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	<title>Città del Monte &#187; arte</title>
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		<title>Logos &amp; Bidone, a Palazzo Cassano i 25 anni del movimento artistico “Esasperatismo”</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 18:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[esasperatismo]]></category>
		<category><![CDATA[istituto studi filosofici]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo la conferenza inaugurale del 16 Maggio presso l’Istituto italiano per gli studi filosofici e la Mostra collettiva degli Artisti presso la Chiesa di S. Maria di Portosalvo del 25 Maggio scorso, il prossimo lunedì 13 ottobre si terrà il Convegno conclusivo delle celebrazioni per l’anniversario dei 25 anni di attività del movimento artistico &#8220;esasperatismo&#8221; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo la conferenza inaugurale del 16 Maggio presso l’Istituto italiano per gli studi filosofici e la Mostra collettiva degli Artisti presso la Chiesa di S. Maria di Portosalvo del 25 Maggio scorso, il prossimo <strong>lunedì 13 ottobre</strong> si terrà il Convegno conclusivo delle celebrazioni per l’<strong>anniversario dei 25 anni di attività del movimento artistico &#8220;esasperatismo&#8221; Logos&amp;Bidone</strong>, cui seguirà il vernissage delle ultime opere degli <strong>artisti esasperatisti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’evento si terrà, ancora una volta, presso il <strong>Palazzo Serra di Cassano</strong>, nella sala conferenze, alle <strong>ore17,00</strong>, in concomitanza con la ricorrenza dei <strong>50 anni di attività dell’Istituto italiano per gli studi filosofici</strong>. Previsti i saluti istituzionali dell’Avv. Massimiliano Marotta, Presidente IISF, del Dr. Fulvio Frezza, Consigliere regionale, del M.° Paolo Napolitano, referente nazionale del Movimento. Gli interventi saranno a cura dei critici d’arte Rosario Pinto e Gianpasquale Greco, introdotti dalla moderatrice Emilia Mallardo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-07-at-18.10.00.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-13636" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-07-at-18.10.00.jpeg" alt="WhatsApp Image 2025-10-07 at 18.10.00" width="794" height="1123" /></a></p>
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		<title>L’Esasperatismo spegne 25 candeline</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2025 16:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Gravina]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Adolfo Giuliani]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Movimento artistico-culturale “Esasperatismo – Logos &#38; Bidone” celebra quest’anno il 25esimo anniversario dalla sua nascita. Previsti 2 eventi per l’occasione: la conferenza del 16 Maggio 2025 presso l’Istituto italiano per gli studi filosofici, nella stessa sala degli specchi che ospitò la presentazione del Manifesto del 2000 da parte del fondatore del Movimento, Adolfo Giuliani, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/24-maggio-Mostra-Portosalvo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13612" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/24-maggio-Mostra-Portosalvo.jpg" alt="24 maggio Mostra Portosalvo" width="1131" height="1600" /></a>Il Movimento artistico-culturale “<em>Esasperatismo – Logos &amp; Bidone</em>” celebra quest’anno il 25esimo anniversario dalla sua nascita. Previsti 2 eventi per l’occasione: la conferenza del 16 Maggio 2025 presso l’Istituto italiano per gli studi filosofici, nella stessa sala degli specchi che ospitò la presentazione del Manifesto del 2000 da parte del fondatore del Movimento, Adolfo Giuliani, e  la Mostra collettiva di Artisti aderenti al Movimento presso la Chiesa  di S. Maria di Portosalvo (Via Alcide de Gasperi, 42 – Napoli) con vernissage  il 24 Maggio 2025. Oltre ai saluti istituzionali, previsti gli interventi dei critici d’arte Rosario Pinto e Gianpasquale Greco, nonché testimonianze in ricordo dei compianti e convinti sostenitori del Movimento: Gerardo Marotta, Aldo Masullo, Roberto de Simone, Clementina Gily, Tullio Pironti, Domenico Spinosa, Guglielmo Roehrssen, Antonio Tammaro, Libero Galdo. Per ulteriori informazioni: Paolo Napolitano, referente nazionale del Movimento (3665316296).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/Conferenza-del-16.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13613" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/Conferenza-del-16.jpg" alt="Conferenza del 16" width="534" height="758" /></a></p>
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		<title>L’arte incontra la finanza alla BCC, nel nome della Donna</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2025 11:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assia Filosa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[antonella de santis]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ stata inaugurata nella filiale della Banca di Credito Cooperativo la personale di Antonella De Santis intitolata ‘Donna’ che resterà allestita fino a giugno nell’area espositiva della BCC Napoli, appartenente al gruppo Iccrea. “La vision del presidente della BCC, Amedeo Manzo, ha reso possibile questo progetto innovativo &#8211; ha esordito il curatore della mostra, Vincenzo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_13593" style="width: 1610px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/03/Vincenzo-Fioravante_Antonella-De-Santis.jpg"><img class="size-full wp-image-13593" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/03/Vincenzo-Fioravante_Antonella-De-Santis.jpg" alt="Vincenzo Fioravante con Antonella De Santis" width="1600" height="1200" /></a><p class="wp-caption-text">Vincenzo Fioravante con Antonella De Santis</p></div>
