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	<title>Città del Monte &#187; francescanesimo</title>
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		<title>San Francesco vive!</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 21:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Petrone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[francescanesimo]]></category>
		<category><![CDATA[francescani]]></category>
		<category><![CDATA[ottavo centenario]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco d'assisi]]></category>

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		<description><![CDATA[“Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, porta molto frutto” Gv.12,24 &#160; L’ostensione delle spoglie di San Francesco ad Assisi, in occasione dell’ottavo centenario della sua morte, rappresenta un evento storico e spirituale di grande rilevanza. Dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, i fedeli avranno l’opportunità [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Se il chicco di grano caduto in terra non muore, </em></p>
<p><em>rimane solo; se invece muore, porta molto frutto” Gv.12,24</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ostensione delle spoglie di San Francesco ad Assisi, in occasione dell’ottavo centenario della sua morte, rappresenta un evento storico e spirituale di grande rilevanza. Dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, i fedeli avranno l’opportunità di venerare le spoglie del Santo, simbolo universale di pace, fraternità e amore. L’evento, approvato da Papa Leone XIV, si terrà nella Basilica di San Francesco ad Assisi. Questo momento di contemplazione e preghiera si radica nel messaggio evangelico del “seme che muore per portare frutto”, celebrando la vita come dono e testimonianza d’amore.</p>
<p>L’ostensione non è solo un evento devozionale, ma un messaggio potente per i credenti e per la società. Francesco vive e il suo spirito continua a operare in mezzo a noi, chiamandoci a essere costruttori di pace, custodi del creato e testimoni di un amore che non muore.</p>
<p>Un’esperienza che ci chiama a riconoscere come il dono di noi stessi nell’amore, mentre ci consuma, quando è vissuto in unione con Cristo, diventa il passaggio alla pienezza della Vita, che è la comunione con Dio Padre e con tutta l’umanità per l’azione dello Spirito santo- amore, principio e compimento dell’unità.</p>
<p>“<em>L’amore non è amato</em>”: continua ad essere il grido silenzioso di Francesco e allo stesso tempo la sua attualità; una frase breve, quasi disarmante, ma capace di attraversare i secoli con una forza sorprendente. Non è uno slogan, né una semplice lamentela spirituale. È un grido, intimo e universale allo stesso tempo, che interroga il cuore dell’uomo di ogni epoca.</p>
<p>Secondo la tradizione francescana, Francesco pronunciò queste parole piangendo, ritirato in preghiera. Il suo dolore non nasceva da un’offesa personale, ma dalla consapevolezza che l’Amore – Dio stesso – si dona senza misura e non viene riconosciuto, accolto, ricambiato. È un paradosso profondo: ciò che sostiene il mondo viene ignorato dal mondo stesso.</p>
<p>L’“amore” di cui parla Francesco non è un sentimento vago o romantico. È amore gratuito, incarnato, concreto, che si fa servizio, perdono, umiltà. È l’amore che si abbassa, che sceglie la povertà, che si espone alla fragilità. Proprio per questo, spesso, non viene compreso: richiede conversione, rallentamento, uno sguardo diverso sulla vita.</p>
<p>Ma questa frase non riguarda solo Dio. È anche uno specchio dell’esperienza umana. Quante volte l’amore, oggi, non è amato? Quando viene ridotto a possesso, consumo, convenienza. Quando si cerca l’utile invece del vero, l’apparenza invece della profondità. In una società che corre, l’amore autentico appare scomodo: chiede tempo, ascolto, pazienza.</p>
<p>Eppure, il lamento di Francesco non è disperazione. È chiamata. Dire “l’amore non è amato” significa anche invitare ciascuno a diventare risposta. Amare dove l’amore manca. Riconoscere l’amore ricevuto. Vivere in modo tale che l’amore, finalmente, sia amato.</p>
<p>In questo senso, l’invocazione di S. Francesco è radicalmente attuale. Non accusa, non condanna: sveglia. Ci chiede se siamo ancora capaci di stupirci davanti all’amore gratuito, di accoglierlo senza difese, di testimoniarlo con la vita. Perché forse il mondo non ha meno amore di prima, ma meno occhi capaci di riconoscerlo.</p>
