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	<title>Città del Monte &#187; Cristianesimo</title>
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		<title>Allegria, il nome del cristianesimo. Un libro di monsignor Matino</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 17:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmine Matarazzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’allegria di Gennaro Matino EDB Bologna 2018 pp. 100 euro 8,00   È un volume agile quello di Gennaro Matino, L’allegria (EDB, Bologna 2018, pp. 100, euro 8,00), tanto che si tiene facilmente in tasca, quasi un vademecum, o meglio una bussola per orientarsi nella “vitalità” del cristianesimo, molto spesso spenta e atrofizzata, quasi mortificata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L’allegria</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Gennaro Matino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>EDB</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna 2018 </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pp. 100 </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>euro 8,00</strong></p>
<p style="text-align: justify;">  <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Allegria1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11965" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Allegria1.jpg" alt="allegria" width="729" height="413" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È un volume agile quello di Gennaro Matino, <em>L’allegria</em> (EDB, Bologna 2018, pp. 100, euro 8,00), tanto che si tiene facilmente in tasca, quasi un <em>vademecum</em>, o meglio una bussola per orientarsi nella “vitalità” del cristianesimo, molto spesso spenta e atrofizzata, quasi mortificata dalla “paura” della gioia, ovvero dell’<em>allegria evangelica</em>. È questa la tesi di fondo del libro pubblicato circa quattro anni fa del teologo Gennaro Matino convinto della necessità, o meglio dell’urgenza di rinnovare non solo i codici comunicativi verbali e non del cattolicesimo, ma auspica anche una radicale revisione dei linguaggi, cioè dei contenuti della catechesi, della liturgia, della predicazione. Un passo necessario e determinante per il presente e il futuro della fede cristiana è quello di imparare nuovamente il <em>kerygma</em>, il coraggio dell’annuncio: <em>il Dio cristiano è il Dio della gioia e della vita </em>(p. 80).</p>
<p style="text-align: justify;">L’annuncio della vita contrasta con il dilagare delle cattive notizie, con la diffusione sempre più massiccia di esperienze di misera e di abbandono, di povertà e di dolore, di morte e di devastazione. Se di vita si tratta, il cristianesimo, come già osservava Giacomo Leopardi, deve esonerarsi da qualsiasi forma di chiusura, rifiutando risolutamente atteggiamenti vittimistici, intimistici e perfino autolesionisti. In altri termini, in cristianesimo non può essere sinonimo di “paura”, né è la religione delle lacrime, o della tristezza. La fede in Cristo è in realtà una vera <em>rivoluzione del cuore</em> e come tale annuncia la vita, la resurrezione dai morti, la vita del mondo che ancora è attesa come compimento dell’Amore di Dio per l’intera creazione. «Se la descrizione dell’uomo sofferente e la denuncia del male non sono accompagnate dall’annuncio pasquale della gloria finale, della gioia e della pace, vana sarebbe la nostra fede (cf. 1Cor 15,14)» (pp. 81-82).</p>
<p style="text-align: justify;">Per Matino è inconcepibile un cristianesimo ripiegato su se stesso, quasi religione “dell’infelicità necessaria”, chiusa al sicuro dei freddi marmi delle chiese, dei volti stereotipati delle statue dei santi inespressive di gioia evangelica, soggetti ricurvi nella propria sofferenza esibita come modello esclusivo di salvezza. Il cristianesimo non è la religione dei vinti, ma dei discepoli che sono stati amati nella gioia più sincera (cf. 11). Eppure <em>evangelizzare</em> è sinonimo di <em>letizia e non di tristezza</em>, scrive l’autore. Lo stesso mandato missionario è accompagnato dallo stesso sussulto di “Allegria” della Vergine Maria e del suo grembo e di quello di Elisabetta nel momento del loro incontro. In questa prospettiva, la stessa missione è uno slancio di Allegria, finalizzato a vivere l’esistenza in una dimensione della riconciliazione e della vita. La morte, dopo la resurrezione di Cristo, è nascita alla nuova vita e, nonostante la fatica per il distacco, il cristiano annuncia la gioia dell’incontro con il Redentore per chi lascia questa terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Matino, spesso il cristianesimo ha proibito il sorriso a vantaggio di una concezione cupa e fredda delle relazioni tra gli uomini, tra loro e con Dio, difendendo la “sacralità della morte” a scapito della <em>vera sacralità</em>, quella della vita (cf. pp. 11-57). Se si pensa al modo di stare insieme dei cattolici, al loro modo di pregare, di conversare si potrebbe correre il rischio di travisare il messaggio evangelico come <em>fuga mundi</em> ed avallare magari ancora una volta uno stile di vita ispirato all’ideale platonico, piuttosto che a quello insegnato e vissuto da Gesù. «Sarà un caso, ma spesso le nostre liturgie, le nostre assemblee, le nostre preghiere sono tristi, aperte più alla commiserazione, alla compiacenza del negativo, che alla formidabile vittoria del Risorto» (p. 20). Una prospettiva quindi che rasenta la depressione e coltiva la disperazione. Tale dimensione non è la fede cristiana, ribadisce l’autore. La fede cristiana è piuttosto ciò che riscalda con la gioia, «perché credo che in Dio ci sia allegria, serenità, pace» (p. 21).</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in questo momento così cruento, i discepoli del Nazareno esprimono Allegria, perché la morte è stata sconfitta dalla Vita. L’entusiasmo dei discepoli è ormai il motore unico che li porta, dopo la morte di Cristo e la discesa dello Spirito Santo, ad andare per il mondo a testimoniare con la <em>vita </em>e con le <em>parole </em>l’<em>allegra notizia</em>, risuonata in ogni momento della storia della salvezza e culminata nell’annuncio alla Vergine ragazza di Nazareth: <em>rallegrati! </em>Essi non sono più pavidi fuggiaschi, ma coraggiosi testimoni della speranza, ricolmi della gioia della vita che li spinge a non lasciare più ormeggiare le loro barche, ma finalmente prendono il largo del mondo per portare a tutti la rivoluzione della gioia, realizzata con l’incarnazione di Dio in Gesù di Nazareth, il figlio di Giuseppe e di Maria. Infatti, «la vera rivoluzione, nata dalla croce-resurrezione di Cristo, è la strategia delle beatitudini, che si conquista con grade sacrificio e impegno, ma concreta, realizzabile e aperta a tutti» (p. 88).</p>
