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	<title>Città del Monte &#187; bellezza</title>
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		<title>Salute e Bellezza al MAV di Ercolano</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 09:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmine Matarazzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[La tutela della salute è al centro dell&#8217;agenda del Comune di Ercolano, in particolare dell&#8217;assessorato alle pari opportunità della città vesuviana, guidato dalla dottoressa Carmela Saulino. Nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa al femminile denominata &#8220;Prima Vera Donna&#8221;, domani 21 marzo, a partire dalle ore 17, presso il MAV &#8211; Museo Archeologico Virtuale, avrà luogo un incontro dal titolo Salute e Bellezza, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/03/WhatsApp-Image-2022-03-20-at-07.24.20.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-13152" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/03/WhatsApp-Image-2022-03-20-at-07.24.20.jpeg" alt="WhatsApp Image 2022-03-20 at 07.24.20" width="1131" height="1600" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>tutela della salute</strong> è al centro dell&#8217;agenda del Comune di Ercolano, in particolare dell&#8217;assessorato alle <strong>pari opportunità</strong> della città vesuviana, guidato dalla dottoressa <strong>Carmela Saulino</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa al femminile denominata <em>&#8220;Prima Vera Donna&#8221;, </em>domani <strong>21 marzo</strong>, a partire dalle ore 17, presso il <strong>MAV &#8211; Museo Archeologico Virtuale</strong>, avrà luogo un incontro dal titolo <strong>Salute e Bellezza</strong>, che metterà insieme una molteplicità di profili professionali che, da altrettante angolazioni, operano da esperti nell&#8217;ambito dell&#8217;estetica e del benessere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del <strong>sindaco</strong> Ciro Bonajuto, dell&#8217;<strong>assessore</strong> alle pari opportunità Carmela Saulino, che ha fortemente voluto l&#8217;evento, e del <strong>presidente del Consiglio Comunale</strong> Luigi Simeone. Seguiranno gli interventi di Pasquale Abbruzzese, esperto in medicina estetica, Arturo Amoroso, chirurgo plastico estetico, Anna De Vizio, responsabile dell&#8217;associazione Sollievo, Colomba Formisano, presidente della V commissione consiliare della Città di Ercolano, Rosita Piccolo, assistente sociale, e Loredana Scarcella, farmacista cosmetologa, moderati dal giornalista Gennaro Carotenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>conclusioni</strong> saranno affidate alla vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania, <strong>Loredana Raia</strong>, da sempre impegnata nella tutela dei diritti delle donne.</p>
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		<title>Un laboratorio per la Bellezza a Madonna dell&#8217;Arco</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2022 10:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmine Matarazzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Santuario della Madonna dell’Arco di Sant’Anastasia (NA) diventa sede del laboratorio culturale Campania Bellezza del Creato, che sarà ufficialmente aperto al pubblico sabato 26 febbraio 2022, a partire dalle ore 18:00. COS’è - Si tratta di un percorso laboratoriale ed espositivo ideato da Giuseppe Ottaiano e promosso dall’associazione Terre di Campania aps, impegnata da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/02/Laboratorio-Culturale-Campania-Bellezza-del-Creato-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13126" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/02/Laboratorio-Culturale-Campania-Bellezza-del-Creato-1.jpg" alt="Bellezza del Creato Madonna dell'Arco" width="1200" height="800" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Santuario della Madonna dell’Arco di Sant’Anastasia (NA) diventa sede del laboratorio culturale <strong><em>Campania Bellezza del Creato</em></strong>, che sarà ufficialmente aperto al pubblico sabato 26 febbraio 2022, a partire dalle ore 18:00.