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	<title>Città del Monte &#187; facoltà teologica</title>
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		<title>Giustizia riparativa, parte a Napoli l&#8217;alta formazione</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 17:52:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Università degli Studi di Napoli “Federico II” – Dipartimento di Scienze Sociali, insieme alla Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sezione San Tommaso d’Aquino e al Garante regionale dei diritti delle persone private della Libertà personale, con il sostegno di Fondazione con il Sud, promuovono il Corso di Perfezionamento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’Università degli Studi di Napoli “Federico II” – Dipartimento di Scienze Sociali, insieme alla Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sezione San Tommaso d’Aquino e al Garante regionale dei diritti delle persone private della Libertà personale, con il sostegno di Fondazione con il Sud, promuovono il Corso di Perfezionamento in “Giustizia Riparativa”.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/foto-2.-Aula-Magna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13513" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/foto-2.-Aula-Magna.jpg" alt="foto 2. Aula Magna" width="959" height="442" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Corso intende formare figure professionali capaci di poter partecipare ai percorsi complessi di giustizia riconciliativa, mirando a qualificare esperti che possano operare nei luoghi del giudizio e dell’esecuzione penale nonché in quelle realtà associative e cooperative dove concretamente vengono attuale attività di mediazione, di messa alla prova e alternative alla detenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale progetto si inserisce in un contesto, come quello dell’Italia meridionale, e campano in particolare, dove si conta il maggior numero di vittime innocenti di reati intenzionali violenti. Inoltre, in un tempo in cui il carcere sembra mostrare talvolta una inadeguatezza rispetto al processo riabilitativo, formare figure professionali sulla questione della giustizia riparativa vuol dire concretamente costruire ponti di ripensamento, e persino di riconciliazione, tra le vittime e i colpevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Giovedì 26 settembre 2024, alle ore 10:00, presso la sede della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania (via Raffaele De Cesare, 28 – Palazzo Santa Lucia, Napoli) si terrà una conferenza stampa di presentazione del “Corso di Perfezionamento in Giustizia Riparativa”, alla presenza di don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s., di Michelangelo Pascali, professore di Sociologia del diritto e della devianza del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università “Federico II”, di Carmine Matarazzo, professore di Teologia della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. San Tommaso d’Aquino e di Samuele Ciambriello, garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p><strong>LINK:</strong></p>
<p><a href="https://www.unina.it/-/51446610-pe_ssoc_giustizia_riparativa_2023-24">PRESENTAZIONE E REGOLAMENTO DEL CORSO</a></p>
<p><a href="https://www.unina.it/-/62201745-pe_ssoc_giustizia_riparativa_2023-24">BANDO E MODULISTICA</a></p>
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		<title>Ricerca, didattica e public engagement, siglato storico accordo tra Facoltà Teologica e Giustino Fortunato</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2022 12:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmine Matarazzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Oggi si apre la strada ad un diverso modo di intendere gli studi di teologia in relazione alla realtà concreta di tutti i giorni. La sinergia anche con un ateneo telematico come l’UniFortunato ci consentirà di aprire orizzonti nuovi per la conoscenza e lo sviluppo della cultura teologica». Queste parole pronunciate da Don Francesco Asti, decano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/03/DSC00012.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13136" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/03/DSC00012.jpg" alt="DSC00012" width="5440" height="3056" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«Oggi si apre la strada ad un diverso modo di intendere gli studi di teologia in relazione alla realtà concreta di tutti i giorni. La sinergia anche con un ateneo telematico come l’UniFortunato ci consentirà di aprire orizzonti nuovi per la conoscenza e lo sviluppo della cultura teologica». Queste parole pronunciate da Don <strong>Francesco Asti</strong>, decano della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM) – sezione San Tommaso, ben sottolineano l&#8217;importanza del momento e dell&#8217;atto, commentando la stipula della convenzione per attività di ricerca, didattica e <em>public engagement</em> tra la stessa PFTIM San Tommaso e l’Università Giustino Fortunato.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un accordo che rinsalda e rafforza una collaborazione già in atto da tempo tra le due realtà accademiche, in particolare nel settore delle discipline canonistiche, ecclesiasticistiche ed interculturali.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/03/IMG-0898.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13137" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/03/IMG-0898.jpg" alt="IMG-0898" width="4032" height="3024" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Anche il  il Magnifico Rettore dell’UniFortunato <strong>Giuseppe Acocella</strong> ha rilasciato una dichiarazione per evidenziare la portata dell&#8217;accordo, affermando: «considero questa giornata molto importante, perché con questa convenzione si consolida il rapporto tra il nostro Ateneo telematico ed il PFTIM che ha già prodotto importanti risultati su una serie di tematiche di primo piano. Sono certo che questa intesa sarà foriera di nuovi sviluppi sia nella didattica sia nella ricerca sulla quale si è concretizzata una fruttuosa sinergia».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">«Il sugello di questo accordo – ha sottolineato infine Monsignor <strong>Antonio Foderaro</strong>, Moderatore del Dipartimento di Diritto canonico PFTIM – è da considerarsi un punto di svolta, perché ci consentirà di intraprendere nuovi percorsi che vedranno le Scienze Teologiche in dialogo con le Scienze Umane e Giuridiche. Metteremo a disposizione dell’uomo le nostre conoscenze affinché possa esaltare la propria condizione. Siamo felici di fare tutto ciò con l’Università Giustino Fortunato che può contare su un livello accademico molto alto, tale da garantire una novità assoluta per i nostri territori».</p>