<p style="text-align: justify;">E’ stata inaugurata nella filiale della Banca di Credito Cooperativo la personale di Antonella De Santis intitolata ‘Donna’ che resterà allestita fino a giugno nell’area espositiva della BCC Napoli, appartenente al gruppo Iccrea. “La <em>vision</em> del presidente della BCC, Amedeo Manzo, ha reso possibile questo progetto innovativo &#8211; ha esordito il curatore della mostra, Vincenzo Fioravante. E’ un simbolo di apertura da parte di un istituto bancario, un vero e proprio punto di incontro tangibile in cui il linguaggio finanziario incontra quello artistico, creando un ponte che mira ad avvicinare una banca alla comunità. Col suo supporto, ho potuto progettare un nuovo <em>concept</em> di banca, fondato su spazi privi di barriere, dove ogni cittadino può sentirsi il ‘benvenuto’. Qui, esposizioni culturali ed incontri artistici possono trovare la loro naturale collocazione, sottolineando il ruolo della cultura come potente strumento di inclusione sociale”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/03/quadro-DONNA1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13596" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/03/quadro-DONNA1.jpg" alt="quadro DONNA" width="1061" height="1367" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“La <em>mission</em> che ci guida &#8211; ha detto il Direttore Generale della BCC, Anna Riviergi &#8211; è quella di rendere l&#8217;arte accessibile a tutti negli spazi delle nostre filiali, affinché diventino luoghi in cui chiunque, dai giovani agli anziani, possa esprimere il proprio talento e farsi conoscere”. Di recente, infatti, gli stessi spazi hanno ospitato le opere di Enzo Marino, eclettico talento locale di rilievo internazionale, le cui creazioni hanno lasciato un segno profondo nel tessuto culturale della città. Oggi gli spazi della filiale di via Pio XII si arricchiscono di nuova vitalità, declinata al femminile, grazie alle opere di Antonella De Santis. “Abbiamo scelto di esporre le opere di un’artista le cui tele raccontano l’universo femminile sia con delicatezza che con forza: attraverso i colori, le tensioni e la dimensione temporale, ha voluto dare forma ad un ‘mondo’ complesso per le problematiche che troppo spesso vi si associano ma, meraviglioso. Questo progetto testimonia come la collaborazione virtuosa tra arte e finanza possa generare un valore condiviso, trasformando la banca in un salotto culturale condiviso e aperto alla cittadinanza. Noi tutti ci auguriamo che quest’iniziativa possa contribuire a rilanciare la cultura in una città come Casoria, l’antichissima <em>casaurea</em>, ricca di storia e di tradizioni.</p>
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		<title>Residenza Artistica Sharing Art Pompeii, entra nel vivo la terza edizione</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2022 13:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmine Matarazzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entra nel vivo la terza edizione della kermesse Residenza Artistica Sharing Art Pompeii presentata da Klimax Theatre Company, che avrà luogo fino al 25 settembre 2022, nell’area archeologica suburbana dell’antica città di Pompei. Dopo il successo dell’Entropia Beer Fest, conclusosi proprio ieri, alle falde del Vesuvio, nei pressi della Civitas Giuliana (Via Civita 5/A), ci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/07/residenza-artistica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13283" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/07/residenza-artistica.jpg" alt="DCIM100MEDIADJI_0017.JPG" width="1548" height="982" /></a><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/07/entropia-cartellone.jpg"><br />
</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Entra nel vivo la terza edizione della kermesse <strong>Residenza Artistica Sharing Art Pompeii</strong> presentata da <strong>Klimax Theatre Company</strong>, che avrà luogo fino al 25 settembre 2022, nell’area archeologica suburbana dell’antica città di Pompei.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Dopo il successo dell’<strong>Entropia Beer Fest</strong>, conclusosi proprio ieri, alle falde del Vesuvio, nei pressi della Civitas Giuliana (Via Civita 5/A), ci si prepara alla masterclass <strong>“Dialoghi tra Monologhi”</strong>, in programma con due appuntamenti dal 19 al 24 luglio e dal 26 al 31 luglio, che vedrà protagonista il coach Sebastiano Bottari e che ha già fatto registrare il tutto esaurito. Restano ancora aperte invece le iscrizioni per la masterclass <strong>“Appiccicaticci Imprò Lab”</strong>, dal <strong>23 al 28 agosto</strong>, che vedrà il trio composto da Tiziano Storti, Renato Prezioso e Alessio Granato presentare un laboratorio dedicato a tutti quelli che amano il teatro, professionisti del settore o semplici amatori, con lo scopo di far scoprire tutte le regole dell’improvvisazione teatrale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Tra gli appuntamenti più attesi di questa edizione, il Workshop intensivo di “<strong>Tecnica Chubbuck</strong>” diretto da Patrizia De Santis, la prima insegnante ufficiale di “Tecnica Chubbuck” d’Italia, certificata a Los Angeles presso gli <strong>Ivana Chubbuck Studios</strong> di Hollywood. In programma dal 29 agosto all’1 settembre, il laboratorio sarà un&#8217;occasione di alta formazione attoriale, una full immersion della durata di 16 ore di lezioni sia teoriche che pratiche, in cui i partecipanti potranno apprendere ed utilizzare tutti i 12 strumenti della “Tecnica Chubbuck”, una delle più usate dalle star di Hollywood.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Tanti poi gli appuntamenti settembrini, tra i quali, dal 6 all’11 settembre, la seconda edizione del <strong>Voice Camp</strong> con Eleonora Bruni e Matteo Belli, dedicato a cantanti e alle nuove voci, mentre dal 9 al 10 settembre, va in scena <strong>“Uno Su Mille”</strong> con Luciano Giugliano, attore di teatro, cinema e televisione (“Gomorra”, &#8220;La Squadra&#8221;, &#8220;Un posto al Sole&#8221;, &#8220;Squadra Antimafia&#8221;, &#8220;Distretto di polizia&#8221;, &#8220;L&#8217;ultimo Rigore2&#8243;, &#8220;I bastardi di Pizzofalcone&#8221;, &#8220;Rocco Schiavone&#8221;). Verso metà mese, dal 13 al 18 settembre, ci saranno <strong>sei giorni di contact improvisation</strong> con Itay Yatuv, Vera De Propris, Marco Ubaldi, Mela Belletto e Nica Portavia e alcuni ballerini provenienti da tutto il mondo. Dal 22 al 25 settembre, la Residenza offrirà ristoro ed accoglienza agli artisti ospiti del <strong>Pompei Street Art Festival 2022</strong>, diretto da Nello Petrucci.</p>
