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	<title>Città del Monte &#187; bologna</title>
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		<title>Il cardinale Zuppi a Mosca, tra prigionieri e speranze di pace</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 15:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Petrone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Al festival Francescano di Bologna, domenica 27 Settembre, ho avuto il piacere di incontrare il Cardinale Zuppi, Arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Conosciuto soprattutto per il suo impegno nel dialogo, nella mediazione e nelle iniziative umanitarie. Uno dei passaggi più intensi e interessanti in un suo dialogo con il musicista [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Al festival Francescano di Bologna, domenica 27 Settembre, ho avuto il piacere di incontrare il Cardinale Zuppi, Arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Conosciuto soprattutto per il suo impegno nel dialogo, nella mediazione e nelle iniziative umanitarie. Uno dei passaggi più intensi e interessanti in un suo dialogo con il musicista Giovanni Allevi, è stato il suo richiamo alla necessità di mettere la vita e la cura delle persone al centro, contrapponendole alla logica della guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">L’indomani, partiva per una missione speciale di mediazione come inviato speciale del vaticano a Mosca.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-01-at-19.41.39-1.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-13749" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-01-at-19.41.39-1.jpeg" alt="WhatsApp Image 2026-10-01 at 19.41.39 (1)" width="1980" height="2048" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«Non costruiamo le armi, costruiamo gli ospedali». Queste sue parole pronunciate al Festival Francescano acquistano un significato particolare alla luce della sua missione a Mosca. Al centro del suo impegno c&#8217;è infatti la ricerca di uno spazio di dialogo, anche nei momenti più difficili, con l&#8217;obiettivo di mettere al primo posto le persone coinvolte nella guerra: i prigionieri, i bambini separati dalle famiglie, i civili e quanti attendono il ritorno dei propri cari.</p>
<p style="text-align: justify;">La missione del cardinale Matteo Zuppi a Mosca si è conclusa il 30 settembre 2026, dopo tre giorni di incontri. È stata la sua terza visita in Russia, dopo quelle del giugno 2023 e dell’ottobre 2024.</p>
<p style="text-align: justify;">La missione si è sviluppata attraverso alcuni punti salienti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Prigionieri di guerra</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Zuppi ha visitato un campo di detenzione russo e ha incontrato soldati ucraini prigionieri, portando loro la vicinanza di papa Leone XIV. Ha auspicato che la visita contribuisca a incentivare nuovi scambi di prigionieri.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Bambini ucraini e ricongiungimenti familiari: il Vaticano punta a rafforzare e accelerare le verifiche per permettere il ritorno dei minori alle proprie famiglie.</li>
<li>Persone scomparse e questioni umanitarie: questi temi sono stati discussi nei colloqui con le autorità russe.</li>
<li>Colloqui politici: Zuppi ha incontrato anche Yuri Ushakov, consigliere di Vladimir Putin per la politica estera.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">È importante però distinguere la missione umanitaria del Vaticano da una vera e propria trattativa di pace: dalle informazioni disponibili, il focus concreto di questa visita è stato soprattutto sui dossier umanitari: prigionieri, bambini, dispersi e famiglie, nel tentativo di mantenere aperto un canale di dialogo.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei risultati concreti della missione evidenziato dagli osservatori, sembra essere il mantenimento e l&#8217;ampliamento del canale umanitario tra Vaticano, Russia e Ucraina. È significativo che Zuppi abbia potuto entrare in contatto direttamente con prigionieri ucraini: a luglio aveva visitato in Ucraina prigionieri russi, creando una sorta di reciprocità del canale umanitario.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul piano della pace vera e propria, invece, bisogna essere prudenti: la missione di Zuppi resta formalmente soprattutto umanitaria, anche se l&#8217;incontro con Ushakov ha avuto una dimensione politica. Parallelamente, papa Leone XIV ha chiesto nuovamente a Russia e Ucraina di sedersi al tavolo e cercare una soluzione attraverso il dialogo.</p>
<p style="text-align: justify;">Da Bologna a Mosca, il messaggio di Zuppi resta lo stesso: la pace non è una parola astratta, ma un impegno concreto per salvare vite, ricomporre famiglie e non lasciare che il dialogo venga cancellato dalla guerra.</p>
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