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	<title>Città del Monte &#187; multitasking</title>
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		<title>Il falso mito del multitasking</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 18:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Teresa Montesarchio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una caratteristica distintiva delle società occidentali dei nostri tempi è la frenesia: tante cose da fare e tanti canali attraverso cui queste tante cose ci vengono comunicate. Alcuni ipotizzano che il multitasking sia una conseguenza adattativa alla velocità dei nostri tempi e che, dunque, risulti funzionale ad una maggiore e migliore produttività. Una delle prime ricerche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/il-falso-mito-del-multitasking-teresa-montesarchio-cittadelmonte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9901" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/il-falso-mito-del-multitasking-teresa-montesarchio-cittadelmonte-300x199.jpg" alt="Frustrated office work at his desk" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una caratteristica distintiva delle società occidentali dei nostri tempi è la frenesia: tante cose da fare e tanti canali attraverso cui queste tante cose ci vengono comunicate.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Alcuni ipotizzano che il multitasking sia una conseguenza adattativa alla velocità dei nostri tempi e che, dunque, risulti funzionale ad una maggiore e migliore produttività. Una delle prime ricerche sull&#8217;argomento, condotta all&#8217;Università di Stanford nel 2009 e seguita da molte altre, ha dimostrato, al contrario, che il multitasking non funziona.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Passare da una attività all&#8217;altra richiede, infatti, un certo tempo di aggiustamento ed ogni volta che si cambia attività, il cervello deve rifocalizzare l&#8217;attenzione sull&#8217;oggetto, generando un <strong>dispendio di energia e tempo</strong>, che, dopo una giornata di lavoro, si traduce in <strong>stanchezza ed inconcludenza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conseguenza della stanchezza così generata è l&#8217;aumento degli errori</strong>: le nostre capacità di attenzione e di concentrazione vengono continuamente minate dalle continue interruzioni, rendendoci via via sempre meno attenti e concentrati. Il risultato è una maggiore superficialità durante il lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zheng Wang, una ricercatrice dell&#8217;università dell&#8217;Ohio</strong>, in seguito a suoi studi che, come gli altri, hanno confermato un aumento di stress, di errori, ansia e depressione correlati al multitasking, si è chiesta come mai, allora, le persone continuano ad utilizzarlo. Per rispondere <strong>ha studiato il comportamento di 32 giovani</strong>, ed ha osservato che i soggetti tendevano ad adottare il multitasking tanto più quanto erano impegnati in compiti gravosi.<br />
Secondo Zheng Wang, <strong>le persone credono che il multitasking li renda più produttivi, poiché, in realtà, interpretano in modo sbagliato i sentimenti positivi generati dalla temporanea distrazione dal compito e dalla soddisfazione derivante dalla percezione di star facendo più cose contemporaneamente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Zheng Wang, John M. Tchernev. The “Myth” of Media Multitasking: Reciprocal Dynamics of Media Multitasking, Personal Needs, and Gratifications. <em>Journal of Communication, 2012</em>; DOI: 10.1111/j.1460-2466.2012.01641.x</p>
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