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>COS’è </strong>- Si tratta di un <strong>percorso laboratoriale</strong> ed espositivo ideato da Giuseppe Ottaiano e promosso dall’associazione Terre di Campania aps, impegnata da anni nella realizzazione di progetti concreti di promozione del territorio e delle risorse della nostra regione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché -</strong> Il nuovo progetto è nato per favorire la valorizzazione e diffusione del <strong>patrimonio culturale, naturalistico e antropologico</strong> della nostra regione, nell’ottica di contribuire a sviluppare l’educazione alla sua tutela. Non un semplice contenitore dove custodire tesori, ma uno spazio pulsante e vivo, fruibile da tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>CONOSCERE LA BELLEZZA -</strong> Il filo conduttore delle attività del laboratorio sarà la <strong>conoscenza della bellezza</strong> del nostro territorio in ogni sua declinazione, perché anche attraverso il bello si eleva la qualità sociale della vita. Al centro di questo nuovo spazio di scambio, cultura e condivisione c’è l’installazione artistica <strong><em>Gocce d’Acqua</em></strong>, che dopo un lungo percorso espositivo presso prestigiose location campane trova ora dimora stabile presso il Santuario della Madonna dell’Arco.  <em>Campania bellezza del Creato</em> ospiterà, inoltre, <strong>attività e percorsi</strong> specifici dedicati al mondo della <strong>scuola</strong>.</p>
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		<title>Sembrava bellezza, un’analisi sulle insicurezze femminili</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 15:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Formisano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[fragilità]]></category>
		<category><![CDATA[insicurezze]]></category>
		<category><![CDATA[premio strega 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Ciabatti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Sembrava bellezza Teresa Ciabatti Mondadori 2021 pp. 240 euro 18 Sembrava bellezza è il nuovo romanzo di Teresa Ciabatti, pubblicato da Mondadori nel 2021 e candidato al Premio Strega 2021. Teresa Ciabatti, romana, ha frequentato la scuola Holden di Torino. Nel 2002 ha pubblicato il suo primo romanzo Adelmo, torna da me. Trama: Teresa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sembrava bellezza</strong></p>
<p><strong>Teresa Ciabatti</strong></p>
<p><strong>Mondadori</strong></p>
<p><strong>2021</strong></p>
<p><strong>pp. 240</strong></p>
<p><strong>euro 18</strong></p>
<p><strong>Sembrava bellezza</strong> è il nuovo romanzo di <strong>Teresa Ciabatti</strong>, pubblicato da <strong>Mondadori</strong> nel 2021 e candidato al <strong>Premio Strega 2021.</strong></p>
<p><strong>Teresa Ciabatti</strong>, romana, ha frequentato la <strong>scuola Holden</strong> di Torino.</p>
<p>Nel 2002 ha pubblicato il suo primo romanzo <strong>Adelmo, torna da me.</strong></p>
<p><strong>Trama: Teresa</strong> è una scrittrice di successo. La sua vita privata, però, non è arricchita dalle stesse soddisfazioni: è separata e ha una figlia di cerica venti anni, con la quale ha un rapporto conflittuale.</p>
<p>Con l’arrivo di <strong>Federica</strong>, un’amica di adolescenza di Teresa, siamo catapultati nel passato e nei ricordi della tenera età.</p>
<p>Federica ha una sorella, <strong>Livia</strong>, una ragazza bellissima, che purtroppo è vittima di un terribile incidente che le causa un <strong>ritardo mentale permanente.</strong></p>
<p>Teresa deve affrontare anche problemi famigliari, in particolare quello della violenza del nonno.</p>
<p>La storia si articola in vari piani temporali <strong>dalla giovinezza all’età adulta.</strong></p>
<p>La protagonista, tenta ogni strada per recuperare il rapporto con la figlia<strong> Anita</strong>, addirittura presentandosi negli studi televisivi di un programma a quiz in cui la ragazza partecipa.</p>
<p>Teresa cerca di rimediare ai suoi errori accudendo Livia come se fosse sua figlia: decide di aiutarla a ritrovare il suo ragazzo del liceo.</p>
<p><strong>Temi:</strong> L’autrice pone al centro della narrazione <strong>le fragilità</strong> dovute a problematiche sia fisiche che mentali.</p>
<p>Livia, una ragazza bellissima da far invidia a tutte le donne, per uno scherzo del destino, è destinata a rimanere con la mente per sempre bambina.</p>
<p>Teresa, invece, ha un evidente difetto al seno.</p>
<p>La protagonista, infatti, <strong>è ossessionata</strong> dal suo corpo ed è in perenne ricerca della bellezza fisica: vede nelle altre donne quello che lei vorrebbe.</p>
<p>È consapevole di non essere all’altezza, di non rispecchiare gli <strong>standard</strong> imposti dalla società.</p>
<p>Le sue stesse insicurezze si trasformano poi in cattiveria: il personaggio principale non è così fragile come sembra, in realtà è una donna cattiva, anaffettiva e bugiarda.</p>
<p><strong>Sembrava bellezza</strong> è una storia di fallimenti, di continue cadute e di fragilità.</p>
<p><strong>Teresa Ciabatti</strong> descrive <strong>le insicurezze del mondo femminile</strong>: l’invidia, la paura di invecchiare, il disagio per il proprio fisico, la vergogna, la rabbia.</p>