<p style="text-align: justify;">L’incontro con Cristo genera una relazione “inaudita” e inaugura la novità di rapporti improntati su incontri generativi aperti alla festa, alla novità. Questa prospettiva supera ogni limitazione e chiusura oppressa dalla logica del lutto, spesso «strumentalizzazioni clerico-ideologiche» (p. 52), a vantaggio dell’operosità di Allegria, che è Cristo stesso. Egli si è incarnato per amore, solo per amore non costretto da niente e da nessuno, neanche dal peccato, ed è morto per la logica di oppressione e di devastazione degli esseri umani, vittime della tristezza del peccato di origine, ma non schiacciati sotto il suo peso. Ecco la redenzione operata da <em>Allegria</em>, che è armonia e vita. La resurrezione di Cristo infatti porta la storia ad essere operosa verso la <em>parusia</em>, la gioia dell’incontro redentivo. «Ritornare a parlare della speranza futura è l’unico impegno possibile per ridare alla morte il suo posto nella vita e per dare alla vita la verità del suo percorso. È rendere finalmente giustizia alla bellezza del creato e per un sorriso, un sorso di allegria, ricominciare il percorso dal verso giusto, sicuri che nella gioia e nel dolore il Signore è sempre con noi: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20)» (p. 100).</p>
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		<title>Crisi del sacro e dibattito sulla secolarizzazione</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2020 18:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmine Matarazzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fine corsa. La crisi del cristianesimo come religione confessionale di Luca Diotallevi EDB Bologna 2017 pp.272 euro 23,00 Il fenomeno della secolarizzazione in Occidente ha sicuramente interessato l’ambito religioso e in particolare il cristianesimo, come sottolinea una delle tante pubblicazioni del sociologo Luca Diotallevi dell’Università di Roma Tre nel volume Fine corsa. La crisi del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Crisi-del-sacro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11995" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Crisi-del-sacro.jpg" alt="crisi-del-sacro" width="1009" height="1649" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fine corsa. La crisi del cristianesimo come religione confessionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Luca Diotallevi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>EDB</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna 2017</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pp.272</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>euro 23,00</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il fenomeno della secolarizzazione in Occidente ha sicuramente interessato l’ambito religioso e in particolare il cristianesimo, come sottolinea una delle tante pubblicazioni del sociologo Luca Diotallevi dell’Università di Roma Tre nel volume <em>Fine corsa. La crisi del cristianesimo come religione confessionale</em>, pubblicato dalle EDB di Bologna (2017). Sebbene questo libro abbia già compiuto qualche anno, l&#8217;analisi che contiene è tuttora valida e può efficacemente illuminare le problematiche nei nostri tempi. Tuttavia, va tenuto presente che essa è stata suscettibile di altre interpretazioni; ad esempio, da un punto di vista politico, la secolarizzazione ha rappresentato per molti il tramonto delle ideologie. Infatti, insieme al contesto più specificamente religioso e sacrale, essa tende a mettere in crisi anche il settore laico, si pensi allo stato, o ai grandi partiti e movimenti di massa, che la categoria della secolarizzazione ritiene assolutamente inadeguati a rappresentare il centro sacrale nella storia del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure a partire dagli anni Sessanta, la centralità della categoria della secolarizzazione, in relazione all’interpretazione del passaggio dal Medioevo al mondo moderno e all’analisi delle dinamiche della società contemporanea, subisce un processo di destrutturazione critica. Da un lato, vi è stato chi ha messo in dubbio la valenza euristica della “metafora” della secolarizzazione di fronte alla complessità dell’epoca moderna. Dall’altro si è messo in evidenza l’emergere di valori “post-materialistici”, che agiscono all’interno dei nuovi spazi sociali propri delle società industriali avanzate, in cui il soggetto intraprenderebbe un percorso di ridefinizione della propria identità supportato da un maggior livello di integrazione comunitaria, all’interno di nuove dimensioni simboliche.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli anni Ottanta si assiste all’affermarsi sempre più preponderante di un fenomeno di affatto trascurabile importanza. Diverse tradizioni religiose in tutto il mondo, dal fondamentalismo islamico alla cattolica teologia della liberazione, cominciano ad uscire dalla sfera privata e ad interagire con quella pubblica. Quella che si va delineando con chiarezza è una sorta di “deprivatizzazione” della religione. Ad attribuire particolare rilievo alla questione è il fatto che non si tratta di banale e sterile <em>revival </em>religioso, ma di vere e proprie prese di posizioni assunte da religioni pubbliche.</p>
<p style="text-align: justify;">Le istituzioni religiose tradizionali tornano dopo secoli a sfidare le forze politiche, sociali e culturali dominanti, mettendo in discussione la neutralità dello stato rispetto ai valori e la distinzione tra etica pubblica ed etica privata. In sostanza, la secolarizzazione della società, quello che sembrava un obiettivo raggiunto, una certezza consolidata della modernizzazione, torna sorprendentemente in questione.</p>