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		<title>Andy Warhol, mille colori in mostra a Pietrasanta</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Sep 2019 10:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Napoli è tempo di Andy Warhol: un’esposizione interamente dedicata al mito dell’artista giunge alla Basilica di Pietrasanta di Napoli che, dal 26 settembre 2019 al 23 febbraio 2020 con oltre 200 opere scelte, regala al pubblico una visione completa della produzione artistica del genio americano che ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190925_111828.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12296" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190925_111828.jpg" alt="20190925_111828" width="4032" height="1960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A Napoli è tempo di <strong>Andy Warhol</strong>: un’esposizione interamente dedicata al mito dell’artista giunge alla Basilica di Pietrasanta di Napoli che, dal 26 settembre 2019 al 23 febbraio 2020 con oltre 200 opere scelte, regala al pubblico una visione completa della produzione artistica del genio americano che ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte a partire dal secondo dopoguerra. Una esposizione si avvale del patrocinio del Comune di Napoli, promossa dall’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, sotto l&#8217;egida dell&#8217;arcidiocesi di Napoli e in sintonia con Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia della Pontificia Facoltà Teologica dell&#8217;Italia meridionale, con la rettoria della Basilica di S. Maria Maggiore alla Pietrasanta e con l’associazione Pietrasanta Polo Culturale ONLUS. La mostra Andy Warhol è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia con Eugenio Falcioni in collaborazione con l’associazione Pietrasanta Polo Culturale Onluse Art Motorsed è curata da Matteo Bellenghi.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190925_112000.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12297" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190925_112000.jpg" alt="20190925_112000" width="4032" height="1960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mostra dei mille colori </strong>- Immortali icone e ritratti, polaroid e acetati, disegni e il mondo della musica, il brand e l’Italia: in sette sezioni è rappresentato quel mondo pop che ha segnato l’ascesa di Warhol come l’artista che ha stravolto in maniera radicale qualunque definizione estetica precedente, attraverso miti dello Star System e del merchandising come le intramontabili Campbell’s Soup, il ritratto serigrafato di Marilyn derivato da un fotogramma di Gene Korman, le celebri serigrafie di Mao del 1972 e il famosissimo Flowers del 1964. In oltre 200 opere il percorso artistico e privato di un uomo eclettico che ha segnato l’arte a tutto tondo, trasformando visioni e concetti, fermando nell’immaginario collettivo volti, colori e scene e regalando all’arte tutta, un aspetto nuovo. Accanto a opere che raccontano la scena americana del ‘900, nelle sale della Pietrasanta anche lavori che rivelano il rapporto di Warhol con l’Italia e un focus dedicato alla città di Napoli col suo Vesuvius del 1985 e il Ritratto di Beuys, realizzato nel 1980 in occasione della mostra tenutasi presso la Galleria Amelio. Presenti in mostra i suoi immancabili ritratti di grandi personaggi, figure storiche che il suo genio e la sua arte hanno trasformato in leggende contemporanee: i volti di Man Ray, Keith Haring, Edvard Munch, Lenin, Giorgio Armani e un rarissimo ritratto della Monna Lisa realizzato con inchiostro serigrafico su pergamena nel 1978. Ampio spazio è dedicato ancora al rapporto tra Warhol e il mondo della musica: insieme ad alcune delle più memorabili cover progettate e realizzate come The Velvet Undreground &amp; Nico, sono esposti i ritratti di Mick Jagger, Miguel Bosè, Billy Squier. Fondamentali per la comprensione del modus operandi “warholiano” sono le polaroid e gli acetati fotografici utilizzati per la successiva realizzazione dei ritratti: esposte icone del mondo del cinema come Arnold Schwarznegger, Silvester Stallone, Alba Clemente; del mondo musicale quali Grace Jones, Mick Jagger, Ron Wood, Stevie Wonder. Dall’ambito moda non mancheranno Gianni Versace, Valentino, Jean Paul Gaultier e ultimi ma non meno importanti i celebri Self Portrait dalla parrucca color argento.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Un’arte alla ricerca del senso</strong> &#8211; Tutti noi, entrando in relazione gli con gli altri, veniamo calati pienamente nella comunicazione attraverso il simbolo, il più potente mezzo espressivo e intellettivo con il quale viene comunicato l’oltre, che indica la spiritualità e la trascendenza, e l’Altro, che ne identifica il protagonista divino. Perché nella Pietrasanta questa mostra dedicata ad Andy Warhol? Perché gli artisti hanno sempre trovato nei luoghi del culto della trascendenza, siano essi mausolei monumentali o templi e luoghi di culto di qualsiasi fede, il luogo privilegiato nel quale incidere con la propria arte, sulla mente e nel cuore delle persone. E Warhol, attraverso la sua arte, racconta e interroga il suo secolo, il XX, che è stato un insieme di rivolgimenti che hanno capovolto, più volte, il pianeta, in tutte le sue componenti.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190925_112828.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12298" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190925_112828.jpg" alt="20190925_112828" width="4032" height="1960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Pop Art tra realismo e spiritualismo</strong> &#8211; Andy Warhol è stato uno dei massimi esponenti di questo movimento e per poterne indicare la posizione è necessario dare uno sguardo ai differenti significati e valori che ebbe la componente pop, ossia il riferimento alla base sociale e, in altre parole, l’importanza che la società ha assunto non solo nella produzione del benessere ma nello sviluppo del pensiero storico-filosofico. Durante i decenni in cui Warhol si è formato, non solo la cultura ma anche la politica degli Stati Uniti sono state sotto la netta e forte influenza di Dewey e questa premessa ha avuto conseguenze che è possibile definire di carattere mondiale, perché le due grandi guerre del secolo scorso sono state combattute all’insegna di due formule culturali opposte: da un lato la franco-inglese, dall’altro la tedesca e, per derivazione quasi totalmente irrazionale, anche l’italiana. La prima, intendeva la modernità come pensiero antimetafisico, incapace di raggiungere la verità assoluta e orientata verso la ricerca sperimentale; che è ovviamente cangiante e caratterizzata dalla centralità dell’esperienza e del dubbio esistenziale. La seconda aveva già realizzato un indirizzo contrario all’orientamento scettico della modernità. Ecco perché l’aggettivo <em>pop</em> o <em>popolare</em> ha avuto significati molto diversi negli Stati Uniti ed in particolare in Italia perché diversissime sono state le sorti della cultura moderna nei due paesi. La formula Pop art, pur avendo oggettivamente, ossia nel pensiero degli autori, un’unica finalità critica, finì per avere significati totalmente divergenti se si considera il tessuto socio culturale in cui quella formula s’inserì. Negli Stati Uniti indicò il punto di arrivo della concretezza pragmatica iper-moderna; in Germania riprodurre il mero oggetto fu il simbolo distruttivo della <em>cosa in sè</em> meramente spirituale; in Italia il significato si complicò ulteriormente perché l’astrazione idealistica e spiritualistica era stata durante molti secoli lo schermo dietro cui si era nascosto il rifiuto cinico di ogni qualificazione etica.</p>
