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	<title>Città del Monte &#187; mostra</title>
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		<title>Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica, in mostra a Capodimonte</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Sep 2019 10:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190920_135118.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12301" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190920_135118.jpg" alt="20190920_135118" width="4032" height="1960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Signore e Signori, si spengono le luci e si apre il sipario&#8230;che la favola abbia inizio</em>!” Inaugurata al Museo e Real Bosco di Capodimonte la mostra <strong>Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica</strong>, a cura di Sylvain Bellenger, dal 21 settembre 2019 al 21 giugno 2020, promossa dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, con il Teatro di San Carlo di Napoli, in collaborazione con Amici di Capodimonte onlus e la produzione e organizzazione della casa editrice Electa. Dedicata al maestro Roberto de Simone, a metà strada tra la messa in scena di un’opera e un racconto storico, la si può definire come una festa, una favola che celebra l’unità delle arti e racconta le avventure degli eroi dell’opera del Teatro di San Carlo che, stanchi delle storie di finzione dei libretti d’opera, fuggono dal Teatro per incontrare la vera storia a Capodimonte.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La mostra</strong> – È una sintesi di tutte le arti: le 19 sale dell’Appartamento Reale sono riproposte in una spettacolare e coinvolgente scenografia, ideata dall’artista <strong>Hubert le Gall</strong>. Un’esposizione con oltre 1000 oggetti, oltre 300 porcellane delle collezioni delle Reali Fabbriche di Capodimonte e Napoli, di altre manifatture europee e pezzi originali cinesi, più di 150 costumi del Teatro di San Carlo con firme prestigiose (Ungaro, Odette Nicoletti, Giusi Giustino e altri), strumenti musicali del Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, dipinti, oggetti d’arte e di arredo, minerali e animali tassidermizzatioggi conservati rispettivamente nel Museo Mineralogico e nel Museo Zoologico di Napoli. Vero conduttore della mostra è la musica, che il visitatore può ascoltare grazie all’uso di cuffie dinamiche, che si attivano passando di sala in sala. L’allestimento racconta la storia di Napoli capitale del Regno nel corso del Settecento e oltre, dagli anni di Carlo di Borbone a quelli di Ferdinando II, come una favola, con il susseguirsi di scene della vita quotidiana caratterizzate da estrema raffinatezza estetica e gioia esistenziale ma che hanno come sottofondo il passaggio del potere, i cambiamenti della storia, delle mode e dei gusti estetici.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Le sale della mostra &#8211; </strong>Le note dello <em>Stabat Mater </em>di <strong>Giovan Battista Pergolesi</strong>, commovente pianto di una madre per il figlio morto, composto per la Pasqua del 1736, si sposano con i preziosi manufatti sacri esposti, come il grande <em>Ciborio </em>seicentesco della chiesa di Santa Patrizia, il <em>Corredo d’altare </em>in porcellana bianca, destinato all’oratorio segreto del re nel Palazzo reale di Portici, e l’<em>Immacolata Concezione</em>, raro esemplare a soggetto religioso della manifattura; <strong>sala della Musica Profana:</strong> un omaggio a Napoli capitale della musica: gli strumenti musicali provenienti dal Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli sono messi a confronto con un dipinto di Gaspare Traversi e un quadro di Louis Nicolas Lemasle raffigurante le <em>Nozze della principessa Maria Carolina di Borbone con il duca di Berry</em>, del 1816; <strong>sala del Potere:</strong> viene rappresentato il ritorno dall’esilio in Sicilia del re Borbone, con il nome di Ferdinando I delle Due Sicilie, qui immortalato come in un’istantanea nel tentativo di coprire il ritratto dell’imperatore Napoleone con la bandiera borbonica; s<strong>ala del Grand Tour:</strong> presenti sculture di Righetti, biscuit di Tagliolini, bronzetti della fonderia Chiurazzi, terraglie e porcellane Del Vecchio e Giustiniani, vasi archeologici della collezione De Ciccio;<strong> sala dell’Egittomania:</strong> piramidi, obelischi, divinità e faraoni diventano elementi decorativi ricorrenti nella porcellana e negli arredi in generale;  <strong>sala delle Chinoiseries:</strong> messa in scena l’Europa del XVIII secolo e il crescente interesse per i mondi esotici, esposto il <em>boudoir </em>donato, nel 1759, dal re Carlo alla consorte Maria Amalia di Sassonia; <strong>sala della Materia: </strong>in esposizione minerali provenienti dal Real Museo Mineralogico &#8211; inaugurato nel 1801 che oggi raccoglie oltre 30.000 reperti &#8211; e dal Museo Zoologico nato nel 1813;<strong> sala della Natura: </strong>presenti in esemplari tassidermizzati provenienti dal Museo Zoologico dell’Università Federico II di Napoli. Il soggetto degli animali e, soprattutto, quello degli uccelli, trova largo spazio nella decorazione delle porcellane europee e napoletane qui presentate a diretto contatto con i modelli;<strong> sala dell’Eruzione: </strong>protagonista il Vesuvio, narrato in pittura nelle sue più importanti eruzioni e testimoniato dai reperti minerari esposti. Le porcellane, quasi in rivalità con la natura, da una parte imitano la materia mineraria, dall’altra illustrano il sublime del Vesuvio. Musica di Giovanni Pacini dedicata a <em>L’ultimo giorno di Pompei</em>; <strong>sala dei Pulcinella: </strong>Qui, pulcinella, con il suo ermafroditismo, sovverte la rigida e tradizionale organizzazione sociale e sessuale e, autofecondandosi, partorisce altri Pulcinella: il trionfo ironico della vita. Pulcinella muore sulla scena – come si vede nella pellicola in proiezione “Carosello napoletano” del 1958 &#8211; e passa la maschera, come succede per la Corona reale; <strong>sala della Caduta dei Giganti:</strong> in questo caso, il soggetto mitologico raffigurato, la Caduta dei Giganti, trova una particolare declinazione politica; <strong>sala del Gioco d’azzardo e del destino:</strong> se il popolo spende il suo denaro al gioco del lotto, negli ambienti nobili si dilapidano patrimoni con scacchi e dame, carte, tris, <em>roulettes </em>e <em>tric-trac</em>, giochi particolarmente amati