, con al centro l’elemento dell’accoglienza</em>».</p>
<div id="attachment_12141" style="width: 1970px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_103119.jpg"><img class="size-full wp-image-12141" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_103119.jpg" alt="Massimo Abdallah Cozzolino" width="1960" height="4032" /></a><p class="wp-caption-text">Massimo Abdallah Cozzolino</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Imam Yahya Pallavicini:</strong> «<em>L’intenzione di Francesco è quella di convergere verso Gerusalemme e testimoniare la cristianità. Ma Francesco aveva così tanto coraggio? Le cronache su cosa si sia detto col Sultano mancano, ma immaginiamo che di fronte al suo testimoniare la cristianità, il Sultano sia rimasto sorpreso. Ci troviamo di fronte a una prova di forza di fede, determinante a segnare una reciprocità: in entrambi assistiamo ad una spoliazione delle proprie radici. Francesco testimonia la cristianità, il Sultano conduce una vita impregnata nella preghiera e nella contemplazione. Al suo ritorno dal viaggio, i frati stentano a riconoscere Francesco: prima di partire, egli riesce ad addomesticare il lupo, al rientro, riesce a parlare con gli uccelli. È un incontro di convergenza, segnato dal superamento di una dimensione di servizio, alla ricerca di una dimensione spirituale. Un incontro capace di riportare le parti ad una dimensione di pace interiore, ad un processo di conoscenza e riconoscimento: più ci sentiamo fratelli, più siamo vicini a Dio. Un viaggio storico, segno di espressione di una libertà religiosa, che deve essere garantita, perché diritto e principio di sensibilità per i cristiani ed i musulmani</em>».</p>
<div id="attachment_12142" style="width: 1807px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_110053.jpg"><img class="size-full wp-image-12142" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_110053.jpg" alt="Yahya Pallavicini" width="1797" height="2800" /></a><p class="wp-caption-text">Yahya Pallavicini</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le ore in Facoltà trascorrono rapidamente, si va via soddisfatti ed arricchiti, con la consapevolezza di aver partecipato alla celebrazione di quello che nessuno a quel tempo poteva prevedere: che un uomo ripieno di Spirito con nulla di proprio attraversò il campo di battaglia disarmato per chiedere un incontro con il Sultano, fu ricevuto con grazia, godette dell’ospitalità del capo musulmano e ritornò dalla visita per riflettere di nuovo sulla missione dei Frati Minori.</p>
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		<title>Può esistere davvero l&#8217;amicizia fra uomo e donna?</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 09:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Teresa Montesarchio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA['A maglia d'a Salute]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia fra uomo e donna]]></category>
		<category><![CDATA[attrazione sessuale]]></category>
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		<description><![CDATA[Può esistere l&#8217;amicizia fra uomo e donna? Si. E solo se c&#8217;è attrazione sessuale! L&#8217;amicizia fra uomo e donna si caratterizza come una relazione priva di legami di sangue, volontaria, cooperativa e non romantica e che implica gradi diversi di compagnia, intimità, affezione e assistenza reciproca. In questo articolo, facciamo riferimento all&#8217;amicizia fra uomini e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/teresa-montesarchio-cittadelmonte-amicizia-fra-uomo-e-donna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10287" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/teresa-montesarchio-cittadelmonte-amicizia-fra-uomo-e-donna-300x199.jpg" alt="teresa montesarchio cittadelmonte amicizia fra uomo e donna" width="300" height="199" /></a>Può esistere l&#8217;amicizia fra uomo e donna? Si. E solo se c&#8217;è attrazione sessuale!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amicizia fra uomo e donna si caratterizza come una relazione priva di legami di sangue, volontaria, cooperativa e non romantica e che implica gradi diversi di compagnia, intimità, affezione e assistenza reciproca. In questo articolo, facciamo riferimento all&#8217;amicizia fra uomini e donne esterosessuali.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>April Bleske-Rechek e colleghi, dell&#8217;Università del Wisconsin, si sono chiesti fino a che punto uomini e donne possano provare attrazione per l&#8217;amico del sesso opposto e cosa questo significhi a livello sociale ed evolutivo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca scientifica che si è occupata dell&#8217;amicizia fra uomo e donna è abbastanza giovane, in quanto <strong>questo tipo di amicizia, così come la osserviamo oggi, rappresenta una novità nella storia dell&#8217;uomo. </strong>Inoltre, ancora oggi amicizie di tal genere sono meno frequenti di quelle fra persone dello stesso sesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inevitabilmente, l&#8217;amicizia fra uomo e donna deve affrontare diverse sfide</strong>, fra cui:</p>