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		<title>Eldorato, arte e carità a Napoli</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 10:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando l’arte abbraccia le diverse confessioni di fede e diviene espressione ecumenica: il viaggio di Eldorato arriva a Napoli. Il progetto dell’artista Giovanni de Gara arriva nel capoluogo partenopeo,  coinvolgendo sette chiese della città e il Maschio Angioino con l’obiettivo di promuovere una riflessione profonda sul tema dell’accoglienza verso ogni individuo, senza distinzione di razza, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/FB_IMG_1554654780857.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12145" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/FB_IMG_1554654780857.jpg" alt="fb_img_1554654780857" width="1136" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quando l’arte abbraccia le diverse confessioni di fede e diviene espressione ecumenica: <strong>il viaggio di Eldorato</strong> arriva a Napoli. Il progetto dell’artista <strong>Giovanni de Gara</strong> arriva nel capoluogo partenopeo,  coinvolgendo sette chiese della città e il Maschio Angioino con l’obiettivo di promuovere una riflessione profonda sul tema dell’accoglienza verso ogni individuo, senza distinzione di razza, genere e credo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Cos’è Eldorato &#8211; </strong>È un progetto che racconta l’illusione di questo millennio: l’esistenza di una terra dell’oro, dove ci sono benessere e futuro. Una terra lontana di cui si sa poco e di cui si immaginano meraviglie; una terra al di là della linea dell’orizzonte che ce la nasconde. Il progetto si articola in installazioni <em>site-specific</em> che utilizzano come materia prima un oggetto salva-vita: le coperte isotermiche normalmente usate per il primo soccorso dei migranti. Ha l’obiettivo di promuovere una riflessione profonda sul tema dell’accoglienza verso ogni individuo, senza distinzione di razza, genere e credo e di dare un messaggio di calore e salvezza a partire dalla contemplazione di un oro che splende non per carati ma per la bellezza e la semplicità del suo messaggio. L&#8217;artista fiorentino usa questi teli dorati per rivestire le porte di chiese e luoghi simbolici di tutta Italia che diventano così segno concreto di apertura verso l&#8217;altro e metafora delle &#8220;terre dell&#8217;oro&#8221; promesse e sempre più spesso negate a chi cerca rifugio.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/FB_IMG_1554654784660.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12146" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/FB_IMG_1554654784660.jpg" alt="fb_img_1554654784660" width="1095" height="1944" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il titolo </strong>– È un’evidente distorsione del luogo immaginario per eccellenza (l’<em>Eldorado</em>). Sul piano etimologico, esso deriva dal termine ebraico <em>el</em> che significa Dio, il Dio Dorato, riferimento ultimo di chi, abbandonando la propria terra e una parte di sé, arriva a una Terra Altra, madre in spirito. Una terra che, in una visione interiore, concede generosa la possibilità  di ripartire e realizzare se stessi.  Accostiamoci a questi portali dorati e guardiamo dentro di noi mentre ci riflettiamo in essi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Giovanni de Gara</strong> – Nato a Firenze nel 1977, ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, preferendo lavorare fuori dal contesto prettamente galleristico. Laureato in architettura, nel 2005 inizia a dedicarsi all’arte contemporanea. Nel 2008 fonda a Firenze il <em>FAF, Florence Art Factory</em>, uno spazio industriale riconvertito in luogo di produzione culturale dedicato alla performance e alla musica elettronica. Nel 2105, a Firenze, con la performance <em>Spring is late</em>, espone abusivamente i suoi quadri nel piazzale degli Uffizi, in Piazza della Signoria e nel cortile di Palazzo Strozzi. Nel 2016, un po’ stufo dell’isolamento nel suo studio e delle dinamiche del mercato ufficiale dell’arte, lancia il progetto <em>Mensile d’artista</em> e trova 100 collezionisti per lo adottano per un anno, ricevendo in cambio un’opera al mese. Nell’estate del 2016 idea il progetto <em>FRAGILE</em>, un aggiornamento – a colpi di revolver, fucile a pompa e mitragliatori – delle mappe e delle guide turistiche delle città colpite dagli attentati terroristici del 2015-16. Il 28 giugno 2018, dalla Basilica di San Miniato al Monte (Firenze), prende avvio il progetto <em>Eldorato</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Le sette chiese napoletane </strong>– A Napoli, la chiesa valdese alla via dei Cimbri, n.8 ed alla via Andrea Vaccaro n.20; chiesa metodista a Portici al Corso Garibaldi n.235; la chiesa luterana in Napoli alla via Carlo Poerio n.5, le chiese cattoliche: la cattedrale e la basilica  di santa Maria della Sanità in Napoli; la chiesa greco ortodossa in Napoli alla via san Tommaso d’Aquino n.51.