come testimoniano i tavoli e le scatole da gioco di squisita fattura; <strong>galleria del Servizio dell’Oca:</strong> in questa galleria spicca il <em>Servizio dell’Oca</em>, capolavoro della Real Fabbrica della porcellana di Napoli; <strong>sala Miseria e nobiltà:</strong> si sottolinea il complesso rapporto che si stabilisce a Napoli tra classi sociali diverse e più in generale il sentimento di vivere della corte e della plebe rumorosa, dei lazzari che non rinunciano ad adornarsi e a sedurre. Ne traccia un quadro straordinario l’opera di Paisiello <em>L’Osteria di Marechiaro</em>; <strong>sala della Parrucca: </strong> tra le corti d’Europa si diffonde il vezzo della moda: una passione per parrucche, orologi, tabacchiere, bastoni e ventagli. In sala, costumi di Odette Nicoletti realizzati per <em>Festa Teatrale</em>, andato in scena nel 1987 in occasione della celebrazione del 250° anniversario del Teatro di San Carlo; <strong>Sala della Culla</strong>chiude la mostra una videoinstallazionedell’artista Stefano Gargiulo / Kaos Produzioni5, in cui le immagini della Napoli di ieri e di oggi si fondono con le scene delle principali opere tratte dall’archivio storico del Teatro di San Carlo  e con quelle di Capodimonte, reggia e museo, sintesi di quella Napoli del Settecento ancora capitale delle arti.</p>
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		<title>Andy Warhol, mille colori in mostra a Pietrasanta</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Sep 2019 10:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190925_111828.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12296" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190925_111828.jpg" alt="20190925_111828" width="4032" height="1960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A Napoli è tempo di <strong>Andy Warhol</strong>: un’esposizione interamente dedicata al mito dell’artista giunge alla Basilica di Pietrasanta di Napoli che, dal 26 settembre 2019 al 23 febbraio 2020 con oltre 200 opere scelte, regala al pubblico una visione completa della produzione artistica del genio americano che ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte a partire dal secondo dopoguerra. Una esposizione si avvale del patrocinio del Comune di Napoli, promossa dall’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, sotto l&#8217;egida dell&#8217;arcidiocesi di Napoli e in sintonia con Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia della Pontificia Facoltà Teologica dell&#8217;Italia meridionale, con la rettoria della Basilica di S. Maria Maggiore alla Pietrasanta e con l’associazione Pietrasanta Polo Culturale ONLUS. La mostra Andy Warhol è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia con Eugenio Falcioni in collaborazione con l’associazione Pietrasanta Polo Culturale Onluse Art Motorsed è curata da Matteo Bellenghi.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190925_112000.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12297" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190925_112000.jpg" alt="20190925_112000" width="4032" height="1960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mostra dei mille colori </strong>- Immortali icone e ritratti, polaroid e acetati, disegni e il mondo della musica, il brand e l’Italia: in sette sezioni è rappresentato quel mondo pop che ha segnato l’ascesa di Warhol come l’artista che ha stravolto in maniera radicale qualunque definizione estetica precedente, attraverso miti dello Star System e del merchandising come le intramontabili Campbell’s Soup, il ritratto serigrafato di Marilyn derivato da un fotogramma di Gene Korman, le celebri serigrafie di Mao del 1972 e il famosissimo Flowers del 1964. In oltre 200 opere il percorso artistico e privato di un uomo eclettico che ha segnato l’arte a tutto tondo, trasformando visioni e concetti, fermando nell’immaginario collettivo volti, colori e scene e regalando all’arte tutta, un aspetto nuovo. Accanto a opere che raccontano la scena americana del ‘900, nelle sale della Pietrasanta anche lavori che rivelano il rapporto di Warhol con l’Italia e un focus dedicato alla città di Napoli col suo Vesuvius del 1985 e il Ritratto di Beuys, realizzato nel 1980 in occasione della mostra tenutasi presso la Galleria Amelio. Presenti in mostra i suoi immancabili ritratti di grandi personaggi, figure storiche che il suo genio e la sua arte hanno trasformato in leggende contemporanee: i volti di Man Ray, Keith Haring, Edvard Munch, Lenin, Giorgio Armani e un rarissimo ritratto della Monna Lisa realizzato con inchiostro serigrafico su pergamena nel 1978. Ampio spazio è dedicato ancora al rapporto tra Warhol e il mondo della musica: insieme ad alcune delle più memorabili cover progettate e realizzate come The Velvet Undreground &amp; Nico, sono esposti i ritratti di Mick Jagger, Miguel Bosè, Billy Squier. Fondamentali per la comprensione del modus operandi “warholiano” sono le polaroid e gli acetati fotografici utilizzati per la successiva realizzazione dei ritratti: esposte icone del mondo del cinema come Arnold Schwarznegger, Silvester Stallone, Alba Clemente; del mondo musicale quali Grace Jones, Mick Jagger, Ron Wood, Stevie Wonder. Dall’ambito moda non mancheranno Gianni Versace, Valentino, Jean Paul Gaultier e ultimi ma non meno importanti i celebri Self Portrait dalla parrucca color argento.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Un’arte alla ricerca del senso</strong> &#8211; Tutti noi, entrando in relazione gli con gli altri, veniamo calati pienamente nella comunicazione attraverso il simbolo, il più potente mezzo espressivo e intellettivo con il quale viene comunicato l’oltre, che indica la spiritualità e la trascendenza, e l’Altro, che ne identifica il protagonista divino. Perché nella Pietrasanta questa mostra dedicata ad Andy Warhol? Perché gli artisti hanno sempre trovato nei luoghi del culto della trascendenza, siano essi mausolei monumentali o templi e luoghi di culto di qualsiasi fede, il luogo privilegiato nel quale incidere con la propria arte, sulla mente e nel cuore delle persone. E Warhol, attraverso la sua arte, racconta e interroga il suo secolo, il XX, che è stato un insieme di rivolgimenti che hanno capovolto, più volte, il pianeta, in tutte le sue componenti.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190925_112828.