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	<title>Città del Monte &#187; Flysch Cilento</title>
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		<title>Il Parco nazionale del Cilento</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 22:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Buò]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/capo-palinuro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4029" title="capo palinuro" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/capo-palinuro-200x1331.jpg" alt="" width="200" height="133" /></a>La necessità di tutelare il Cilento dalle speculazioni edilizie e dal turismo di massa era evidente già nel 1973, anno in cui a Castellabate si teneva un convegno internazionale sui parchi costieri mediterranei.</p>
<p>Istituito con la legge quadro n. 394 del 6 dicembre del 1991 e nello stesso anno dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco (con i templi di Paestum e la Certosa di S. Lorenzo di Padula), il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, partendo da un’estensione iniziale di 36000 ettari, è stato progressivamente ampliato fino agli attuali 181048, ricompresi interamente nella parte meridionale della provincia di Salerno e includenti i territori di 8 Comunità Montane e 82 comuni. Nel 1997 ha ottenuto la qualificazione di Riserva della biosfera MAB-Unesco. Sono stati pianificati peraltro ulteriori ampliamenti: si tratta di due parchi marini che dovrebbero estendersi da Punta Tresino a Punta Licosa, nel Comune di Castellabate, e da Punta degli Infreschi a Scario, nei comuni di Camerota e S. Giovanni a Piro.</p>
<p>Terra di contrasti morfologici, il Cilento alterna alle dolci colline ricoperte di macchia mediterranea ed ulivi verde-cenere riflessi nel blu del Tirreno, le morfologie carsiche, aspre e lunari dei complessi montuosi interni (Alburno-Cervati) e meridionali, segnati da un’intensa tettonica, incisi da torrenti perennemente in piena e sui quali spuntano, tra boschi di castagno e leccio, piccoli borghi abbarbicati su rocce o adagiati lungo le sponde dei rivoli. Qui è possibile passeggiare tra faggete tipicamente appenniniche (nelle zone più elevate), cerrete (nella Valle dell&#8217;Inferno), castagneti e sugherete. Nel territorio di Sansa è anche presente la betulla.</p>
<p><a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/morigerati1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4030" title="morigerati" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/morigerati-200x1491.jpg" alt="" width="200" height="149" /></a>Alla base della duplicità morfologica appena descritta v’è la differente natura geologica delle rocce: il Flysch del Cilento, fittamente stratificato e ricco di colori, dona alla costa alta forme morbide e colori inconsueti, mentre le rocce calcaree che caratterizzano l’interno del parco conferiscono a quest’ultimo l’aspetto tipico dei massicci carbonatici. Magnifica testimonianza del fenomeno carsico sono le grotte dell’Auso (presso Sant’Angelo a Fasanella), di Pertosa (accessibile per un tratto con zatteroni) e di Castelcivita (lunga quasi 5 km), le gole prodotte dal fiume Mingardo (nel tratto in cui attraversa il Monte Bulgheria) come pure le spettacolari cascate e rapide che vivacizzazono i corsi del Sammaro, del Calore e del Bussentino.</p>
<p>Duplice è anche la connotazione demografica del territorio del parco, suddiviso in una “<em>zona di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale, con limitato e inesistente grado di antropizzazione</em>” e in una seconda “<em>zona di valore naturalistico, paesaggistico con maggior grado di antropizzazione</em>”.</p>
<p>Tassi, martore, lontre, lupi e gatti selvatici, questi i mammiferi che è possibile  scorgere nel parco – in alcuni casi non senza un bel po’ di fortuna – oltre ad aquile reali, coturnici, gracchi (alpini e corallini) e picchi (neri, rossi e verdi).</p>
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