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	<title>Città del Monte &#187; fortapasc</title>
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		<title>Fortàpasc</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 15:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniela De Rosa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[E' quadern d'o Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca locale]]></category>
		<category><![CDATA[fortapasc]]></category>
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		<description><![CDATA[Fortàpasc,di Marco Risi-2009 Il film si apre con una vista panoramica di Napoli notturna e un ragazzo, Giancarlo Siani, che a bordo della sua macchina, mentre fa ritorno a casa, ascolta &#8220;Ogni Volta&#8221; di Vasco Rossi. Giancarlo è un giovane di 26 anni, vive a Napoli e lavora come corrispondente del giornale “Il Mattino” da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fortàpasc,di Marco Risi-2009</p>
<p><a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/libero-de-rienzo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3856" title="libero de rienzo" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/libero-de-rienzo-140x2001.jpg" alt="" width="140" height="200" /></a>Il film si apre con una vista panoramica di Napoli notturna e un ragazzo, Giancarlo Siani, che a bordo della sua macchina, mentre fa ritorno a casa, ascolta &#8220;Ogni Volta&#8221; di Vasco Rossi.<br />
Giancarlo è un giovane di 26 anni, vive a Napoli e lavora come corrispondente del giornale “Il Mattino” da Torre Annunziata. Scrive di cronaca locale. Senza filtri, senza “edulcorare” le notizie, vuole riportare ogni avvenimento sempre animato da una grande passione per il suo lavoro.<br />
A Torre Annunziata, però, l&#8217;aria è pesante: conflitti interni alla camorra portano a tante ed insolite mattanze. Sotto c&#8217;è dell&#8217;altro e Giancarlo vuole andare a fondo.<br />
Scrivere di camorra in terre dove l&#8217;omertà talvolta può avere un&#8217; accezione quasi positiva, può essere rischioso soprattutto per chi lavora con la verità e Giancarlo lo sa bene.<br />
Nel ruolo del protagonista un bravissimo Libero De Rienzo, che anche in virtù di una forte somiglianza fisica riesce a trasmettere al pubblico la genuinità con cui Giancarlo Siani amava il suo mestiere, sfiorando fino a varcare del tutto quella linea di confine che separa un &#8220;giornalista-giornalista&#8221; da un &#8220;giornalista-impiegato&#8221;.<br />
La pellicolla alterna ritmicamente le vicende legate alla sfera sentimentale ai colpi di scena della sua attività giornalistica. Particolarmente drammatico il vuoto che ad un certo punto ha travolto il protagonista: gradualmente tutti i personaggi che hanno appoggiato e sposato la causa di Siani sembrano svanire. Si avverte un senso di solitudine, di abbandono.<br />
Parte della storia è stata romanzata, ma nei contenuti fondamentali il film è molto aderente alla realtà: la Citroen Mehari utilizzata sul set è la stessa che apparteneva al giovane giornalista.<br />
Al fianco di Libero di Rienzo c&#8217;è un cast di tutto rispetto: Ennio Fantastichini nei panni di un sindaco colluso con la camorra, Renato Carpentieri nei panni di Amato Lamberti, l&#8217;allora direttore dell&#8217;Osservatorio sulla Camorra, Michele Riondino che interpreta l&#8217;amico e collega Rico,Valentina Lodovini è Daniela, la fidanzata di Giancarlo Siani, e Daniele Pecci che nel ruolo del Capitano Sensales, insieme a Siani, rappresenta il vero senso di giustizia in terra di camorra.</p>
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		<title>Il primo film su Giancarlo Siani a San Giorgio a Cremano</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 16:21:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luca Coppola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Amato Lamberti]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;Una sala gremita ha accolto l&#8217;invito lanciato dall&#8217;attivo Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di San Giorgio a Cremano Renato Carcatella gioved&#236; 21 maggio presso la sala della Biblioteca di Villa Bruno, nell&#8217;ambito del cineforum gratuito &#8220;Siamo tutti Napoletani&#8221;. Il giovane giornalista del Corriere del Mezzogiorno Sandro Di Domenico ha aperto la manifestazione con il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;Una sala gremita ha accolto l&rsquo;invito lanciato dall&rsquo;attivo Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di San Giorgio a Cremano Renato Carcatella gioved&igrave; 21 maggio presso la sala della Biblioteca di Villa Bruno, nell&rsquo;ambito del cineforum gratuito &ldquo;Siamo tutti Napoletani&rdquo;. Il giovane