<p>E allora la domanda resta aperta, rivolta a ciascuno di noi:</p>
<p>Se l’amore non è amato, io come rispondo?</p>
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		<title>Con &#8220;Francesco. Il primo italiano&#8221; Aldo Cazzullo conquista l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 19:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Petrone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Cazzullo]]></category>
		<category><![CDATA[francescanesimo]]></category>
		<category><![CDATA[francescano]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco il primo italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco]]></category>
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		<description><![CDATA[Francesco. Il primo italiano di Aldo Cazzullo HarperCollins prezzo: €19.50 Incontrare Aldo Cazzullo al termine del suo intervento (presentazione del suo libro) nell’ambito del festival Francescano a Bologna, a fine settembre 2025, in una Piazza Maggiore gremita, è stata una esperienza emozionante ricca di tanti spunti di riflessione. Avere il piacere di scambiare con lui [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/11/il-primo-italiano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13649" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/11/il-primo-italiano.jpg" alt="il primo italiano" width="298" height="324" /></a></p>
<p><em><strong>Francesco. Il primo italiano</strong></em></p>
<p><strong>di Aldo Cazzullo</strong></p>
<p><strong>HarperCollins</strong></p>
<p><strong>prezzo: €19.50</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Incontrare Aldo Cazzullo al termine del suo intervento (presentazione del suo libro) nell’ambito del festival Francescano a Bologna, a fine settembre 2025, in una Piazza Maggiore gremita, è stata una esperienza emozionante ricca di tanti spunti di riflessione. Avere il piacere di scambiare con lui qualche pensiero sul suo libro, mi ha spinto a leggere con cura la sua opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho ascoltato un uomo appassionato della vita di Francesco, un cercatore di quel carisma della fratellanza universale fatta di incontri, dialogo, confronto.</p>
<p style="text-align: justify;">Aldo Cazzullo (nato ad Alba nel 1966) è giornalista e uno dei più noti intellettuali mediatori del panorama culturale italiano. Dopo quindici anni a “<em>La Stampa”</em>, dal 2003 è inviato speciale ed editorialista del <em>Corriere della Sera</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo libro molto bello, ricco di storie documentate, lo scrittore regala un ritratto del santo d’Assisi in occasione degli 800 anni dalla sua morte; lo fa con delicatezza e raffinatezza intellettuale, tracciando la vita del Santo come colma di umanità, capace di elevare con il suo esempio, la sua testimonianza, l’uomo di ogni tempo a Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Cazzullo, individua e esprime il meglio della vita di San Francesco: l’amore per il prossimo, il rispetto per tutte le creature, la cortesia, il buon umore; racconta la vita straordinaria di Francesco, la giovinezza piena di ideali cavallereschi, la rottura con il padre, la spoliazione, l’incontro con il Papa, fino al grande mistero: le stimmate.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci dice che: “Nel libro racconto la storia di San Francesco, l’ho chiamato il primo italiano perché Francesco è stato il fondatore dell’identità italiana, è stato il primo a scrivere una poesia in italiano, il Cantico delle creature, ha inventato il presepe e reinventato il teatro: le sue prediche erano delle performance”.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui stesso nel suo libro afferma: “Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco. Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, per l’umanità potrebbe essere l’ultimo.”</p>
<p style="text-align: justify;">La bellezza di questa opera dello scrittore, si cela nella capacità di trasformare una figura medievale, quella di Francesco, in un testimone attuale, capace di dare risposte di senso all’umanità di oggi, offrire un modello spirituale e civile per i tempi contemporanei.</p>