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Le dichiarazioni rese alla conferenza stampa del 1 aprile 2019 presso la chiesa valdese</strong> &#8211; <strong>Giovanni de Gara</strong>, ideatore del progetto: «<em>Le porte d&#8217;oro sono diventate un segno dei tempi ed è giusto che l&#8217;oro splenda sulle porte dell&#8217;accoglienza. L&#8217;oro non è quello dei carati, l&#8217;oro della chiesa è il messaggio del Vangelo: l&#8217;amore per il prossimo. Obbiettivo finale è che questo progetto arrivi alle porte di San Pietro a Roma</em>»; <strong>Don Antonio Loffredo</strong>, parroco basilica santa Maria della Sanità: <strong>Leonardo Magrì, pastore valdese:</strong> «<em>Il concetto di fratellanza e accoglienza, che hanno la loro radice in Dio, a Napoli vedono tutte le chiese unite. In Italia, la chiesa è una delle poche realtà che agisce in silenzio e fa senza litigare</em>»; «<em>Abbiamo aderito senza tentennamenti perché le porte rappresentano, quando sono aperte, le braccia che accolgono fratelli e sorelle che scappano dalla fame e dalla disperazione. Vogliamo che la società sia tutta così, perché è così che dovrebbe essere»; «Abbiamo subito accolto l’iniziativa, è bello che tutte le religioni aderiscano al progetto. A Napoli oltre le chiese anche i porti sono aperti. Da noi non si alzano muri, si è accoglienti a prescindere. Il materiale usato per le installazioni richiama una riflessione su qual’è l’oro della vita: l’oro è umanità, dignità, restare umani</em>» <strong>Luigi De Magistris</strong>, sindaco di Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/FB_IMG_1554654777125.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12147" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/FB_IMG_1554654777125.jpg" alt="fb_img_1554654777125" width="1136" height="640" /></a></p>
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		<title>Mediterraneo, culla di arte e di dialogo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 14:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Falanga]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte e fede]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
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		<category><![CDATA[Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale]]></category>
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		<description><![CDATA[L’arte è da sempre lo strumento privilegiato per descrivere l’invisibile, per raccontare l’indicibile, per dare figura alla fede. Ma è anche lo strumento che i popoli hanno usato per comunicare agli altri la propria bellezza e il proprio valore: l’arte, quindi, può farsi via di dialogo tra culture diverse. Una possibilità che è sempre più [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/Foto_Convegno_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12131" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/Foto_Convegno_1.jpg" alt="Manifesto.pdf" width="1831" height="1339" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’arte è da sempre lo strumento privilegiato per descrivere l’invisibile, per raccontare l’indicibile, per dare figura alla fede. Ma è anche lo strumento che i popoli hanno usato per comunicare agli altri la propria bellezza e il proprio valore: l’arte, quindi, può farsi via di dialogo tra culture diverse. Una possibilità che è sempre più una necessità in tempi, quali quelli odierni, caratterizzati da innalzamento di muri alla frontiera, chiusura di porti, sgretolarsi del sogno europeo, aumento delle distanze tra le coste del Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">E di <strong><em>Arte e dialogo nel Mediterraneo</em></strong> si è parlato proprio al Convegno internazionale promosso dalla Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia della Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale, che si è tenuto a Napoli, presso la Sezione San Luigi, a Posillipo, il 30 marzo. La giornata – patrocinata dalla Conferenza Episcopale Italiana, dalla Provincia Euro Mediterranea della Compagnia di Gesù Albania-Italia-Malta-Romania, dalla Regione Campania e dal Comune di Napoli – è stata pensata anche come tappa di preparazione alla due giorni del 20 e 21 giugno, su <em>La teologia dopo </em>Veritatis gaudium <em>nel contesto del Mediterraneo</em>, che si svolgerà sempre presso la Sezione di Posillipo e si concluderà con una relazione di Papa Francesco.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">«Il respiro mediterraneo del convegno», ha dichiarato il gesuita <strong>Pino Di Luccio</strong>, «è una conferma dell’orizzonte internazionale verso il quale si muove la nostra Sezione, impegnata, secondo le indicazioni della <em>Veritatis gaudium</em>, per una teologia in dialogo con tutti coloro ai quali stanno a cuore la cura della casa comune che è il pianeta, la costruzione di una società fondata sull’accoglienza e sul rispetto delle diversità, il comprendere come situarsi nel nuovo contesto culturale rimodellato dalla convivenza sempre più consistente e diffusa di persone di religioni e culture diverse».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Di spicco le voci accademiche invitate a confrontarsi nelle due sessioni in cui è stata articolata la giornata, che si è conclusa con un concerto nella Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli. È stato <strong>Salvatore Settis</strong>, professore emerito alla Scuola Superiore Normale di Pisa, ad aprire i lavori dopo i saluti del Preside della Pftim, don <strong>Gaetano Castello</strong>, e del Sindaco di Napoli, <strong>Luigi De Magistris</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">«Attraverso il dialogo, la relazione, si possono costruire ponti di verità, di pace e di giustizia», ha dichiarato <strong>Giorgio Agnisola</strong>, Condirettore della Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia. «L’arte attinge alle verità profonde dell’uomo, emerge come necessità di comunicazione al di là delle divisioni e delle differenze di classe, di credo, di civiltà. Può essere, dunque, un luogo privilegiato di incontro e di dialogo».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La sessione mattutina, dedicata ad <em>Arte, storia e mito tra le due sponde</em>, è stata coordinata da <strong>Sergio Tanzarella</strong>, docente di Storia della Chiesa nella Sezione San Luigi. Sono intervenuti: <strong>José Jiménez</strong> (Universidad Autónoma di Madrid), il gesuita <strong>Jean-Paul Hernandez</strong> (Sezione San Luigi), <strong>Giovanni Curatola</strong> (Università degli Studi di Udine), <strong>André Vauchez</strong> (Università di Paris-Nanterre), <strong>Elena Pontiggia</strong> (Accademia di Brera e Politecnico di Milano).