<ul>
<li>determinare il tipo di legame emotivo condiviso</li>
<li>confrontarsi con la sessualità all&#8217;interno della relazione</li>
<li>presentare la relazione come un&#8217;autentica amicizia agli altri</li>
<li>coltivare l&#8217;uguaglianza nel contesto dell&#8217;ineguaglianza di genere</li>
<li>affrontare la gelosia nei rispettivi partner e rassicurarli</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infatti, in diversi studi giovani di ambo i sessi hanno riportato di esperire attrazione sessuale verso l&#8217;amico del sesso opposto.</strong> Sorprendentemente, alcune persone ritengono che tale attrazione sia <strong>un requisito imprescindibile</strong> per cominciare un&#8217;amicizia con l&#8217;altro sesso o aggiungere intimità all&#8217;amicizia: un <em>sine qua non</em>, insomma!</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">In che senso l&#8217;attrazione sessuale si caratterizza come requisito imprescindibile dell&#8217;amicizia con l&#8217;altro sesso?</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ipotesi degli studiosi dell&#8217;Università del Wisconsin è che le strategie di accoppiamento, essendosi evolute nel corso della storia dell&#8217;uomo, abbiano assunto, in alcuni casi, la forma dell&#8217;amicizia fra uomo e donna. In altri termini, questo tipo di amicizia sarebbe una manifestazione, non consapevole, dell&#8217;adattamento delle strategie di accoppiamento da parte di uomini e donne all&#8217;epoca che stiamo vivendo, caratterizzata da importanti mutamenti nei ruoli di genere rispetto al passato. Insomma, a livello del tutto inconsapevole, secondo gli studiosi,</p>
<p style="text-align: center;"><strong>anche l&#8217;amicizia fra uomo e donna avrebbe come finalità l&#8217;accoppiamento!</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">È davvero così?</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>I risultati dello studio hanno dato ragione di credere a tale ipotesi.</strong> I ricercatori, infatti, hanno scoperto che<strong> gli uomini esperiscono un grado maggiore di attrazione sessuale</strong> verso le proprie amiche rispetto a quello che esperiscono le donne verso gli stessi amici e che sempre <strong>gli uomini tendono a sovrastimare l&#8217;attrazione che le proprie amiche possano provare</strong> verso se stessi. Inoltre, <strong>gli uomini sembrano provare una moderata attrazione sessuale per le loro amiche a prescindere dal fatto che siano o meno coinvolti in una relazione stabile con un partner</strong>, mentre l&#8217;attrazione che le donne provano per i propri amici si riduce se sono coinvolte in una relazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi risultati sembrerebbero supportare l&#8217;ipotesi degli studiosi, poiché <strong>riflettono la tendenza -evolutivamente giustificata- degli uomini a coinvolgersi maggiormente in numerose relazioni a breve termine</strong>, ai fini della procreazione, di contro alle donne, che, invece, tendono a scegliere più accuratamente il partner, ai fini di una relazione duratura, per garantirsi la protezione della prole, sempre in un&#8217;ottica evoluzionistica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla luce della teoria evoluzionistica, sembra proprio che l&#8217;amicizia fra uomini e donne aumenti la probabilità, negli uomini, di garantirsi un accesso ad una partner potenzialmente sessualmente disponibile e permetta alle donne di testare, quando opportuno, l&#8217;affidabilità di un potenziale partner a lungo termine</strong>. In tal senso, l&#8217;attrazione sessuale sarebbe -inconsapevolmente- un fattore chiave dell&#8217;amicizia fra uomo e donna, sebbene la moderazione dell&#8217;attrazione reciproca rappresenti una sfida (maggiore per gli uomini) lì dove, consciamente, i due amici hanno come finalità il costruire una