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		<title>Tutela dei minori, scendono in campo Chiesa e Università della Campania</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2021 10:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michele Giustiniano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La tutela dei minori come questione educativa” è stato il tema al centro del seminario in rete svolto lo scorso giovedì 8 luglio in diretta streaming sulla pagina Facebook della sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM). L’incontro è stato parte di un più ampio ciclo di webinar intitolato “Diritti e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/07/minori_canonico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12935" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/07/minori_canonico.jpg" alt="minori_canonico" width="464" height="342" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“La tutela dei minori come questione educativa”</em> è stato il tema al centro del seminario in rete svolto lo scorso giovedì 8 luglio in diretta streaming sulla pagina Facebook della sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM). L’incontro è stato parte di un più ampio ciclo di webinar intitolato “Diritti e tutela dei minori: profili interdisciplinari”, organizzato dal Dipartimento di diritto canonico della stessa PFTIM e dall’Università Giustino Fortunato, in collaborazione con l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli ed il contributo del Servizio nazionale per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che ha preso il via il 20 maggio e si concluderà il 16 settembre prossimo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Al più recente webinar hanno preso parte esperti di chiara fama del mondo educativo e della tutela dei minori, che hanno analizzato la questione dai molteplici punti di vista e prospettive dei rispettivi campi di studio e ricerca, dalla teologia alla psicologia, dalla pedagogia al diritto. Dopo i saluti istituzionali di Don Francesco Asti, Decano della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale sezione San Tommaso d’Aquino, e di Ida D’Ambrosio, docente di diritto dell’economia della UniFortunato, hanno preso parte ai lavori Carlo D&#8217;Angelo, psicologo e psicoterapeuta, Maria Luisa Iavarone, ordinario di pedagogia presso l’Università Parthenope e presidente dell’associazione Artur, don Gennaro Pagano, sacerdote psicoterapeuta e direttore della fondazione Regina Pacis – di Quarto (NA), nonché cappellano del carcere di Nisida, don Raffaele Ponticelli, presbitero psicoterapeuta e padre spirituale del Seminario “Ascalesi” di Napoli, Anna Scotti,  associato di diritto privato presso la Federico II di Napoli, e monsignor Antonio Foderaro, moderatore Dipartimento di Diritto Canonico della PFTIM, magistralmente coordinati da Carmine Matarazzo, direttore del biennio di teologia pastorale della sezione San Tommaso d’Aquino.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>«</strong>Non si potrà progredire sulla tutela dei minori senza uno sguardo “sistemico” con una ritrovata alleanza educativa, un “patto educativo globale”» ha affermato nel corso del suo intervento don Lello Ponticelli, che ha provato poi a rispondere ad alcune domande, quali: cosa significa e cosa comporta parlare di tutela dei minori come questione educativa? Quali «conversioni» richiede e quali ricadute sul piano concreto?</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, il sacerdote-psicoterapeuta ha analizzato le modalità per avviare processi e percorsi il cui scopo è favorire informazione, formazione, prevenzione, ma anche offrire chiari codici di condotta per chiunque è chiamato a vario titolo nella Chiesa ad una qualsivoglia forma di responsabilità educativa, prestando particolare attenzione alle indicazioni contenute nel sussidio della CEI sulle buone prassi  di prevenzione e tutela dei minori in Parrocchia e in quello più recente relativo al discernimento e alla formazione iniziale dei sacerdoti in tempo di abusi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il prossimo appuntamento in calendario è per il 16 settembre, quando ci si interrogherà su “Minori vittime e autori di violenza: quali tutele?”. All’incontro sono previsti, tra gli altri, gli interventi di Don Fortunato Di Noto, presidente della celebre Associazione Meter, da sempre in prima linea contro la pedofilia e la pedopornografia, Patrizia Esposito, presidente del Tribunale per i minorenni di Napoli, e Gemma Tuccillo, capo-dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Matrimonio, famiglia e minori nella società multietnica</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 15:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Matrimonio, famiglia e minori nella società multietnica, seminario online (webinar) di introduzione all&#8217;omonimo corso di alta formazione, svoltosi il giorno 8 luglio dalle ore 18.30, in collegamento gratuito sulla pagina facebook della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM) San Tommaso d’Aquino. Focus sui diversi campi del sapere, tante anime di un prisma che converge tutto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/20200708_183716.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12669" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/20200708_183716.jpg" alt="20200708_183716" width="4032" height="1960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Matrimonio, famiglia e minori nella società multietnica</strong>, seminario online (webinar) di introduzione all&#8217;omonimo corso di alta formazione, svoltosi il giorno 8 luglio dalle ore 18.30, in collegamento gratuito sulla pagina facebook della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM) San Tommaso d’Aquino. Focus sui diversi campi del sapere, tante anime di un prisma che converge tutto sul tema della famiglia, nell’incontro moderato dal professore <strong>Michele Giustiniano</strong>, responsabile dell’ufficio stampa della Facoltà, ed introdotto dalla professoressa <strong>Francesca Galgano</strong>, docente della Federico II, che ha visto, dopo i saluti del professore <strong>Francesco Asti</strong>, decano e vice-preside della Facoltà Teologica, dell’avvocato <strong>Antonio Tafuri</strong>, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e del professore <strong>Antonio