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		<title>Bellezza e armonia tra scienza e teologia, studiosi a confronto a Capodimonte</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Dec 2019 11:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[estetica]]></category>
		<category><![CDATA[teologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Prenderà il via domani, martedì 3 dicembre, a partire dalle ore 9.15, presso la sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, a Napoli in viale Colli Aminei 2, il seminario di studi Bellezza e armonia: tra scienza e teologia, nato dalla collaborazione tra lo stesso Polo teologico e l&#8217;Osservatorio Astronomico di Capodimonte. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/12/Cattura-Locandina.png"><img class="alignleft size-full wp-image-12335" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/12/Cattura-Locandina.png" alt="cattura-locandina" width="905" height="772" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Prenderà il via domani, martedì 3 dicembre, a partire dalle ore 9.15, presso la sezione <strong>San Tommaso</strong> d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, a Napoli in viale Colli Aminei 2, il seminario di studi <strong>Bellezza e armonia: tra scienza e teologia</strong>, nato dalla collaborazione tra lo stesso Polo teologico e l&#8217;Osservatorio Astronomico di Capodimonte.</p>
<p style="text-align: justify;">La tematica è di grande attualità, specialmente se collocata all&#8217;interno di un dialogo interdisciplinare in grado di coinvolgere fecondamente scienza e fede. Le due principali relazioni del seminario, affidate a Pierluigi Cacciapuoti (docente di area dogmatica presso la Facoltà Teologica) e Marcella Marconi (direttrice dell&#8217;Osservatorio Astronomico di Capodimonte e docente di evoluzione stellare presso l’ateneo Federico II), tratteranno rispettivamente della <strong>bellezza del creato</strong> in prospettiva teologica e dell&#8217;<strong>armonia del cosmo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">«Riflessioni e approfondimenti sulla categoria della bellezza in diversi ambiti disciplinari – ha dichiarato il professore <strong>Francesco Asti</strong>, Decano della sezione San Tommaso – possono essere fonte di arricchimento e sprone per inedite analogie per qualsiasi studioso che si pone domande di senso e di valore. Fin dall’antichità la Chiesa utilizza il linguaggio della bellezza per parlare di Dio e Dio stesso parla si Sé nella bellezza del creato. Il tema ha inoltre una forte valenza ecumenica, perché ci avvicina sempre più ai fratelli d’Oriente, che da sempre custodiscono e valorizzano questo linguaggio nella catechesi, nella liturgia e in ogni altro momento della vita di fede».</p>
<p style="text-align: justify;">Il seminario <strong>Bellezza e armonia: tra scienza e teologia</strong>, organizzato dal professor Edoardo Cibelli, rappresenta solo la prima tappa di una più ampia ed articolata programmazione culturale in area teologico-dogmatica sul tema della bellezza, che sarà sviluppata nel corso dell’intero anno accademico 2019-2020.</p>
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		<title>Mediterraneo, culla di arte e di dialogo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 14:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Falanga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte e fede]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[estetica teologica]]></category>
		<category><![CDATA[Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di arte e teologia]]></category>
		<category><![CDATA[sezione san luigi]]></category>
		<category><![CDATA[teologia estetica]]></category>
		<category><![CDATA[via della bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[via pulchritudinis]]></category>

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		<description><![CDATA[L’arte è da sempre lo strumento privilegiato per descrivere l’invisibile, per raccontare l’indicibile, per dare figura alla fede. Ma è anche lo strumento che i popoli hanno usato per comunicare agli altri la propria bellezza e il proprio valore: l’arte, quindi, può farsi via di dialogo tra culture diverse. Una possibilità che è sempre più [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/Foto_Convegno_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12131" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/Foto_Convegno_1.jpg" alt="Manifesto.pdf" width="1831" height="1339" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’arte è da sempre lo strumento privilegiato per descrivere l’invisibile, per raccontare l’indicibile, per dare figura alla fede. Ma è anche lo strumento che i popoli hanno usato per comunicare agli altri la propria