<p style="text-align: justify;">In quest’ultimo frangente di secolo, quattro processi apparentemente indipendenti, ma quasi simultanei, hanno contribuito a generare il dibattito pubblico sulla problematica religiosa: la rivoluzione islamica in Iran, il movimento di Solidarnosc in Polonia, il ruolo del cattolicesimo nella rivoluzione sandinista e in altri conflitti politici latinoamericani, il prepotente risveglio del fondamentalismo protestante negli Stati Uniti. Secondo José Casanova, docente di Sociologia nella New School for Social Research di New York, la fine dell’ultimo millennio e l’inizio del nuovo risultano vistosamente segnati da una cospicua ripresa di conflitti, in cui la religione svolge un ruolo di primo piano (basti pensare alle vicende dell’ex Jugoslavia). Il contributo che la chiesa ha dato sul piano sociale e storico è indiscutibile; per rendersene conto è sufficiente volgere il pensiero al contributo enorme che essa ha dato in momenti storici di importanza epocale, come il crollo del muro di Berlino o lo smantellamento dell’ex Unione Sovietica.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto anche nelle ultra secolarizzate società occidentali la voce delle tradizioni religiose è tornata ad influenzare intensamente la scena pubblica. Probabilmente, la società occidentale muove i primi passi verso una nuova epoca in cui le religioni sfideranno la legittimità e l’autonomia delle sfere secolari primarie, ovvero lo stato e l’economia di mercato. Al di là di quanto sostengono, senza alcun fondamento, i teorici della secolarizzazione, questa è la dimostrazione chiarissima di come non sia in atto alcun arretramento della religione e in particolare della chiesa cattolica, né sul piano politico, né su quello sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito, che è oggettivamente ancora in evoluzione, sulla “crisi del sacro” in età contemporanea in rapporto cristianesimo, registrato tra gli anni ’60 e ’80 del XX secolo ha evidenziato molti aspetti del rapporto logorato tra società e cristianesimo in Occidente. Tutto il dibattito ha voluto verificare l’ipotesi iniziale e cioè se crisi del sacro e secolarizzazione esistesse realmente un rapporto sul piano dei fatti storici, oltre che sul piano dialettico e teologico.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le religioni del mondo di fronte alla pandemia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 15:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/IMG-20200630-WA0024.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12672" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/IMG-20200630-WA0024.jpg" alt="img-20200630-wa0024" width="1600" height="900" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Parterre</em> ricco di ospiti per la puntata del 26 giugno del programma televisivo teologico <strong>È scesa la sera?</strong>, prodotto dalla sezione San Tommaso d&#8217;Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, in onda sull&#8217;emittente nazionale Padre Pio TV (canale 145), alle ore 19.15. Una puntata speciale, in cui al centro delle riflessioni vi è stato il dialogo religioso, marchio di fabbrica per la facoltà teologica di Capodimonte, da sempre attenta all’approfondimento ecumenico. In collegamento, insieme agli autori, i teologi <strong>Michele Giustiniano</strong> e <strong>Carmine Matarazzo</strong>, la scrittrice, attrice e regista ebrea <strong>Miriam Camerini</strong>, la biblista e pastora evangelica <strong>Lidia Maggi</strong>, l’Imam di Milano e presidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana <strong>Yahya Pallavicini</strong>, la massima autorità della Chiesa Taoista d’Italia, il reverendo prefetto <strong>Li Xuan Zong,</strong> il filosofo, docente e sacerdote cattolico <strong>don Antonio Ascione</strong>, il teologo, docente e direttore del Centro Studi Francescani per il dialogo interreligioso, <strong>padre Edoardo Scognamiglio</strong>, la presidente dell’amicizia ebraico-cristiana di Napoli, <strong>Lucia Antinucci</strong>. La via delle religioni, via del dialogo e della pace, in cui le differenze diventano, non solo per una serata, fonte di arricchimento e dimostrazione che le distanze non vanno vissute come spazio di conflitto, ma spazi da riempire di toni reciproci.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il ruolo delle varie religioni nel tempo della tempesta</strong> – Ciascuna religione ha elaborato risposte per interpretare una realtà improvvisa ed inaspettata che ha sconvolto le vite di tutti, e che hanno portato ad un miglioramento al fine di combattere il virus. All’inizio della pandemia dopo le prime restrizioni del governo, valide anche per le comunità religiose, il divieto di frequentare chiese, moschee, sinagoghe e luoghi di culto, è stato vissuto come una mancanza di laicità dello Stato nei confronti delle religioni e di ingerenza forzata dello Stato negli affari delle confessioni religiose. Ne è scaturita una sorta di delusione e frustrazione. Lo stesso Pontefice ha invitato tutti alla comprensione del momento inatteso e tanto grave e al rispetto delle regole. Tutte le celebrazioni e i riti religiosi sono stati vissuti in maniera virtuale, ma per nessuno è stata la stessa cosa: «<em>L’anima di una comunità è la comunità stessa. Quando si sono riprese le celebrazioni ho provato una grande emozione, malgrado il supporto virtuale, la possibilità di vedersi, di condividere anche una paura è tutta un’altra cosa. Tutte le comunità hanno provato il bisogno di condividere una fede. Se vogliamo incontrare dio, dobbiamo incontrarci tra di noi</em>», ha detto padre <strong>Edoardo Scognamiglio</strong>. Tutti i rappresentanti delle religioni del mondo dedicate alla promozione della pace e del dialogo interreligioso, in questo periodo, hanno riconosciuto il pontefice come un punto di riferimento. Ne è scaturito un unico bisogno di religioni che rafforzino la “voglia di comunità” e di solidarietà. Pallavicini: «Nelle moschee vi è un marcato richiamo alla preghiera, oggi dopo il coronavirus, più che in passato. Pregare è casa. Durante il periodo in cui la Mecca è stata chiusa, ed è prevalso l’isolamento, si è ricercata la salute nella preghiera, sacrificando la preghiera comunitaria», l’Imam <strong>Yahya Pallavicini.</strong> La pandemia ha rappresentato la via al rafforzamento dei rapporti umani, anche tra le diverse religioni, in maniera virtuale: « impossibilitati di effettuare la pratica collettiva, ci siamo preoccupati di non far mancare la presenza comunitaria tramite il web», ha detto il reverendo prefetto <strong>Li Xuan Zong</strong>. Ed ecco che, nel tempo vissuto al di fuori dal tempo, «le Chiese della riforma hanno reagito vivendo la crisi, riflettendo, nel momento in cui non si è data la possibilità di incontrarsi, cosa significa essere comunità», nella riflessione della pastora evangelica <strong>Lidia Maggi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/IMG-20200630-WA0025.