Foderaro</strong>, moderatore del dipartimento di diritto canonico della PFTIM, gli interventi del professore <strong>Antonio Palma</strong>, presidente del Consiglio direttivo di Scienze &amp; Vita di Napoli, della dottoressa <strong>Patrizia Esposito</strong>, presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli, del professore <strong>Andrea Monda</strong>, direttore dell’Osservatore Romano, della professoressa <strong>Francesca Marone</strong>, docente Unina, e dell’avvocato <strong>Maria Giuseppina Chef</strong> del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il diritto di famiglia, stando vicini alla famiglia</strong> – La realtà delle famiglie e dei minori sono da sempre elementi di attenzione della facoltà teologica napoletana: «<em>Crescere insieme ed interessarsi dei problemi della città è il compito di coloro che studiano e si interessano di teologia, perché la teologia non è soltanto riflessione critica con Dio, ma è in quella relazione che c’è l’uomo che cresce in quanto tale</em>», nei saluti iniziali di don <strong>Francesco Asti</strong>. A queste considerazioni, vanno ad aggiungersi quelle di provenienza giuridica, da cui viene confermata che l’attenzione per il diritto di famiglia e gli aspetti più problematici del matrimonio e del diritto del minore è sempre molto alta. «<em>La convenzione è la sacralizzazione di una relazione molto produttiva per entrambe le istituzioni &#8211; </em>ha detto l’avvocato <strong>Antonio Tafuri -</strong> <em>Una formazione sociale al quale facciamo parte tutti».</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La famiglia multietnica e multiculturale</strong> &#8211; Ciascun individuo cresce, evolve e si trasforma nel corso del tempo all&#8217;interno della sua famiglia che gli offre una lente, fatta di valori, tradizioni e modelli di riferimento, che lo aiuta ad orientarsi nel mondo. È molto difficile, oggi, dare una definizione di famiglia. In un senso più ampio, potrebbe essere definita un gruppo composto da più individui, che uniti da legami affettivi, danno vita ad un sistema dinamico in continua evoluzione e trasformazione. I coniugi che danno vita ad un nuovo assetto familiare portano all&#8217;interno del nuovo nucleo valori, credenze, modalità di fare diverse che necessitano di una integrazione e rinegoziazione continua e flessibile. Attualmente si parla di famiglie miste, muticulturali e addirittura di famiglie sconfinate; la famiglia dei nostri tempi è sempre più un incrocio di culture diverse. <strong>Andrea Monda</strong>: «<em>La differenza, la diversità, l’altro sono una ricchezza. Mettersi in un luogo di osservazione che ci permette di vederle, ci consente di ampliare in nostro sguardo. Tutti i problemi relazionali nascono dal nostro sguardo, che si limita se non abbiamo una profondità e ci fa correre il rischio di andare avanti secondo le nostre ideologie. Papa Francesco ci ricorda che la realtà è superiore all’idea, ben vengono esperienze che sono dei bagni di realtà</em>». Vivere in una famiglia multiculturale può rappresentare un&#8217;ottima opportunità per conoscere i valori, le tradizioni e le curiosità delle altre popolazioni ed è anche un modo per arricchire la forma in cui ci si relaziona con gli altri e per dare ai propri figli la possibilità di guardare al mondo da punti di vista differenti. I figli, per queste famiglie, rappresentano sempre una sfida e allo stesso tempo un&#8217;opportunità di ulteriore incontro o scontro fra le due culture di provenienza dei genitori e la cultura di appartenenza del luogo in cui si vive.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La ricchezza nelle diversità delle culture</strong> &#8211; La storia dell&#8217;umanità è contraddistinta dal movimento e dalla realizzazione incessante di reti e trame tra persone provenienti da contesti geografici diversi. In una famiglia multiculturale, i membri, mettendo in gioco le rispettive appartenenze, creano significati nuovi attraverso la loro interazione e a seconda dei contesti in cui vivono. In queste famiglie, la cultura rappresenta una ricca premessa, una risorsa nel concreto dai suoi componenti continuamente negoziata nei diversi contesti e nelle situazioni della vita quotidiana. La famiglia è quindi la culla in cui l&#8217;umanità conosce e riscrive valori, cultura, tradizioni, identità, vite e modi di vivere diversi. «<em>La ricchezza della cultura delle differenze, elemento indispensabile da valutare. Non solo perché è spesso ricordato da papa Francesco, di come è imoportante il confronto con relatà diverse e persone diverse. Ognuno di noi porterà competenze diverse e storie diverse, traendo una grande ricchezza, di stimolo per frequentare uno o più moduli del corso multidisciplinare, attento alle diverse esigenze che si presentano nella vita quotidiana</em>», ha sottolineato, nel suo intervento introduttivo, la professoressa <strong>Francesca Galgano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>L’interculturalità</strong> &#8211; È la convivenza con la diversità. Sappiamo bene di come il fenomeno della migrazione è in continua evoluzione da tantissimi anni; ogni giorno ci relazioniamo con persone di origine differenti. La convivenza con la diversità è un arricchimento per la società. Qualsiasi tipo d’integrazione può essere interculturale, le stesse famiglie sono attualmente divenute interculturali: «<em>La questione delle differenze si gioca non solo in termini di confronti, ma anche all’interno di ciascun contesto familiare</em>- nell’intervento della professoressa Francesca Marone &#8211;  <em>Ognuno dei coniugi è portatore di una cultura di riferimento. Le famiglie divengono crocevia di generazioni e generi, in cui il confronto tra genitori e fratelli può generare frustrazione, ma può dare anche la possibilità di sentire e immaginare l’altro e quindi apprendere la capacità di generare quello che ci accomuna</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>Se riusciamo a comprendere le ragioni della altro, comprendiamo anche le nostre ragioni. Per agire bisogna pensare insieme, bisogna ragionare insieme</em>» don <strong>Francesco Asti</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le religioni del mondo di fronte alla pandemia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 15:36:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parterre ricco di ospiti per la puntata del 26 giugno del programma televisivo teologico È scesa la sera?, prodotto dalla sezione San Tommaso d&#8217;Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, in onda sull&#8217;emittente nazionale Padre Pio TV (canale 145), alle ore 19.15. Una puntata speciale, in cui al centro delle riflessioni vi è stato il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/IMG-20200630-WA0024.