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	<title>Città del Monte &#187; malattia</title>
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	<description>Giornale Online</description>
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		<title>Anche le pulci prendono la tosse: acuta riflessione sui comportamenti umani</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2020 09:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Formisano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche le pulci prendono la tosse Roberto Costantini Solferino 2020 pp. 272 Euro 15 Anche le pulci prendono la tosse è il nuovo romanzo dello scrittore italiano Roberto Costantini, uscito in libreria lo scorso luglio, edito da Solferino. L’autore ha ricevuto il premio speciale Giorgio Scerbanenco nel 2014, per il noir migliore degli anni 2000: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Anche le pulci prendono la tosse</strong></p>
<p><strong>Roberto Costantini</strong></p>
<p><strong>Solferino</strong></p>
<p><strong>2020</strong></p>
<p><strong>pp. 272</strong></p>
<p><strong>Euro 15</strong></p>
<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/09/solferino_pulci.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12620" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/09/solferino_pulci.jpg" alt="solferino_pulci" width="337" height="512" /></a></p>
<p><strong>Anche le pulci prendono la tosse</strong> è il nuovo romanzo dello scrittore italiano <strong>Roberto Costantini,</strong> uscito in libreria lo scorso luglio, edito da Solferino.</p>
<p>L’autore ha ricevuto il premio speciale <strong>Giorgio Scerbanenco</strong> nel 2014, per il <strong>noir</strong> migliore degli anni 2000: <strong>la Trilogia del Male</strong>, conosciuta anche in altri paesi Europei e negli Stati Uniti.</p>
<p>Importante precisazione è che i diritti d’autore del libro saranno interamente devoluti a favore dei presidi ospedalieri impegnati nella lotta al coronavirus.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Trama</strong>- Il romanzo narra una storia verosimile e profondamente attuale.</p>
<p>Nella cittadina di <strong>Adeago</strong>, in provincia di Bergamo, alla fine di febbraio, inizia la fase più acuta e tragica del contagio da<strong> coronavirus</strong>.</p>
<p>Si mostrano, dunque, gli animi meschini e pavidi dei <strong>quattro protagonisti</strong> del romanzo, che tentano di sottrarsi ai loro doveri lavorativi, con la scusa di sfuggire al contagio.</p>
<p>Si tratta di Raymond il poliziotto, Beatrice l’infermiera, Salvatore un piccolo imprenditore, Regina l’insegnante, che rappresentano vari tipi umani, con le loro debolezze e paure.</p>
<p>Le loro storie si intrecciano attorno al vergognoso business delle mascherine finanziato da malviventi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La genesi</strong>- Costantini presenta il suo romanzo come appartenente al genere <strong>noir</strong>, ma in realtà è il prodotto delle notizie ascoltate ai telegiornali nel difficile periodo di <strong>lockdown</strong> ed è concepito in pochissimi giorni con l’urgenza di dare il ricavato in beneficenza.</p>
<p>Il testo si pone come finalità principale la critica, sia con enfasi positiva che negativa, ai problemi che attanagliano la società contemporanea.</p>
<p><strong>Il forte individualismo e la meschinità umana</strong> non permettono alla comunità di lavorare coesa per giungere a un comune obiettivo.</p>
<p>In primo piano vi sono il profitto, l’imbroglio e lo sfruttamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I personaggi del testo</strong>- I personaggi conducono una vita vuota e sono descritti con ironia grottesca e caricaturale.</p>
<p>Alcuni, tramite profonde riflessioni, scaturite dalla sofferenza provata, si liberano dalla loro inettitudine e riacquistano dignità. Ciò mette ancora di più in evidenza il contrasto con coloro che hanno animi veramente maligni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Temi attuali</strong>- Il libro tocca le tematiche più dibattute nell’ultimo periodo: <strong>l’emergenza sanitaria, la crisi economica, la scuola e i servizi.</strong></p>
<p>Il romanzo è un utile strumento di riflessione sui comportamenti umani nei momenti di alta tensione, quando affiorano gli egoismi dei singoli.</p>
<p>La visione, però, non è del tutto negativa: la sofferenza, in questo caso, è motivo di salvezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Testimone di misericordia, un convegno medico ispirato a Giuseppe Moscati</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 17:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Menichelli]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe moscati]]></category>
		<category><![CDATA[malato]]></category>
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		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[santo medico]]></category>
		<category><![CDATA[testimone di misericordia]]></category>