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12673" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/IMG-20200630-WA0025.jpg" alt="img-20200630-wa0025" width="1600" height="900" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le sacre scritture rievocate</strong> &#8211; Chi ha pensato all’attuale epidemia, con le storie narrate nelle scritture sacre? Eppure sembra che i racconti biblici, rievocano proprio le grandi epidemie che hanno attraversato quell’epoca. Dalle antiche scritture apprendiamo le tragedie passate e le ribaltiamo in tempi moderni sino a giungere alla attualità che viviamo. Non dimentichiamo, dunque, che la storia è maestra di vita e la ciclicità è nel nostro destino. Il messaggio biblico, sta a significare che tutto si può ripetere: quanto successo allora, è successo anche oggi. La cultura, la storia, rappresentano elementi dai quali bisogna trarre la dovuta esperienza.  Don <strong>Antonio Ascione</strong>: «<em>È stata messa a nudo la fragilità dell’uomo, e nasce spontanea la domanda di perché Dio ha permesso tutto questo, Dio che ha tanto amato il mondo da mandare il suo unico figlio unigenito, presentato come l’inviato del Padre pieno di potenza straordinaria, in grado di curare gli ammalati. Nel cristianesimo troviamo, non una risposta al male e al dolore, ma un Dio che fascia le piaghe del popolo</em>». Nella lettura delle Scrittura, se anche le si vogliano proiettare al presente, è, dunque, detto tutto ciò che è necessario per la salvezza, e vi sono espresse chiaramente le indicazioni per porsi in modo giusto di fronte agli altri. l’Imam <strong>Yahya Pallavicini</strong>: «<em>Il Corano è stato oggetto di una reinterpretazione di trattati teologici, in cui ci sono opere chiamate “la medicina del profeta“, dove si cerca di commentare i segni di Dio anche in momenti di prova: in ogni malattia e in ogni prova c’è un rimedio e l’uomo deve sforzarsi di affrontare, cercando la cura, senza lasciarsi abbandonare dal dolore».</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Una pandemia cambia l’umanità</strong>? &#8211; In questi mesi, abbiamo assistito alla comparsa di slogan e frasi fatte più o meno costruite sulla semplificazione: da “<em>andrà tutto bene</em>” a “<em>non sarà come prima</em>”. Queste espressioni possono non soddisfare gli appetiti di tutti ma una domanda di fondo viene posta in maniera diretta: la comparsa di un virus modifica una civiltà? Con tutto quello che un cambiamento può comportare in termini esistenziali, psicologici. il professore <strong>Carmine Matarazzo</strong> ritiene che «<em>Vi è una speranza riposta: non lasciamo che questo tempo vada sprecato, come ci ha esortato papa Francesco; c’è bisogno di fare storia, perché siamo facili a dimenticare, perché gli insegnamenti poco servono se non li teniamo come memoria per vivacizzare il presente e il futuro</em>».Tutti ci chiediamo cosa cambierà nel nostro e altrui stile di vita al termine della pandemia. Sicuramente stiamo imparando che il nuovo slogan dovrà essere quello del “<em>prendersi cura</em>”, prima ancora che cominciare a curare. Prendersi cura di tutto e di tutti. Sarà un’opera virtuosa per non farci ammalare d’individualismo e di autosufficienza, quanto piuttosto contagiare di attenzioni, di solidarietà e altruismo. «<em>Certamente possiamo dire che siamo tutti insieme su questo mondo e questo ci fa capire che dobbiamo avere cura gli uni degli altri, indipendentemente dal proprio credo. Avendo cura di te in qualche modo ho anche cura di me stesso</em>», don <strong>Antonio Ascione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/IMG-20200630-WA0026.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12674" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/IMG-20200630-WA0026.jpg" alt="img-20200630-wa0026" width="1600" height="900" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Fin dal primo istante&#8221;, un ritiro per vivere l&#8217;Avvento</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 19:11:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La comunità cristiana di Cercola va in ritiro per l&#8217;Avvento. Andare in ritiro potrebbe apparire, di primo acchito, una scelta anacronistica, eppure mai come di questi tempi le persone hanno bisogno di un momento di distacco per poter riflettere sul senso dell&#8217;esistenza. Staccarsi dal caos delle città, fare una fuga dal tran tran della vita quotidiana, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/11/WhatsApp-Image-2019-11-11-at-14.49.51.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-12332" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/11/WhatsApp-Image-2019-11-11-at-14.49.51.jpeg" alt="Ritiro di Avvento" width="1600" height="1131" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La comunità cristiana di Cercola va in ritiro per l&#8217;Avvento. <strong>Andare in ritiro</strong> potrebbe apparire, di primo acchito, una scelta anacronistica, eppure mai come di questi tempi le persone hanno bisogno di un momento di distacco per poter riflettere sul senso dell&#8217;esistenza. Staccarsi dal caos delle città, fare una <strong>fuga dal tran tran</strong> della vita quotidiana, prendere una pausa dalla continua corsa al soddisfacimento (sacrosanto) delle esigenze materiali personali e della famiglia per dedicarsi alla crescita spirituale, all&#8217;arricchimento personale, all&#8217;intelligenza della fede.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo ha ben capito <strong>don Enzo Lionetti</strong>, parroco della comunità Immacolata Concezione di Cercola, che, in occasione dell&#8217;inizio del <strong>Tempo di Avvento</strong>, ha organizzato, per tutti i membri della comunità parrocchiale e per chiunque voglia unirsi a loro, <strong>una giornata di ritiro presso il convento</strong> delle Suore Compassioniste in via Cappelli 91 a Pollena Trocchia (NA).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Fin dal primo istante</em></strong> è il titolo scelto per questo momento di riflessione sul <strong>dogma dell&#8217;Immacolata</strong> Concezione, che sarà guidato da <strong>Lorella Parente</strong>, giovane teologa e docente specializzata in dogmatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ritiro avrà<strong> inizio alle ore 10</strong> del <strong>1 dicembre</strong> e terminerà nel <strong>pomeriggio</strong> dello stesso giorno. Un&#8217;occasione da non perdere per chiunque avverta il bisogno di un momento di riflessione, confronto e arricchimento interiore per vivere nel migliore dei modi il Tempo di Avvento.</p>