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12672" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/IMG-20200630-WA0024.jpg" alt="img-20200630-wa0024" width="1600" height="900" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Parterre</em> ricco di ospiti per la puntata del 26 giugno del programma televisivo teologico <strong>È scesa la sera?</strong>, prodotto dalla sezione San Tommaso d&#8217;Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, in onda sull&#8217;emittente nazionale Padre Pio TV (canale 145), alle ore 19.15. Una puntata speciale, in cui al centro delle riflessioni vi è stato il dialogo religioso, marchio di fabbrica per la facoltà teologica di Capodimonte, da sempre attenta all’approfondimento ecumenico. In collegamento, insieme agli autori, i teologi <strong>Michele Giustiniano</strong> e <strong>Carmine Matarazzo</strong>, la scrittrice, attrice e regista ebrea <strong>Miriam Camerini</strong>, la biblista e pastora evangelica <strong>Lidia Maggi</strong>, l’Imam di Milano e presidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana <strong>Yahya Pallavicini</strong>, la massima autorità della Chiesa Taoista d’Italia, il reverendo prefetto <strong>Li Xuan Zong,</strong> il filosofo, docente e sacerdote cattolico <strong>don Antonio Ascione</strong>, il teologo, docente e direttore del Centro Studi Francescani per il dialogo interreligioso, <strong>padre Edoardo Scognamiglio</strong>, la presidente dell’amicizia ebraico-cristiana di Napoli, <strong>Lucia Antinucci</strong>. La via delle religioni, via del dialogo e della pace, in cui le differenze diventano, non solo per una serata, fonte di arricchimento e dimostrazione che le distanze non vanno vissute come spazio di conflitto, ma spazi da riempire di toni reciproci.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Il ruolo delle varie religioni nel tempo della tempesta</strong> – Ciascuna religione ha elaborato risposte per interpretare una realtà improvvisa ed inaspettata che ha sconvolto le vite di tutti, e che hanno portato ad un miglioramento al fine di combattere il virus. All’inizio della pandemia dopo le prime restrizioni del governo, valide anche per le comunità religiose, il divieto di frequentare chiese, moschee, sinagoghe e luoghi di culto, è stato vissuto come una mancanza di laicità dello Stato nei confronti delle religioni e di ingerenza forzata dello Stato negli affari delle confessioni religiose. Ne è scaturita una sorta di delusione e frustrazione. Lo stesso Pontefice ha invitato tutti alla comprensione del momento inatteso e tanto grave e al rispetto delle regole. Tutte le celebrazioni e i riti religiosi sono stati vissuti in maniera virtuale, ma per nessuno è stata la stessa cosa: «<em>L’anima di una comunità è la comunità stessa. Quando si sono riprese le celebrazioni ho provato una grande emozione, malgrado il supporto virtuale, la possibilità di vedersi, di condividere anche una paura è tutta un’altra cosa. Tutte le comunità hanno provato il bisogno di condividere una fede. Se vogliamo incontrare dio, dobbiamo incontrarci tra di noi</em>», ha detto padre <strong>Edoardo Scognamiglio</strong>. Tutti i rappresentanti delle religioni del mondo dedicate alla promozione della pace e del dialogo interreligioso, in questo periodo, hanno riconosciuto il pontefice come un punto di riferimento. Ne è scaturito un unico bisogno di religioni che rafforzino la “voglia di comunità” e di solidarietà. Pallavicini: «Nelle moschee vi è un marcato richiamo alla preghiera, oggi dopo il coronavirus, più che in passato. Pregare è casa. Durante il periodo in cui la Mecca è stata chiusa, ed è prevalso l’isolamento, si è ricercata la salute nella preghiera, sacrificando la preghiera comunitaria», l’Imam <strong>Yahya Pallavicini.</strong> La pandemia ha rappresentato la via al rafforzamento dei rapporti umani, anche tra le diverse religioni, in maniera virtuale: « impossibilitati di effettuare la pratica collettiva, ci siamo preoccupati di non far mancare la presenza comunitaria tramite il web», ha detto il reverendo prefetto <strong>Li Xuan Zong</strong>. Ed ecco che, nel tempo vissuto al di fuori dal tempo, «le Chiese della riforma hanno reagito vivendo la crisi, riflettendo, nel momento in cui non si è data la possibilità di incontrarsi, cosa significa essere comunità», nella riflessione della pastora evangelica <strong>Lidia Maggi.</strong></p>
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<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/IMG-20200630-WA0025.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12673" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/IMG-20200630-WA0025.jpg" alt="img-20200630-wa0025" width="1600" height="900" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le sacre scritture rievocate</strong> &#8211; Chi ha pensato all’attuale epidemia, con le storie narrate nelle scritture sacre? Eppure sembra che i racconti biblici, rievocano proprio le grandi epidemie che hanno attraversato quell’epoca. Dalle antiche scritture apprendiamo le tragedie passate e le ribaltiamo in tempi moderni sino a giungere alla attualità che viviamo. Non dimentichiamo, dunque, che la storia è maestra di vita e la ciclicità è nel nostro destino. Il messaggio biblico, sta a significare che tutto si può ripetere: quanto successo allora, è successo anche oggi. La cultura, la storia, rappresentano elementi dai quali bisogna trarre la dovuta esperienza.  Don <strong>Antonio Ascione</strong>: «<em>È stata messa a nudo la fragilità dell’uomo, e nasce spontanea la domanda di perché Dio ha permesso tutto questo, Dio che ha tanto amato il mondo da mandare il suo unico figlio unigenito, presentato come l’inviato del Padre pieno di potenza straordinaria, in grado di curare gli ammalati. Nel cristianesimo troviamo, non una risposta al male e al dolore, ma un Dio che fascia le piaghe del popolo</em>». Nella lettura delle Scrittura, se anche le si vogliano proiettare al presente, è, dunque, detto tutto ciò che è necessario per la salvezza, e vi sono espresse chiaramente le indicazioni per porsi in modo giusto di fronte agli altri. l’Imam <strong>Yahya Pallavicini</strong>: «<em>Il Corano è stato oggetto di una reinterpretazione di trattati teologici, in cui ci sono opere chiamate “la medicina del profeta“, dove si cerca di commentare i segni di Dio anche in momenti di prova: in ogni malattia e in ogni prova c’è un rimedio e l’uomo deve sforzarsi di affrontare, cercando la cura, senza lasciarsi abbandonare dal dolore».