bellezza e il proprio valore: l’arte, quindi, può farsi via di dialogo tra culture diverse. Una possibilità che è sempre più una necessità in tempi, quali quelli odierni, caratterizzati da innalzamento di muri alla frontiera, chiusura di porti, sgretolarsi del sogno europeo, aumento delle distanze tra le coste del Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">E di <strong><em>Arte e dialogo nel Mediterraneo</em></strong> si è parlato proprio al Convegno internazionale promosso dalla Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia della Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale, che si è tenuto a Napoli, presso la Sezione San Luigi, a Posillipo, il 30 marzo. La giornata – patrocinata dalla Conferenza Episcopale Italiana, dalla Provincia Euro Mediterranea della Compagnia di Gesù Albania-Italia-Malta-Romania, dalla Regione Campania e dal Comune di Napoli – è stata pensata anche come tappa di preparazione alla due giorni del 20 e 21 giugno, su <em>La teologia dopo </em>Veritatis gaudium <em>nel contesto del Mediterraneo</em>, che si svolgerà sempre presso la Sezione di Posillipo e si concluderà con una relazione di Papa Francesco.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">«Il respiro mediterraneo del convegno», ha dichiarato il gesuita <strong>Pino Di Luccio</strong>, «è una conferma dell’orizzonte internazionale verso il quale si muove la nostra Sezione, impegnata, secondo le indicazioni della <em>Veritatis gaudium</em>, per una teologia in dialogo con tutti coloro ai quali stanno a cuore la cura della casa comune che è il pianeta, la costruzione di una società fondata sull’accoglienza e sul rispetto delle diversità, il comprendere come situarsi nel nuovo contesto culturale rimodellato dalla convivenza sempre più consistente e diffusa di persone di religioni e culture diverse».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Di spicco le voci accademiche invitate a confrontarsi nelle due sessioni in cui è stata articolata la giornata, che si è conclusa con un concerto nella Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli. È stato <strong>Salvatore Settis</strong>, professore emerito alla Scuola Superiore Normale di Pisa, ad aprire i lavori dopo i saluti del Preside della Pftim, don <strong>Gaetano Castello</strong>, e del Sindaco di Napoli, <strong>Luigi De Magistris</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">«Attraverso il dialogo, la relazione, si possono costruire ponti di verità, di pace e di giustizia», ha dichiarato <strong>Giorgio Agnisola</strong>, Condirettore della Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia. «L’arte attinge alle verità profonde dell’uomo, emerge come necessità di comunicazione al di là delle divisioni e delle differenze di classe, di credo, di civiltà. Può essere, dunque, un luogo privilegiato di incontro e di dialogo».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La sessione mattutina, dedicata ad <em>Arte, storia e mito tra le due sponde</em>, è stata coordinata da <strong>Sergio Tanzarella</strong>, docente di Storia della Chiesa nella Sezione San Luigi. Sono intervenuti: <strong>José Jiménez</strong> (Universidad Autónoma di Madrid), il gesuita <strong>Jean-Paul Hernandez</strong> (Sezione San Luigi), <strong>Giovanni Curatola</strong> (Università degli Studi di Udine), <strong>André Vauchez</strong> (Università di Paris-Nanterre), <strong>Elena Pontiggia</strong> (Accademia di Brera e Politecnico di Milano).</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/Foto_Convegno_2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12132" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/Foto_Convegno_2.jpg" alt="foto_convegno_2" width="1200" height="1008" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È stato invece il gesuita <strong>Andrea Dall’Asta</strong>, Direttore della Galleria San Fedele a Milano, a coordinare la Sessione pomeridiana dedicata a <em>Il dialogo possibile</em>. Sono intervenuti: <strong>Paolo Giulierini</strong> (Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli), <strong>Mario Botta</strong> (Architetto), <strong>Ismail Taspinar</strong> (Direttore dell’Istituto di Scienze Sociali dell’Università di Marmara &#8211; TR), <strong>Cristiana Collu</strong> (Direttrice della Galleria Nazionale di Arte Moderna in Roma).