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		<title>Al lavoro nel dialogo, per il sogno dell’Unità dei Cristiani</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 19:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/11/WhatsApp-Image-2019-11-04-at-21.57.29.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-12318" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/11/WhatsApp-Image-2019-11-04-at-21.57.29.jpeg" alt="whatsapp-image-2019-11-04-at-21-57-29" width="1600" height="777" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con la relazione del comitato di presidenza, letta dal pastore Antonio Squitieri, presidente uscente, ha preso il via lo scorso lunedì pomeriggio, presso la sede della Conferenza Episcopale Campana, a Pompei, l&#8217;assemblea del Consiglio Regionale delle Chiese Cristiane della Campania (CRCCC), riunitasi per l’elezione del nuovo direttivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel presentare un «bilancio complessivo positivo», il pastore Squitieri ha evidenziato soprattutto le iniziative &#8211; «poche, ma tutte ben riuscite» &#8211; portate avanti nell’ultimo anno al CRCCC. Tra queste, particolare attenzione è stata dedicata al ciclo di incontri di formazione sull’ecumenismo denominato Lunedì di Capodimonte, organizzato presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale con la collaborazione della stessa istituzione accademica e giunto quest’anno alla sua terza edizione, dopo i grandi successi delle due precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine delle operazioni per l&#8217;elezione del nuovo Comitato di Presidenza, Padre Edoardo Scognamiglio (cattolico) è risultato eletto come nuovo Presidente del CRCCC e sarà affiancato da Elisabetta Kalampouka Fimiani (ortodossa) nel ruolo di vicepresidente, mentre il pastore luterano Paolo Poggioli (evangelico) è stato designato nel ruolo di Segretario. Il nuovo comitato e i delegati presenti hanno voluto tributare unanimemente un plauso al presidente uscente Antonio Squitieri, ringraziandolo profondamente per l’operato svolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il neo presidente Padre Edoardo Scognamiglio, docente presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e direttore del Centro Studi Francescani per il Dialogo Interreligioso e le Culture, è un teologo di fama da lungo tempo impegnato a livello accademico e pastorale nell’ecumenismo e nel dialogo interreligioso, ambiti nei quali è anche autore di numerose e prestigiose pubblicazioni. A lui, al comitato di presidenza, ai nuovi portavoce delle aree confessionali (Michele Giustiniano, Elisabetta Kalampouka e Franco Mayer) e a tutti i delegati sono giunti in questi giorni messaggi di auguri da parte dei fedeli di tante comunità cristiane della Campania.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/11/WhatsApp-Image-2019-11-04-at-21.57.28.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-12319" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/11/WhatsApp-Image-2019-11-04-at-21.57.28.jpeg" alt="whatsapp-image-2019-11-04-at-21-57-28" width="1600" height="777" /></a></p>
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		<title>La Via della Sapienza tra Cristianesimo e Taoismo. A Capodimonte un primato europeo</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 15:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Gravina]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se Napoli è da sempre capitale di dialogo tra popoli e culture, la collina di Capodimonte ne è certamente il cuore vivo e pulsante. Ancora una volta, infatti, grazie all’impegno di teologi ed esperti, nella nostra città si scriverà una pagina di storia del dialogo tra le religioni: per la prima volta in Europa, sarà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/SAPIENZA_CRISTIANESIMO_TAOISMO.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12180" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/SAPIENZA_CRISTIANESIMO_TAOISMO.jpg" alt="sapienza_cristianesimo_taoismo" width="613" height="344" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se Napoli è da sempre capitale di dialogo tra popoli e culture, la collina di Capodimonte ne è certamente il cuore vivo e pulsante. Ancora una volta, infatti, grazie all’impegno di teologi ed esperti, nella nostra città si scriverà una pagina di storia del dialogo tra le religioni: per la <strong>prima volta in Europa</strong>, sarà celebrato un convegno interreligioso e internazionale sul tema della Sapienza tra cristianesimo e taoismo. Venerdì <strong>7 giugno 2019</strong>, a partire dalle <strong>ore 10</strong>, presso la sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM), a Napoli in viale Colli Aminei 2, avrà luogo il convegno <strong>La Via della Sapienza. Il dialogo tra cristiani e taoisti. Le religioni al servizio dell’umanità</strong>, organizzato dalla stessa Facoltà in collaborazione con la Chiesa Taoista d’Italia e con il Centro Studi Francescani per il dialogo interreligioso e le culture.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’incontro, ancor più significativo perché realizzato a pochi giorni dall’arrivo in città di <strong>Papa Francesco</strong> per prendere parte proprio ad un convegno della Facoltà sulla teologia nel contesto del Mediterraneo, sarà aperto al pubblico e prevede gli interventi di illustri relatori provenienti da cinque nazioni e due continenti, tra i quali: monsignor Gaetano <strong>Castello</strong>, preside della PFTIM, don Francesco <strong>Asti</strong>, vice preside della PFTIM e decano della sezione San Tommaso d’Aquino, don Antonio <strong>Ascione</strong>, docente di filosofia presso la PFTIM, padre Edoardo <strong>Scognamiglio</strong>, docente di teologia presso la PFTIM e direttore del Centro Studi Francescani per il dialogo interreligioso e le culture, il reverendo M° Fenglin Zhang, segretario generale dell’associazione taoista di <strong>Cina</strong>, la dottoressa Karine Martin, presidente dell’associazione taoista di <strong>Francia</strong>, il dottor Pedro G. Murcia Casas, vice presidente dell’associazione taoista di <strong>Spagna</strong>, la dottoressa Lee Ziling, vice segretario della Taoist Mission di <strong>Singapore</strong>, il dottor Vincenzo di Ieso, prefetto generale della <strong>Chiesa Taoista d’Italia</strong>, moderati dal professor Michele <strong>Giustiniano</strong>, teologo specializzato in ecumenismo e dialogo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">«Siamo in cammino verso la realizzazione di una fraternità universale – ha dichiarato <strong>padre Edoardo Scognamiglio</strong> – in cui l’amore, il dialogo, l’accoglienza e il rispetto tra popoli, culture e religioni favoriscono l’incontro tra le differenze e ci educano alla possibilità di leggere ogni diversità come risorsa e dono e non quale pericolo per la propria identità. In questo percorso di pedagogia del Dialogo si inserisce questa giornata di convegno interreligioso sulla Via della Sapienza tra Oriente ed Occidente».</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta, dunque, di un appuntamento imperdibile non solo per i cristiani e i taoisti della città, ma per tutti coloro che credono nel valore del <strong>dialogo</strong> e della <strong>pace</strong> nella costruzione della società.</p>