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12298" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/20190925_112828.jpg" alt="20190925_112828" width="4032" height="1960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Pop Art tra realismo e spiritualismo</strong> &#8211; Andy Warhol è stato uno dei massimi esponenti di questo movimento e per poterne indicare la posizione è necessario dare uno sguardo ai differenti significati e valori che ebbe la componente pop, ossia il riferimento alla base sociale e, in altre parole, l’importanza che la società ha assunto non solo nella produzione del benessere ma nello sviluppo del pensiero storico-filosofico. Durante i decenni in cui Warhol si è formato, non solo la cultura ma anche la politica degli Stati Uniti sono state sotto la netta e forte influenza di Dewey e questa premessa ha avuto conseguenze che è possibile definire di carattere mondiale, perché le due grandi guerre del secolo scorso sono state combattute all’insegna di due formule culturali opposte: da un lato la franco-inglese, dall’altro la tedesca e, per derivazione quasi totalmente irrazionale, anche l’italiana. La prima, intendeva la modernità come pensiero antimetafisico, incapace di raggiungere la verità assoluta e orientata verso la ricerca sperimentale; che è ovviamente cangiante e caratterizzata dalla centralità dell’esperienza e del dubbio esistenziale. La seconda aveva già realizzato un indirizzo contrario all’orientamento scettico della modernità. Ecco perché l’aggettivo <em>pop</em> o <em>popolare</em> ha avuto significati molto diversi negli Stati Uniti ed in particolare in Italia perché diversissime sono state le sorti della cultura moderna nei due paesi. La formula Pop art, pur avendo oggettivamente, ossia nel pensiero degli autori, un’unica finalità critica, finì per avere significati totalmente divergenti se si considera il tessuto socio culturale in cui quella formula s’inserì. Negli Stati Uniti indicò il punto di arrivo della concretezza pragmatica iper-moderna; in Germania riprodurre il mero oggetto fu il simbolo distruttivo della <em>cosa in sè</em> meramente spirituale; in Italia il significato si complicò ulteriormente perché l’astrazione idealistica e spiritualistica era stata durante molti secoli lo schermo dietro cui si era nascosto il rifiuto cinico di ogni qualificazione etica.</p>
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		<title>Nel (di)segno della Croce, in mostra a Donnaregina</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 16:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cento croci in esposizione nel (Di)segno della Croce di Lucio Iezzi, nel complesso monumentale diocesano Donnaregina di Napoli, dal 11 al 29 aprile 2019, in un evento curato da Simona Pierchiazzi e promosso dal complesso diocesano insieme all’arcidiocesi di Napoli, dall’associazione Fare Chiesa e Città, ADI Delegazione Campania. Esposizione inedita, frutto di uno studio introspettivo, un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190415_105801.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12160" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/20190415_105801.jpg" alt="20190415_105801" width="4032" height="1960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cento croci in esposizione nel <strong>(Di)segno della Croce</strong> di <strong>Lucio Iezzi,</strong> nel complesso monumentale diocesano Donnaregina di Napoli, dal 11 al 29 aprile 2019, in un evento curato da Simona Pierchiazzi e promosso dal complesso diocesano insieme all’arcidiocesi di Napoli, dall’associazione Fare Chiesa e Città, ADI Delegazione Campania. Esposizione inedita, frutto di uno studio introspettivo, un processo mentale di disamina analitic, uno stadio mediativo, in cui far confluire e affiorare percezioni, nozioni, memorie, emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La mostra</strong> &#8211; Presenta in un’esposizione inedita <em>site specific</em> <strong>cento</strong> croci, in una ricerca composta da aspetti diversi. L’ideazione dei simboli è forma di comunicazione, uno schema grafico intende trasmettere in estrema sintesi i valori precipui di riferimento e la Croce è certamente uno dei simboli  più espressivi e potenti che moltiplica nel tempo, attraversandolo, il suo messaggio. La sua essenziale raffigurazione limitata all’intersezione di due tratti trasmette un potere evocativo straordinario: oltre al richiamo storico, il simbolo della Cristianità induce a forti rimandi trascendenti, come il solco fra morte e resurrezione, fra sacrificio e redenzione, ovvero fra corpo e anima, fra materia e spirito, fra tempo ed eternità, fra dolore e felicità. Il disegno della Croce è un significante molto profondo, possiede le proprietà intrinseche dell’ideogramma della filosofia del bene e del giusto.Questa proprietà è coinvolgente e trova Lucio Iezzi impegnato in una ricerca del tutto personale, scaturita e condotta come esercizio compositivo. È uno studio appassionante ed impegnativo dovendo far coesistere le infinite possibili astrazioni di una ricerca estetica col misticismo che una Croce deve esprimere in qualsiasi sua re-interpretazione. Alcune opere sono sentite dall’autore come modelli di studio destinati ad ambiti architettonici o monumentali. La mostra intende offrire un momento di riflessione sul segno e la sua forza spirituale grazie alla ricerca del designer-architetto-orafo Lucio Iezzi e alla suggestione del luogo. Attraverso l’esposizione delle cento croci realizzate in materie e dimensioni differenti: legno, ferro, acciaio, vetro, argento ed oro, il visitatore avrà modo di leggere in pieno il messaggio della composizione del maestro e di confrontarsi con le emozioni che il segno evoca. Questo lavoro è frutto di uno studio introspettivo, un processo mentale di disamina analitica e ricerca avvincente, lo spirito di ricerca si può configurare come uno stadio meditativo dove possono confluire e affiorare percezioni, nozioni, memorie, emozioni, esperienze e la conoscenza della materia in concerto con le abilità manuali danno così forma al pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>L’artista –</strong> È un architetto, nato in Italia nel 1950. Nel 1968 si diploma presso l’accademia Albertina di Belle Arti di Torino, città in cui prosegue gli studi universitari in architettura presso il Politecnico dove consegue la laurea nel 1975. A metà degli Anni ’80 l’attività professionale si concentra nel settore argentiero con una produzione in proprio. Dal 1996 al 2000 assume la curatoria