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">I circa 200 convegnisti hanno potuto seguire anche il contributo – attraverso video interviste – del sociologo <strong>Franco Ferrarotti</strong> e del filosofo <strong>Aldo Masullo</strong>. In apertura di giornata, il professor <strong>Massimo Santoro</strong>, cultore di drammaturgia del teatro antico e dizione, ha presentato una lettura di testi scelti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Culla di civiltà, la cui memoria è giunta fino ai nostri giorni, il Mediterraneo può ancora avere un posto centrale nella costruzione di un futuro significativo, valorizzandone il ruolo come luogo di dialogo, di speranza e di pace. Unico neo del convegno: è ancora troppo poca – anzi inesistente, purtroppo – la distinzione tra arte &#8211; arte sacra &#8211; arte per la liturgia. Forse perché mancano, questa è la verità, dei veri specialisti in questo settore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sono le news, bellezza!</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 12:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[autore]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[michele mezza]]></category>
		<category><![CDATA[vincitori e vinti]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono le news, bellezza! Vincitori e vinti nella guerra della velocità digitale di Michele Mezza, Donzelli Roma, 18 euro. &#160; L’ultima pubblicazione di Michele Mezza offre un interessante quanto ricco ritratto del modo di scrivere che si va affermando negli ultimi anni. Il giornalismo attuale che sta a mano a  mano soppiantando quello classico – [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cittadelmonte.info/2011/09/09/sono-le-news-bellezza/michele-mezza-libro-2/" rel="attachment wp-att-6176"><img class="alignleft size-medium wp-image-6176" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/michele-mezza-libro1-144x200.jpg" alt="" width="144" height="200" /></a><strong>Sono le news, bellezza! Vincitori e vinti nella guerra della velocità digitale </strong></p>
<p><strong>di Michele Mezza, Donzelli Roma, 18 euro.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ultima pubblicazione di <strong>Michele Mezza</strong> offre un interessante quanto ricco ritratto del modo di scrivere che si va affermando negli ultimi anni. Il giornalismo attuale che sta a mano a  mano soppiantando quello classico – su carta stampata – non è da considerare necessariamente un fenomeno negativo.</p>
<p>Interrogandosi sul perché oggi i media digitali stiano snaturando il vero significato del giornalismo l’autore offre numerosi spunti di riflessione intorno all’informazione che abbiamo oggi sotto gli occhi. Mezza lo definisce <strong>chiacchiericcio</strong> che impazza su internet.</p>
<p>Michele Mezza, giornalista affermato nelle agenzie di stampa e ideatore di <strong>RaiNews 24</strong>, approfondisce i  motivi della perdita graduale delle inchieste del vero giornalista. Non c’è più il cronista che gira per strada tra la gente</p>
<p>L’enorme flusso di informazioni che circolano in rete è il problema di fondo dell’opera. Da ciò la necessità di trovare il giusto equilibrio tra questa massa di news che appaiono sul web alla velocità della luce e la vera informazione.</p>
<p>Oggi si è schiavi degli algoritmi, di quanto proviene dai motori di ricerca. L’affidabilità di una notizia non equivale alla sua rapidità di diffusione,  non è cioè sinonimo di serietà dell’articolo.</p>
<p>Farsi mediatore tra le nuove tecnologie digitali ma rimanendo nei limiti di un corretto <strong>umanesimo digitale</strong><em>,</em> così come definito da <strong>Derrick De Kerckhove</strong> (direttore del <em>McLuhan Center</em> di Toronto e curatore della prefazione – <em>ndr</em>), è dunque il vero risultato da raggiungere secondo Michele Mezza.</p>
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		<title>La meraviglia di Giovan Battista Marino</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 14:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Galgano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri parole emozioni]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/20070410151852.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5031" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/20070410151852-147x200.jpg" alt="" width="147" height="200" /></a></p>
<p>Lorenzo Crasso nel 1666 nei suoi <em>Elogi</em> <em>di uomini letterati</em> descrive così il poeta Giovan Battista Marino (1569-1625) : &lt;&lt;Fu uomo facile allo sdegno, violento nelle operazioni, mordace ne’motti, faceto nelle conversazioni, mal sofferente delle censure, inclinato alla satira, e da tutti temuto &gt;&gt;. Nonostante questa affabile considerazione di Crasso, è innegabile che la storia letteraria di Giovan Battista Marino sia quanto meno travagliata e senz’altro poco approfondita. Nonostante  le caratterizzazioni barocche messe in luce da Wòlfflin, come il passaggio dalla linearità rinascimentale alla pittoricità, dalla superficie alla profondità o dalla chiarezza assoluta al chiaroscuro, il Barocco vive nella nostra prospettiva di un oscuramento e di una sorta di definizione precostituita, mediata forse dall’analisi crociana in senso anti-barocco. Giuseppe Ungaretti è stato tra i primi a riconoscere nella nuova prospettiva artistica e figurativa l’incombenza del vuoto, il senso di vertigine che l’artista tenta di riempire e ciò è reso poeticamente da “un delirio di metafore, un correre dietro alle metafore, e alla metafora delle metafore”.</p>