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		<title>Il dono della fraternità universale</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 10:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Celebrato il miracolo della fraternità universale, vissuto nell’incontro e nel dialogo: sulla collina di Capodimonte, alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, sezione san Tommaso d’Aquino in Napoli, nella mattina del 3 aprile 2019, ha avuto luogo l’evento Francesco e il Sultano, convengo interreligioso organizzato dall’Istituto di Cristologia con la collaborazione del Centro Studi Francescani per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_101615.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12138" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_101615.jpg" alt="dialogo_interreligioso_cristiano_islamico" width="4032" height="1960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Celebrato il miracolo della fraternità universale, vissuto nell’incontro e nel dialogo: sulla collina di Capodimonte, alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, sezione san Tommaso d’Aquino in Napoli, nella mattina del 3 aprile 2019, ha avuto luogo l’evento <strong><em>Francesco e il Sultano</em></strong>, convengo interreligioso organizzato dall’<strong>Istituto di Cristologia </strong>con la collaborazione del Centro Studi Francescani per il dialogo interreligioso e le culture. Incontro progettato nell’ambito del laboratorio <strong>Fede-Ragione-Religioni</strong>, per riflettere sul significato storico-teologico dell’ospitalità di Al Malik e sulle radici spirituali nonché mistiche della propensione francescana all’accoglienza. Aula gremita, partecipanti immersi in un evento passato, vissuto ancora nel presente e proiettato nel futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il fatto storico</strong> &#8211; Nel 1219, ovvero nel pieno della quinta crociata, Francesco d’Assisi si imbarcò ad Ancona per raggiungere l’Egitto e la Palestina, ottenendo dal legato pontificio Pelagio Galvani il permesso di entrare disarmato nell’accampamento saraceno. Scopo di tale impresa, tanto assurda apparentemente, era quello di incontrare il Sultano, predicargli il Vangelo e far cessare le ostilità. Francesco fu ricevuto con grande cortesia ed ebbe con Al-Malik Al-Kamiluna lunga conversazione. Anche se non produsse gli effetti sperati dal Serafico Padre, quell’incontro divenne presto emblema del dialogo interreligioso, dando vita ad una vera e propria tradizione di dialogo cristiano-islamico che ai nostri giorni è ancora e quanto mai attuale, come dimostrano i più recenti viaggi di Papa Francesco, che di questa tradizione è grande interprete.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>L’incontro </strong>- La mattinata di studi ha visto gli interventi del professore <strong>don Antonio Ascione</strong>, docente di filosofia presso la PFTIM, del professore <strong>padre Edoardo Scognamiglio</strong>, docente di teologia presso la PFTIM, dell’<strong>Imam Yahya Pallavicini</strong> presidente della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana) e del <strong>dottor Massimo Abdallah Cozzolino</strong>, segretario generale della CII (Confederazione Islamica Italiana), moderati dal professore <strong>Michele Giustiniano</strong>, giovane teologo e giornalista culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Padre Edoardo Scognamiglio</strong>: «<em>Il dialogo tra cristiani e musulmani è fatto nel nome dell’amore fraterno, ma anche in una visione teologica, perché Dio è padre e madre di tutti. Francesco considera il viaggio una ispirazione divina, si reca dal Sultano animato dalla buona volontà di incontrarlo… un incontro con l’altro che rappresenta anche la cura dell’altro: “nel mentre incontro l’altro, sono guarito”. Francesco, in questo suo viaggio, è testimone di amore e verità, in cui l’amore rappresenta il principio veritativo della nostra fede. Francesco, uomo pacifico che pacifica, uomo riconciliato che riconcilia</em>».</p>
<div id="attachment_12139" style="width: 1569px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_095041.jpg"><img class="size-full wp-image-12139" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_095041.jpg" alt="Padre Edoardo Scognamiglio" width="1559" height="1820" /></a><p class="wp-caption-text">Padre Edoardo Scognamiglio</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>don Antonio Ascione</strong>: «<em>Attraverso gli insegnamenti di papa Francesco portiamo la nostra attenzione alla categoria dell’incontro; la Chiesa non è solo parola, ma anche mani; se vogliamo vivere in questo mondo, dobbiamo convivere, lo stesso pontefice ci richiama a una idea di fraternità. Nella “Laudato sii” la fraternità si accompagna a tutto il mondo. Occorre sentire che abbiamo bisogno gli uni degli altri… “ho bisogno di te”. Se la Chiesa è nel mondo, è perché deve essere strumento di verità</em>».</p>
<div id="attachment_12140" style="width: 1673px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_100551.jpg"><img class="size-full wp-image-12140" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_100551.jpg" alt="don Antonio Ascione" width="1663" height="1982" /></a><p class="wp-caption-text">don Antonio Ascione</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Massimo Abdallah Cozzolino</strong>: «<em>Nel corso del tempo, i combattimenti sono stati interpretazioni della conquista della Terra Santa. Le crociate possono essere viste come propagazione della fede, o come guerre per la difesa della fede. Al viaggio di Francesco bisogna dare un senso di fattualità: la collocazione degli eventi, la bellezza dell’incontro delle identità… non un pathos delle distanze ma delle vicinanze, date dalla presenza. Un incontro segnato dalla forza, dal coraggio e dall’audacia di manifestare la propria identità, con al centro l’elemento dell’accoglienza</em>».</p>