delle 22 esposizioni della mostra itinerante <em>ARGENTI ITALIANI &#8211; SELEZIONE DESIGN,</em> organizzata in collaborazione con la direzione generale delle relazioni culturali del ministero degli affari esteri. Dal 1992 si dedica anche ad una ricerca specifica sul gioiello, impostata sul design di soggetti <em>concepiti per la manualità</em> e ispirati spesso da nuove logiche costruttive sperimentali, in cui si propone una sintesi estetica del tutto personale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La croce nelle parole di don Adolfo Russo, direttore del Museo e vicario episcopale per la cultura della diocesi di Napoli</strong> –  «<em>La croce  è un simbolo evidente a tutti. Essa racconta una storia antica, una storia di amore e di dolore, di morte e risurrezione, la vicenda di un uomo con un nome inconfondibile: Gesù. Croce come oggetto sacro, come compendio del dolore del mondo, croce come scandalo…e come di-segno, progetto di vita. Guardarla in tal senso, permette di leggerla come il più grande gesto di amore per il mondo. La croce diventa di-segno nella immaginazione creativa di Lucio Iezzi. Egli, con le mani e con il cuore, modella, plasma, ritaglia forme su forme di croci, a misura della sua genialità. L’una diversa dall’altra, perché nessun dolore è ugiale all’altro. Dieci, cento, forse mille croci, come quelle che segnano la nostra esperienza di vita. Perché una mostra su una croce a Napoli? Perché Napoli è una città fantastica ma anche difficile e problematica e dolente, in cui le croci non mancano. La Chiesa di Napoli da diversi anni si è aperta particolarmente alla città e ai suoi bisogni; la nostra è una Chiesa che sta cercando di uscire da se stessa per prendersi cura delle croci che la città vive quotidianamente</em>».</p>
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		<title>Leopardi a Napoli, 200 anni di Infinito</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2019 18:51:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Napoli, poesia e arte si sposano per celebrare il bicentenario della stesura dell’Infinito di Giacomo Leopardi: Il corpo dell’idea. Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi, al Palazzo Reale di Napoli dal 21 marzo al 21 luglio, una mostra dedicata a Giacomo Leopardi e Gambatttista Vico, in un evento inserito nel progetto Infinito Leopardi. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/54800105_620721578386623_2521980817408786432_o.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12111" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/54800105_620721578386623_2521980817408786432_o.jpg" alt="54800105_620721578386623_2521980817408786432_o" width="2016" height="1134" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A Napoli, poesia e arte si sposano per celebrare il bicentenario della stesura dell’I<em>nfinito</em> di Giacomo Leopardi: <strong>Il corpo dell’idea. Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi</strong>, al Palazzo Reale di Napoli dal 21 marzo al 21 luglio, una mostra dedicata a <strong>Giacomo Leopardi</strong> e <strong>Gambatttista Vico</strong>, in un evento inserito nel progetto <em>Infinito Leopardi</em>. La mostra è a cura di Fabiana Cacciapuoti e Maria Gabriella Mansi con l&#8217;organizzazione della Biblioteca nazionale, diretta da Francesco Mercurio, la collaborazione di Polo museale campano e Mann, col sostegno della Regione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>L’esposizione </strong>– Incentrata sul dialogo tra Vico e Leopardi, ricostruito soprattutto attraverso l&#8217;incontro di due fondamentali testi quali <em>La Scienza Nuova</em> e lo <em>Zibaldone di pensieri</em>. Un itinerario antropologico che dal mito delle origini, passando attraverso l&#8217;elaborazione poetica dei primi canti arcaici e quella omerica, perviene al farsi del linguaggio e alla costruzione delle civiltà, il cui eccesso per entrambi gli autori, inteso quale eccesso di ragione, conduce infine alla barbarie, alla decadenza e alla corruzione. Temi che Vico e Leopardi affrontano in maniera diversa, storico-provvidenzialistica il primo, radicale il secondo. L&#8217;esperienza conclusiva del percorso vuol significare il messaggio leopardiano, esistenziale e umano, affidato alla <em>Ginestra</em>. In mostra si potranno vedere, tra gli altri, gli autografi della <em>Scienza Nuova</em>, dello <em>Zibaldone di pensieri</em>, delle <em>Operette Morali</em>, dell&#8217;<em>Infinito,</em> di <em>Alla Primavera</em> e dello <em>Stratone da Lampsaco</em>, conservati presso la Biblioteca Nazionale. L&#8217;itinerario nel mito si avvale dell&#8217;esposizione di statue provenienti dal Museo di Palazzo Reale e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. In esposizione, anche, 29 rari testi del’500 e 700, ed il prezioso <em>Globo</em> di <strong>Vincenzo Coronelli</strong> (1650 1718),  geografo, attivo a Venezia, poi alla corte dei Re Sole, tutti provenienti dalla Biblioteca Nazionale. L’itinerario nel mito si avvale  dell’esposizione di statue provenienti dal Museo di Palazzo Reale di Napoli e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/54515872_620721475053300_719867438279163904_n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12112" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/54515872_620721475053300_719867438279163904_n.jpg" alt="54515872_620721475053300_719867438279163904_n" width="533" height="960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il progetto </strong>– Promosso dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario de <em>L’Infinito </em>di Giacomo Leopardi, istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC), con la partecipazione di Regione Marche, Comune di Recanati, Centro Nazionale Studi Leopardiani, Casa Leopardi, Centro Mondiale della Poesia e della Cultura e Università degli Studi di Macerata. <em>Infinito Leopardi </em>ha lo scopo di valorizzare la figura del poeta, mantenendo viva la memoria anche attraverso la contaminiaziona tre ambii e con progetti capaci di internazionalizzare Leopardi, ampliandone la sua conoscenza nel mondo. Un progetto complesso sia per le diverse tematiche trattate sia per la durata temporale, un fatto straordinariamente unico intorno a cui realizzare un evento lungo un anno che tra mostre, spettacoli, conferenze, pubblicazioni, possa sollecitare la necessità di tornare a pensare all’infinito e alle infinite espressioni dell’uomo nella natura, tema portante e modernissimo del pensiero leopardiano. L’arco temporale dell’intero anno dedicato all’<em>Infinito</em> sarà scandito in due momenti principali, corrispondenti alla realizzazione di mostre di diversa natura prodotte da Sistema Museo, la società che gestisce i musei civici recanatesi.