		<category><![CDATA[umanizzazione della medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[Giuseppe Moscati, Testimone di misericordia, convegno in programma a Napoli, sabato 1 ottobre 2016, con inizio alle ore 9.00, nella Chiesa del Gesù Vecchio, nella Sala Valeriano, organizzato dal Forum Sociosanitario Cristiano  e dall’Associazione Medici Cattolici Italiani. Presiedono il cardinal Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona, e don Carmine Arice, direttore nazionale Ufficio della Pastorale della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Giuseppe_Moscati_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10641" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Giuseppe_Moscati_1.jpg" alt="Giuseppe_Moscati_1" width="750" height="563" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Giuseppe Moscati, Testimone di misericordia</em></strong>, convegno in programma a Napoli, sabato<strong> 1 ottobre 2016,</strong> con inizio alle ore 9.00, nella Chiesa del<strong> Gesù Vecchio</strong>, nella Sala Valeriano, organizzato dal <strong>Forum Sociosanitario Cristiano  </strong>e dall’<strong>Associazione Medici Cattolici Italiani</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Presiedono il cardinal <strong>Edoardo Menichelli</strong>, arcivescovo di Ancona, e <strong>don Carmine Arice</strong>, direttore nazionale Ufficio della Pastorale della Salute della CEI. Coordinano <strong>Filippo Boscia</strong>, presidente nazionale medici cattolici, e <strong>Aldo Bova</strong>, presidente nazionale Forum Sociosanitario Cristiano. Previsti gli interventi, tra gli altri,  di don <strong>Carmine</strong> <strong>Arice </strong>del SSC di  Roma, <strong>padre Domenico Marafioti</strong>, gesuita e preside della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, lo psichiatra <strong>Cantelmi Tonino </strong>di  Roma, <strong>Giovanni</strong> <strong>Cervellera</strong> della diocesi di  Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il convegno si svilupperà nelle prime due sessioni mattutine,  <strong><em>Giuseppe Moscati: Vita, impegni e spiritualità</em></strong> e <strong><em>Ad imitazione di Giuseppe Moscati nel mondo contemporaneo</em></strong>,  e in quella pomeridiana la  <strong><em>Santa Messa</em></strong>, nella Chiesa del Gesù Nuovo,  presieduta dal cardinale Edoardo Menichelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo della cura della salute ha avuto, negli ultimi tempi, una grande evoluzione. La ricerca scientifica continua a fare  passi da gigante e mette a disposizione nuove conoscenze per studiare e curare al meglio ogni tipo di patologia. Grandi evoluzioni tecnologiche nelle strumentazioni da adoperare, che rendono le procedure per studiare e per curare le patologie più semplici e più efficaci. Ma bisogna tener presente che,  al centro dell’attenzione del mondo della cura della salute, vi è l’essere umano, ammalato,  con la sua individualità, storia, psiche, cultura, condizione socioeconomica e familiare. Tutti elementi non secondari per lo studio e la cura della malattia, anzi essenziali e prioritari. è la cosiddetta <strong>cultura della umanizzazione della medicina</strong>, che  nell’epoca attuale  è purtroppo sempre più carente. Giuseppe Moscati è appunto un esempio di grande medico, che ha posto alla base dell’esercizio della professione medica non solo la preparazione e la conoscenza tecnica, ma anche la consapevolezza che, per curare le patologie, bisogna studiare, conoscere e valutare la <strong>persona</strong> sofferente. Ecco perché la sua splendida figura ha ispirato un convegno finalizzato a porre l’accento sull’esigenza di promuovere una <strong>cultura dell’umanizzazione della medicina</strong> e approfondire e diffondere la conoscenza del  santo medico napoletano.</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>Per approcciare bene lo studio della sofferenza del paziente e definire la cura più idonea, il medico, oltre a una adeguata preparazione professionale, non deve mai dimenticare di aver di fronte una persona, con una  sua  struttura  fisica, psichica, intellettuale, una sua cultura, un suo carattere e una sua storia</em> – ha affermato il professor  <strong>Bova</strong> -  <em>In tema di umanizzazione delle cure, noi medici e tutti gli operatori del mondo della salute e della sanità dobbiamo molto agli insegnamenti di Giuseppe Moscati, che sotto questo punto di vista fu un autentico precursore, curando i propri pazienti con grande preparazione, amore, grande attenzione e grande  dedizione. Durante i lavori sarà approfondita la conoscenza della figura di Moscati e si parlerà della necessità dell’umanizzazione della medicina. Ricordiamo tutti, tanti anni fa, all’esterno del palazzo dove aveva vissuto Moscati, in via Cisterna dell’Olio a Napoli, in segno di forte devozione, noi medici cattolici napoletani facemmo installare una lapide in sua memoria</em>».</p>