</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/Foto_Convegno_2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12132" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/Foto_Convegno_2.jpg" alt="foto_convegno_2" width="1200" height="1008" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È stato invece il gesuita <strong>Andrea Dall’Asta</strong>, Direttore della Galleria San Fedele a Milano, a coordinare la Sessione pomeridiana dedicata a <em>Il dialogo possibile</em>. Sono intervenuti: <strong>Paolo Giulierini</strong> (Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli), <strong>Mario Botta</strong> (Architetto), <strong>Ismail Taspinar</strong> (Direttore dell’Istituto di Scienze Sociali dell’Università di Marmara &#8211; TR), <strong>Cristiana Collu</strong> (Direttrice della Galleria Nazionale di Arte Moderna in Roma).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">I circa 200 convegnisti hanno potuto seguire anche il contributo – attraverso video interviste – del sociologo <strong>Franco Ferrarotti</strong> e del filosofo <strong>Aldo Masullo</strong>. In apertura di giornata, il professor <strong>Massimo Santoro</strong>, cultore di drammaturgia del teatro antico e dizione, ha presentato una lettura di testi scelti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Culla di civiltà, la cui memoria è giunta fino ai nostri giorni, il Mediterraneo può ancora avere un posto centrale nella costruzione di un futuro significativo, valorizzandone il ruolo come luogo di dialogo, di speranza e di pace. Unico neo del convegno: è ancora troppo poca – anzi inesistente, purtroppo – la distinzione tra arte &#8211; arte sacra &#8211; arte per la liturgia. Forse perché mancano, questa è la verità, dei veri specialisti in questo settore.</p>
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		<title>La nuova card per visitare Ercolano</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2018 11:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[scavi archeologici di ercolano]]></category>
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		<description><![CDATA[ErcolanoVesuvio Card: nasce la card che raccoglie archeologia, natura ed arte vesuviana; un circuito innovativo per una offerta culturale multidisciplinare, un nuovo prodotto realizzato dalla SCABEC per la Regione Campania sulla piattaforma di Campania&#62;Artecard. Un pass che facilita e accompagna i visitatori, italiani e stranieri, alla scoperta di un&#8217;area con un&#8217;estensione di circa 30 km [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/villa-campolieto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12022" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/villa-campolieto.jpg" alt="villa-campolieto" width="2000" height="1484" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ErcolanoVesuvio Card:</strong> nasce la <em>card</em> che raccoglie archeologia, natura ed arte vesuviana<strong>; </strong>un circuito innovativo per una offerta culturale multidisciplinare, un nuovo prodotto realizzato dalla SCABEC per la Regione Campania sulla piattaforma di <strong>Campania&gt;Artecard. </strong>Un pass che facilita e accompagna i visitatori, italiani e stranieri, alla scoperta di un&#8217;area con un&#8217;estensione di circa 30 km quadrati e con un&#8217;incredibile concentrazione di attrattori culturali, messi per la prima volta in rete fra loro. Ha il costo di  22 euro e dura 3 giorni e permette l’accesso ai quattro siti in convenzione: 1 ingresso al Parco del Vesuvio, 1 ingresso al parco archeologico di Ercolano, 1 ingresso al MAV e 1 ingresso a Villa Campolieto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/card-ercolanovesuvio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12023" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/card-ercolanovesuvio.jpg" alt="card-ercolanovesuvio" width="2000" height="1333" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La nuova card </strong>- Dal Vesuvio alle ville settecentesche del Miglio d&#8217;Oro, dall&#8217;archeologia degli scavi di Ercolano al primo innovativo museo tecnologico di archeologia virtuale: la città di Ercolano è la porta d&#8217;ingresso per conoscere l&#8217;intera area vesuviana. La card offre anche sconti e agevolazioni sul trasporto che collega la stazione di Ercolano con l’accesso al Gran Cono del Vesuvio e a ciascuno dei siti inclusi nell’itinerario.  Sono già inseriti nel circuito i primi quattro grandi attrattori: il<strong> parco archeologico di Ercolano, villa Campolieto </strong>e la<strong> Fondazione Ente Ville Vesuviane, il MAV Museo Archeologico Virtuale e la Fondazione Cives, l&#8217;Ente Parco Nazionale del Vesuvio. </strong>Non è solo uno strumento di valorizzazione dei singoli siti, ma anche un modo per iniziare a ragionare nei termini di distretto culturale, mettendo in rete tutti i soggetti coinvolti e facendo in modo che si promuovano e dialoghino fra loro. Una fase sperimentale che dopo Ercolano potrà essere replicata anche in altri territori con un&#8217;analoga concertazione di attrattori.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Ercolano-Scavi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12024" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Ercolano-Scavi.jpg" alt="ercolano-scavi" width="1335" height="2000" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Siti visitabili</strong> &#8211; <strong>Ente Parco Nazionale del Vesuvio: </strong>sin dalla sua istituzione, si è fatto promotore di molteplici attività di diffusione culturale che tendono a far crescere soprattutto nelle giovani generazioni un senso di appartenenza al proprio territorio e di comprensione della propria storia. Nasce ufficialmente il 5 giugno 1995 e viene istituito al fine di conservare le specie animali e vegetali, le associazioni vegetali e forestali, le singolarità geologiche, le formazioni paleontologiche, le comunità biologiche, i biotopi, i valori scenici e panoramici, i processi naturali, gli equilibri idraulici e idrogeologici, gli equilibri ecologici del territorio vesuviano; <strong>Parco Archeologico di Ercolano</strong>:; la sua missione coniuga insieme la ricerca, la conservazione e la trasmissione al pubblico presente e alle future generazioni dei valori culturali di Ercolano. Il suo patrimonio culturale comprende sia i ricchissimi beni materiali, sia i beni immateriali rappresentati dalle conoscenze storico archeologiche sull’antica città romana e dall’identità che Ercolano ha assunto dopo la sua scoperta, a partire dal 1738, nel contesto sociale e culturale dell’età moderna e contemporanea; <strong>Fondazione