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/53169420_1328308197350035_267887577086820352_n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12113" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/53169420_1328308197350035_267887577086820352_n.jpg" alt="53169420_1328308197350035_267887577086820352_n" width="720" height="960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le dichiarazioni del direttore della biblioteca nazionale, Francesco Mercurio</strong>: «<em>La mostra è sostenuta con il massimo impegno da questa direzione. Vuole avvicinare il pubblico al pensiero dei due autori in grado di fornire risposte attuali ai grandi temi della società contemporanea, valorizzando e rendendo fruibile al tempo stesso il patrimonio scientifico posseduto da questa biblioteca. Realizzata con il sostegno della Regione Campania, l’iniziativa è stata organizzata dalla Biblioteca nazionale di Napoli con il Polo Museale della Campania e in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli nel segno della proficua sinergia tra gli istituti del Mibac. A partire dalle origini del mondo,la narrazione si sviluppa attraverso un itinerario tra gli Dei, gli Eroi e gli Uomini. Mitologia, filologia e poesia si intrecciano attraverso le parole di Vico e Leopardi in un dialogo tra i due che sembra non appartenere ad un tempo e uno spazio finito. Ma  ha concluso Mercurio &#8211; prosegue oltre, in un flusso senza soluzione di continuità, che giunge fino a noi, uomini del XXI secolo».</em></p>
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		<title>Chagall a Napoli, l&#8217;amore in mostra</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2019 13:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo l’amore mi interessa, sono in contatto solo con cose che hanno a che fare con l’amore   Chagall. Sogno d’amore: per la prima volta a Napoli, la poetica magia di Marc Chagall raccontata attraverso l’esposizione di 150 opere presso la Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum di Napoli dal 15 Febbraio al 30 Giugno 2019. La mostra realizzata con il contributo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Solo l’amore mi interessa, sono in contatto solo con cose che hanno a che fare con l’amore</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550850079146.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12091" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550850079146.jpg" alt="fb_img_1550850079146" width="960" height="720" /></a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chagall. Sogno d’amore</strong>: per la prima volta a Napoli, la poetica magia di <strong>Marc Chagall </strong>raccontata attraverso l’esposizione di 150 opere presso la Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum di Napoli dal 15 Febbraio al 30 Giugno 2019. La mostra realizzata con il contributo di <strong>fondazione Cultura e Arte</strong>, è organizzata e prodotta dal <strong>Gruppo Arthemisia</strong>; vede come partner istituzionale il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong>, si avvale del patrocinio della <strong>Regione Campania</strong> e del <strong>Comune di Napoli</strong>, ed è promossa dall’<strong>assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli</strong>, è sotto l’egida dell’<strong>arcidiocesi di Napoli</strong>, e in sintonia con la sezione <strong>san Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale</strong>, <strong>Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia</strong>, della <strong>rettoria della Basilica di S. Maria Maggiore alla Pietrasanta</strong> e dell’<strong>associazione Pietrasanta Polo Culturale ONLUS</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La mostra</strong> &#8211; Racconta la vita, l’opera e il sentimento di Chagall per la sua sempre amatissima moglie Bella, attraverso l’esposizione di 150 opere tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni. Un nucleo di opere rare e straordinarie, provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico.Curata da <strong>Dolores DurànUcar</strong>, la mostra racconta il mondo intriso di stupore e meraviglia dell’artista. Si divide in cinque sezioni in cui sono riassunti tutti i temi cari a Chagall: <em>infanzia e tradizione russa; sogni e fiabe; il mondo sacro, la Bibbia; un pittore con le ali da poeta; l’amore sfida la forza di gravità</em>. La tradizione russa legata alla sua infanzia, dalla quale non si allontanò mai; il senso del sacro e la profonda religiosità che si riflettono nelle creazioni ispirate alla Bibbia; il rapporto con i letterati e i poeti; l’interesse per la natura e gli animali e le riflessioni sul comportamento umano che trovarono espressione nelle acqueforti delle Favole; il mondo del circo, che lo affascinava sin dall’infanzia per la sua atmosfera bohémienne e la sua sete di libertà; e, ovviamente, l’amore, che domina le sue opere e dà senso all’arte e alla vita.Nelle opere, un universo di sogni dai colori vivaci, di sfumature intense che danno vita a paesaggi popolati da personaggi, reali o immaginari, che si affollano nella fantasia dell’artista, opere che riproducono un immaginario onirico in cui è difficile discernere il confine tra realtà e sogno.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550850047812.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12092" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550850047812.jpg" alt="fb_img_1550850047812" width="720" height="960" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oltre la mostra</strong> &#8211; Questa mostra inaugura anche un’importante <em>prima volta</em>: prende il via l’innovativo progetto <strong>L’Arte della solidarietà</strong>, realizzato da Arthemisia insieme a <strong>Susan G. Komen Italia</strong>, organizzazione impegnata nella lotta al tumore del seno che interessa una donna su otto in Italia. Arthemisia devolverà a Susan G. Komen Italia una parte degli incassi provenienti dalla vendita dei biglietti d’ingresso alle mostre per la realizzazione di progetti concreti a beneficio delle persone con difficoltà di accesso alle cure.I progetti verranno condivisi e raccontati passo dopo passo a tutti i visitatori delle mostre, con il fine ultimo di creare una grande famiglia solidale e unita dalla volontà di rendere il mondo più bello, attraverso l’arte e più buono, con i progetti a sostegno dei meno fortunati.