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	<title>Città del Monte &#187; flavio felice</title>
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		<title>La visione politica di Irving Kristol</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 20:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Gravina]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[american enterprise institute]]></category>
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		<description><![CDATA[  A cura di Christopher Demuth e William Kristol Edizione italiana  Con Prefazione e a cura di Flavio Felice Esponenti della galassia neoconservatrice (Michael Novak, Norman Podhoretz, Robert H. Bork e altri) delineano l’eredità umana e intellettuale di Irving Kristol. Nato a New York nel 1920, egli ha attraversato con raro acume e preveggenza la cultura del suo tempo e la stessa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<h2>A cura di Christopher Demuth e William Kristol<br />
Edizione italiana <br />
Con Prefazione e a cura di Flavio Felice</h2>
<p style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">Esponenti della galassia neoconservatrice (Michael Novak, Norman Podhoretz, Robert H. Bork e altri) delineano l’eredità umana e intellettuale di Irving Kristol. Nato a New York nel 1920, egli ha attraversato con raro acume e preveggenza la cultura del suo tempo e la stessa storia degli Stati Uniti, trattando temi che spaziano dalla politica alla letteratura, dall’economia alla religione, in qualità di direttore e animatore di varie riviste culturali, nonché di insostituibile consigliere per centinaia di giornalisti, intellettuali e accademici. Il volume contiene anche una antologia tematica tratta dai saggi di Kristol e la bibliografia completa dei suoi scritti a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso. </span></span></div>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"></span></span> </p>
<p><strong>Christopher Demuth </strong>è stato presidente dell’American Enterprise Institute e direttore esecutivo della Task Force dell’amministrazione Reagan sul Regulatory Relief. Ha insegnato alla Kennedy School of Governement ed è stato il direttore della Harvard Faculty Project on Regulation. I suoi articoli sono apparsi su «The Public Interest», «Harvard Law Review», «The Yale Journal on Regulation», «The Wall Street Journal».</p>
<p><strong>William Kristol </strong>è direttore del settimanale «The Weekly Standard» ed è stato presidente del Project for Republican Future. Durante le amministrazioni Reagan e Bush, è stato capo dello staff del Segretario di Stato all’Istruzione William Bennet e del vicepresidente Dan Quayle. Prima di trasferirsi a Washington nel 1985, ha insegnato alla John F. Kennedy School of Government dell’Università di Harvard e all’Università della Pennsylvania.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Le radici pagane dell’Europa</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 18:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Gravina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[flavio felice]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione culturale]]></category>
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		<description><![CDATA[  Luciano Pellicani, Le Radici dell’Europa, Rubbettino Editore.Per oltre mille anni, la fede nel Dio biblico è stata così determinante e onnipervasiva che Novalis poteva formulare la celebre endiadi Christenheit oder Europa. Per contro, ormai da tempo, il processo di secolarizzazione, connaturato alla Modernità occidentale, impedisce di continuare a considerare l’Europa non solo come la Cristianità, ma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> <span style="font-size: 12pt; line-height: 18px; font-family: Georgia;"><br />
</span><span style="font-size: 10pt; line-height: 14px; font-family: Georgia;">Luciano Pellicani, <em>Le Radici dell’Europa</em>, Rubbettino Editore.</span><span style="font-size: 12pt; line-height: 18px; font-family: Georgia;">Per oltre mille anni, la fede nel Dio biblico è stata così determinante e onnipervasiva che Novalis poteva formulare la celebre endiadi <em>Christenheit oder Europa</em>. Per contro, ormai da tempo, il processo di secolarizzazione, connaturato alla Modernità occidentale, impedisce di continuare a considerare l’Europa non solo come la Cristianità, ma anche semplicemente come una Cristianità. È accaduto che quella che Heine ha descritto come la guerra culturale fra Ebrei ed Elleni &#8211; la quale, a partire dal Rinascimento, ha lacerato le viscere intellettuali morali della società europea &#8211; si è conclusa con la vittoria di Atene su Gerusalemme. Ne è scaturita una civiltà che può senz’altro essere definita neopagana. <br />
In effetti, essa ha rivalutato <em>l’homo naturalis</em> e il<em> saeculum</em>, demonizzati dall’etica cristiana, e, in nome della sovranità della Ragione, ha altresì progressivamente ridotto lo spazio e l’influenza del Sacro. È per questo che, a coloro che oggi insistentemente invocano la restaurazione del primato della Fede quale unica possibile base morale della nostra civiltà, va ricordato quanto Dietrich Boenhoeffer ha onestamente riconosciuto, e cioè che l’Europa è diventata adulta grazie alla rivoluzione culturale operata dall’Illuminismo che ha sostituito il principio di eteronomia sotto forma di clericalismo con il libero esercizio della critica. Ed è appunto questa la Città secolare: la civiltà dei diritti e delle libertà nata dalla progressiva abolizione della tirannia della religione sulla vita.</span></p>
