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	<title>Città del Monte &#187; culture</title>
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		<title>Non nel nome di Dio. Religioni e violenza, un seminario in rete</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2020 14:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/20200527_212709.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12549" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/20200527_212709.jpg" alt="20200527_212709" width="3622" height="1960" /></a><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/IMG-20200527-WA0017.jpg"><br />
</a></p>
<p style="text-align: justify;">Come è possibile uccidere nel nome della pace? <strong>Non nel mio Nome</strong>, seminario in streaming, sul rapporto tra religione e violenza, svoltosi il 27 maggio ed organizzato dall&#8217;Istituto di Cristologia della Pontificia Facoltà Teologica dell&#8217;Italia Meridionale (PFTIM), sezione <strong>San Tommaso d’Aquino</strong>, a cui hanno partecipato teologi cristiani, taoisti, ebrei e musulmani. Protagonisti dell’incontro virtuale don <strong>Antonio Ascione</strong>, docente della PFTIM, <strong>Lucia Antinucci</strong>, amicizia ebraico-cristiana, <strong>Li Xuan Zong</strong>, prefetto della Chiesa Taoista d’Italia, il professore <strong>Carmine Matarazzo</strong>, docente della PFTIM, <strong>Yaya Pallavicini</strong> (Coreis), don <strong>Edoardo Scognamiglio</strong>, docente della PFTIM. A moderare l’incontro <strong>Michele Giustiniano</strong>, teologo e giornalista, responsabile dell’ufficio stampa PFTIM. Incontro tra le religioni, occasione propizia per mettere un nuovo mattone nel cammino di costruzione della pace.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Politica e religione? </strong><strong>- «</strong><em>Non è facile distin­guere tra politica e religione</em> &#8211; ha detto don <strong>Antonio Ascione</strong> &#8211; <em>In un certo senso, tale distinzio­ne è abbastanza recente nella storia dell’umanità; se guardiamo alla nostra storia occidentale, gli stati nazionali in Europa sono nati  anche grazie ai conflitti religiosi, e dall’Europa sono nati una via e uno strumento per l’affermazione delle identità nazionali».</em>  Inoltre, non si tratta di negare che molti leader politici ab­biano saputo giocare la carta religiosa per un aumento della mobi­litazione bellica, ma molti dei conflitti che ci sono stati presentati – e lo sono tuttora – come opposizioni di natura intrinsecamente religiosa, sono in realtà di altra natura. Non basta però affermare che la religio­ne non alimenta necessariamente conflitti umani. È infatti possi­bile constatare che essa contribuisce profondamente alla pacificazione dell’umanità e a una vita più felice per centinaia di milioni di persone. Ma, al pari di tutte le realtà universali di per sé buone della vita umana, anche le religioni possono essere strumentalizzate per la violenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non in nome di Dio</strong><strong> &#8211; </strong>il messaggio di Cristo rifiuta totalmente la violenza, perché essa sfigura e nega la verità dell’amore di Dio;non c’è nessun Dio che abbia bisogno che l’uomo uccida in suo nome e c’è da chiedersi con quale autorità ci si attribuisca la legittimità di compiere atti in nome di Dio. <strong>Miriam Camerini, </strong>ci ricorda che il concetto di violenza fa parte della vita quotidiana: è ovunque nella vita dell’uomo e dove è presente l’uomo, questo dall’inizio dell’umanità, da quando Dio ha creato l’uomo sulla terra. La presenza della violenza non è limitata a un gruppo specifico o a un’identità specifica, né è limitata ad un’area storica e ad un era. Non si può eliminare la violenza, fa parte dell’uomo e della società umana. Per cui, anche la religione include la violenza: l’ebraismo il cristianesimo e l’islam, non istigano alla violenza, ma la riconoscono come parte della natura umana. «<em>L’uomo nasce malvagio, la malvagità è un istinto di vita»</em>. Come arginare la violenza religiosa? «<em>Bisogna sviluppare una formazione rivolta al dialogo e all’accoglienza dell’altro </em>– ha detto padre <strong>Edoardo Scognamiglio</strong><em> &#8211; Riscoprire che l’altro è un dono per noi, accoglierlo nelle sue diversità e credere in una fraternità in cui ognuno sia seminatore di pace e di speranza</em>».