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella presentazione del rettore della basilica, Vincenzo De Gregorio</strong> &#8211; «<em>Mia soltanto, è la patria della mia anima”: così Marc Chagall grida e denuncia il suo universo interiore. In questo universo si racconta, come accade per ogni artista, la storia del mondo così come la sensibilità, l’intreccio delle esperienze, la visione religiosa e l’impatto con le vicende politiche l’hanno configurata. Il suo è un mondo che affonda nell’esperienza religiosa di Israele le sue radici: anche lui è l’Ebreo errante nel viaggio continuo alla ricerca della patria promessa che di volta in volta si staglia sull’orizzonte e poi svanisce per orientare lo sguardo e la volontà verso altre mete. In questo viaggiare continuo Chagall assorbe quanto di nuovo l’orizzonte nel quale vive gli procura. Anche per lui, ebreo, il comando contenuto nella Legge di Mosè, di non dipingere e raffigurare nessuna immagine, sarebbe stato un impedimento ineludibile; invece dipinge e raffigura, assumendo dal mondo russo, quello delle icone e dell’infinita ricchezza di immagini del Cristo, della Madre di Dio, dei Santi della tradizione greco/slava, la multiforme galleria iconografica che diventerà la cifra stabile della sua opera.La mostra allestita nella basilica di S. Maria Maggiore alla Pietrasanta, in Napoli, è speculare al mondo stratificato della stessa. Dalle fondamenta greco/romane e cristiane delle origini, al barocco delle strutture architettoniche del Fanzago, la basilica è come il mondo interiore di Chagall, guidato da una sola idea: il senso religioso della vita. Questo  gli ha permesso di rimanere ebreo ma di essere anche russo; gli ha permesso di partecipare agli eventi rivoluzionari che avrebbero capovolto la sua patria russa, ma di allontanarsene. Sempre il senso religioso della vita gli ha consentito di fare suo il compatriota Gesù di Nazareth e porre in parallelo le sofferenze del Maestro di Nazareth crocifisso con quelle degli Ebrei del suo tempo ma, pure, con quelle di tutta l’umanità. Questa visione religiosa</em>, <em>ma non confessionale, gli ha permesso di dipingere vetrate per le chiese e avvicinarsi agli uomini del suo e del nostro tempo raccontando, con i suoi colori vivaci e gli accostamenti di cose e di anime sempre fitti e intensi, all’interno del perimetro anche angusto delle sue superfici dipinte, la vita.La Basilica della Pietrasanta si colloca, maestosa ed imponente, sul Decumano maggiore della Città, indicando come unapietra miliare la direzione versa la quale dirigere i passi delle persone che, intorno, lavorano, amano, soffrono, commerciano, divagano nell’intricato dedalo di vicoli e strade. Chagall, in questa singolare mostra nel cuore della Pietrasanta, racconta ai visitatori il suo itinerario di pellegrino della vita che ha vissuto le medesime esperienze tanto umane, e indica ancora quale sia la direzione verso la quale dirigere i nostri passi a volte incerti. Il senso religioso della vita: in queste due parole è racchiusa l’idea di legame = re-ligare = legare a doppio filo e quella di indicazione e di direzione verso la quale andare. E’ il messaggio eterno che lo Spirito ha assegnato agli Artisti di ogni tempo facendone i portatori del suo messaggio e dimostrazione della sua presenza nella Storia. Marc Chagall è tra questi</em>».</p>
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		<title>Itinerario d’Arte in Terra di Lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2015 18:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Falanga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Caserta]]></category>
		<category><![CDATA[collettiva]]></category>
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		<category><![CDATA[San Leucio]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ultima tappa della collettiva Itinerario d’Arte in Terra di Lavoro, mostra che raccoglie le opere di 50 artisti provenienti da tutta l’Italia, promossa dall’associazione Arteggiando in collaborazione con l’ordine degli architetti di Caserta, è stata inaugurata la scorsa domenica presso il Complesso Monumentale di San Leucio e resterà aperta fino al 6 giugno 2015 tutti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/San-Leucio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10168" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/San-Leucio-300x199.jpg" alt="San Leucio" width="300" height="199" /></a>L’ultima tappa della collettiva <strong>Itinerario d’Arte in Terra di Lavoro</strong>, mostra che raccoglie le opere di <strong>50 artisti</strong> provenienti da tutta l’Italia, promossa dall’associazione <em>Arteggiando</em> in collaborazione con l’ordine degli architetti di Caserta, è stata inaugurata la scorsa domenica presso il Complesso Monumentale di San Leucio e resterà aperta <strong>fino al 6 giugno 2015</strong> tutti i giorni dalle ore 9 alle 18 eccetto il martedì.<strong>  </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Alla conferenza stampa di <strong>presentazione</strong>, presso il Salone delle Conferenze del Real Sito di San Leucio, hanno preso parte tra gli altri la Prof.ssa Maddalena Venuso e l&#8217;architetto Giovanna D’Amodio, curatrice della collettiva, che ha illustrato l&#8217;iniziativa al pubblico, evidenziando come il progetto sia nato allo scopo di promuovere l’arte contemporanea, valorizzando nel contempo il <strong>patrimonio storico e artistico</strong> spesso misconosciuto della provincia di <strong>Caserta</strong>.</p>
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		<title>Da Garibaldi alla Repubblica, la storia di Maddaloni in mostra al Giordano Bruno</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2015 13:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Falanga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[convitto nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Giordano Bruno]]></category>
		<category><![CDATA[Maddaloni]]></category>