<p><img src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/LE_RADICI_PAGANE_DELL.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Luciano Pellicani </strong><span> </span>Titolare della cattedra di sociologia politica presso la LUISS di Roma e direttore di «Mondoperaio», è autore di molti volumi, fra cui <em>Dalla società chiusa alla società aperta </em>“Rubbettino, 2002).</p>
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		<title>L&#8217;economia sociale di mercato</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 22:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione economica]]></category>
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		<category><![CDATA[economia sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;economia sociale di mercato di Flavio Felice Rubbettino Editore Il dibattito sull&#8217;economia sociale di mercato, come soluzione alla crisi del sistema italiano, &#232; stato recentemente protagonista sulle principali testate giornalistiche. Autorevoli commentatori hanno argomentato pro o contro questo modello. Ma quali sono le caratteristiche e gli sviluppi storici e teorici che lo renderebbero proponibile nel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">L&#8217;economia sociale di mercato<br />
di Flavio Felice<br />
Rubbettino Editore</span></span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><span class="Nero">Il dibattito sull&rsquo;economia sociale di mercato, come soluzione alla crisi del sistema italiano, &egrave; stato recentemente protagonista sulle principali testate giornalistiche. Autorevoli commentatori hanno argomentato pro o contro questo modello. Ma quali sono le caratteristiche e gli sviluppi storici e teorici che lo renderebbero proponibile nel contesto attuale? L&rsquo;Autore ne ripercorre la genesi, a partire da quel filone del liberalismo europeo chiamato <i>ordoliberalismo</i>, fino all&rsquo;originale interpretazione di don Luigi Sturzo in Italia. Basata su alcuni capisaldi quali l&rsquo;economia di mercato, la libera iniziativa, la lotta ai monopoli (pubblici e privati) e la stabilit&agrave; monetaria, l&rsquo;economia sociale di mercato &egrave; distante sia dalle dottrine interventiste come dal capitalismo selvaggio. Al centro c&rsquo;&egrave; l&rsquo;idea che il sistema economico, per esprimere al meglio le proprie funzioni produttivo-allocative, dovrebbe operare in conformit&agrave; con una &ldquo;costituzione economica&rdquo; che lo Stato stesso pone in essere. </span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><span class="Nero"><strong>Flavio Felice </strong>&egrave; professore di Dottrine Economiche e Politiche alla Pontificia Universit&agrave; Lateranense e di Filosofia dell&#8217;impresa alla LUISS Guido Carli di Roma. E&#8217; direttore della Fondazione Novae Terrae e presidente del Centro Studi Tocqueville-Acton. Collabora con il Faith &amp; Reason Institute e con l&#8217;American Enterprise Institute di Washington, DC.<br />
Con Rubbettino ha pubblicato <em>Welfare Society</em> (2007), <em>Neocon e Teocon</em> (2006), <em>Prospettiva &quot;neocon&quot; </em>(2005), <em>Capitalismo e cristianesimo</em> (2002). </span></span></span></p>
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		<title>L&#8217;economia sociale di mercato</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 16:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Flavio Felice Il dibattito sull&#8217;economia sociale di mercato, come soluzione alla crisi del sistema italiano, &#232; stato recentemente protagonista sulle principali testate giornalistiche. Autorevoli commentatori hanno argomentato pro o contro questo modello. Ma quali sono le caratteristiche e gli sviluppi storici e teorici che lo renderebbero proponibile nel contesto attuale? L&#8217;Autore ne ripercorre la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">di Flavio Felice<br type="_moz" /><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Il dibattito sull&rsquo;<strong>economia sociale di mercato</strong>, come soluzione alla crisi del sistema italiano, &egrave; stato recentemente protagonista sulle principali testate giornalistiche. Autorevoli commentatori hanno argomentato pro o contro questo modello. Ma quali sono le caratteristiche e gli sviluppi storici e teorici che lo renderebbero proponibile nel contesto attuale? L&rsquo;Autore ne ripercorre la genesi, a partire da quel filone del liberalismo europeo chiamato&nbsp;ordoliberalismo, fino all&rsquo;originale interpretazione di don Luigi Sturzo in Italia. Basata su alcuni capisaldi quali l&rsquo;economia di mercato, la libera iniziativa, la lotta ai monopoli (pubblici e privati) e la stabilit&agrave; monetaria, l&rsquo;economia sociale di mercato &egrave; distante sia dalle dottrine interventiste come dal capitalismo selvaggio. Al centro c&rsquo;&egrave; l&rsquo;idea che il sistema economico, per esprimere al meglio le proprie funzioni produttivo-allocative, dovrebbe operare in conformit&agrave; con una &ldquo;costituzione economica&rdquo; che lo Stato stesso pone in essere.&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
FLAVIO FELICE &egrave; professore di Dottrine Economiche e Politiche alla Pontificia Universit&agrave; Lateranense e di Filosofia dell&rsquo;impresa alla LUISS Guido Carli di Roma. Ha pubblicato numerosi volumi molti dei quali editi da Rubbettino.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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