Ente Ville Vesuviane:</strong> sono 122 gli immobili monumentali settecenteschi compresi nel territorio del Comune di Napoli, San Giorgio a Cremano, Ercolano, Portici, Torre del Greco. I notevoli miglioramenti attuati negli ultimi cinquanta anni grazie agli interventi mirati dell&#8217;Ente per le Ville Vesuviane, ora Fondazione, hanno restituito una nuova dignità all&#8217;immenso patrimonio costituito dalle ville barocche del XVIII secolo. Alcuni edifici monumentali, dopo un attento e rigoroso restauro, sono attualmente sotto la diretta tutela e gestione della Fondazione e costituiscono le sedi nelle quali viene svolta l&#8217;attività istituzionale e innumerevoli eventi e iniziative culturali: la Villa Campolieto, il Parco sul Mare della Villa Favorita e la Villa Ruggiero a Ercolano e la Villa delle Ginestre a Torre del Greco; <strong>MAV 4.0: </strong>ha realizzato quest’anno un radicale upgrade degli apparati tecnologici e si presenta rinnovato anche nell’organizzazione dei suoi spazi interni e nelle aree museali. Il progetto di rinnovamento ha riguardato non solo l’innovazione tecnologica, ma anche l’accessibilità e la fruibilità del museo, l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale. L’upgrade 4.0 ha mutato la concezione dello spazio museale, esaltando al massimo le componenti emozionali necessarie per rendere unica l’esperienza della visita al Mav. È un nuovo museo in tutti i sensi: si guarda, si tocca, si ascolta, si sentono i profumi delle fragranze del Vesuvio, si assaggiano i dolci delle antiche tavole romane; <strong>Consorzio Tutela Vini Vesuvio:</strong> nasce nell’estate del 2007 per volontà di un folto gruppo di viticoltori e imprenditori animati dal desiderio di dare maggiore visibilità alle proprie produzioni ed avere un ruolo attivo nella codifica di politiche e normative che riguardassero la DOP Vesuvio e la IGP Pompeiana. Il Consorzio tutela vini Vesuvio ha assunto un ruolo determinante nello sviluppo di azioni collettive, perseguendo l’obiettivo di espandere la conoscenza e la domanda mediante la tutela e la valorizzazione dei Vini D.O.P. Vesuvio e I.G.P. Pompeiano. Uno dei principali obiettivi perseguiti è quello di mettere in luce il valore reale dei vitigni del Vesuvio la cui identità è riconducibile a peculiari caratteristiche di tipicità e unicità, a una loro storia e una loro cultura, riaffermando così le funzioni di protezione e promozione, nonché di garanzia nei confronti del consumatore.</p>
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		<title>La bellezza del Natale, una mostra alle Scuderie di Villa Favorita</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 12:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[aniello gaudino]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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		<category><![CDATA[san vincenzo romano]]></category>
		<category><![CDATA[santi]]></category>

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		<description><![CDATA[Si terrà dal 23 novembre al 9 dicembre prossimi, presso le sale espositive delle Scuderie di Villa Favorita (Ercolano) la mostra d’arte del maestro Aniello Gaudino. Dopo due anni l’artista torrese ritorna – senza alcuno sponsor – con una sua mostra personale dal titolo emblematico: “Pastori &#38; Santi. La bellezza del Natale e i testimoni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Foto_Mostra_Gaudino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11954" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Foto_Mostra_Gaudino.jpg" alt="foto_mostra_gaudino" width="2598" height="1240" /></a></p>
<p>Si terrà dal 23 novembre al 9 dicembre prossimi, presso le sale espositive delle Scuderie di Villa Favorita (Ercolano) la mostra d’arte del maestro Aniello Gaudino. Dopo due anni l’artista torrese ritorna – senza alcuno sponsor – con una sua mostra personale dal titolo emblematico: “<em>Pastori &amp; Santi. La bellezza del Natale e i testimoni della fede</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancora una volta, secondo la più genuina tradizione napoletana, il Natale, con il presepe e i suoi pastori, hanno inessa un ruolo importante. Il grande presepista Cuciniello (un sacerdote attivo a Napoli nel XIX secolo) diceva che “fare il presepe è dire il Vangelo”, è cioè far sentire la vicinanza del Dio bambino alla nostra storia concreta, alle gioie, ai dolori e alle speranze del nostro presente. L’amore dei napoletani al presepe, peraltro, è nato da grandi evangelizzatori: tra questi quel gigante che fu sant’Alfonso Maria de Liguori, autore di canti ovunque conosciuti e amati per celebrare la gioia della nascita del Figlio di Dio, festa dell’intera creazione, come <em>Quanno nascette Ninno</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco il senso di ciò che vedremo nella mostra: pastori e santi insieme, come il parroco Vincenzo Romano o il giovane Nunzio Sulprizio, che ci ricordano, con la loro testimonianza di fede, che Dio non è stanco degli uomini, perché viene tra noi sempre di nuovo nel mistero per dirci la novità e la fedeltà del suo amore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una particolarità della mostra: per la prima volta – non è mai accaduto – le statue che Aniello Gaudino ha realizzato, anche quest’anno, per il Carro trionfale dell’Immacolata di Torre del Greco vengono mostrate in anteprima rispetto all’esposizione che avverrà poi il 7 dicembre nella Basilica di Santa Croce.</p>
<p><strong>Orari della mostra:</strong> mattino 10.00-13.00, pomeriggio 16.00-20.00.</p>
<p><strong>Inaugurazione:</strong> venerdì <strong>23 novembre</strong>, alle <strong>ore 18.00</strong>, con la presenza di Sua Eccellenza <strong>Mons. Antonio De Luca, Vescovo di Teggiano-Policastro</strong>.</p>