</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/IMG-20200527-WA00171.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12550" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/IMG-20200527-WA00171.jpg" alt="img-20200527-wa0017" width="1600" height="900" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La sfida</strong>– Dentro il proprio essere, l’uomo ritrova se stesso e, per chi è uomo di fede, ritrova Dio. Sta qui il segno della Sua presenza e una ragione della fraternità tra le persone e con ogni essere vivente. Ma è nella coscienza che si ha lo scontro tra il bene e il male: uccidere, torturare, opprimere i più deboli sono azioni che hanno il marchio del male. E se il bene e il male rappresentano qualcosa di soggettivo, diventano facilmente arbitrio, giustificando la sete di potenza e la violenza. Molte religioni hanno fatto riferimento all’esistenza di un Dio del bene e di un Dio del male, ed il credente è chiamato, come fortemente espresso nel corso del seminario da <strong>Yaya Pallavicini</strong>, a vincere la sfida di far prevalere il bene sul male. «<em>Riuscire a sapere che c’è una dimensione interiore di bene e una possibilità negativa che l’uomo ha di corrompere se stesso e ciò che lo circonda e di spargere sangue anche attraverso i propri simili… Questa possibilità negativa prevede uno sforzo di natura spirituale, per prendere coscienza del bene e del male, discernere il bene e il male e far prevalere il bene sul male, sia dal punto di vista personale e umanitario</em>. <em>Non come giustificazione o legittimazione di una violenza inaudita dal punto di vista religioso</em>».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conclusioni</strong>- Il professore <strong>Carmine Matarazzo</strong>, nel suo intervento conclusivo, pone al centro la prospettiva di un nuovo umanesimo, bandendo ogni forma di autoreferenzialità, indicando Papa Francesco e il documento di Abu Dahbi come strada sicura per trovare nuovi percorsi, senza cadere nel sincretismo, bensì considerando le differenti identità religiose, la ricchezza per riscoprire il volto dell’altro: «<em>non bisogna farsi prendere dalla paura di dialogare e non pensare che ci sia una disfatta della identità. Nel dialogo si impara ad essere più umani ed ecco che l’umanità chiede nel dialogo il profilo di un nuovo umanesimo religioso. Un umanesimo dal volto umano. Per la logica cristiana, illuminata dall’antropologia biblica, l’altro non è mai una incognita, non è mai un pericolo, ma è sempre un volto</em>».</p>
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		<title>Religioni in dialogo per la pace a Maddaloni. Letture comparate del Sacro</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Sep 2019 17:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Gravina]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Taglio del nastro al Centro Studi Francescani di Maddaloni. Con l’incontro interreligioso intitolato Sacro e divino nelle diverse esperienze religiose: una lettura comparata, hanno preso il via lo scorso mercoledì 25 settembre, presso la sede del Centro in via San Francesco 117 a Maddaloni (CE), le attività dell’anno accademico 2019-2020. Si tratta del primo di una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12279" style="width: 3629px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/09/DSC_0124-Copia.jpg"><img class="wp-image-12279 size-full" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/09/DSC_0124-Copia.jpg" alt="Tavolo dei relatori (foto gentilmente concessa da Silvio Cossa)" width="3619" height="2476" /></a><p class="wp-caption-text">Tavolo dei relatori (foto gentilmente concessa da Silvio Cossa)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Taglio del nastro</strong> al Centro Studi Francescani di Maddaloni. Con l’incontro interreligioso intitolato <strong>Sacro e divino nelle diverse esperienze religiose: una lettura comparata</strong>, hanno preso il via lo scorso <strong>mercoledì</strong> <strong>25 settembre</strong>, presso la sede del Centro in via San Francesco 117 a Maddaloni (CE), le attività dell’anno accademico <strong>2019-2020</strong>. Si tratta del primo di una serie di incontri dedicati allo <strong>Spirito di Assisi</strong>, che si terranno a cadenza mensile e si svolgeranno a turno in tutte le province della regione Campania. Ciascun incontro ruoterà attorno ad un tema dell’esperienza religiosa, che sarà analizzato dai molteplici punti di vista delle diverse religioni partecipanti.</p>
