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	<title>Città del Monte &#187; parole</title>
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	<description>Giornale Online</description>
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		<title>Ninfodora, una fiaba che fa bene al cuore</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2021 09:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Formisano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[dolcezza]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ninfodora]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ninfodora Simonetta Caminiti e Valeria Panzironi Le trame di Circe 2020 pp.37 Euro 16   Ninfodora è una novella illustrata, scritta da Simonetta Caminiti, edita da Le trame di Circe e pubblicata nel 2020. Le illustrazioni sono realizzate da Valeria Panzironi. Simonetta Caminiti è una scrittrice, editrice e giornalista. Il suo romanzo di esordio è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/03/ninfa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12868" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/03/ninfa.jpg" alt="ninfa" width="304" height="273" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ninfodora</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Simonetta Caminiti e Valeria Panzironi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le trame di Circe</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2020</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pp.37</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Euro 16</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ninfodora</strong> è una novella illustrata, scritta da <strong>Simonetta Caminiti</strong>, edita da <strong>Le trame di Circe</strong> e pubblicata nel 2020. Le illustrazioni sono realizzate da <strong>Valeria Panzironi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Simonetta Caminiti</strong> è una scrittrice, editrice e giornalista. Il suo romanzo di esordio è <strong>Il Bacio</strong> ed è autrice di un saggio presentato alla Mostra del Cinema di Venezia<strong>, Senti chi parla, le 101 frasi più famose del cinema.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Trama</strong>- Il protagonista della fiaba è un ragazzino <strong>sordomuto</strong>, il quale, dopo la morte della mamma, è mandato in un istituto per bambini portatori del suo handicap.</p>
<p style="text-align: justify;">Un luogo molto triste: nessuno aveva voglia di ridere.</p>
<p style="text-align: justify;">E così, dopo due giorni di agonia, il ragazzino decise di scappare da quel posto tenebroso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro protagonista aveva un <strong>dono nascosto</strong>: sapeva <strong>disegnare</strong> e proprio grazie a questa sua abilità riusciva a comunicare quello che non poteva esprimere con le parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Un giorno il ragazzo, ormai cresciuto, fa un incontro inaspettato, quello con la sua <strong>Musa ispiratrice</strong>, Ninfodora.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Temi - </strong>La scelta di accompagnare le parole con illustrazioni è sicuramente significativa, non solo perché piacevoli alla vista, ma perché riescono ad esprimere <strong>i sentimenti</strong> provati dal ragazzo, sentimenti che non possono essere declamati con le parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Con estrema dolcezza, l’autrice narra una <strong>storia di emozioni</strong>, in cui componente predominante sono il <strong>tempo e i ricordi</strong>: la giovane donna amata dal ragazzo, era in realtà già presente nella sua infanzia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Mito dea Aurora </strong>- La novella prende ispirazione dal <strong>mito della dea Aurora.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Aurora nella mitologia è chiama anche <strong>Eos</strong>, grazie a lei ogni mattina possiamo assistere all’alba.</p>
<p style="text-align: justify;">La dea è nota per le sue storie di passioni con umani ed altre divinità.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse la scelta del <strong>colore rosso</strong> predominante all’interno dell’illustrazioni deriva da queste componenti<strong>: la passione</strong> della dea, affiancata da quella del ragazzo per la donna misteriosa, e il rosso vermiglio come tinta che <strong>colora il cielo a prima mattina</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ninfodora racconta una di quelle fiabe che fanno <strong>bene al cuore</strong>, trasmettono speranza. Per questo motivo la lettura è consigliata per tutte le età: ognuno di noi dovrebbe ricordarsi di guardare le cose del mondo con gli occhi sensibili del protagonista, <strong>cercando di cogliere la bellezza nascosta.</strong></p>
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		<title>Un nuovo modo di guardare il mondo, in nome della gentilezza</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 16:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Formisano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[carofiglio]]></category>