<div id="attachment_12141" style="width: 1970px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_103119.jpg"><img class="size-full wp-image-12141" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_103119.jpg" alt="Massimo Abdallah Cozzolino" width="1960" height="4032" /></a><p class="wp-caption-text">Massimo Abdallah Cozzolino</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Imam Yahya Pallavicini:</strong> «<em>L’intenzione di Francesco è quella di convergere verso Gerusalemme e testimoniare la cristianità. Ma Francesco aveva così tanto coraggio? Le cronache su cosa si sia detto col Sultano mancano, ma immaginiamo che di fronte al suo testimoniare la cristianità, il Sultano sia rimasto sorpreso. Ci troviamo di fronte a una prova di forza di fede, determinante a segnare una reciprocità: in entrambi assistiamo ad una spoliazione delle proprie radici. Francesco testimonia la cristianità, il Sultano conduce una vita impregnata nella preghiera e nella contemplazione. Al suo ritorno dal viaggio, i frati stentano a riconoscere Francesco: prima di partire, egli riesce ad addomesticare il lupo, al rientro, riesce a parlare con gli uccelli. È un incontro di convergenza, segnato dal superamento di una dimensione di servizio, alla ricerca di una dimensione spirituale. Un incontro capace di riportare le parti ad una dimensione di pace interiore, ad un processo di conoscenza e riconoscimento: più ci sentiamo fratelli, più siamo vicini a Dio. Un viaggio storico, segno di espressione di una libertà religiosa, che deve essere garantita, perché diritto e principio di sensibilità per i cristiani ed i musulmani</em>».</p>
<div id="attachment_12142" style="width: 1807px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_110053.jpg"><img class="size-full wp-image-12142" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190403_110053.jpg" alt="Yahya Pallavicini" width="1797" height="2800" /></a><p class="wp-caption-text">Yahya Pallavicini</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le ore in Facoltà trascorrono rapidamente, si va via soddisfatti ed arricchiti, con la consapevolezza di aver partecipato alla celebrazione di quello che nessuno a quel tempo poteva prevedere: che un uomo ripieno di Spirito con nulla di proprio attraversò il campo di battaglia disarmato per chiedere un incontro con il Sultano, fu ricevuto con grazia, godette dell’ospitalità del capo musulmano e ritornò dalla visita per riflettere di nuovo sulla missione dei Frati Minori.</p>
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		<title>Lunedì di Capodimonte, domani il terzo appuntamento</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2019 17:41:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domani, lunedì 11 febbraio 2019, a partire dalle ore 16.30, presso la Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, a Napoli in viale Colli Aminei 2, avrà luogo il terzo appuntamento della rassegna ecumenica I lunedì di Capodimonte per l’unità dei cristiani. Il mistero di Gesù Cristo nella vita delle Chiese, ciclo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/2016-10-04-18.16.46-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11948" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/2016-10-04-18.16.46-1.jpg" alt="2016-10-04-18-16-46-1" width="887" height="662" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Domani, lunedì 11 febbraio 2019, a partire dalle ore 16.30, presso la Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, a Napoli in viale Colli Aminei 2, avrà luogo il terzo appuntamento della rassegna ecumenica <strong>I lunedì di Capodimonte per l’unità dei cristiani. Il mistero di Gesù Cristo nella vita delle Chiese</strong>, ciclo d’incontri di formazione promosso dal Consiglio Regionale delle Chiese Cristiane della Campania con il supporto della stessa Facoltà Teologica, la collaborazione del Centro Studi Francescani per il dialogo interreligioso e le culture e il patrocinio della Conferenza Episcopale Campana.</p>
<p style="text-align: justify;">Nata lo scorso anno per essere un <strong>laboratorio di dialogo e di unità</strong>, attraverso dibattiti, approfondimenti, lezioni frontali e seminari di ricerca, nella prospettiva della testimonianza comune, la rassegna <strong>I lunedì di Capodimonte</strong> propone quest’anno un ricco programma di formazione ecumenica incentrato sulla <strong>prassi ecclesiale </strong>delle singole Chiese e, in special modo, sulla <strong>vita sacramentale</strong> delle diverse comunità cristiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo in primi due incontri, dedicati rispettivamente ai temi del battesimo e dell’eucarestia, l’incontro di domani, prendendo spunto da un passo della Lettera agli Ebrei (<em>«Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza dalle cose che patì» &#8211; Eb 5,8</em>), vedrà un <strong>dibattito a 3 voci</strong> (una cattolica, una ortodossa e una protestante) sul tema <strong>Il sacerdozio di Cristo e i Ministeri nelle Chiese: un confronto ecumenico</strong>, nel quale saranno impegnati <strong>padre Edoardo Scognamiglio </strong>(noto teologo, docente presso la Facoltà Teologica, direttore del Centro Studi Francescani e delegato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Diocesi di Caserta), <strong>Padre Bogdan Filip </strong>(Chiesa ortodossa – Patriarcato della Romania) e la <strong>pastora</strong> <strong>Dorothea Müller</strong> (Chiesa valdese del Vomero e Chiesa metodista di Napoli Vomero e diaspora Casertana).</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta, dunque, di un appuntamento imperdibile non solo per i cristiani della città, ma per tutti coloro che, anche se non professano alcuna fede, credono nel valore del <strong>dialogo</strong> e della <strong>pace</strong> nella costruzione della società.</p>