<p style="text-align: justify;"> S. Francesco è reso attuale per il suo calarsi nell’umanità di ogni tempo, specie in quella attraversata da fragilità, capace di essere feritoia per lasciar passare la luce che alimenta nuova speranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessante la sua riflessione sulla visione di Francesco, sul nocciolo del francescanesimo, che non è solo la povertà nelle sue diverse sfaccettature, non è solo l’amore, ma l’idea che nessuno si salva da solo. Ognuno si salva con il resto dell’umanità e della creazione; ci si salva salvando gli altri e salvando il mondo. Il modello che francesco indica non è al vertice, è al fondo della scala sociale: sono gli umili, i deboli, i malati, coloro che non hanno nulla. Mentre le fonti di inimicizia, di guerra, di odio tra gli uomini, sono proprio il denaro, il potere, le disuguaglianze, le ingiustizie.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel libro emerge una visione di Francesco mai punitiva: Francesco ama il prossimo, ama la creazione, non considera nemico nessun essere umano, nessuna creatura di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un invito alla fratellanza universale, come via per costruire un mondo più umano e giusto.</p>
<p style="text-align: justify;"> Come scrive Cazzullo: &#8220;Il vero miracolo di San Francesco è far vedere che possiamo cambiare vita, possiamo migliorare noi stessi&#8221;.</p>
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		<title>Francescani in Terra Santa. Una storia lunga 800 anni</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 16:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[francescanesimo]]></category>
		<category><![CDATA[francescani in terra santa]]></category>
		<category><![CDATA[storia del francescanesimo]]></category>
		<category><![CDATA[storia della terra santa]]></category>
		<category><![CDATA[storia francescana]]></category>

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		<description><![CDATA[Francescani in Terra Santa. Una storia lunga 800 anni Giuseppe Caffulli (a cura di) Edizioni Terra Santa, Milano 2018 pagine 144 Prezzo euro 10,00     Otto secoli di permanenza francescana raccontati in un volume, dal 22 febbraio 2018 in tutte le librerie. Una presenza ininterrotta e costante da 800 anni –Una storia lunga 800 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Francescani in Terra Santa. Una storia lunga 800 anni </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe Caffulli (a cura di)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Edizioni Terra Santa, Milano 2018 </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pagine 144 </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prezzo euro 10,00</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<div id="attachment_11572" style="width: 1423px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Francescani-in-Terra-Santa.jpg"><img class="size-full wp-image-11572" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Francescani-in-Terra-Santa.jpg" alt="Copertina " width="1413" height="2236" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina</p></div>
<p style="text-align: justify;">Otto secoli di permanenza francescana raccontati in un volume, dal 22 febbraio 2018 in tutte le librerie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una presenza ininterrotta e costante da 800 anni –</strong>Una storia lunga 800 anni … Dall´arrivo dei primi frati a San Giovanni d´Acri ai nostri giorni. Attualmente la Custodia di Terra Santa opera nei seguenti Paesi: Israele, Palestina, Giordania, Siria, Libano, Egitto e le isole di Cipro e Rodi (in Grecia). In essa lavorano circa 300 religiosi. Otto secoli come guardiani dei Luoghi Santi della Redenzione. Oggi i frati custodiscono 70 santuari e sono presenti in 50 di essi. È uno stare anzitutto per dare lode a Dio nella liturgia. Sempre vicini alla gente e alle comunità locali nonostante le guerre, i conflitti e le difficoltà. Una presenza dialogante di fronte alle molteplici realtà culturali e religiose di quelle terre, ma che non ha mai nascosto la propria identità fatta di amore verso il prossimo, partendo anche dalle Chiese locali. Una delle caratteristiche della loro presenza è stata anchela cura verso i numerosi pellegrini che da secoli si recano a visitare i luoghi sacri della cristianità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il volume &#8211; </strong>vuole essere, attraverso più contributi, un agile strumento per approfondire, attraverso autorevoli e approfonditi scritti, la conoscenza degli inizi di questa plurisecolare presenza, con uno sguardo concreto e realistico sulla situazione attuale. In queste pagine si susseguono scritti del Custode di Terra Santa, Francesco Patton ofm, <em>Soggetti