</em></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Una pandemia cambia l’umanità</strong>? &#8211; In questi mesi, abbiamo assistito alla comparsa di slogan e frasi fatte più o meno costruite sulla semplificazione: da “<em>andrà tutto bene</em>” a “<em>non sarà come prima</em>”. Queste espressioni possono non soddisfare gli appetiti di tutti ma una domanda di fondo viene posta in maniera diretta: la comparsa di un virus modifica una civiltà? Con tutto quello che un cambiamento può comportare in termini esistenziali, psicologici. il professore <strong>Carmine Matarazzo</strong> ritiene che «<em>Vi è una speranza riposta: non lasciamo che questo tempo vada sprecato, come ci ha esortato papa Francesco; c’è bisogno di fare storia, perché siamo facili a dimenticare, perché gli insegnamenti poco servono se non li teniamo come memoria per vivacizzare il presente e il futuro</em>».Tutti ci chiediamo cosa cambierà nel nostro e altrui stile di vita al termine della pandemia. Sicuramente stiamo imparando che il nuovo slogan dovrà essere quello del “<em>prendersi cura</em>”, prima ancora che cominciare a curare. Prendersi cura di tutto e di tutti. Sarà un’opera virtuosa per non farci ammalare d’individualismo e di autosufficienza, quanto piuttosto contagiare di attenzioni, di solidarietà e altruismo. «<em>Certamente possiamo dire che siamo tutti insieme su questo mondo e questo ci fa capire che dobbiamo avere cura gli uni degli altri, indipendentemente dal proprio credo. Avendo cura di te in qualche modo ho anche cura di me stesso</em>», don <strong>Antonio Ascione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/IMG-20200630-WA0026.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12674" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/IMG-20200630-WA0026.jpg" alt="img-20200630-wa0026" width="1600" height="900" /></a></p>
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		<title>Il Signore mandò la peste in Israele? Coronavirus e teologia, la fede si interroga</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 14:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Così il Signore mandò la peste in Israele, da quella mattina fino al tempo fissato (2 Sam 24,15).  La fede fa domande: terza puntata di successo per il programma televisivo È scesa la sera? La fede si interroga nella tempesta dell’epidemia, prodotto dalla sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale ed andato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/20200605_131313.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12554" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/20200605_131313.jpg" alt="20200605_131313" width="1600" height="900" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Così il Signore mandò la peste in Israele, da quella mattina fino al tempo fissato (2 Sam 24,15). </em> La fede fa domande: terza puntata di successo per il programma televisivo <strong>È scesa la sera? La fede si interroga nella tempesta dell’epidemia</strong>, prodotto dalla sezione <strong>San Tommaso d’Aquino </strong>della<strong> Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale</strong> ed andato in onda il 22 maggio, alle ore alle ore 19.15, sull’emittente nazionale <strong>Padre Pio Tv </strong>(canale 145 del digitale terrestre; 445 di TivùSat; 852 di Sky; scaricando l’app “Padre Pio Tv” per gli smartphone &#8211; sia iOS che Android &#8211; e in streaming internet sul sito <a href="http://www.teleradiopadrepio.it">www.teleradiopadrepio.it</a>). Incontro-confronto che ha visto partecipi, insieme agli autori-teologi <strong>Michele Giustiniano </strong>e <strong>Carmine Matarazzo</strong>, don <strong>Gaetano Castello</strong>, preside della PFTIM e delegato della Diocesi di Napoli per il Dialogo ecumenico e Interreligioso, il biblista professore <strong>Ernesto Borghi</strong> e don <strong>Edoardo Scognamiglio</strong>, docente della PFTIM, sezione san Tommaso. Puntata ad alta densità teologica ed ecumenica, che ha visto riflettere anche su come la parola di Dio deve ritornare al centro delle chiese e della case.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Punizione divina?</strong><strong>  - </strong>Nel giro di poche settimane, l’umanità intera è improvvisamente precipitata in una situazione di paralisi, senza sapere bene come ne sarebbe uscita. Non è stato facile accogliere e leggere nemmeno nella fede questa durissima prova. Tra il confuso vociare di queste settimane è rispuntata la tesi del Dio che castiga, o del coronavirus come “avvertimento” divino. Non è certo possibile, in poche righe, spiegare che il linguaggio del castigo non può essere né strumentalizzato, né parimenti facilmente liquidato. I profeti di sventura proclamano che la pandemia che stiamo vivendo è una punizione di Dio adirato contro un mondo peccatore ed, insieme ai moralisti del «<em>te l’avevo detto</em>», sembrano indiscutibilmente convinti che la crisi Covid-19 rientri in un modello biblico di castigo o rimprovero divino. Monsignor <strong>Gaetano Castello</strong>, ha detto che: «<em>una risposta fondamentale la troviamo subito dopo il diluvio, quando Dio fa risplende l’arcobaleno, che ci auguriamo possa risplendere anche per la pandemia, sul quale Egli stesso conta,  perché, il suo apparire, ricorderà la Sua alleanza eterna con l’umanità, nel non distruggere più l’uomo con un suo gesto</em>». La Chiesa è, quindi, chiamata a non assecondare una cultura dominante, intrisa di paura, di accuse, di chiusure e d’isolamento. Se il mondo offre una visione del futuro costruita sulla paura, la Chiesa, invece, ispirandosi alla Bibbia, deve offrire una prospettiva diversa, animata e fondata sulla certezza della ri-nascita. Nella sua straordinaria benedizione <em>Urbi et Orbi</em> del 27 marzo scorso, papa Francesco, ribaltando la tendenza a vedere la crisi come un giudizio di Dio, rivolgendosi al Signore dall’interno del nostro mondo colpito dal Covid-19, ha detto: «<em>Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri</em>».