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	<title>Città del Monte &#187; Guerra</title>
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	<description>Giornale Online</description>
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		<title>Quando le montagne cantano, testimonianza della guerra in Vietnam</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 09:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Formisano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[carestie]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[sofferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando le montagne cantano Phan Que Mai Nguyen Nord 2021 pp.384 euro 18 Quando le montagne cantano è il romanzo d’esordio di Phan Que Mai Nguyen, edito da Nord e pubblicato a gennaio 2021. Phan Que Mai Nguyen è una giornalista e poetessa nata in Vietnam. Trama - Anni ’70. Il Vietnam è devastato dalla guerra. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/02/que-mai-nguyen-phan-quando-le-montagne-cantano-9788842933526.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12857" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/02/que-mai-nguyen-phan-quando-le-montagne-cantano-9788842933526.jpg" alt="que-mai-nguyen-phan-quando-le-montagne-cantano-9788842933526" width="367" height="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando le montagne cantano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Phan Que Mai Nguyen</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nord</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2021</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pp.384</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>euro 18</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando le montagne cantano </strong>è il romanzo d’esordio di <strong>Phan Que Mai Nguyen</strong>, edito da Nord e pubblicato a gennaio 2021.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Phan Que Mai Nguyen </strong>è una giornalista e poetessa nata in Vietnam.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Trama </strong>- Anni ’70. Il <strong>Vietnam</strong> è devastato dalla <strong>guerra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La capitale, <strong>Hanoi</strong>, è completamente distrutta.</p>
<p style="text-align: justify;">La piccola<strong> Huong</strong> si rifugia insieme alla nonna, <strong>Dieu Lan,</strong> sulle montagne; sono rimaste sole, tutti i componenti della famiglia sono partiti per aiutare la patria durante il conflitto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dieu Lan, per distrarre la bambina, le racconta la storia del suo passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Non appena si pone fine alle armi, le due donne ritornano nella loro casa, trovandola, però, distrutta dai bombardamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia si ritrova, anche la mamma di Huong ricompare, ma con un fardello nel cuore che non le permette di aprirsi completamente con sua figlia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è solo il primo tassello di una saga familiare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Temi</strong>- Il centro del romanzo, dunque, è la <strong>famiglia Tran</strong>, lacerata e distrutta dalla guerra, che con estrema dignità ha la forza di risollevarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">La guerra è descritta tramite gli occhi delle protagoniste: <strong>fame, disperazione, violenze, carestie.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il desiderio di sopravvivenza e la speranza del futuro</strong> sono le forze motrici dei personaggi, grazie alle quali riusciranno a ricostruirsi una vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo intreccia tre storie e tre archi temporali differenti: il periodo narrato va dalla riforma agraria degli anni ’50, ai bombardamenti americani di Hanoi degli anni ’70 e si spinge ancora oltre.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autrice ci permette di conoscere la storia del Vietnam in maniera approfondita, storia che è appena abbozzata nei libri di scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla descrizione del passato, centro del romanzo sono anche gli usi e le tradizioni del popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo si pone, dunque, come<strong> testimonianza</strong> delle sofferenze di famiglie sconvolte e spezzate e come <strong>tributo</strong> nei confronti di una nazione che ha saputo risollevarsi a testa alta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le pieghe sghembe di Franco Buffoni</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 19:03:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Galgano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri parole emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Buffoni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Il profilo del rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Noi e loro]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Theios]]></category>

