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	<title>Città del Monte &#187; luca diotallevi</title>
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		<title>Crisi del sacro e dibattito sulla secolarizzazione</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2020 18:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmine Matarazzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Cristianesimo]]></category>
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		<description><![CDATA[Fine corsa. La crisi del cristianesimo come religione confessionale di Luca Diotallevi EDB Bologna 2017 pp.272 euro 23,00 Il fenomeno della secolarizzazione in Occidente ha sicuramente interessato l’ambito religioso e in particolare il cristianesimo, come sottolinea una delle tante pubblicazioni del sociologo Luca Diotallevi dell’Università di Roma Tre nel volume Fine corsa. La crisi del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Crisi-del-sacro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11995" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Crisi-del-sacro.jpg" alt="crisi-del-sacro" width="1009" height="1649" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fine corsa. La crisi del cristianesimo come religione confessionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Luca Diotallevi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>EDB</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna 2017</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pp.272</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>euro 23,00</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il fenomeno della secolarizzazione in Occidente ha sicuramente interessato l’ambito religioso e in particolare il cristianesimo, come sottolinea una delle tante pubblicazioni del sociologo Luca Diotallevi dell’Università di Roma Tre nel volume <em>Fine corsa. La crisi del cristianesimo come religione confessionale</em>, pubblicato dalle EDB di Bologna (2017). Sebbene questo libro abbia già compiuto qualche anno, l&#8217;analisi che contiene è tuttora valida e può efficacemente illuminare le problematiche nei nostri tempi. Tuttavia, va tenuto presente che essa è stata suscettibile di altre interpretazioni; ad esempio, da un punto di vista politico, la secolarizzazione ha rappresentato per molti il tramonto delle ideologie. Infatti, insieme al contesto più specificamente religioso e sacrale, essa tende a mettere in crisi anche il settore laico, si pensi allo stato, o ai grandi partiti e movimenti di massa, che la categoria della secolarizzazione ritiene assolutamente inadeguati a rappresentare il centro sacrale nella storia del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure a partire dagli anni Sessanta, la centralità della categoria della secolarizzazione, in relazione all’interpretazione del passaggio dal Medioevo al mondo moderno e all’analisi delle dinamiche della società contemporanea, subisce un processo di destrutturazione critica. Da un lato, vi è stato chi ha messo in dubbio la valenza euristica della “metafora” della secolarizzazione di fronte alla complessità dell’epoca moderna. Dall’altro si è messo in evidenza l’emergere di valori “post-materialistici”, che agiscono all’interno dei nuovi spazi sociali propri delle società industriali avanzate, in cui il soggetto intraprenderebbe un percorso di ridefinizione della propria identità supportato da un maggior livello di integrazione comunitaria, all’interno di nuove dimensioni simboliche.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli anni Ottanta si assiste all’affermarsi sempre più preponderante di un fenomeno di affatto trascurabile importanza. Diverse tradizioni religiose in tutto il mondo, dal fondamentalismo islamico alla cattolica teologia della liberazione, cominciano ad uscire dalla sfera privata e ad interagire con quella pubblica. Quella che si va delineando con chiarezza è una sorta di “deprivatizzazione” della religione. Ad attribuire particolare rilievo alla questione è il fatto che non si tratta di banale e sterile <em>revival </em>religioso, ma di vere e proprie prese di posizioni assunte da religioni pubbliche.</p>
<p style="text-align: justify;">Le istituzioni religiose tradizionali tornano dopo secoli a sfidare le forze politiche, sociali e culturali dominanti, mettendo in discussione la neutralità dello stato rispetto ai valori e la distinzione tra etica pubblica ed etica privata. In sostanza, la secolarizzazione della società, quello che sembrava un obiettivo raggiunto, una certezza consolidata della modernizzazione, torna sorprendentemente in questione.</p>
