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	<title>Città del Monte &#187; maschio angioino</title>
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		<title>Al Maschio Angioino si celebra Ligabue</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 13:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[El Matt, l’artista matto, gentile ma impacciato, a Napoli. Mostra monografica dedicata ad Antonio Ligabue a Napoli, nella Cappella Palatina del Maschio Angioino dal 11 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018. L’esposizione è promossa dal Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo e con la collaborazione della Fondazione Museo Antonio Ligabue di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_11369" style="width: 1290px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-10-19.51.13.jpg"><img class="size-full wp-image-11369" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-10-19.51.13.jpg" alt="Maschio angioino - Napoli" width="1280" height="720" /></a><p class="wp-caption-text">Maschio angioino &#8211; Napoli</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>El Matt</em></strong>, l’artista matto, gentile ma impacciato, a Napoli. <strong>Mostra monografica dedicata ad Antonio Ligabue a Napoli</strong>, nella Cappella Palatina del Maschio Angioino dal 11 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018. L’esposizione è promossa dal Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo e con la collaborazione della Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri, è curata dal Professor Sandro Parmiggiani, già direttore di Palazzo Magnani e direttore della Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri e da Sergio Negri, presidente del comitato scientifico della medesima Fondazione, con l’organizzazione generale di COR Creare Organizzare Realizzare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La mostra</strong>  - Propone, attraverso oltre ottanta opere, un excursus storico e critico sull’attualità dell’opera di Ligabue che, seppur incentrata su pochi temi sempre ripetuti e sempre rinnovati, rappresenta ancora oggi una delle punte più interessanti dell’arte del Novecento. Occasione per riportare il lavoro di Ligabue a una corretta valutazione critica e storica: un&#8217;occasione per riaffermare, al di là delle fuorvianti definizioni di naïf o di artista segnato dalla follia, il fascino di questo &#8220;espressionista tragico&#8221; di valore europeo, che fonde esasperazione visionaria e gusto decorativo.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-10-19.48.34.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11370" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-10-19.48.34.jpg" alt="2017-10-10-19-48-34" width="1280" height="720" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’artista</strong> &#8211; Nasce il 18 dicembre 1899 a Zurigo, in Svizzera, figlio di Elisabetta Costa, una donna originaria di Belluno, e di Bonfiglio Laccabue, uomo di origini emiliane. Affidato, nel settembre del 1900, a una coppia di svizzeri, Elise Hanselmann e Johannes Valentin Goebel, rimane orfano di mamma Elisabetta nel 1913, quando un&#8217;intossicazione alimentare uccide anche tre dei suoi fratelli. Colpito fin dall&#8217;infanzia da carenze vitaminiche e rachitismo, deve fare i conti con uno sviluppo fisico bloccato, che si concretizza nell&#8217;aspetto sgraziato che lo accompagnerà anche da adulto. Anche dal punto di vista emotivo e intellettuale il ragazzo mostra alcune difficoltà: non ama stare con i suoi coetanei, preferendo la vicinanza degli animali, e a scuola è molto in difficoltà. L&#8217;incontro che gli cambia la vita avviene nel 1928, quando <strong>Renato Marino Mazzacurati</strong>, uno dei fondatori della Scuola Romana, intuisce il talento che si nasconde nella sua arte genuina e gli insegna a utilizzare i colori a olio. Nel 1932, Ligabue riceve l&#8217;accoglienza di Licinio Ferretti, flautista di fama internazionale e collezionista di dipinti di arte contemporanea. Ormai indirizzato verso una matura e completa valorizzazione del proprio talento, Antonio decide di dedicarsi anima e corpo alla pittura, proseguendo i suoi viaggi senza meta lungo il Po. Nel febbraio del 1961 la prima grande personale di Antonio Ligabue presentata a Roma, segna il definitivo successo dell&#8217;artista. L&#8217;anno dopo, mentre Ligabue è sofferente per essere stato colpito da paresi, il suo paese Guastalla gli dedica una grande mostra antologica. Nonostante la sua infermità, Antonio Ligabue continua a dipingere fino alla sua morte avvenuta il 27 maggio del 1965.