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		<title>Taizé in Campania, 30 anni di spiritualità ecumenica</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2018 09:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michele Giustiniano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Taizé in Campania spegne 30 candeline. Correva l’anno 1988, infatti, quando, sotto la guida del referente Antonio Villano, nasceva a Napoli il primo gruppo strutturato interconfessionale ed interparrocchiale ispirato al carisma della comunità fondata in Borgogna  da frère Roger verso la metà del secolo scorso. Da allora, lo spirito di Taizé si è diffuso in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11865" style="width: 902px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/07/taizè.jpg"><img class="size-full wp-image-11865" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/07/taizè.jpg" alt="La preghiera a Taizè" width="892" height="551" /></a><p class="wp-caption-text">La preghiera a Taizè</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Taizé in Campania</strong> spegne 30 candeline. Correva l’anno 1988, infatti, quando, sotto la guida del referente Antonio Villano, nasceva a Napoli il primo gruppo strutturato interconfessionale ed interparrocchiale ispirato al carisma della comunità fondata in Borgogna  da <strong>frère Roger</strong> verso la metà del secolo scorso. Da allora, lo spirito di Taizé si è diffuso in tutta la regione, animando i cuori di sempre più cristiani di ogni confessione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per riunire i tanti aderenti e celebrare questi sei lustri di fraternità, gli animatori di Taizé Campania hanno organizzato il <strong>2° meeting regionale</strong>, che avrà luogo sabato prossimo (7 luglio), a partire dalle ore 9, presso la <strong>Comunità Ecclesia</strong> di Pollena Trocchia (NA), in via Calabrese 17.</p>
<p style="text-align: justify;">«Circa due anni dopo quell’ormai lontano 1988 – ci racconta Pietro Tizzani, uno degli animatori di Taizé Campania – nacque lo storico gruppo a Portici, che fu punto di propagazione dello spirito di Taizé in tutta l’area vesuviana. Poi fu la volta dell’hinterland partenopeo, con la nascita di molti altri nuclei, grazie anche alla determinazione del referente regionale <strong>Enzo Busiello</strong>. Nel 2005, arrivò così la grande gioia del <strong>1° meeting nazionale</strong> celebrato proprio a <strong>Portici</strong>: giunsero centinaia di persone da tutta l’Italia, appartenenti a tutte le denominazioni cristiane, per leggere la Bibbia, discutere e pregare insieme. In quell’occasione, fu portata a Portici l’icona dell’amicizia, che da quel momento divenne itinerante, girando l’Italia intera fino al 2° meeting nazionale ad Arezzo».</p>
<div id="attachment_11866" style="width: 495px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/07/12798950_933303933445088_7776609301645540542_n.jpg"><img class="size-full wp-image-11866" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/07/12798950_933303933445088_7776609301645540542_n.jpg" alt="Icona dell'amicizia, divenuta uno dei simboli della spiritualità di Taizè" width="485" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">Icona dell&#8217;amicizia, divenuta uno dei simboli della spiritualità di Taizè</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per il meeting di sabato prossimo sono già pervenute agli organizzatori centinaia di iscrizioni da parte di cattolici, ortodossi, valdesi e metodisti, battisti e altri fratelli e sorelle di diverse denominazioni ecclesiali. La giornata prevede un ricco programma imperniato su tre momenti principali: la <strong>riflessione biblica</strong>, affidata a <strong>don Vincenzo Lionetti</strong>, coordinatore della commissione diocesana per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Chiesa di Napoli, la <strong>preghiera</strong> e la <strong>condivisione</strong> agapica dei pasti. Un evento all’insegna della <strong>comunione fraterna</strong>, al quale ogni uomo e donna di buona volontà è invitato a partecipare.</p>
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		<title>Tornano a Capodimonte i lunedì per l’unità dei cristiani</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2018 17:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 12 marzo 2018, a partire dalle ore 16.30, presso la Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, a Napoli in viale Colli Aminei 2, nuovo appuntamento con il ciclo d’incontri ecumenici I lunedì di Capodimonte per l’unità dei cristiani. L’ecumenismo, via del dialogo e della pace per tutte le Chiese, promosso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/20170516_125301.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11565" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/20170516_125301.jpg" alt="20170516_125301" width="1280" height="720" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lunedì 12 marzo 2018, a partire dalle ore 16.30, presso la Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, a Napoli in viale Colli Aminei 2, nuovo appuntamento con il ciclo d’incontri ecumenici <strong>I lunedì di Capodimonte per l’unità dei cristiani. L’ecumenismo, via del dialogo e della pace per tutte le Chiese</strong>, promosso dal Consiglio Regionale delle Chiese Cristiane della Campania con il patrocinio della stessa Facoltà Teologica e la collaborazione del Centro Studi Francescani per il dialogo interreligioso e le culture.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendendo spunto da un passo della prima lettera di San Paolo ai Corinzi (<em>«Siamo stati battezzati con lo stesso Spirito per formare un solo corpo» &#8211; 1Cor 12,13</em>), l’incontro vedrà un <strong>dibattito a 3 voci</strong> (una cattolica, una ortodossa e una protestante) sul tema <strong>Verso una visione comune della Chiesa: l’ecumenismo tra storia e dottrina…</strong>, nel quale saranno impegnati il biblista cattolico <strong>monsignor Gaetano Castello</strong> (preside della Facoltà Teologica di Napoli e delegato arcivescovile per l’ecumenismo), il <strong>pastore Giovanni Traettino </strong>(Chiesa Evangelica della Riconciliazione) e <strong>padre Mikhail Povaliaiev </strong>(Chiesa Ortodossa di Napoli del Patriarcato di Mosca).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I lunedì di Capodimonte</strong>, aperti ai fedeli di tutte le confessioni, sono stati progettati per essere un <strong>laboratorio di dialogo e di unità</strong>, attraverso dibattiti, approfondimenti, lezioni frontali e seminari di ricerca personalizzati che seguono la prospettiva della testimonianza comune, della formazione all’ecumenismo, della conoscenza storica delle Chiese cristiane, dell’approfondimento teologico delle dottrine, della sensibilità pastorale, dell’etica e della vita cristiana in genere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I lunedì di Capodimonte</strong> avranno luogo, sempre presso la Sezione San Tommaso, dalle 16.30 alle 18.30, <strong>fino al 16 aprile 2018</strong>, con regolare cadenza mensile.</p>
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