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		<description><![CDATA[Maddaloni: da Garibaldi alla Repubblica, questo il titolo della mostra, organizzata da ANMIG e Fondazione di Caserta e di Maddaloni per riscoprire la storia maddalonese. L&#8217;esposizione raccoglie fotografie, documenti e oggetti di ogni genere risalenti ad un periodo compreso tra il 1860 ed il 1946. Un percorso storico che illustra aspetti della storia d&#8217;Italia e di Maddaloni. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19965" class="yiv2846954368MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19964" class="yiv2846954368null"><span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19963" style="font-size: 12.0pt;"><em><strong><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/convitto_giordano_bruno.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-10152" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/convitto_giordano_bruno-300x225.gif" alt="convitto_giordano_bruno" width="300" height="225" /></a>Maddaloni: da Garibaldi alla Repubblica</strong></em>, questo il titolo della mostra, organizzata <span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19964" class="yiv2846954368null"><span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19963" style="font-size: 12.0pt;">da ANMIG e Fondazione di Caserta e di Maddaloni per <span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19964" class="yiv2846954368null"><span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19963" style="font-size: 12.0pt;">riscoprire la storia maddalonese</span></span></span></span>.<br />
</span></span></p>
<p class="yiv2846954368MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;">
<p id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19976" class="yiv2846954368MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span class="yiv2846954368null"><span style="font-size: 12.0pt;">L&#8217;esposizione raccoglie</span></span><span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19975" class="yiv2846954368fsl"><span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19974" style="font-size: 12.0pt;"><strong> fotografie, documenti e oggetti</strong> di ogni genere risalenti ad un periodo compreso <strong>tra il 1860 ed il 1946</strong>. Un percorso storico che illustra aspetti della storia d&#8217;Italia e di Maddaloni.</span></span></p>
<p class="yiv2846954368MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;">
<p class="yiv2846954368MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span class="yiv2846954368null"><span style="font-size: 12.0pt;">La mostra aprirà i battenti il <strong>25 maggio</strong> dalle ore <strong>9</strong> alle ore <strong>14</strong> <span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19964" class="yiv2846954368null"><span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19963" style="font-size: 12.0pt;">nel chiostro del <strong>Convitto Nazionale Giordano Bruno</strong> di Maddaloni</span></span>.</span></span></p>
<p class="yiv2846954368MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">I<span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19982" style="font-size: 12.0pt;">nterverranno all’inaugurazione, tra gli altri, <span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19985" class="yiv2846954368null">Antonio Cembrola e Daniela Di Stora, rispettivamente presidente e segretario de <em>I<strong>l Club della Cultura</strong></em>, il <strong>Rettore del Convitto</strong> professor Michele Vigliotti e il Direttore Antonio d’Angelo.<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19987" class="yiv2846954368null" style="font-size: 12.0pt;"><span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_20001" style="font-size: 12.0pt;">Nel corso della mostra sarà possibile ritirare una copia dell’opera </span></span><span id="yui_3_16_0_1_1432557238321_19999" style="font-size: 12.0pt;"><strong><em>Cittadini maddalonesi nella Grande Guerra</em></strong> di Salvatore Borriello e Antonio Cembrola, che offre una presentazione dettagliata di tutti i maddalonesi reduci della Grande Guerra. </span></p>
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		<title>Il Gigante della Carità a Spaccanapoli</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2014 15:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Falanga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[san camillo de lellis]]></category>

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		<description><![CDATA[La Collettiva d’arte Il Gigante della Carità della Compagnia Artisti di Sansepolcro (AR), dedicata alla figura di San Camillo De Lellis e inaugurata lo scorso 5 Aprile a Bucchianico (CH) nella sede espositiva comunale, giungerà il prossimo 20 maggio a Napoli presso la Chiesa del Divino Amore. La collettiva, fortemente voluta dal maestro Pino Nania, artista e ideatore [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/Inaugurazione-di-Bucchianico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9654" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/Inaugurazione-di-Bucchianico-300x225.jpg" alt="Inaugurazione di Bucchianico" width="300" height="225" /><br />
</a></p>
<p id="yui_3_16_0_1_1402147961181_20431" style="text-align: justify;">La Collettiva d’arte <strong>Il Gigante della Carità</strong> della Compagnia Artisti di Sansepolcro (AR), dedicata alla figura di <strong>San Camillo De Lellis </strong>e inaugurata lo scorso 5 Aprile a Bucchianico (CH) nella sede espositiva comunale, giungerà il prossimo <strong>20 maggio a Napoli</strong> presso la Chiesa del Divino Amore.</p>
<p style="text-align: justify;">La collettiva, fortemente voluta dal maestro Pino Nania, artista e ideatore della mostra, si inserisce nelle celebrazioni nazionali  per il <strong>Quarto Centenario della morte di San Camillo</strong> che il 14 Luglio 1614 saliva al cielo.</p>
<blockquote>