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Ligabue e la pittura</strong> &#8211; Sarebbe stata la sua compagna di viaggio, fino a destare l’interesse di altri artisti, critici e mercanti, che via via lo sostennero. Con lo slancio genuino dell’infanzia e un singolare pathos espressionista, con quella sua capacità di intercettare le forze segrete della natura e di farne allucinata narrazione, Ligabue partorì paesaggi feroci ed incantati, flore e faune straziate da cromie accese, autoritratti e scene di fiaba. Centinaia di storie diurne, scavate nella notte di un’esistenza costellata di solitudini. Sempre sul limite tra la forma esatta, illustrativa, e una specie di orrore latente, d’esasperazione. Tanto erano brillanti le sue tele, tanto era mesta la sua condizione di naufrago, rannicchiato ai margini dell’esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Le sue opere</strong> – Dense e squillanti, traboccano di nostalgia, di una violenza ancestrale, di paura e di eccitazione. Storie di piante, animali, predatori, contadini; storie di un mondo semplice e rurale; storie intrise di una bellezza antica. Qualcosa a cui appartenere, da cui lasciarsi definire. Trovandosi, nello spazio della tela. I soggetti prediletti: gli animali, quelli domestici rappresentati in un’atmosfera agreste, collocati in paesaggi che richiamano sia le terre piatte della Bassa reggiana –dove visse dal 1919 alla morte nel 1965– sia i castelli, le chiese e le guglie della natia Svizzera. Ma anche animali più selvaggi ed esotici: dalle tigri ai leoni, dai leopardi alle aquile. Animali sempre resi con un’esasperazione e una deformazioni in bilico tra l’espressionismo e il naif.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Per citare alcune opere in esposizione </strong> – <em>Autoritratto</em>; <em>Fattoria con animali; Testa di tigre; Daini con paesaggio; Cavalli imbizzarriti; Leopardo con serpente; Aratura con cavalli; Paesaggio con animali; Leopardo con serpente; Tacchini con paesaggio; Corrida; Vaso di fiori; Cani da caccia con paesaggio; Il serpentario; Diligenza con paesaggio; Gatto con topo; Diligenza con paesaggio e villa Casanova Rambelli; Crocifissione; Il postiglione; Autoritratto con cane; Leopardo; Volpe in fuga;  Tigra assalita dal serpente; Leone che azzanna una zebra</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La follia</strong> &#8211; L&#8217;inquietudine, lo smarrimento e la follia caratterizzarono in modo incisivo il cammino dell’artista: dallo stato mentale dissociato, si racconta che dipingesse spesso in riva al Po e che di frequente si abbandonasse a strane danze, mimando i movimenti degli animali ed emettendo versi e urla, agitandosi nel fango ed imbrattandosi dei colori con i quali lavorava. La sua follia nella pittura, istintiva, passionale, irruente, riporta in superficie un vecchio quesito irrisolto: qual è, in realtà, il limite tra genialità e pazzia?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&lt;&lt;Io sono un grande artista, la gente non mi comprende, ma un giorno i miei quadri costeranno tanti soldi e allora tutti capiranno chi veramente era Antonio Ligabue&gt;&gt; </em>(Antonio Ligabue)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Al Maschio Angioino, la Settimana della Cultura Coreana</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 15:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Cantanti Coreani in Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti coreani per una settimana: a Napoli dal 5 giugno all’8 giugno, il Maschio Angioino ospita La Settimana della Cultura Coreana, occasione unica per conoscere in prima persona l’arte e la storia della Repubblica asiatica. Mostre, spettacoli, dibattiti, apertura di una sede diplomatica, fanno Napoli come porta di accesso a una delle culture più influenti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11188" style="width: 