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	<title>Città del Monte &#187; eldorato</title>
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		<title>Eldorato, arte e carità a Napoli</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 10:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[coperta termica]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando l’arte abbraccia le diverse confessioni di fede e diviene espressione ecumenica: il viaggio di Eldorato arriva a Napoli. Il progetto dell’artista Giovanni de Gara arriva nel capoluogo partenopeo,  coinvolgendo sette chiese della città e il Maschio Angioino con l’obiettivo di promuovere una riflessione profonda sul tema dell’accoglienza verso ogni individuo, senza distinzione di razza, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/FB_IMG_1554654780857.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12145" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/FB_IMG_1554654780857.jpg" alt="fb_img_1554654780857" width="1136" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quando l’arte abbraccia le diverse confessioni di fede e diviene espressione ecumenica: <strong>il viaggio di Eldorato</strong> arriva a Napoli. Il progetto dell’artista <strong>Giovanni de Gara</strong> arriva nel capoluogo partenopeo,  coinvolgendo sette chiese della città e il Maschio Angioino con l’obiettivo di promuovere una riflessione profonda sul tema dell’accoglienza verso ogni individuo, senza distinzione di razza, genere e credo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Cos’è Eldorato &#8211; </strong>È un progetto che racconta l’illusione di questo millennio: l’esistenza di una terra dell’oro, dove ci sono benessere e futuro. Una terra lontana di cui si sa poco e di cui si immaginano meraviglie; una terra al di là della linea dell’orizzonte che ce la nasconde. Il progetto si articola in installazioni <em>site-specific</em> che utilizzano come materia prima un oggetto salva-vita: le coperte isotermiche normalmente usate per il primo soccorso dei migranti. Ha l’obiettivo di promuovere una riflessione profonda sul tema dell’accoglienza verso ogni individuo, senza distinzione di razza, genere e credo e di dare un messaggio di calore e salvezza a partire dalla contemplazione di un oro che splende non per carati ma per la bellezza e la semplicità del suo messaggio. L&#8217;artista fiorentino usa questi teli dorati per rivestire le porte di chiese e luoghi simbolici di tutta Italia che diventano così segno concreto di apertura verso l&#8217;altro e metafora delle &#8220;terre dell&#8217;oro&#8221; promesse e sempre più spesso negate a chi cerca rifugio.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/FB_IMG_1554654784660.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12146" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/FB_IMG_1554654784660.jpg" alt="fb_img_1554654784660" width="1095" height="1944" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il titolo </strong>– È un’evidente distorsione del luogo immaginario per eccellenza (l’<em>Eldorado</em>). Sul piano etimologico, esso deriva dal termine ebraico <em>el</em> che significa Dio, il Dio Dorato, riferimento ultimo di chi, abbandonando la propria terra e una parte di sé, arriva a una Terra Altra, madre in spirito. Una terra che, in una visione interiore, concede generosa la possibilità  di ripartire e realizzare se stessi.  Accostiamoci a questi portali dorati e guardiamo dentro di noi mentre ci riflettiamo in essi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Giovanni de Gara</strong> – Nato a Firenze nel 1977, ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, preferendo lavorare fuori dal contesto prettamente galleristico. Laureato in architettura, nel 2005 inizia a dedicarsi all’arte contemporanea. Nel 2008 fonda a Firenze il <em>FAF, Florence Art Factory</em>, uno spazio industriale riconvertito in luogo di produzione culturale dedicato alla performance e alla musica elettronica. Nel 2105, a Firenze, con la performance <em>Spring is late</em>, espone abusivamente i suoi quadri nel piazzale degli Uffizi, in Piazza della Signoria e nel cortile di Palazzo Strozzi. Nel 2016, un po’ stufo dell’isolamento nel suo studio e delle dinamiche del mercato ufficiale dell’arte, lancia il progetto <em>Mensile d’artista</em> e trova 100 collezionisti per lo adottano per un anno, ricevendo in cambio un’opera al mese. Nell’estate del 2016 idea il progetto <em>FRAGILE</em>, un aggiornamento – a colpi di revolver, fucile a pompa e mitragliatori – delle mappe e delle guide turistiche delle città colpite dagli attentati terroristici del 2015-16. Il 28 giugno 2018, dalla Basilica di San Miniato al Monte (Firenze), prende avvio il progetto <em>Eldorato</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Le sette chiese napoletane </strong>– A Napoli, la chiesa valdese alla via dei Cimbri, n.8 ed alla via Andrea Vaccaro n.20; chiesa metodista a Portici al Corso Garibaldi n.235; la chiesa luterana in Napoli alla via Carlo Poerio n.5, le chiese cattoliche: la cattedrale e la basilica  di santa Maria della Sanità in Napoli; la chiesa greco ortodossa in Napoli alla via san Tommaso d’Aquino n.51.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Le dichiarazioni rese alla conferenza stampa del 1 aprile 2019 presso la chiesa valdese</strong> &#8211; <strong>Giovanni de Gara</strong>, ideatore del progetto: «<em>Le porte d&#8217;oro sono diventate un segno dei tempi ed è giusto che l&#8217;oro splenda sulle porte dell&#8217;accoglienza. L&#8217;oro non è quello dei carati, l&#8217;oro della chiesa è il messaggio del Vangelo: l&#8217;amore per il prossimo. Obbiettivo finale è che questo progetto arrivi alle porte di San Pietro a Roma</em>»; <strong>Don Antonio Loffredo</strong>, parroco basilica santa Maria della Sanità: <strong>Leonardo Magrì, pastore valdese:</strong> «<em>Il concetto di fratellanza e accoglienza, che hanno la loro radice in Dio, a Napoli vedono tutte le chiese unite. In Italia, la chiesa è una delle poche realtà che agisce in silenzio e fa senza litigare</em>»; «<em>Abbiamo aderito senza tentennamenti perché le porte rappresentano, quando sono aperte, le braccia che accolgono fratelli e sorelle che scappano dalla fame e dalla disperazione. Vogliamo che la società sia tutta così, perché è così che dovrebbe essere»; «Abbiamo subito accolto l’iniziativa, è bello che tutte le religioni aderiscano al progetto. A Napoli oltre le chiese anche i porti sono aperti. Da noi non si alzano muri, si è accoglienti a prescindere. Il materiale usato per le installazioni richiama una riflessione su qual’è l’oro della vita: l’oro è umanità, dignità, restare umani</em>» <strong>Luigi De Magistris</strong>, sindaco di Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/FB_IMG_1554654777125.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12147" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/FB_IMG_1554654777125.jpg" alt="fb_img_1554654777125" width="1136" height="640" /></a></p>
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