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	<title>Città del Monte &#187; lucio lemmo</title>
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		<title>Celebrazione della Sacra Sindone a Chiaia</title>
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		<pubDate>Wed, 03 May 2017 00:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[festa liturgica Sacra Sindone]]></category>
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		<description><![CDATA[&#60;&#60;Raccolti d&#8217;intorno a così prezioso e pio cimelio, crescerà in noi tutti, credenti o profani, il fascino misterioso di Lui e risuonerà nei nostri cuori il monito evangelico della sua voce, la quale ci invita a cercarlo poi là dove Egli ancora si nasconde e si lascia scoprire, amare e servire in umana figura&#62;&#62;(Paolo VI, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11102" style="width: 422px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/FB_IMG_1493812198601.jpg"><img class="size-full wp-image-11102" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/FB_IMG_1493812198601.jpg" alt="Sacra Sindone" width="412" height="514" /></a><p class="wp-caption-text">Sacra Sindone</p></div>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt;<em>Raccolti d&#8217;intorno a così prezioso e pio cimelio, crescerà in noi tutti, credenti o profani, il fascino misterioso di Lui e risuonerà nei nostri cuori il monito evangelico della sua voce, la quale ci invita a cercarlo poi là dove Egli ancora si nasconde e si lascia scoprire, amare e servire in umana figura</em>&gt;&gt;(<strong>Paolo VI</strong>, 23 novembre 1973). Il 4 maggio è giorno in cui si celebra<strong> la festa liturgica della Sacra Sindone:</strong> a Napoli, <strong>i Frati Francescani del Terzo Ordine Regolare di San Francesco</strong>, festeggiano la ricorrenza con una solenne Celebrazione Eucaristica nella Chiesa di Santa Caterina a Chiaia alle ore 18.00, presieduta da monsignore Lucio Lemmo, vescovo ausiliare di Napoli. Celebrazione promossa insieme al<strong> Gruppo Napoletano di Sindonologia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La ricorrenza</strong> &#8211; Fu Papa Giulio II, su richiesta della famiglia Savoia, a concedere l&#8217;Ufficio delle Letture e la Messa: il culto della Sindone, prima solo tollerato, venne così, dalla Chiesa, ammesso e promosso. Era il 9 maggio del 1506,  quando  il pontefice, in risposta alla richiesta presentata dal Duca Carlo II di Savoia e da sua madre, la duchessa Claudia, stabilì come data della solennità il 4 maggio, giorno successivo alla Commemorazione del ritrovamento. Completando, così, l’iter dei suoi predecessori, Paolo II e Sisto IV, che avevano eretto a Chambéry una Collegiata e riconosciuto il titolo di Santa Cappella alla chiesa nella quale i Savoia custodivano la Sindone. Papa Giulio II motivò così, la sua disposizione: &lt;&lt;<em>venerare ed adorare le reliquie dell’umanità di Cristo, unite alla Sua Divinità</em>&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La Sindone</strong> – Testimonianza muta della Resurrezione, è un telo in lino di colore giallino che misura cm 442 per cm 113 e reca impressa l’immagine frontale e dorsale di un uomo che è stato flagellato, coronato di spine, crocifisso e trafitto da una lancia al costato dopo la morte, proprio come descritto nei Vangeli. Da quando è stata fotografata per la prima volta da Secondo Pia, nel 1898, molti scienziati hanno cominciato a interessarsi di questo particolare lenzuolo, che la chiesa cattolica venera come telo funerario di Gesù. Nel 1978,  un nutrito gruppo di scienziati e ricercatori di diverse nazioni, ha condotto un’investigazione scientifica multidisciplinare sulla reliquia, con risultati a conferma dell’autenticità del sacro telo, costituendo tutt’ora, una solida base scientifica. Un telo che induce alla  meditazione dell’amore di Cristo, crocifisso e risorto. Ma ciò che più conta, un telo che offre a ogni uomo stimolo alla riflessione sui problemi dell’esistenza umana e in particolare al credente una provocazione per la sua fede.</p>