810px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Maschio_Angioino_Napoli.jpg"><img class="size-full wp-image-11188" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Maschio_Angioino_Napoli.jpg" alt="Maschio Angioino (Napoli)" width="800" height="501" /></a><p class="wp-caption-text">Maschio Angioino (Napoli)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tutti coreani per una settimana: a Napoli dal 5 giugno all’8 giugno, il Maschio Angioino ospita La<strong> Settimana della Cultura Coreana</strong>, occasione unica per conoscere in prima persona l’arte e la storia della Repubblica asiatica. Mostre, spettacoli, dibattiti, apertura di una sede diplomatica, fanno Napoli come porta di accesso a una delle culture più influenti dell’Estremo Oriente. Evento promosso dall’Istituto Culturale Coreano in collaborazione con il Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La manifestazione</strong> &#8211; Una serie di iniziative culturali, tra cui la proiezione della pluripremiata pellicola Masquerade di Chang-Min Choo, una galleria fotografica e la mostra Hanji Viaggio nei territori della carta realizzata in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Roma, un concerto lirico, con l’esclusiva presenza della soprano Shin Della, e che culmineranno nell’inedito spettacolo Jump, mix tra ironia e arti marziali, per la prima volta in Italia. Nel corso della manifestazione i visitatori potranno, inoltre, partecipare ogni giorno a diverse attività&#8217; &#8211; laboratori: sarà per esempio possibile indossare il costume coreano Hanbok, creare un ventaglio tradizionale personalizzato o realizzare uno specchietto portatile con decori in carta Hanji.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il programma</strong> – Il <strong>5 giugno</strong>: attivita&#8217; laboratoriali al Maschio Angioino, dalle ore 17.00 alle ore 19.00; alle ore 19.00, <em>Masquerade</em>, proiezione pellicola coreana del regista Chang-Min Choo nell’antisale dei Baroni del Maschio Angioino. Il <strong>6 giugno</strong>: attivita&#8217; laboratoriali al Maschio Angioino, dalle ore 17.00 alle ore 19.00; alle ore 20.30, <em>Concerto Lirico </em>a cura dell’Associazione Musicale Coreani in Italia e dell’Associazione Cantanti Coreani in Italia, con la partecipazione della soprano Shin Della, nel piazzale Maschio Angioino. Il <strong>7 giugno</strong>: inaugurazione della mostra <em>Viaggio nei territori della carta</em>,  realizzata in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Roma, nelle Sale Vesevi, dalle ore 10.00 alle ore 19.00; inaugurazione del Consolato Onorario della Repubblica di Corea a Napoli &#8211; Istituto Denza; attivita&#8217; laboratoriali al Maschio Angioino, dalle ore 17.00 alle ore 19.00; alle ore 20.00, performance di <em>Taekwondo</em> in collaborazione con la Federazione Italiana di Taekwondo al piazzale Maschio Angioino; alle ore 20.30, <em>Jump</em>, performance comica di arti marziali acrobatiche al piazzale Maschio Angioino. L’<strong> 8 giugno</strong>: alle ore 10.30, <em>convegno South Korea Under a New Administration</em>, promosso in collaborazione con l’Istituto di Affari Internazionali &#8211; Universita&#8217; degli Studi di Napoli L&#8217;Orientale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli eventi in dettaglio – Masquerade, il capolavoro di Chang- Min Choo</strong>:  Campione d’incassi in patria e vincitore di ben 15 Grand Bell, e&#8217; uno dei piu&#8217; recenti capolavori del cinema coreano. Il film e&#8217; dedicato alla misteriosa figura di Gwanghae, quindicesimo re del regno di Joseon (sul trono dal 1608-1623). Dai modi tirannici, ordina al suo fidato segretario della Difesa Heo Gyun di trovargli un sosia che possa sostituirlo al trono, al fine di evitare le continue minacce di assassinio. Heo Gyun riesce a ingaggiare un mimo di professione di nome Ha-Seon. Il re Gwanghae viene avvelenato e, di conseguenza, Ha-Seon diviene reggente fino alla guarigione. Durante questo periodo il protagonista si dimostra molto piu&#8217; umano e benevolo del vero re, portando un’atmosfera positiva all’interno del palazzo reale. Il sosia, quindi, attraverso una serie di artifizi, prende le redini del regno e