<p style="text-align: justify;">All’incontro di mercoledì scorso hanno preso parte, in qualità di relatori, <strong>Angela Furcas</strong>, rappresentante della comunità <strong>Bahá’í</strong> della Campania, <strong>Maria Laura Chiacchio</strong>, rappresentante dell’istituto <strong>buddista Soka Gakkai</strong> di Salerno, <strong>Padre</strong> <strong>Edoardo Scognamiglio</strong>, teologo <strong>cattolico</strong> di fama e direttore del Centro Studi Francescani,<strong> Amedeo Imbimbo</strong>, esponente del <strong>buddismo tibetano</strong> a Napoli, e  <strong>Lucia Antinucci</strong>, teologa impegnata nel dialogo interreligioso, moderati dal teologo e giornalista culturale <strong>Michele Giustiniano</strong>.</p>
<div id="attachment_12280" style="width: 3882px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/09/DSC_0151-Copia.jpg"><img class="wp-image-12280 size-full" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/09/DSC_0151-Copia.jpg" alt="Relatori da sx verso dx: Amedeo Imbimbo, Padre Edoardo Scognamiglio, Lucia Antinucci, Michele Giustiniano, Maria Laura Chiacchio, Angela Furcas (foto gentilmente concessa da Silvio Cossa)" width="3872" height="2592" /></a><p class="wp-caption-text">Relatori da sx verso dx: Amedeo Imbimbo, Padre Edoardo Scognamiglio, Lucia Antinucci, Michele Giustiniano, Maria Laura Chiacchio, Angela Furcas (foto gentilmente concessa da Silvio Cossa)</p></div>
<p style="text-align: justify;">In apertura dei lavori, Lucia Antinucci ha aggiornato i presenti sui progressi del dialogo interreligioso a livello universale, ricordando che nei giorni scorsi, a Casa Santa Marta, si è svolto il primo incontro del Comitato Superiore istituito ad agosto per il raggiungimento degli obiettivi contenuti nel <strong>Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune</strong>, firmato dal Papa con il Grande Imam di Al-Azhar, Al-Tayyib, ad Abu Dhabi il 4 febbraio scorso. Il giorno 11 settembre è stato scelto come segno della volontà di costruire vita e fratellanza dove altri hanno seminato morte e distruzione. Il 19 settembre il rabbino senior della Congregazione ebraica di Washington, M. Bruce Lustig, è entrato a far parte del Comitato superiore. Il giorno 20 settembre 2019 a New York si è svolto il primo evento pubblico organizzato dal Comitato superiore, a cui hanno partecipato centinaia di persone di diverse religioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver ricordato la centralità del concetto di <strong>gradualità</strong> della rivelazione nella fede Bahà’í, Angela Furcas ha parlato dell’esperienza del sacro come di «malleabilità» al tocco di Dio che guida la vita del fedele.</p>
<p style="text-align: justify;">«Nel buddismo non esiste una divinità né immanente né trascendente – ha affermato Maria Laura Chiacchio – non c’è un ente che crea la vita, ma ciò non significa che non vi sia il <strong>senso del sacro</strong>». Riflessione che ha fatto pendant con quella di Amadeo Imbimbo che ha ricordato come il sacro, secondo il buddismo tibetano, «è quello che si vive alla presenza della <strong>smobilitazione dell’ego</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">«Nella Bibbia – ha ricordato nell’intervento conclusivo Padre Edoardo Scognamiglio – non esiste il concetto di sacro, ma quello di Santo. E per il cristianesimo <strong>il Santo è una persona</strong>: Gesù Cristo. Tutto scaturisce dall’<strong>incontro personale </strong>con Lui». Padre Scognamiglio ha infine sottolineato che gli incontri interreligiosi del Centro Studi, anche se fanno emergere talvolta delle similitudini tra le diverse esperienze religiose, non hanno lo scopo di fare sincretismo o di affermare che una religione vale l’altra, ma al contrario di mettere in relazione identità differenti, che restano tali, ma scoprendosi nel dialogo “amiche” e desiderose di cooperare per la costruzione della pace.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/09/DSC_0122-Copia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12284" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/09/DSC_0122-Copia.jpg" alt="Padre Edoardo Scognamiglio (foto gentilmente concessa da Silvio Cossa)" width="2592" height="3872" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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