<p style="text-align: justify;">La sindonologia  e gli studi- Non è una scienza, ma semplicemente un termine che indica gli studi e le ricerche, effettuate in vari settori, volte allo studio e all’analisi del tessuto della Sindone e della sua immagine.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Gruppo napoletano di Sindologia</strong> – È un organismo che intende promuovere, coordinare e sviluppare studi, ricerche e iniziative riguardanti la Sindone in Italia e all&#8217;estero. Presidente Walter Memmolo, il gruppo è stato costituito, con autorizzazione del cardinale di Napoli Crescenzio Sepe nel settembre 2014 ed ha sede presso il convento di Santa Caterina a Chiaia. Attualmente, la ricerca scientifica è concentrata sulle caratteristiche fisico-chimiche dell&#8217;immagine somatica dell’uomo della Sindone, sulle modalità di formazione di quest&#8217;immagine e sulla ricerca del miglior metodo di conservazione del sacro telo e dell&#8217;immagine che riporta.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Walter Memmolo – </strong>Il presidente del Gruppo Napoletano di Sindonologia, avellinese, medico chirurgo in pensione, studioso della Sindone da oltre trenta anni, specializzato in studi sindonici. <em>&lt;&lt;Il Telo, sebbene non si possa ritenere con certezza che abbia avvolto il corpo di Gesù di Nazareth, tuttavia ci rimanda al racconto della Passione, Morte e Resurrezione degli Evangelisti. E, come ha detto Papa Francesco, solo entrando nelle piaghe di Cristo, possiamo avvicinarci alla comprensione del dono della Misericordia, l’Amore di Dio per tutti gli uomini, senza condizione </em>[…] C<em>i</em> <em>spinge ad una riflessione che va molto al di là del dato scientifico. Chi contempla la Sindone non può che rimanerne catturato. Quindi, il mondo può diventare migliore se ci abbandoniamo all’amore di Cristo&gt;&gt;</em>.</p>
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		<title>Vestire gli ignudi, nuova lettera pastorale del card. Sepe</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2016 16:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Non c’è Dio senza carità,  non c’è persona senza carità: Vestire gli ignudi, terza tra le Opere di Misericordia e  nuova Lettera pastorale del Cardinale Sepe, scritta dopo gli Stati Generali della Chiesa di Napoli che si sono tenuti a Pacognano, ed intesa ad accompagnare l’attività dei presbiteri, dei parroci, dei decani, dei religiosi e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/20160716_114643.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10591" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/20160716_114643.jpg" alt="crescenzio sepe" width="1280" height="720" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è Dio senza carità,  non c’è persona senza carità: <strong>Vestire gli ignudi</strong>, terza tra le Opere di Misericordia e  nuova Lettera pastorale del Cardinale Sepe, scritta dopo gli Stati Generali della Chiesa di Napoli che si sono tenuti a Pacognano, ed intesa ad accompagnare l’attività dei presbiteri, dei parroci, dei decani, dei religiosi e delle religiose, dei diaconi permanenti, dei movimenti ecclesiali, degli operatori dei diversi settori organizzativi della Curia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/20160716_122615.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10592" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/20160716_122615.jpg" alt="cardinale sepe" width="1280" height="720" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel  Palazzo Arcivescovile, il 16 luglio,  la Lettera è stata presentata ed illustrata dal  <strong>cardinale  Crescenzio</strong> <strong>Sepe,</strong> insieme <strong>ai  vescovi  ausiliari, monsignore Lucio Lemmo, monsignore Gennaro Acampa, monsignore  Salvatore Angerami e il vicario episcopale alla cultura, don Adolfo Russo</strong>. “<strong>Vestire gli ignudi</strong>” segue le precedenti opere di misericordia corporale: “<strong>Dar da mangiare agli affamati</strong>” e “<strong>Dar da bere agli assetati</strong>”, in un percorso che ha avuto inizio a partire dal Giubileo per la Città del 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Terza tappa di un cammino rivolto agli ultimi, ai