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Parola</strong> – Argomento di discussione: la sacramentalità, fondamentale nel cristianesimo, data  dall’incontro, reale e fisico, con la persona di Gesù. La Parola di Dio, consegnata nelle Scritture ed espressa nella creazione e nella storia della salvezza, ha una sua intrinseca energia sacramentale, in quanto è il suo ascolto a generare la fede. «<em>Occorre, in questo tempo di navigazione, avere un’attenzione globale verso la Bibbia e la pastorale. È questo il momento </em>– ha dichiarato il biblista <strong>Ernesto Borghi</strong> – <em>in cui è chiamata in gioco la fede dei discepoli; una fede adulta che si interroga su cosa bisogna fare per essere effettivamente attenti a Dio nella vicinanza con i fratelli». </em>Nel tempo di Coronavirus, l’essere cattolici significa, quindi, vivere in una dimensione intermedia, fra esclusività della parola e oggettivazione del gesto; e l’acquisirne coscienza e conoscenza, potrà far ritrovare l’umanità in un nuovo inizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lampada per i miei passi</strong><strong> &#8211; </strong>La lampada e la luce sono i punti di riferimento della bussola, strumento indispensabile che ciascun dovrebbe cercare, al fine di dare senso e valore alla propria esistenza, soprattutto nei momenti difficili. L’ascolto della Parola di Dio è ascolto di Dio, nel senso che è relazione tra persone che non solo parlano, ma si parlano, non solo comunicano ma si comunicano. C’è, per così dire, uno scambio reciproco per cui l’uno è ospitato dall’altro nella condivisione e comunione dei propri vissuti. «<em>La fede non fa vedere ma camminare, in questo tempo di pandemia occorre aiutare le comunità cristiane a riscoprire il primato della parola, Dio che cammina con noi attraverso il Vangelo</em> – padre <strong>Edoardo Scognamiglio</strong> &#8211; <em>Quando la nostra vita è minacciata è fondamentale la prossimità; quando la vita è in pericolo si sente il bisogno di essere accompagnati. La fede è fidarsi della presenza di Dio che avviene anche attraverso l’altro. Sì, è la fede che ci fa camminare, ci accompagna verso l’altro, in un senso di comunità</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>La fede che Gesù chiede è una fede di vicinanza e di concretezza. Noi verso gli altri e gli altri verso noi, nell’essere vicini con una attenzione che materializzi l’amore di Dio per gli esseri umani</em>», professore <strong>Ernesto Borghi</strong>.</p>
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		<title>Covid19 e domande esistenziali, la Teologia incontra i giovani sul Web</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 23:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michele Giustiniano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[«L’emergenza coronavirus sta portando molti cambiamenti in tutti gli ambiti della nostra vita. Che ci piaccia o meno, la quarantena sta ridisegnando il volto dell’intero sistema della formazione, costringendo alunni e docenti a ripensare il modo stesso di essere comunità universitaria». Queste parole di don Francesco Asti, decano della sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/foto-webinar.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12460" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/foto-webinar.jpg" alt="foto-webinar" width="1293" height="821" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«L’emergenza coronavirus sta portando molti cambiamenti in tutti gli ambiti della nostra vita. Che ci piaccia o meno, la quarantena sta ridisegnando il volto dell’intero sistema della formazione, costringendo alunni e docenti a ripensare il modo stesso di essere comunità universitaria». Queste parole di <strong>don Francesco Asti</strong>, decano della sezione <strong>San Tommaso</strong> d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, ben fotografano il momento di generale metamorfosi dell’intero universo accademico, a fronte delle limitazioni imposte dal contrasto alla diffusione del covid 19. «La nostra sezione – ha proseguito il decano – non si è fatta trovare impreparata, anzi con questa ed altre iniziative gioca d’anticipo rispetto ai tempi, esprimendo così al meglio la propria vocazione profetica».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;INIZIATIVA -</strong> La Facoltà Teologica di Napoli, infatti, ha deciso di non limitarsi alla sola didattica a distanza – nella quale peraltro ha già fatto registrare un <strong>primato nazionale</strong> con il trasferimento in aula virtuale di oltre il 90% dell’attività didattica fin dai primi giorni di marzo – ma ha scelto di andare oltre, spalancando anche le porte delle aule virtuali per incontrare i giovani e rispondere ai loro interrogativi. A questo scopo, nell’ambito delle attività dell’Istituto di scienze pastorali <em>Luigi Maria Pignatiello</em>, la sezione <strong>San Tommaso</strong> ha dato il via, lo scorso giovedì 16 aprile, ad uno speciale ciclo di seminari di formazione in rete, detti appunto <em>webinar</em> (il termine nasce dalla crasi tra i sostantivi <em>web</em> e <em>seminar</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">«L&#8217;intento dell’iniziativa – ha spiegato <strong>Francesco del Pizzo</strong>, uno dei promotori dei webinar – è quello di sviluppare una riflessione sull&#8217;attuale momento, utilizzando i canali digitali a disposizione, aprendo un nuovo spazio di confronto. Con questi seminari digitali, la sezione San Tommaso intende aprire una sperimentazione per garantire l&#8217;offerta formativa, oltre la didattica a distanza, puntando su temi cruciali che coinvolgono in particolare le famiglie e le giovani generazioni che maggiormente sembrano subire il peso di questa crisi».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>I TEMI -</strong> «Dove eravamo prima del coronavirus? Cosa sta cambiando dal punto di vista ecclesiale e sociale? Genitori, figli, nonni a casa: quale relazione? Prospettive dalla crisi per una nuova economia? Scuola e lavoro»: questi e molti altri saranno gli interrogativi e i temi trattati nel corso dei webinar, ai quali prenderanno parte, oltre ai docenti della Facoltà, numerosi <strong>ospiti</strong>, tra i quali sociologi, economisti e dirigenti scolastici. Al primo incontro hanno preso parte, in qualità di ospiti, il <strong>professor Carmine Matarazzo</strong>, direttore dell’Istituto di scienze pastorali, e <strong>don Federico Battaglia</strong> direttore della pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">«Questa iniziativa – ha commentato il professor <strong>Matarazzo</strong> – rilancia la necessità di considerare il senso di appartenenza, anche a partire dal punto di vista della teologia, per sottolineare il lavoro dei docenti, impegnati nell’utilizzo degli strumenti della didattica a distanza, in un momento assai delicato della storia mondiale e in particolare dell’Italia. La teologia “che serve” è un sapere al servizio della persona umana e della sua crescita». «La riflessione teologica e quella sociologica – gli ha fatto eco <strong>don Pasquale Incoronato</strong>, uno dei docenti coordinatori dei webinar – sono capaci di toccare le corde del cuore e di affrontare con competenza temi come il senso del male, il dolore, il sacrificio, ma anche e soprattutto la speranza. Nelle lunghe giornate trascorse in casa, in cui molti giovani rischiano di cadere preda di ansia e depressione, questi webinar possono diventare baluardo di fiduciosa attesa e scuola di resilienza».