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		<title>La Basilica della Pietrasanta svela i suoi segreti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2018 13:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una Basilica che diviene luogo di cultura: I segreti della Pietrasanta, dalla Fabrica Ecclesiae alla grande Fabbrica della Cultura: dal 24 aprile, riaperta al pubblico la cripta e la cavità sotterranea della Chiesa di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta a Napoli, in via dei Tribunali, complesso monumentale alle porte del Decumano maggiore riconosciuto dal ministero [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/PIETRASANTA6.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11706" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/PIETRASANTA6.jpg" alt="pietrasanta" width="960" height="838" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una Basilica che diviene luogo di cultura: <strong>I segreti della Pietrasanta, dalla Fabrica Ecclesiae alla grande Fabbrica della Cultura</strong>: dal 24 aprile, riaperta al pubblico la cripta e la cavità sotterranea della Chiesa di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta a Napoli, in via dei Tribunali, complesso monumentale alle porte del Decumano maggiore riconosciuto dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo bene di interesse storico architettonico e di interesse archeologico. L&#8217;apertura del percorso sotterraneo è il risultato del lavoro dell&#8217;Associazione Pietrasanta Polo culturale Onlus, in un risultato reso possibile anche attraverso il lavoro di monsignore Vincenzo De Gregorio, rettore della Basilica, e che ha visto l&#8217;inserimento del complesso fra i siti del centro storico di Napoli, riconosciuti patrimonio dell&#8217;Unesco. L’apertura della Basilica avviene con l’inaugurazione della mostra<strong> Lapis – I segreti della Pietrasanta</strong>, progettazione e realizzazione a cura di Phantasya, realtà partenopea leader nelle ricostruzioni 3D di siti archeologici, nello sviluppo di realtà virtuale e di progetti di restauro digitale.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/PIETRASANTA91.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11705" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/PIETRASANTA91.jpg" alt="pietrasanta" width="960" height="588" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Basilica</strong>  –  È la più antica costruzione sacra napoletana dedicata alla Madonna. Situata nel centro storico della città partenopea, a due passi da San Domenico Maggiore e da Via dei Tribunali, fu costruita nel 553 d.c. per volontà del Vescovo di Napoli Pomponio. In questo luogo un tempo sorgeva il tempio sacro dedicato al culto di Diana, riservato esclusivamente alle donne, che invocavano la dea romana per ottenere parti non dolorosi. La divinità era la protettrice delle donne, degli animali selvatici, della caccia e custode della verginità. Gli uomini poco tolleravano il suo culto poiché molte donne, pur di evitare matrimoni infelici, preferivano votarsi alla Dea e offrire la loro castità. Danneggiata per i bombardamenti della seconda guerra mondiale e, successivamente, per il terremoto dell’ottanta, per decenni, è rimasta in uno stato di completo abbandono, fino alla riapertura nel 2007.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/PIETRASANTA4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11707" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/PIETRASANTA4.jpg" alt="pietrasanta4" width="1200" height="677" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mostra</strong> &#8211; Un suggestivo percorso 4.0 che collega le vicende del complesso con la storia della città di Napoli attraverso un viaggio multisensoriale. Una serie di proiezioni accompagnano gli spettatori fino alla discesa dei sotterranei nella basilica grazie alla ricchezza della realtà virtuale con la tecnologia Oculus, che permetterà ai visitatori di vivere un viaggio a 360° nei segreti della Pietrasanta, a una 3D mapping con effetti prospettici e luminosi e un documentario sui sotterranei di Napoli. Presente anche una sala cinema che ripercorre la storia dell’intero complesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I numeri del progetto realizzato</strong> – Un investimento da 1.5 milioni di euro per il recupero della basilica napoletana abbandonata, con un indotto anche in termini occupazionali. Grazie a un contratto di comodato d’uso stipulato con <strong>l’Arcidiocesi di Napoli</strong>, realizzati interventi per garantire la fruibilità del complesso, con gli imprenditori chiamati in causa ad investire i propri capitali, credendo nelle loro idee. Ad eccezione della facciata esterna, i cui interventi sono stati finanziati dal pubblico, tutto il restauro di questa struttura è stato finanziato al 100% dai privati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La leggenda del diavolo-maiale</strong> &#8211; Secondo questa leggenda, il vescovo Pomponio decise di far edificare la chiesa dopo che la Vergine Maria gli apparve in sogno chiedendogli di realizzare un santuario a lei dedicato. La Madonna gli spiegò che la Basilica avrebbe contrastato la presenza del diavolo che, sottonforma di maiale, compariva tutte le notti nella zona compresa tra Piazza Miraglia e il centro antico, spaventando con il suo grugnito infernale i residenti e cercando di insinuarsi nelle vite dei fedeli. Secondo gli abitanti del luogo, questa presenza malvagia era legata ai vecchi resti del tempio di Diana, dove alcune donne, considerate streghe, dedite a rituali pagani, avevano alimentato il desiderio di vendetta della dea, consegnando alla città l&#8217;orribile maiale. Con l’edificazione della Basilica di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta, questo animale spaventoso scomparve per sempre lasciando in pace i residenti del luogo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La soddisfazione espressa dal Cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe</strong>: «<em>E’ stato realizzato un qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava impensabile. Quando sono tornato dopo i lavori, è stato come scoprire l&#8217;America. Essere riusciti a dare nuovamente un’anima a questo luogo è un miracolo. Questa è una delle tante eccellenze di Napoli che fanno onore a tutti noi. Questa è una eccellenza di Napoli che fa onore a quanti ci hanno lavorato, ma anche alla nostra città. Grazie all&#8217;interesse, alla sensibilità, alla competenza anche dei privati che hanno preso a cuore questo luogo e si sono esposti. Quando le forze buone e sane di questa città si mettono insieme, è possibile raggiungere risultati straordinari. Miriamo, infatti, a diventare un punto di riferimento per i visitatori, che tra l’altro crescono vertiginosamente di anno in anno, attraverso un percorso culturale e religioso che parta dalle Catacombe di San Gennaro, attraversi il rione Sanità, arrivi fino al Duomo e si concluda alla Pietrasanta. C’è tanta ricchezza da scoprire».</em></p>
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