<p>Da questa linea di confine e dal suo superamento si muove tutta la poetica mariniana. Debitrice di Tasso, senza dubbio, ma che nel gioco di specchi e di instabilità si esprime in una visione esistenziale di fumo, sogno e ombra di orologio che scandisce la fuga del tempo, come scrive Norbert Jonard: “per capire l’anima barocca occorre, ci sembra, fare la sintesi della Bellezza, della Morte e dell’Acqua, cioè della Forma, dell’Evento e della Sostanza. Ciò che li riunisce è il Tempo”.</p>
<p>L’uomo barocco ha sentito appieno il carattere fuggitivo, l’horror vacui, dell’istante e la fragilità di tutto ciò che decorava la vita. Dietro le apparenze si cerca di nascondere il nulla, in un intervallo di tempo in cui l’uomo sperimenta l’assenza di Dio.</p>
<p>Accanto a questa scelta drammatica convive l’opzione, marcatamente edonistica di Marino. Uomo dalla vita irregolare e irrequieta (basti pensare solo alle sue incarcerazioni napoletane) che spesso e volentieri si è servito della sua raffinata abilità letteraria per ingraziarsi le corti dei potenti, dal cardinale Pietro Aldobrandini a Maria de’ Medici (si ricordi solo l’aneddoto in cui il poeta Gaspare Mutola per gelosia gli sparò inseguendolo per le vie di Torino).</p>
<p>La sua esistenza è summa di <em>divertissement</em> (probabile preludio al dannunzianesimo futuro), di sensualità e culto per l’oggetto, come testimoniano <em>La galeria</em> e l’<em>Adone</em>, grande poema ‘antinarrativo’, in cui come scrive Giulio Ferroni: “ questo esuberante repertorio del visibile (…) finisce per comunicarci una sensazione di nausea (…) il cui eccesso nasconde qualcosa di cupo e ossessivo”.</p>
<p>Non un’affettività stilizzata ma passionale, sensuale, una forma di partecipazione al fiato delle cose e la funzione conoscitiva dei sensi, nell’amore avviene il teatro e la scienza del mondo:<em> </em>&lt;&lt;E, con occhio chiuso e l’altro intento speculando ciascuno l’orbe lunare/ scorciar potrà lunghissimi intervalli/ per un picciol cannone e duo cristalli&gt;&gt; e ancora: &lt;&lt; Pallidetto mio sole,/<br />
ai tuoi dolci pallori/ perde l&#8217;alba vermiglia i suoi colori./ Pallidetta mia morte,/<br />
a le tue dolci e pallide vïole/ la porpora amorosa/ perde, vinta, la rosa&gt;&gt;, &lt;&lt; A l’aura il crin, ch’a l’auro il pregio ha tolto / sorgendo il mio bel sol del su’oriente/ per doppiar forse luce al dì nascente, / da’ suoi biondi volumi avea disciolto&gt;&gt;.</p>
<p>Sembrerebbe pertanto che la poetica mariniana si adagi su due concetti chiave: il “diletto” e la “meraviglia”, come testimonia la celebrità del suo distico, ricordato in ogni storia letteraria:” <em>&lt;&lt;</em><em>È del poeta il fin la meraviglia</em> <em>(parlo de l&#8217;eccellente, non del goffo):/</em> <em>chi non sa far stupir vada a la striglia</em>&gt;&gt;<em>. E’ una meraviglia prodotta dall’ acutezza, dalla combinazione virtuosistica, dall’affabulazione linguistica, dal modellamento dell’opera sull’encomio e dalla perizia retorica giocata sull’antitesi e sull’ossimoro, in ciò che lo stesso Jonard chiamava “narcisismo che copre un’incapacità di essere”.</em></p>
<p>Come ha analizzato in un importante e recente saggio lo studioso Emilio Russo, vi fu in Marino però una importante rivendicazione di autonomia. La scelta lessicale, l’esercizio misurato e lo sviluppo delle occasioni tendono spesso alla trasmissione di un’opera intensa e geniale, pur con i suoi limiti. Ma per superare l’immagine riduttiva, trasmessa da alcuni manuali, si potrebbe tornare alle <em>Dicerie sacre</em> (1614), dove l’ossessività del sacro si accompagni, come testimonia lo studio di Giovanni Pozzi, alla tensione religiosa al compimento, al culmine della corrispondenza umana.</p>
<p>La trasfigurazione del mito classico, la strategia dell’amplificazione di suoni e concetti sono il frutto di un’ambizione e di una misura con il suo gigante predecessore: Torquato Tasso. <em>La Gerusalemme distrutta</em>, opera incompiuta e indefinita, ne è l’esempio lampante, in cui la frammentarietà e la ossessività del sacro figurano un’epoca di transizione, una nuova temperie che cerca di elaborare materia sconfinandola ma che rimane ancorata a uno specifico realismo, nascosto ma mai eclissato.</p>
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