per amore di Dio a ogni umana creatura</em>; Clara Maria Fusciello osc, <em>Uomini e donne nel travaglio del cambiamento</em>; Sergio Ferdinandi, L<em>a Terra Santa all’arrivo dei Frati Minori</em>; Christian Grasso, <em>Papato e Terra Santa. Sguardo a Oriente</em>; Cesare Vaiani ofm, <em>Frate Francesco tra i non cristiani</em>; Filippo Sedda, <em>Il viaggio “silenzioso” di Elia di Cortona</em>; Giuseppe Ligato, <em>Un uomo disarmato alla quinta Crociata</em>; Giuseppe Buffon ofm, <em>Una storia lunga ottocento anni</em>; Onorato Grassi, <em>Costruttori di ponti</em>; Sara Cibin e Corrado Scardigno, <em>Lo scrigno della memoria</em>; Pacifico Sella ofm, <em>Sulla genesi della Custodia di Terra Santa</em>; Giovanni Claudio Bottini ofm, <em>Il contributo storico e culturale della Custodia di Terra Santa</em>.<em>  </em>Ogni autore, nel proprio ambito di studio o di azione pastorale, ha contribuito a realizzare questo grande affresco storico che ha origine nel profondo amore verso Dio e i fratelli.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La spiegazione del Custode di Terra Santa, Fra’ Patton</strong> &#8211; Rifacendosi alla nel Capitolo XVI della Regola non bollata, così dice: <em>&lt;&lt;Lì san Francesco ci ricorda che siamo chiamati ad evangelizzare in due modi. Il primo è di non fare liti o dispute, essere sudditi e soggetti a ogni umana creatura per amore di Dio e confessare di essere cristiani. Il primo modo è cioè quello della testimonianza della vita, che si attua quando evitiamo ogni forma di aggressività e polemica, ci mettiamo a servizio degli altri per amore di Dio e manifestiamo un’identità cristiana chiara. Aggiunge poi san Francesco che «quando vedranno che piacerà al Signore» allora i frati potranno fare l’annuncio esplicito del mistero di Cristo e amministrare i sacramenti che incorporano alla Chiesa. Infine bisogna mettere in conto la possibilità di essere rifiutati, perseguitati e perfino uccisi, ma questo è già compreso nella professione di vita religiosa, con la quale mettiamo la nostra vita totalmente nelle mani di Dio”. Queste linee, semplici e concrete, hanno guidato e tuttora guidano l’esperienza francescana in Terra Santa in questi otto secoli, in mezzo a persone di altra cultura, fede e religione. “È da questa esperienza e da questa intuizione” continua Fra’ Patton “che è nato il desiderio di poter stare nei Luoghi Santi per lodare e ringraziare Dio per quel che ha fatto per noi incarnandosi a Nazaret, mostrando il volto di Dio nel volto di un bambino a Betlemme, donandosi a noi nell’Eucaristia nel Cenacolo, insegnandoci l’amore reciproco attraverso la lavanda dei piedi, sintonizzando la sua volontà umana con quella del Padre nel Getsemani, mostrandoci l’amore più grande, quello che arriva fino al dono della vita sul Golgota e vincendo per sempre la morte il terzo giorno nel Santo Sepolcro”. Se queste sono le radici, la pianta oggi è salda anche se piccola ed esposta alle intemperie. L’attività pastorale dei francescani oggi è svolta in 29 parrocchie e in numerose chiese, cappelle e succursali; la Custodia ha la responsabilità pastorale delle tre più grandi parrocchie latine di tutta la Terra Santa: Gerusalemme, Betlemme e Nazaret e i frati hanno parrocchie anche in Siria e Libano, nelle grandi città come in alcuni paesi più piccoli. Leggiamo nel testo che “Le parrocchie francescane sono nate per assistere i fedeli di rito latino presenti nella regione e per diversi secoli i frati sono stati gli unici pastori d’anime per questi fedeli. Oggi essi dividono questa responsabilità con i parroci del Patriarcato latino, restaurato da papa Pio IX nel 1847. Uno dei momenti di maggiore unità dei diversi fedeli che fanno capo alle parrocchie latine, non solo francescane, è la processione della Domenica delle Palme, che si snoda da Betfage, sul Monte degli Ulivi, fino alla chiesa di Sant’Anna, nella città vecchia di Gerusalemme”. Pietre vive, i cristiani di Terra Santa, che attendono i fratelli nella fede per il pellegrinaggio là dove tutto ha avuto origine&gt;&gt;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli Autori<em> &#8211;  </em></strong>Francesco Patton ofm, Clara Maria Fusciello osc, Sergio Ferdinandi, Christian Grasso, Cesare Vaiani ofm, Filippo Sedda, Giuseppe Ligato, Giuseppe Buffon ofm, Onorato Grassi, Sara Cibin, Corrado Scardigno, Pacifi co Sella ofm, Giovanni Claudio Bottini ofm.</p>
<p>&nbsp;</p>
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