<p id="yui_3_16_0_1_1402147961181_20448" style="text-align: justify;">E&#8217; stato sorprendente scoprire un grande interesse attorno alla pittura dei 19 creativi che si sono dedicati alla figura carismatica che racchiude un&#8217;infinita serie di spunti ed esempi di umanità e di spiritualità &#8211; ha dichiarato Michele Foni, direttore artistico della collezione insieme a Silvia Chialli &#8211; è stato poi altrettanto sorprendente scoprire una cittadina bellissima e ricca di potenzialità turistiche che a mio giudizio non si basano solo sulla potente attrattiva delle tracce della nascita e del passaggio terreno di Camillo De Lellis; ci ha lasciato senza fiato per esempio vedere la sua favolosa visione panoramica sulla Maiella e sul Gran Sasso ancora innevati. Non è forse un caso che Camillo sia nato in una cittadina cosi evocativa.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">In mostra le opere di Ornella Baldicchi, Joy Stafford Boncompagni, Francesca Calabrò, Alessandra Cesari, Enzo Chialli, Silvia Chialli, Enzo Della Rina, Diego Della Rina, Michele Foni, Ruggero Foni, Evangelista Felici in arte Cico, Giacomo Fusi, Arianna Gasperini, Pino Nania, Fabrizio Pruscini in arte Pruscini da Cavargine, Gino Pigolotti, Giorgio Sensi, Nicoletta Spinelli, Annamaria Veccia. Si tratta soprattutto di pittura ma sono presenti anche altre forme di creatività come l&#8217;intaglio del legno, la fotografia e il collage.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Cinquant&#8217;anni vissuti diabolikamente: il Pan festeggia Diabolik</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 16:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Angela Ravone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[diabolik]]></category>
		<category><![CDATA[eva kant]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[pan]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà in esposizione fino al sei maggio al Pan di Napoli la mostra intitolata Cinquant’anni vissuti diabolikamente, interamente dedicata all’emblematico Diabolik, il ladro in calzamaglia nera che si aggira per le città in compagnia della biondissima Eva Kant, sua complice e aiutante inseparabile. Il fumetto nasce nel 1962 dalla fantasia di due sorelle, Angela e Luciana Giussani, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://files.cittadelmonte.info/static/img/diabolik.bmp"><img class="alignleft" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/diabolik.bmp" alt="" width="262" height="131" /></a>Sarà in esposizione fino al sei maggio al Pan di Napoli la mostra intitolata <strong><em>Cinquant’anni vissuti diabolikamente</em></strong>, interamente dedicata all’emblematico Diabolik, il ladro in calzamaglia nera che si aggira per le città in compagnia della biondissima Eva Kant, sua complice e aiutante inseparabile. Il fumetto nasce nel 1962 dalla fantasia di due sorelle, Angela e Luciana Giussani, e si rivela presto un gran successo. Questo mese si festeggiano i 50 anni dalla sua nascita con una mostra che si avvale non solo di esposizioni di fumetti, ma anche di manifesti, locandine, immagini, disegni di oltre 700 episodi pubblicati fino ad oggi, totem interattivi e un documentario che sarà possibile vedere proprio negli spazi allestiti per la mostra e dedicato alle creatrici del fumetto (Le sorelle diabolike). Il ladro dallo sguardo inconfondibile ormai ha conquistato davvero tutti, diventando un’icona della nostra società e del mondo del fumetto italiano, conosciuto infatti anche da coloro che di fumetti non se ne intendono e non ne hanno mai sfogliato una pagina. Il compleanno di Diabolik inoltre apre le porte ad un appuntamento tanto atteso da tutti gli amanti del fumetto. La mostra infatti rappresenta l’inizio delle attività legate al fumetto che si svolgono durante il mese di aprile a Napoli: parliamo della quattordicesima edizione del <strong><em>Comicon</em></strong>, salone internazionale del fumetto, che quest’anno avrà come filo conduttore un tema davvero interessante, ovvero gli intrecci e le connessioni tra fumetti e letteratura.</p>
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		<title>8 Dicembre al sapor di cioccolato</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 18:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna D'Agostino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[creazioni]]></category>
		<category><![CDATA[del cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[Evento]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[perugina]]></category>
		<category><![CDATA[pianta di cacao]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel giorno dell’Immacolata parte a Napoli la golosa manifestazione Showcolate 2011. La terza edizione sarà allestita nel padiglione 10 della Mostra d’Oltremare. Più di 50 espositori italiani e stranieri offriranno prelibatezze per quattro giorni fino all’ 11 dicembre. Il costo è minimo, 3 euro per gli adulti e 1 per i bambini. L’orario di apertura sarà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://static.cittadelmonte.info/static/img/showcolate-20111.jpg"><img class="size-medium wp-image-6661 alignleft" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/showcolate-20111-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Nel giorno dell’Immacolata parte a Napoli la golosa manifestazione <strong>Showcolate 2011</strong>. La terza edizione sarà allestita nel padiglione 10 della Mostra d’Oltremare. Più di 50 espositori italiani e stranieri offriranno prelibatezze per quattro giorni fino all’ 11 dicembre. Il costo è minimo, 3 euro per gli adulti e 1 per i bambini. L’orario di apertura sarà dalle 10 alle 23, tranne la domenica, giorno in cui la chiusura sarà anticipata alle 20.30.</p>
<p><em>Vi prenderemo per la gola</em> lo slogan significativo della mostra. Mentre si visitano gli stand sarà possibile degustare le bontà offerte. Ci sarà cioccolata per tutti i gusti: fondente, al latte, al peperoncino, alle spezie, ai canditi….insomma sarà davvero impossibile resistere! Ma la cioccolata non è fatta solo per deliziare il palato: ci saranno anche proposte alternative come cure in centri benessere a base di cacao.</p>
<p>Il cioccolato è da sempre uno degli alimenti più consumati al mondo. Pochi sanno che in realtà esso deriva da alcuni semi, quelli della pianta di cacao, che tritati e mescolati con burro di cacao e zucchero danno origine a questa miscela irresistibile. Sin dall’epoca dei Maya era conosciuto per le sue proprietà energizzanti e per la capacità di donare il buon umore. I napoletani sono grandi appassionati del &lt;&lt;cibo degli déi&gt;&gt; (così i Maya chiamavano il cioccolato) e si prevede anche per quest&#8217;anno una massiccia affluenza di <em>aficionados</em> alla manifestazione.</p>
<p>Ma la novità di questa edizione è la collaborazione con <strong>Eurochocolate</strong>, che ha allestito un evento simile a Perugia e porterà a Napoli i maestri della <em>Scuola del Cioccolato Perugina</em> che mostreranno le loro creazioni. Una enorme sagoma dell’Italia sarà visibile (e mangiabile) in tutti i suoi 13 metri di lunghezza e le sue 14 tonnellate.</p>
<p>E per questa volta concediamoci un piccolo ma dolcissimo peccato di gola!</p>
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