più fragili, ai deboli, a quelli che non riescono a far sentire la loro voce e hanno bisogno di carità e aiuto,  in un contesto di nudità fisica e di bisogni primari insoddisfatti, in cui la stessa famiglia e società, che dovrebbero provvedere  a rivestirli, appaiono esse stesse tanto scoperte e fragili  da esser incapaci di prendersene cura. Chi sono quindi gli ignudi di Napoli indicati nella Lettera dal cardinale Crescenzio Sepe? Sono quelli &#8220;<em>che sono stati spogliati dei loro diritti, quei bambini che hanno subito violenza, quelle donne maltrattate, qui giovani che non hanno speranza per il loro futuro. Ed è a loro che la Chiesa di Napoli guarda&#8221;</em>, ha dichiarato il cardinale di Napoli, &#8220;<em>Dobbiamo rivestire coloro a cui sono stati negati i diritti, privati dei vestiti della dignità.  Rivestendoli, costruiamo la città; un  compito di tutti, sia della comunità civile sia di quella religiosa. Occorre  evitare che l&#8217;emergenza diventi quotidiana normalità</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Quattro sono  gli obiettivi prioritari: <strong>educare alla sobrietà e alla condivisione</strong>, descrivendo la necessità di provvedere di abiti chi non ne dispone, suggerisce a tutti di adottare stili di vita misurati,  alla cultura del riuso e del riciclo, contrari all’ostentazione;  <strong>rivestire i poveri della propria dignità</strong>, rivolgendo l’attenzione agli immigrati e a tutti  coloro che vivono nella città partenopea in uno stato di indigenza, e, in particolare, donne sfruttate e umiliate che chiedono vestiti, pane e lavoro, ma che necessitano soprattutto rispetto per la loro fierezza di essere donne; <strong>cittadinanza responsabile</strong>, individuando le cause del malessere dell’ignudo,  e non soltanto chinandosi su di esso, e rimettendolo in piedi. Al fine di favorire la crescita del senso di responsabilità civica, nella Lettera pastorale viene suggerito di delimitare dei territori di intervento, creando una rete utilmente operativa tra parrocchie, scuole, associazioni e mondo delle professioni.   Forma più alta della carità è la politica, vista come una capacità di elaborare una visione generale della società, eliminando gli impedimenti  e creando dei progetti rivolti al bene comune. Ultimo obiettivo indicato è dare <strong>attenzione al lavoro</strong>, in un contesto in cui la disoccupazione è una calamità sociale che lede gli equilibri familiari e compromette il futuro dei giovani. A tale proposito, cento vescovi dell’Italia meridionale saranno convocati nel febbraio 2017 dal cardinale Sepe, per fornire suggerimenti su come affrontare il problema della disoccupazione. Al tavolo di confronto oltre ai responsabili delle diocesi saranno invitati anche i rappresentanti del governo, delle organizzazioni sindacali, delle strutture datoriali. Particolarmente toccato dalla problematica, il cardinale ha dichiarato: <em>Quanti padri mi scrivono quotidianamente lamentandosi del fatto che non riescono a portare a casa un piatto per sfamare i figli.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ma, lo spirito che pervade il percorso pastorale misericordioso così intrapreso, si arricchisce con una iniziativa senza precedenti: il cardinale Sepe ha comunicato che la Curia di Napoli, per far fronte alla crisi e nell’ambito dell’anno giubilare della Misericordia,  <strong>donerà gli alloggi di sua proprietà agli occupanti indigenti</strong> che li occupano da tempo, mettendoli prima in condizioni tali da renderli meno fatiscenti rispetto allo stato in cui si trovano attualmente. All’uopo, la Curia sta procedendo alla ricognizione del patrimonio immobiliare; la cessione riguarderà solo le  case della diocesi (ci sono anche alloggi che appartengono a Ordini religiosi).</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Pensare insieme, progettare insieme, agire insieme</em>”, così, come con un motto, il cardinale Crescenzio Sepe ha concluso la presentazione della Lettera pastorale “<strong>Vestire gli ignudi</strong>”, in  una  fresca mattina di un sabato di metà luglio da ricordare.</p>
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