diventa uno dei sovrani piu&#8217; amati nella storia della Corea. Nel frattempo a corte qualcuno si insospettisce del repentino cambiamento di rotta del sovrano e inizia a indagare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La passione coreana per il melodramma</strong>: Può stupire, ma la lirica è una delle passioni più popolari tra il pubblico coreano e sono numerosi i musicisti e i cantanti che vengono a formarsi in Italia, patria del melodramma. Alcuni dei più apprezzati interpreti coreani del bel canto, eseguiranno celebri passaggi delle opere di Puccini, Verdi, Bizet e renderanno omaggio alla tradizione napoletana con <em>Passione</em>,  <em>Santa Lucia</em>, <em>Mattinata</em>, <em>Core&#8217;ngrato</em> e <em>O sole mio</em>. Ospite d’eccezione il soprano Shin Della. Il concerto  curato dall’Associazione Musicale Coreani in Italia e dell’Associazione Cantanti Coreani in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Jump, tra arti marziali e comicità</strong>: Presentato in esclusiva e per la prima volta in Italia, spettacolo comico di arti marziali acrobatiche. Ambientata in una tipica casa coreana che accoglie una famiglia non altrettanto tipica, Jump è un’inedita performance messa in scena da nove artisti specialisti di Taekwondo, Taekkyun e altre arti marziali, con personalità poliedriche: il nonno particolarmente autoritario, il padre che come unico competitore riconosce solo il nonno, lo zio sempre ubriaco, la madre che si definisce la più&#8217; bella ma anche la più&#8217; forte, la figlia bellissima ma anche molto pericolosa, il suo fidanzato con una doppia personalità. Questa famiglia, in continua competizione, si trova davanti a un nemico comune: due ospiti inaspettati nel bel mezzo della notte. Cosa succederà ai ladri sprovveduti, che pensavano di trovare una normale famiglia immersa nel sonno? Riusciranno ad uscire vivi da questa casa?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Viaggio nei territori della carta Hanji</strong> &#8211; La lavorazione della carta occupa nella cultura tradizionale coreana un posto centrale. Ai gesti di questa lavorazione e ai preziosi valori che essi nascondono è dedicata la mostra “Viaggio nei territori della carta Hanji”. Essa riassume il percorso intrapreso nel 2016 dai professori dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma Laura Salvi e Riccardo Ajossa, già esperti nella produzione della carta a mano con metodologie orientali ed occidentali. Grazie alla generosità dell&#8217;Ambasciata della Repubblica di Corea, l&#8217;Accademia e&#8217; stata messa nelle condizioni di ricevere in dono la strumentazione originale per la manifattura Hanji, composta da vasca, telaio, ponitore e fibre, avviando un percorso di sperimentazione e conoscenza approfondita della carta Hanji stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Laboratori: tutti coreani per un’ora</strong>- I visitatori potranno indossare il costume tradizionale Hanbok e, insieme a esperti e maestri, potranno partecipare a due laboratori per la lavorazione della carta tradizionale Hanji dedicati rispettivamente alla creazione di ventagli tradizionali e di uno specchietto portatile. Sarà inoltre possibile ricevere il proprio nome scritto in calligrafia coreana su carta Hanji.</p>
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		<title>Sospette vicende al Maschio Angioino</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 21:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Angela Ravone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli esoterica]]></category>
		<category><![CDATA[architetto francese]]></category>
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		<category><![CDATA[luoghi misteriosi]]></category>