giornalista del Corriere del Mezzogiorno Sandro Di Domenico ha aperto la manifestazione con il lancio di un video musicale dei Biscuits, duo rap di Torre Annunziata con una canzone in dialetto dedicata a Giancarlo Siani, precario del Mattino, ammazzato dalla camorra il 23 settembre del 1985 sotto casa sua a Napoli. &ldquo;Fortapache&rdquo; il titolo della canzone che accompagna il video ispirato all&rsquo;omonimo film firmato dal regista Marco Risi, figlio dello scomparso Dino. Carcatella ha introdotto la proiezione assegnando una targa a Sandro Di Domenico come riconoscimento per il suo lavoro, nonch&eacute; per il premio ottenuto al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia per la sezione under 30. Di Domenico ha voluto ricordare con un breve spezzone del suo lavoro la figura di Giancarlo, un ragazzo &ldquo;normale&rdquo; che amava la vita, allenava una squadra di pallavolo, una figura di studioso consapevole e attento. Assieme a Tosi, altro giornalista ha ripercorso la breve ed intensa vita di Siani attraverso i suoi reportage, i lavori pubblicati per l&rsquo;Osservatorio sulla Camorra guidato da Amato Lamberti e la tragica fine avvenuta il 23 settembre del 1985, appena quattro giorni prima che compisse 26 anni. Torre Annunziata soprannominata &ldquo;Fortapache&rdquo; &egrave; il teatro di violenti scontri di camorra che insanguineranno la citt&agrave; vesuviana attorno alla met&agrave; degli anni &rsquo;80. Ogni giorno Giancarlo compiva sessanta chilometri tra tangenziale ed autostrada per andare sul campo, annotare, osservare, scrivere con passione e premura nei particolari. Dapprima segue le vicende post terremoto che vedono la camorra allungare le mani sulla ricostruzione; infine i fatti di cronaca nera legati ai clan e alla guerra di spartizione del territorio. Presente al dibattito Maurizio Fiume, regista di &ldquo;E io ti seguo&rdquo;, premiato anch&rsquo;egli con una targa dell&rsquo;Amministrazione. In un interessante botta e risposta ha fatto luce su aspetti, momenti e profili poco noti di Giancarlo Siani. In effetti Giancarlo fu capace di intercettare quel filone legato alla cronaca nera, un percorso dettagliato e puntiglioso che nessun altro aveva ancora intrapreso. Occuparsi di camorra significava un tempo parlare di fatti di colore e non equivaleva al suo impegno civile che approfondiva i rapporti a doppio filo con la politica. A soli 22 anni Giancarlo compie un lavoro metodico che disturba, infastidice, mette in ombra gli altri per la sua bravura, facendoli sembrare per riflesso quasi dei &ldquo;fannulloni&rdquo;. Rileggendo le inchieste di Siani e i suoi scritti e guardando l&rsquo;opera di Saviano, quest&rsquo;ultima pu&ograve; essere considerata a giusta ragione la continuazione di quel lavoro interrotto. E qui che si innesta anche il film prodotto da Fiume &ldquo;E io ti seguo&rdquo;, poco conosciuto al grande pubblico ma che ha rappresentato la prima pellicola dedicata al caso Siani. Le sue intuizioni cinematografiche hanno costituito il punto di partenza per la realizzazione di &ldquo;Gomorra&rdquo; di Matteo Garrone. Il film &egrave; stato girato con inquadrature in presa diretta che rendono bene l&rsquo;impegno quotidiano di Giancarlo, sempre in giro con la sua Citroen Mehan verde aperta, simbolo di libert&agrave;. Nel film viene ricordata la strage di Sant&rsquo;Alessandro avvenuta il 26 agosto del 1985 a Torre Annunziata che lascer&agrave; sul selciato 8 morti e 7 feriti in un clima sempre pi&ugrave; teso di terrore e violenza che scuoter&agrave; di li a poco la citt&agrave;. Valentino Gionta, figura di spicco della nuova camorra, diviene in breve tempo il leader indiscusso del fiorente mercato della droga e del racket. Fiume si sofferma sulla grande risposta di piazza verso i fatti di sangue alternando sullo schermo le immagini dell&rsquo;epoca, generazioni scese in piazza che esprimeranno una richiesta forte di legalit&agrave; all&rsquo;allora primo cittadino. Le vicende di Giancarlo vengono narrate sullo schermo attraverso fatti di vita e gli articoli in una sorta di cronistoria, con un ritmo che tiene gli spettatori in ansia sino alla fine. Una ricostruzione che si rivela realistica e che colpisce sul finale, con lo sgomento dei colleghi del Mattino e la rivolta della redazione che chiede un titolo in prima pagina. Il regista ha rinunciato ai diritti d&rsquo;autore purch&egrave; venisse proiettato in un momento pubblico. Ha affermato inoltre che restano ancora coni d&rsquo;ombra attorno alla morte di Giancarlo, come la scomparsa dei suoi dossier sulla camorra. Nel 1997 il Pm D&rsquo;Alterio ha fatto condannare i responsabili e gli esecutori dell&rsquo;omicidio all&rsquo;ergastolo. Tuttavia gli intrecci tra affari e politica non sono mai stati chiariti e ancora oggi, a distanza di 24 anni restano intatti alcuni misteri. Chiara e luminosa risulta la sua opera e il suo messaggio ancora vivo, come testimonia la realizzazione ad opera dei giovani del territorio di Ercolano di Radio Siani.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><img align="bottom" alt="" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/img_2007.jpg" />&nbsp;<img align="bottom" alt="" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/sandro-2.jpg" /></p>