<p style="text-align: justify;">In quest’ultimo frangente di secolo, quattro processi apparentemente indipendenti, ma quasi simultanei, hanno contribuito a generare il dibattito pubblico sulla problematica religiosa: la rivoluzione islamica in Iran, il movimento di Solidarnosc in Polonia, il ruolo del cattolicesimo nella rivoluzione sandinista e in altri conflitti politici latinoamericani, il prepotente risveglio del fondamentalismo protestante negli Stati Uniti. Secondo José Casanova, docente di Sociologia nella New School for Social Research di New York, la fine dell’ultimo millennio e l’inizio del nuovo risultano vistosamente segnati da una cospicua ripresa di conflitti, in cui la religione svolge un ruolo di primo piano (basti pensare alle vicende dell’ex Jugoslavia). Il contributo che la chiesa ha dato sul piano sociale e storico è indiscutibile; per rendersene conto è sufficiente volgere il pensiero al contributo enorme che essa ha dato in momenti storici di importanza epocale, come il crollo del muro di Berlino o lo smantellamento dell’ex Unione Sovietica.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto anche nelle ultra secolarizzate società occidentali la voce delle tradizioni religiose è tornata ad influenzare intensamente la scena pubblica. Probabilmente, la società occidentale muove i primi passi verso una nuova epoca in cui le religioni sfideranno la legittimità e l’autonomia delle sfere secolari primarie, ovvero lo stato e l’economia di mercato. Al di là di quanto sostengono, senza alcun fondamento, i teorici della secolarizzazione, questa è la dimostrazione chiarissima di come non sia in atto alcun arretramento della religione e in particolare della chiesa cattolica, né sul piano politico, né su quello sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito, che è oggettivamente ancora in evoluzione, sulla “crisi del sacro” in età contemporanea in rapporto cristianesimo, registrato tra gli anni ’60 e ’80 del XX secolo ha evidenziato molti aspetti del rapporto logorato tra società e cristianesimo in Occidente. Tutto il dibattito ha voluto verificare l’ipotesi iniziale e cioè se crisi del sacro e secolarizzazione esistesse realmente un rapporto sul piano dei fatti storici, oltre che sul piano dialettico e teologico.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Erri De Luca e Diotallevi alla Facoltà Teologica di Capodimonte</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2015 16:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michele Giustiniano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[carmine matarazzo]]></category>
		<category><![CDATA[cattolicesimo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il futuro della fede in un tempo di crisi, questo il titolo del convegno dei docenti tenuto lo scorso 25 febbraio presso la Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale a Capodimonte, organizzato dall’Istituto di Scienze Pastorali diretto dal teologo e docente Carmine Matarazzo. «Fede» e «Crisi» le due parole messe a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMG_1111.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9975" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMG_1111-300x200.jpg" alt="Erri De Luca" width="300" height="200" /></a><br />
Il futuro della fede in un tempo di crisi</em></strong>, questo il titolo del convegno dei docenti tenuto lo scorso 25 febbraio presso la Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale a Capodimonte, organizzato dall’Istituto di Scienze Pastorali diretto dal teologo e docente <strong>Carmine Matarazzo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>«Fede»</strong> e <strong>«Crisi»</strong> le due parole messe a confronto nella giornata di studi. Ogni giorno, infatti, si sente parlare di crisi. I media la raccontano in ogni suo aspetto: crisi economica, sociale, ecologica, politica, religiosa, ecclesiale, culturale, educativa. Per questo anche la Facoltà Teologica di Napoli si è interrogata <strong>sul senso di questa crisi</strong> ed ha chiesto a due esponenti di rilievo della cultura italiana, lo scrittore <strong>Erri De Luca</strong> e il sociologo <strong>Luca Diotallevi</strong>, di riflettere su alcuni aspetti che oggi maggiormente interessano i cambiamenti culturali in riferimento alla fede, alla religioni e in particolare al cattolicesimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle sessioni di studi, introdotte da <strong>Gaetano Di Palma</strong>, Decano della Facoltà Teologica, e moderate da monsignor <strong>Gennaro Matino</strong>, hanno preso parte numerosi altri docenti della stessa Facoltà, come <strong>Gaetano Castello</strong> (biblista ed ex-Preside della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale), Roberto Gallinaro, <strong>Carmine Matarazzo</strong>, Adolfo Russo, Ignazio Schinella.