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>PROGRAMMA</strong> &#8211; Le dirette degli incontri andranno avanti per le prossime tre settimane e possono essere seguite ogni <strong>giovedì</strong> alle 20.30 collegandosi alla pagina Facebook<strong> “Pontificia Facoltà Teologica dell&#8217;Italia Meridionale &#8211; Sez. San Tommaso”</strong>, ma, dato il successo del primo appuntamento (circa 300 persone lo hanno seguito in diretta e quasi 2000 in differita nelle successive 48 ore), è già al vaglio un ampliamento del programma con nuovi argomenti ed ospiti di caratura internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo incontro è in programma alle ore 20.30 di oggi: oltre ai coordinatori Incoronato e Del Pizzo parteciperanno in qualità di relatori <strong>Benedetta Rostan</strong>, dirigente scolastico dell&#8217;istituto comprensivo Maiuri di Ercolano, e <strong>Antonio dello Iacono</strong> segretario del movimento studenti dell&#8217;azione cattolica dell&#8217;arcidiocesi di Napoli.</p>
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		<title>Gli atenei campani si alleano, per un’università più umana</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Oct 2019 17:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’INCONTRO – Una vera e propria alleanza per affrontare le «nuove sfide» e per offrire alle nuove generazioni una università che sia «comunità di studio, di ricerca e di vita». Stamane, presso il salone arcivescovile della Curia di Napoli, i 7 rettori delle Università della Campania, il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli e gran [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-10-at-15.25.43.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-12304" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-10-at-15.25.43.jpeg" alt="whatsapp-image-2019-10-10-at-15-25-43" width="1600" height="1200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’INCONTRO</strong> – Una vera e propria <strong>alleanza</strong> per affrontare le «nuove sfide» e per offrire alle nuove generazioni una università che sia «comunità di studio, di ricerca e di vita». Stamane, presso il salone arcivescovile della Curia di Napoli, i <strong>7 rettori delle Università della Campania</strong>, il cardinale <strong>Crescenzio Sepe</strong>, arcivescovo di Napoli e gran cancelliere della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, il preside della Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale don <strong>Gaetano Castello</strong>, con il decano della <strong>sezione san Tommaso </strong>don<strong> Francesco Asti</strong> e don <strong>Emilio Salvatore</strong> in rappresentanza della sezione san Luigi hanno sottoscritto un accordo per «umanizzare» l’università. Si tratta del <strong>Manifesto per l’Università</strong>, documento che la conferenza dei rettori italiani e la Conferenza episcopale italiana hanno firmato il 15 maggio scorso, a Roma, alla presenza di Gaetano Manfredi, rettore della Federico II e presidente della Conferenza dei rettori delle Università italiane, e del segretario generale della Cei, monsignor Stefano Russo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PATTO – Federico II</strong>, <strong>Parthenope</strong>, <strong>Suor Orsola Benincasa</strong>, <strong>Seconda Università </strong>degli Studi di Napoli, <strong>Orientale</strong>, Università degli Studi di <strong>Salerno</strong>, Università del <strong>Sannio</strong> e <strong>Pontificia</strong> <strong>Facoltà Teologica</strong> hanno dunque deciso di sottoscrivere un manifesto che, «esprimendo concordanza di vedute», predispone la «costruzione di reti, al fine di promuovere la cittadinanza globale e lo sviluppo sostenibile».</p>
<p style="text-align: justify;">«Un segnale di alleanza importante – ha commentato il cardinale <strong>Sepe</strong> – in un momento come questo, in cui si sceglie di porre la persona al centro, e di promuovere un umanesimo solidale ma non confessionale».</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla Facoltà Teologica, sezione <strong>san Tommaso</strong>, subito una proposta concreta per il futuro: partire dalla <strong><em>Laudato sì</em></strong> di Papa Francesco per individuare un percorso di specializzazione, dopo il quinquennio ordinario, che punti ai temi ambientali ed ecologici.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-10-at-15.26.14.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-12305" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-10-at-15.26.14.jpeg" alt="whatsapp-image-2019-10-10-at-15-26-14" width="1024" height="768" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL MANIFESTO</strong> – Il Manifesto è articolato in <strong>9 punti</strong>, che delineano l’idea di università che serve al Paese: una istituzione chiamata a garantire «il diritto all’educazione e alla cultura per rispondere alle vocazioni e alle attitudini di ciascuno», in una realtà che deve «essere una comunità di studio, di ricerca e di vita, dove la persona sia al centro dei percorsi formativi». La <strong>persona</strong>, dunque, viene collocata al centro della vita universitaria, perché si vuole finalmente «promuovere un umanesimo solidale», coniugato con «una cultura del dialogo e della libertà».</p>
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<p>Fonte: Rosanna Borzillo, <em>Nuova Stagione</em>.</p>
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		<title>Nasce a Napoli il Dipartimento di Diritto Canonico, punto di riferimento per il Sud tra tradizione e innovazione</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 10:16:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Gravina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza matrimoniale]]></category>
		<category><![CDATA[diploma in consulenza matrimoniale]]></category>