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		<title>Fermo da una vita</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 06:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Nardiello]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi multipla]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 20 aprile, Napoli. Siamo nella sede dell’Associazione di volontariato “A ruota libera onlus”. Sono le 19 e la sala è pienissima. Non di giornalisti, non di fotografi. Di amici. Sono tutti lì per la prima presentazione (ne seguiranno altre in libreria) di “Fermo da una vita”, il libro in cui Luigi Battilo racconta se [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/fermo-da-una-vita.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5081" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/fermo-da-una-vita-136x200.jpg" alt="" width="136" height="200" /></a> Mercoledì 20 aprile, Napoli. Siamo nella sede dell’Associazione di volontariato “A ruota libera onlus”. Sono le 19 e la sala è pienissima. Non di giornalisti, non di fotografi. Di amici. Sono tutti lì per la prima presentazione (ne seguiranno altre in libreria) di “Fermo da una vita”, il libro in cui Luigi Battilo racconta se stesso, la sua vita, la sua condizione. Luigi, per gli amici Gino, è affetto da sclerosi multipla a remissioni o poussée, una malattia che lentamente porta via tutte le funzioni motorie, scoperta nel ’90 all’indomani della maturità. Per Gino, però, non si tratta di una malattia ma una condizione. Per lui può chiamarsi malattia solo qualcosa che ti colpisce e va via, qualcosa di passeggero. La sua è diversa, è una condizione con la quale si deve imparare a convivere, qualcosa che si prende il tuo corpo, ma non la tua anima e i tuoi sentimenti. Bisogna reagire, sempre, soprattutto ad una condizione simile. A tutti gli impedimenti fa da contrappeso una possibilità. Possibilità di riflessione, di conoscenza, di apertura, di amore. Tutto può essere luce. Il suo cammino è raccontato in questo splendido libro, scritto all’inizio di suo pugno e ripreso nel 2008 grazie all’aiuto degli amici dell’associazione, Natalia Esposito ed Eduardo Savarese. E’ Luca, invece, amico di Gino e volontario dell’associazione a dare il via alla presentazione, riportando la sua personale esperienza. Se è vero che nella pratica il volontario aiuta chi ne ha bisogno, chi è impossibilitato a compiere determinate azioni del vivere quotidiano, «nel mio caso – dice Luca – è Luigi che aiutato me». Luca racconta della loro conoscenza a Lourdes, della loro forte amicizia, delle loro infinite chiacchierate. Dalla sua voce e dal suo sguardo si ha la netta impressione che nel loro rapporto i ruoli di volontario e di bisognoso si siano completamente confusi. La stessa sensazione viene trasmessa dalle parole di Eduardo Savarese: «Partecipare alla stesura di questo libro è stata per noi un’esperienza unica. I racconti e le riflessioni di Luigi sono a tratti così potenti da lasciarti senza fiato». Ed è così. Ogni intervento alla presentazione viene accompagnato dalla lettura di un passo del libro. Il risultato è quanto mai piacevole. Non una fredda conferenza stampa, ma un incontro emozionante e divertente. La sala è pervasa di felicità. Quella felicità che, usando le parole di Luigi, «si differenzia dalla contentezza che è una condizione passeggera dovuta a fattori esterni. Non posso ritenermi contento – afferma Gino – delle rinunce fisiche alle quali sono costretto, ma sono senza dubbio un uomo felice». Nel libro trova spazio anche il rapporto con l’altro sesso. «Dopo le sue prime reticenze – dice Natalia Esposito – abbiamo convinto Luigi ad inserire anche i racconti riguardanti la parte sentimentale». Scelta giustissima, a mio parere, perché se si racconta una vita bisogna sottolinearne tutte le sfaccettature, le gioie, le ansie, i dolori, le preoccupazioni ed, appunto, i sentimenti. Ho deciso di non riportare in questo breve articolo alcuno degli episodi citati durante la presentazione per lasciare ai lettori il piacere della scoperta. Lo si legge in una giornata. Quando l’ho aperto per dare uno sguardo all’introduzione, la storia e lo stile mi hanno rapito immediatamente. Il racconto di Luigi Battilo non è la descrizione di una malattia che avanza, è un racconto di vita, tutt’altro che “ferma”. Ed è proprio qui, nel suo configurarsi come racconto di vita, che risiede la sua straordinaria forza.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>“Fermo da una vita” di Luigi Battilo è edito da Edizioni Progetto Cultura ed è richiedibile presso tutte le librerie, dalle grandi catene ai piccoli negozi. Il costo è di 12 euro.</p>
<p>Per info: www.aruotalibera.biz</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/gino-090.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5078" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/gino-090-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a> <a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/Immagine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5079" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/Immagine.jpg" alt="" width="150" height="167" /></a> <a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/gino-042.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5080" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/gino-042-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a></p>
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