relazione volontaria, cooperativa e assolutamente non romantica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un appunto in merito&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è da dire che, sebbene pare che l&#8217;attrazione sessuale sia pressoché presente fra tutti gli amici di sesso opposto,<strong> i dati esposti non sembrano essere sufficienti a confermare l&#8217;ipotesi dei ricercatori, così come, d&#8217;altra parte, non esistono al momento dati in grado di confutarla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte:</strong> Bleske-Rechek, A., Somers, E., Micke, C., Erickson, L., Matteson, L., Stocco, C., Schumacher, B., Ritchie, L. (2012) Benefit or burden? Attraction in cross-sex friendship. <em>Journal of Social and Personal Relationships, 29(5),</em> 569–596</p>
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		<title>Fermo da una vita</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 06:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Nardiello]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi multipla]]></category>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 20 aprile, Napoli. Siamo nella sede dell’Associazione di volontariato “A ruota libera onlus”. Sono le 19 e la sala è pienissima. Non di giornalisti, non di fotografi. Di amici. Sono tutti lì per la prima presentazione (ne seguiranno altre in libreria) di “Fermo da una vita”, il libro in cui Luigi Battilo racconta se [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/fermo-da-una-vita.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5081" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/fermo-da-una-vita-136x200.jpg" alt="" width="136" height="200" /></a> Mercoledì 20 aprile, Napoli. Siamo nella sede dell’Associazione di volontariato “A ruota libera onlus”. Sono le 19 e la sala è pienissima. Non di giornalisti, non di fotografi. Di amici. Sono tutti lì per la prima presentazione (ne seguiranno altre in libreria) di “Fermo da una vita”, il libro in cui Luigi Battilo racconta se stesso, la sua vita, la sua condizione. Luigi, per gli amici Gino, è affetto da sclerosi multipla a remissioni o poussée, una malattia che lentamente porta via tutte le funzioni motorie, scoperta nel ’90 all’indomani della maturità. Per Gino, però, non si tratta di una malattia ma una condizione. Per lui può chiamarsi malattia solo qualcosa che ti colpisce e va via, qualcosa di passeggero. La sua è diversa, è una condizione con la quale si deve imparare a convivere, qualcosa che si prende il tuo corpo, ma non la tua anima e i tuoi sentimenti. Bisogna reagire, sempre, soprattutto ad una condizione simile. A tutti gli impedimenti fa da contrappeso una possibilità. Possibilità di riflessione, di conoscenza, di apertura, di amore. Tutto può essere luce. Il suo cammino è raccontato in questo splendido libro, scritto all’inizio di suo pugno e ripreso nel 2008 grazie all’aiuto degli amici dell’associazione, Natalia Esposito ed Eduardo Savarese. E’ Luca, invece, amico di Gino e volontario dell’associazione a dare il via alla presentazione, riportando la sua personale esperienza. Se è vero che nella pratica il volontario aiuta chi ne ha bisogno, chi è impossibilitato a compiere determinate azioni del vivere quotidiano, «nel mio caso – dice Luca – è Luigi che aiutato me». Luca racconta della loro conoscenza a Lourdes, della loro forte amicizia, delle loro infinite chiacchierate. Dalla sua voce e dal suo sguardo si ha la netta impressione che nel loro rapporto i ruoli di volontario e di bisognoso si siano completamente confusi. La stessa sensazione viene trasmessa dalle parole di Eduardo Savarese: «Partecipare alla stesura di questo libro è stata per noi un’esperienza unica. I racconti e le riflessioni di Luigi sono a tratti così potenti da lasciarti senza fiato». Ed è così. Ogni intervento alla presentazione viene accompagnato dalla lettura di un passo del libro. Il risultato è quanto mai piacevole. Non una fredda conferenza stampa, ma un incontro emozionante e divertente. La sala è pervasa di felicità. Quella felicità che, usando le parole di Luigi, «si differenzia dalla contentezza che è una condizione passeggera dovuta a fattori esterni. Non posso ritenermi contento – afferma Gino – delle rinunce fisiche alle quali sono costretto, ma sono senza dubbio un uomo felice». Nel libro trova spazio anche il rapporto con l’altro sesso. «Dopo le sue prime reticenze – dice Natalia Esposito – abbiamo convinto Luigi ad inserire anche