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		<description><![CDATA[La poesia di Franco Buffoni (1948), recentemente raccolta in un bellissimo Oscar Mondadori, con introduzione e cura di Massimo Gezzi, raccoglie due dorsali decisive e fondamentali: la memoria, racchiusa in luoghi e tempi, e collocata in un margine individuale che recupera le «radici piantate» della Storia, e l’esperienza personale e culturale, che vive di una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cittadelmonte.info/2012/11/29/le-pieghe-sghembe-di-franco-buffoni/franco_buffoni_12/" rel="attachment wp-att-8061"><img class="alignnone  wp-image-8061" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/franco_buffoni_121.jpg" alt="" width="226" height="339" /></a></p>
<p>La poesia di Franco Buffoni (1948), recentemente raccolta in un bellissimo Oscar Mondadori, con introduzione e cura di Massimo Gezzi, raccoglie due dorsali decisive e fondamentali: la memoria, racchiusa in luoghi e tempi, e collocata in un margine individuale che recupera le «radici piantate» della Storia, e l’esperienza personale e culturale, che vive di una intensità attenta, rigogliosa, vitale.</p>
<p>Nonostante l’esordio, un po’ più tardo rispetto ad altri poeti della sua stessa generazione, come De Angelis e Magrelli, la sua poesia frequenta i risvolti di una lenta germinazione, protesa alla maturazione e a una completezza accesa e convergente.</p>
<p>L’intensa formazione universitaria e la conoscenza delle lingue e delle letterature determinano, sin dalla sua prima opera <em>Nell’acqua degli occhi</em>, “le mosse dalla metà più specificatamente <em>fantaisiste </em>dell’opera di Laforgue e che trova da noi il principale punto di riferimento (…) nella documentazione in versi del gran gioco palazzeschiano”, come scrive Giovanni Raboni.</p>
<p>L’allusione e il crinale del suo bagaglio letterario sono il sostegno di una ironia pudica e di una divertita tensione nascosta.</p>
<p>Il dettaglio memoriale, meno denotativo rispetto ad altri lombardi a lui contemporanei, sussiste in una restituzione di tempo, di frammento e di ricordo riaperto e stratificato.</p>
<p>Un’operazione di sintesi e di attuazione memoriale collettiva e individuale, in cui lo scorcio e la visualità divengono strumento di conoscenza e condizione e fanno luce sulla storia e le sue scorze clandestine.</p>
<p>La connessione di microstoria e macrostoria, se da un lato aprono il varco al sostegno di una congiunzione spazio-temporale, dall’altro formano il nome diverso a conflitti irrisolti (come quello con il padre) e a fratture.</p>
<p>La cosiddetta poesia dell’ “anamorfosi”, come ha scritto acutamente Giovanna Ioli, rivela la tendenza all’empirismo e a uno scenario profondamente laico.</p>
<p>Il diaframma eroico-comico, emerso sin da <em>Quaranta a quindici</em> del 1987, rendono luce al binario di dialoghi continui e ininterrotti e alla soglia che unisce «il gioco dell’intelligenza e lo sgomento del nulla».</p>
<p>Il linguaggio, pertanto, rappresenta la possibilità di un’espressione compiuta, laddove il colore delle parole racchiude il germoglio e l’approdo verso una tensione ricolma.</p>
<p>Con la trilogia della sua <em>Bildung </em>personale, come <em>Suora carmelitana e altri racconti in versi</em> (1997), <em>Il profilo del Rosa</em> (2000) e <em>Theios</em> (2001), lo scavo si fa campitura esistenziale di formazione, che impronta il ricordo a divenire scorciata non evasiva, in cui il mistero dei luoghi e dei volti proclama il suo impasto che prolunga l’allusione e l’ellissi spazio-tempo: «Come un polittico che si apre/ E dentro c’è la storia/ Ma si apre ogni tanto/ Solo nelle occasioni, / Fuori invece è monocromo / Grigio per tutti i giorni, / La sensazione di non essere più in grado, / Di non sapere più ricordare».</p>
<p>Il recupero della memoria affiora nella sua incompletezza e nella visualità proustiana e bergsoniana.</p>
<p>L’oscillazione di Buffoni negli interstizi del tempo, come avviene in <em>Il profilo del Rosa</em>,<em> </em>mettono in luce «la descrizione in versi di una crescita, dall’infanzia all’adolescenza all’età matura, fino alla previsione di vecchiaia dell’ultima sezione» e delineano lo svolgimento dei luoghi, in un paesaggio in cui la figuralità umana si geometrizza, acuendo su di sé la scultura lucente dell’estraneità, della retrospettiva del dolore e della sua soglia.</p>
<p>L’infanzia, costellata di volti ed oggetti, la ribellione dell’adolescenza, con i conflitti drammaticamente irrisolti, l’amore omoerotico con la pienezza piana e sensuale dei risvolti (come accadrà in <em>Noi e loro</em> (2008)), chiudono il suo palinsesto di remote suggestioni e crescita personale, lasciando avvertire l’evidenza di un “ponte tra mondo dell’infanzia e mondo adulto, una coalizione fra esperienza e conoscenza” (A.Baldacci).</p>
<p>Quando la lingua della poesia raccoglie al suo interno l’uso quotidiano e vorticoso di vezzeggiativi e carte infantili, ecco che avviene la stratificazione del tempo e l’esclusione adulta sorseggia lo sfarzo duro della malinconia.</p>
<p>Il progetto di un libro dedicato alla vita militare, estremo e abissale, come <em>Guerra </em>del 2005, registra la corrosione e l’amarezza che reca con sé le guerre, le latitudini di tutti i tempi e la violenza cosmica senza riparo: «Se il mondo è stato creato/ Per l’uomo e le sue esigenze/ Dio alla fine dei tempi/ Premierà le vittime della storia».</p>
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