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		<title>Fortapasc</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 18:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capozzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[E' quadern d'o Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Giancarlo Siani]]></category>
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		<description><![CDATA[FORTAPASC&#160;di MARCO RISI ITA, 09. La sera del 23 settembre 1985, sotto casa sua,&#160;viene ucciso il giovane giornalista Giancarlo Siani, reo di aver messo a fuoco i conflitti interni alla camorra e le collusioni di questa coi politici di Torre Annunziata. Nel 2001 gi&#224; il giovane regista Maurizio Fiume, utilizzando come set anche&#160; la redazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><b><i><span style="font-family: Arial">FORTAPASC</span></i></b><b><span style="font-family: Arial">&nbsp;di MARCO RISI ITA, 09.</span></b><span style="font-family: Arial"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">La sera del 23 settembre 1985, sotto casa sua,&nbsp;viene ucciso il giovane giornalista Giancarlo Siani, reo di aver messo a fuoco i conflitti interni alla camorra e le collusioni di questa coi politici di Torre Annunziata. Nel 2001 gi&agrave; il giovane regista Maurizio Fiume, utilizzando come set anche&nbsp; la redazione di Metropolis, aveva dedicato un film a Giancarlo, <i>&ldquo;E io ti seguo</i>&rdquo;. Un film generoso, che non ebbe una circuitazione degna di questo nome. E anche per Risi la storia produttiva &egrave; complicata: era un vecchio progetto, addirittura precedente al film di Fiume, reso oggi &nbsp;possibile dall&rsquo;interessamento di Angelo Barbagallo, che &egrave; u personaggio molto interessante del cinema italiano. Ha prodotto con lungimiranza i film di Moretti e&nbsp;ha creduto&nbsp;in <i>&ldquo;La meglio giovent&ugrave;&rdquo; </i>di M.T.Giordana. <i>&ldquo;Fortap&agrave;sc&rdquo;</i> &egrave; un bel film: mi&nbsp;ha intrigato e commosso. Ha evitato le secche della beatificazione post mortem. E&rsquo; di fronte a noi un non-eroe, che voleva, con una buona dose di incoscienza, ma anche di dignit&agrave; professionale, fare solo il suo mestiere. A dire il vero, era uno che non capiva fino in fondo, forse, le implicazioni che scaturivano dal suo osservare con onest&agrave; e semplicit&agrave; gli avvenimenti di &ldquo;nera&rdquo; che era chiamato a descrivere. Ma una volta mangiata la foglia, non si &egrave; sottratto ad un percorso che poteva essere pericoloso. I bravi sceneggiatori, Purgatori e Carrington, e lo stesso regista hanno operato il massimo sforzo nel contestualizzare la vicenda umana e individuale in un importante punto di svolta della storia della criminalit&agrave;. La vicenda di Siani,&nbsp;interpretato&nbsp;dall&rsquo;attore assai misurato e intenso Libero De Rienzo, emerge dal confronto molto serrato, dal punto di vista cinematografico, con&nbsp; l&rsquo;ambiente mafioso che condizionava pesantemente &nbsp;la vita economica del grande Comune di Torre Annunziata. Le connivenze tra il Sindaco e Valentino Gionta, il capo del clan locale, erano fortissime. Gionta, ora all&rsquo;ergastolo, &egrave; qui l&rsquo;attore molto bravo M. Gallo. Distaccatosi dai cutoliani, non solo era uscito indenne dalla distruzione della NCO, ma si era ritagliato uno spazio tutto suo. Il suo muoversi nell&rsquo;ambiente fisico della Citt&agrave; in cui operava &egrave; &nbsp;reso con un senso quasi corale di &ldquo;partecipazione&rdquo; popolare. Ma questo &egrave; un tratto che il Gionta sollecitava e di cui si gloriava, con donazioni e interventi &ldquo;benefici&rdquo;, mentre spacciava e faceva il pizzo e lo strozzo.&nbsp;Un modo di fa che gli&nbsp;veniva &ldquo;ideologicamente&rdquo; dalla vecchia appartenenza al super-clan di Cutolo, che faceva della Camorra addirittura una specie di movimento antistatale. La descrizione ambientale &egrave; resa &nbsp;con un realismo severo denso di squallore, anche attraverso eccessi cromatici. Fa pensare al cinema classico di Francesco Rosi, e non a <i>&ldquo;Gomorra&rdquo;.</i></span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
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