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		<description><![CDATA[Domani, martedì 25 giugno, a partire dalle ore 09.30, presso l’aula magna della sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM), a Napoli in viale Colli Aminei 2, avrà luogo la conferenza Famiglia, minori e giornalismo di verità tra deontologia e diritto canonico, nel corso della quale sarà ufficialmente presentato alla stampa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/cic.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12197" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/cic.jpg" alt="cic" width="743" height="603" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Domani, martedì <strong>25 giugno</strong>, a partire dalle ore 09.30, presso l’aula magna della sezione San Tommaso d’Aquino della <strong>Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale </strong>(PFTIM), a Napoli in viale Colli Aminei 2, avrà luogo la conferenza <strong><em>Famiglia, minori e giornalismo di verità tra deontologia e diritto canonico</em></strong>, nel corso della quale sarà ufficialmente presentato alla stampa il nuovo Dipartimento di Diritto Canonico della PFTIM, eretto con decreto della Congregazione per l’Educazione Cattolica.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la <strong>prima volta</strong> nella storia della Facoltà Teologica partenopea, sarà possibile conseguire a Napoli un titolo accademico in diritto canonico al termine di uno specifico percorso di studi. A partire dall’anno accademico 2019-20, infatti, la Facoltà offrirà un percorso di studi finalizzato al conseguimento del <strong>Diploma in consulenza matrimoniale e familiare di II livello</strong>, per formare figure professionali coinvolte nella pastorale familiare pregiudiziale e figure ausiliarie nel processo di nullità matrimoniale.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla <strong>conferenza</strong>, organizzata in collaborazione con l’<strong>UCSI </strong>(unione cattolica della stampa italiana) e l’<strong>Ordine dei giornalisti </strong>della Campania nell’ambito delle attività di formazione e aggiornamento professionale obbligatorie per gli iscritti all’albo,interverranno l’arcivescovo di Napoli, sua eminenza il cardinale <strong>Crescenzio Sepe</strong>, il decano della sezione san Tommaso della PFTIM don <strong>Francesco Asti</strong>, il presidente dell’UCSI Campania <strong>Giuseppe Blasi</strong>, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania <strong>Ottavio Lucarelli</strong>, il direttore del quotidiano <em>Avvenire</em> <strong>Marco Tarquinio</strong>, la professoressa <strong>Francesca Galgano</strong> dell’università Federico II, il moderatore del Dipartimento di Diritto Canonico monsignor <strong>Antonio Foderaro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>La nostra città</em> – ha commentato il <strong>Cardinale Sepe</strong> – <em>ha sempre donato alla Chiesa e al mondo illustri giuristi e canonisti di grande valore. La nascita di questo Dipartimento, dunque, avviene nel solco di una tradizione plurisecolare, garantendone la continuità, ma anche la necessaria e costante innovazione</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Alle dichiarazioni del presule hanno fatto seguito quelle di <strong>don Francesco Asti</strong>, <strong>decano della Facoltà</strong>, che ha espresso <em>«grande soddisfazione per la nascita di questo percorso formativo attuale e urgente, che affronta problematiche oggi emergenti, in particolare nelle regioni meridionali, di cui il Dipartimento vuol essere punto di riferimento»</em>.</p>
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		<title>Matrimonio, a Capodimonte una lettura interconfessionale</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Mar 2019 10:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 18 marzo 2019, a partire dalle ore 16.30, presso la sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, a Napoli in viale Colli Aminei 2, avrà luogo il quarto appuntamento della rassegna ecumenica I lunedì di Capodimonte per l’unità dei cristiani. Il mistero di Gesù Cristo nella vita delle Chiese, ciclo d’incontri [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/20170516_125301.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11565" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/20170516_125301.jpg" alt="20170516_125301" width="1280" height="720" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lunedì 18 marzo 2019, a partire dalle ore 16.30, presso la sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, a Napoli in viale Colli Aminei 2, avrà luogo il quarto appuntamento della rassegna ecumenica <strong>I lunedì di Capodimonte per l’unità dei cristiani. Il mistero di Gesù Cristo nella vita delle Chiese</strong>, ciclo d’incontri di formazione promosso dal Consiglio Regionale delle Chiese Cristiane della Campania con il supporto della stessa Facoltà Teologica, la collaborazione del Centro Studi Francescani per il dialogo interreligioso e le culture e il patrocinio della Conferenza Episcopale Campana.</p>
<p style="text-align: justify;">Nata lo scorso anno per essere un <strong>laboratorio di dialogo e di unità</strong>, attraverso dibattiti, approfondimenti, lezioni frontali e seminari di ricerca, nella prospettiva della testimonianza comune, la rassegna <strong>I lunedì di Capodimonte</strong> propone quest’anno un ricco programma di formazione ecumenica incentrato sulla <strong>prassi ecclesiale </strong>delle singole Chiese e, in special modo, sulla <strong>vita sacramentale</strong> delle diverse comunità cristiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo i primi tre incontri, dedicati ai temi del battesimo, dell’eucarestia e del ministero ordinato, l’incontro di lunedì prossimo, prendendo spunto da un passo della Lettera di Paolo agli Efesini (<em>«Questo mistero è grande» &#8211; Eb 5,8</em>), vedrà un <strong>dibattito a 3 voci</strong> (una cattolica, una ortodossa e una protestante) sul tema <strong>Il Matrimonio come segno dell’amore di Cristo per la Chiesa: una lettura interconfessionale</strong>, nel quale saranno impegnati <strong>monsignor Salvatore Esposito </strong>(liturgista e docente presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale), la dottoressa <strong>Elisabetta Kalampouka Fimiani </strong>(rappresentante del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli) e la <strong>diacona Alessandra Trotta</strong> (Chiese metodiste di Napoli, Ponticelli e Portici).</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta, dunque, di un appuntamento imperdibile non solo per i cristiani della città, ma per tutti coloro che, anche se non professano alcuna fede, credono nel valore del dialogo e della pace nella costruzione della società.</p>
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