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMG_1046.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9976" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMG_1046-300x200.jpg" alt="Carmine Matarazzo" width="300" height="200" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tempo della crisi</strong> è caratterizzato, per la maggior parte dei suoi significati e della sua interpretazione, dalla sua origine economica, dal tradimento dei mercati e della finanza, mercanti che hanno svuotato il <em>tempio</em>. Ma è proprio così? La verità che avanza sulle rovine di un falso progresso è proprio questa?</p>
<p style="text-align: justify;">A queste domande si è cercato di dare risposta nel corso del Convegno, senza tralasciare una riflessione sulla contraddizione insita nei più recenti fatti di cronaca che riguardano la dichiarata l<strong>ibertà di pensiero, di opinione, di parola</strong>, di religione e il tentativo anche da parte laica di soffocare la parola della libertà, spesso opponendo “parole di accusa” a quelle <strong>“parole contrarie” </strong>che si sottraggono alla dittatura del pensiero unico e della sua retorica.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio la <strong>libertà di parola</strong> è stata al centro dell’attesissimo <strong>intervento di Erri De Luca</strong>, che ha letteralmente incantato il folto pubblico dell’aula magna parlando della «<strong>libertà di parola nella Sacra Scrittura</strong>».</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">«Questo Libro da cui noi tutti proveniamo (la Bibbia, ndr) – ha detto Erri de Luca – è fondato proprio su questo “utensile”: la parola.</p>
<p style="text-align: justify;">La Divinità sceglie di comunicare attraverso la parola. La Divinità parla. La Sua parola esplode all’orecchio di Abramo e lui risponde con la parola più bella: eccomi!</p>
<p style="text-align: justify;">(…)</p>
<p style="text-align: justify;">L’efficienza raggiunta nelle Sacre Scritture da questo “utensile” che noi chiamiamo “parola” è per me la più alta mai raggiunta nella Storia».</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Una parola sempre fedele a se stessa, perché veramente libera. Non a caso, come ha ricordato Erri de Luca, «il <strong>processo a Gesù</strong> è un processo sulla sua parola, su quello che Egli ha detto…ed è un processo in cui l’imputato non rinnega mai nulla di ciò che ha detto e predicato».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMG_1184.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9977" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMG_1184-300x200.jpg" alt="Luca Diotallevi (dx) e Gennaro Matino (sx)" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E la libertà di parola è stata al centro anche dell’ultimo intervento di <strong>Luca Diotallevi</strong>, nel corso della sessione pomeridiana del Convegno.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">«Essere liberi – ha affermato il celebre sociologo – non significa essere banalmente istintivi, come vorrebbe suggerirci una certa idea Jovanottiana, Vascorossiana e tecnicamente romantica di libertà. Perché c’è una dipendenza proporzionale tra libertà e responsabilità».</p>
<p style="text-align: justify;">
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Parole che hanno stimolato la riflessione dell’uditorio, soprattutto in merito alle cronache quotidiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Ottimi risultati, dunque, per questa lodevole iniziativa della Facoltà Teologica Napoletana, ideata quasi come una <strong>provocazione</strong>: la crisi, che spesso cela un mare di opportunità, può essere spazio di novità e futuro anche per la fede?</p>
<p style="text-align: justify;">«L’<strong>utopia della fede</strong> – si dichiara in una nota della Facoltà – nasce proprio quando l’esistente mostra un divario troppo marcato tra il socialmente vissuto e il desiderato possibile, impossibile da realizzarsi con la forza dell’azione politica quotidiana. Profezia, utopia, pianificazione: parole necessarie per rilanciare speranza in tempi disperati».</p>
<p style="text-align: justify;">Nella consapevolezza – aggiungiamo noi – che non si tratta di una speranza fondata sul nulla o sulla sabbia (illusione), ma sulla roccia di quella Parola, della quale, durante il Convegno, Erri De Luca ha magistrale cantato la Libertà.</p>
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