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		<description><![CDATA[&#60;&#60;Era in quel castello una fossa sottoposta al livello del mare, oscura, umida, nella quale si solevano cacciare i prigionieri che si voleva più rigidamente castigare: quando ad un tratto si cominciò a notare con istupore che , di là, i prigionieri sparivano […].&#62;&#62;. E’ sulle parole tratte da uno dei racconti di Benedetto Croce [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&lt;&lt;<em>Era in quel castello una fossa sottoposta al livello del mare, oscura, umida, nella quale si solevano cacciare i prigionieri che si voleva più rigidamente castigare: quando ad un tratto si cominciò a notare con istupore che , di là, i prigionieri sparivano […].</em>&gt;&gt;. E’ sulle parole tratte da uno dei racconti di Benedetto Croce che continua il percorso tra le strade e i luoghi misteriosi della nostra Napoli. Questa storia ci porta al Maschio Angioino o Castel Nuovo, imponente maniero che domina il porto e la piazza del Municipio, realizzato tra il 1279 e il 1282 dall’architetto francese Pierre d’Angincourt. Quella degli Angiò fu una delle famiglie più prestigiose in tutta Europa e durante il regno di Roberto d’Angiò, il castello diventò un centro di cultura dove soggiornarono grandi artisti e letterati tra i quali Giotto, Boccaccio e Petrarca. Il castello narra una vicenda che ha lasciato il segno nella storia della città; basta scendere di qualche metro sotto il livello del mare per scoprire di cosa stiamo parlando. Benedetto Croce racconta di improvvise sparizioni che avvenivano al castello, attribuite ad una strana creatura simile ad un coccodrillo, che dal mare si introduceva nell’edificio rendendosi protagonista di gesta spaventose: la belva venne vista più volte trattenere tra le fauci alcuni uomini e portarli via verso il mare per divorarli. Si pensava che l’animale venisse dall’Egitto e, quando fu scoperta la causa di quelle scomparse, il coccodrillo fu rinchiuso in oscuri meandri del castello diventando strumento di tortura a servizio di alcuni potenti di corte.  Ma le segrete del castello serbano molte altre storie cruente: proprio qui furono uccisi alcuni dei partecipanti alla <em>Congiura dei Baroni</em> i cui cadaveri sono stati ritrovati e sistemati in casse scoperte e tutt’ora visibili. Inoltre si racconta che nel fossato fu imprigionato anche il famoso filosofo Tommaso Campanella, il quale non fu preda delle brame del coccodrillo, ma non riuscì a sottrarsi ad altri tipi di torture che si consumavano dietro le mura del maniero.</p>
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		<title>Co&#8217;sang al Maschio Angioino</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 20:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ciro Incoronato]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[co'sang]]></category>
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		<description><![CDATA[ O’Luche’ e ‘Nto il 2 agosto alle ore 21.30 porteranno il &#8220;Vita Bona Tour&#8221;  nella cornice suggestiva del Maschio Angioino. Dopo aver stregato con le loro strofe taglienti e slabbrate migliaia di fans, il duo terribile di Marianella racconterà  col suo stile inconfondibile storie da banlieu nel cuore del capoluogo campano nel corso di una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-5960" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/cosang1.jpg" alt="" width="600" height="400" /> O’Luche’ e ‘Nto il 2 agosto alle ore 21.30 porteranno il &#8220;Vita Bona Tour&#8221;  nella cornice suggestiva del Maschio Angioino. Dopo aver stregato con le loro strofe taglienti e slabbrate migliaia di fans, il duo terribile di Marianella racconterà  col suo stile inconfondibile storie da banlieu nel cuore del capoluogo campano nel corso di una serata che si preannuncia quanto meno suggestiva. Affermatisi sulla scena hip hop nazionale -e non solo- con l&#8217;album del 2006  <em>Chi more pe&#8217; mme, </em>composto da sedici tracce aspre e violente, che parlano, senza moralismi e filtri politici, della dura realtà dell&#8217;hinterland napoletano, nel 2009 hanno pubblicato un nuovo album dal titolo <em>Vita Bona </em>che continua a riscuotere successi e consensi un pò ovunque.In realtà, i due rappers hanno anche ricevuto non poche critiche per le loro posizioni eterodosse, per la loro ferrea volontà di non scendere mai a compromessi con nessuno, per la loro libertà, che li rende certamente unici in un mondo, quale quello musicale, nel quale il desiderio di accrescere il proprio patrimonio costringe  gli artisti o presunti tali a fare scelte più commerciali, compiacendo, nel contempo, il potente di turno.</p>
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