i racconti riguardanti la parte sentimentale». Scelta giustissima, a mio parere, perché se si racconta una vita bisogna sottolinearne tutte le sfaccettature, le gioie, le ansie, i dolori, le preoccupazioni ed, appunto, i sentimenti. Ho deciso di non riportare in questo breve articolo alcuno degli episodi citati durante la presentazione per lasciare ai lettori il piacere della scoperta. Lo si legge in una giornata. Quando l’ho aperto per dare uno sguardo all’introduzione, la storia e lo stile mi hanno rapito immediatamente. Il racconto di Luigi Battilo non è la descrizione di una malattia che avanza, è un racconto di vita, tutt’altro che “ferma”. Ed è proprio qui, nel suo configurarsi come racconto di vita, che risiede la sua straordinaria forza.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>“Fermo da una vita” di Luigi Battilo è edito da Edizioni Progetto Cultura ed è richiedibile presso tutte le librerie, dalle grandi catene ai piccoli negozi. Il costo è di 12 euro.</p>
<p>Per info: www.aruotalibera.biz</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/gino-090.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5078" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/gino-090-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a> <a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/Immagine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5079" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/Immagine.jpg" alt="" width="150" height="167" /></a> <a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/gino-042.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5080" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/gino-042-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a></p>
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		<title>Chi pecora se fa&#8217; &#8216;o lupo s&#8217; &#8216;a magna</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 20:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Nardiello]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggezza popolare]]></category>
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		<category><![CDATA[consiglio]]></category>
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		<category><![CDATA[la pecora e il lupo]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto di lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi può dire di non aver mai ricevuto un consiglio da una persona più esperta di noi con un detto o un aforisma? Quale modo migliore per sintetizzare in poche sillabe una lezione di vita se non quello di utilizzare  un proverbio, in special modo se in forma dialettale? E’ così, infatti, che si tramandano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chi può dire di non aver mai ricevuto un consiglio da una persona più esperta di noi con un detto o un aforisma? Quale modo migliore per sintetizzare in poche sillabe una lezione di vita se non quello di utilizzare  un proverbio, in special modo se in forma dialettale? E’ così, infatti, che si tramandano di generazione in generazione concetti che si posso capire solo con l’esperienza che si prova sulla propria pelle e che ci vengono forniti in questo concentrato di saggezza da ricordare e diffondere alle future generazioni. «’A nonna mia riceva sempr’: Chi pecora se fa&#8217; &#8216;o lupo s&#8217; &#8216;a magna». Questo è il proverbio che abbiamo scelto oggi. Quanta verità si trova in così poche parole…se ti comporti da pecora vieni mangiato dal lupo. Una sintesi perfetta delle relazioni interpersonali, applicabile a qualunque tipo di rapporto, dall’amicizia all’amore, dal rapporto di lavoro alla contrattazione commerciale. La pecora, simbolo di debolezza e scarsa furbizia che viene sicuramente sbranata dal forte e scaltro lupo. Ma non si nasce pecora o lupo, ci si comporta nell’una o nell’altra maniera a seconda del caso. Partire a capo chino, dunque, è garanzia di sconfitta. Oggi come ieri, e come sarà domani, il mondo intero è sempre pronto a comportarsi da lupo se ci si mostra pecore. Forza e coraggio, dunque, e buona memoria!</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="imageframe alignleft" style="width: 139px;"><a title="115019" href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/115019.gif" target="_blank"><img class="attachment wp-att-3414" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/115019.gif" alt="115019" width="139" height="150" /></a></div>
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