		<category><![CDATA[convivenza civile]]></category>
		<category><![CDATA[gentilezza]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose. Gianrico Carofiglio Feltrinelli pp.128 euro 13 Della gentilezza e del coraggio è il nuovo libro di Gianrico Carofiglio, pubblicato da Feltrinelli e uscito in libreria a settembre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/carofiglio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12803" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/carofiglio.jpg" alt="carofiglio" width="444" height="696" /></a></p>
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<p><strong>Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose.</strong></p>
<p><strong>Gianrico Carofiglio</strong></p>
<p><strong>Feltrinelli</strong></p>
<p><strong>pp.128</strong></p>
<p><strong>euro 13</strong></p>
<p><strong>Della gentilezza e del coraggio</strong> è il nuovo libro di <strong>Gianrico Carofiglio</strong>, pubblicato da <strong>Feltrinelli</strong> e uscito in libreria a settembre 2020.</p>
<p>Gianrico Carofiglio è uno scrittore, ex magistrato e ex politico italiano. I suoi romanzi e saggi hanno ricevuto numerosi premi dalla critica.</p>
<p><strong>Trama</strong>- Lo scrittore, all’interno del romanzo, ci fornisce suggerimenti per una nuova pratica di <strong>convivenza civile</strong>.</p>
<p>Al centro del discorso c’è il <strong>cittadino</strong>, che, a volte, si dimentica del suo immenso potere.</p>
<p>Per cambiare il mondo è necessario che l’uomo modifichi il proprio punto di vista sulle cose e, soprattutto, il suo modo di agire: la gentilezza, il coraggio, l’intelligenza sono virtù che, se praticate, permettono di evitare conflitti distruttivi.</p>
<p>Cambiare il proprio atteggiamento, così, diventa un’<strong>azione sovversiva, rivoluzionaria</strong>.</p>
<p><strong>L’importanza della parola</strong>- Carofiglio pone grande attenzione nei confronti del <strong>lessico</strong>.</p>
<p>Analizzando gli insegnamenti dei pensatori antichi e moderni, dà un nuovo valore alle parole da loro utilizzate, parole fondamentali, a volte adoperate con non curanza.</p>
<p>Grande attenzione viene data alla parola <strong>gentilezza</strong>, chiave delle teorie dell’autore.</p>
<p>La gentilezza, infatti, è il mezzo grazie al quale possiamo giungere a un confronto pacifico e ragionato, abbandonando la violenza e la mancanza di empatia.</p>
<p><strong>Evitare i conflitti</strong>- Nel libro sono presenti numerosi suggerimenti sul modo in cui porsi nei confronti del prossimo. L’autore non crede che in politica il conflitto vada evitato, ma è necessario che la discussione sia <strong>costruttiva.</strong></p>
<p>Bisogna imparare ad ascoltare l’altro, senza <strong>pregiudizi</strong>.</p>
<p>Il buon politico dovrebbe avere come doti l’autoironia ed essere un buon comunicatore.</p>
<p>Lo scrittore inserisce nel testo numerosi esempi presi da programmi televisivi, dalla cronaca italiana o straniera, con lo scopo di testimoniare il comportamento scorretto degli uomini di potere, i quali mostrano costantemente un atteggiamento violento.</p>
<p><strong>La morale</strong>- Il testo non è rivolto solo agli uomini politici, ma a tutti i cittadini, affinché, tramite i preziosi consigli dell’autore, possano cambiare il proprio atteggiamento, in nome di una buona <strong>convivenza civile.</strong></p>
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		<title>Un viaggio nelle fragilità dell’anima</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 09:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Formisano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Lupo]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[premio strega]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[storia del mio silenzio]]></category>

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		<description><![CDATA[Breve storia del mio silenzio Giuseppe Lupo Marsilio editori Ottobre 2019 pp. 208 16 euro Breve storia del mio silenzio è un romanzo autobiografico di Giuseppe Lupo, arrivato tra i finalisti del Premio Strega 2020. Giuseppe Lupo insegna letteratura italiana contemporanea all’Università Cattolica di Milano e Brescia ed è autore di diversi romanzi. Il testo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Breve storia del mio silenzio</strong></p>
<p><strong>Giuseppe Lupo</strong></p>
<p><strong>Marsilio editori</strong></p>
<p><strong>Ottobre 2019</strong></p>
<p><strong>pp. 208</strong></p>
<p><strong>16 euro</strong></p>
<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/giuseppe_lupo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12641" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/giuseppe_lupo.jpg" alt="giuseppe_lupo" width="397" height="609" /></a></p>
<p><strong>Breve storia del mio silenzio </strong>è un romanzo autobiografico di <strong>Giuseppe Lupo,</strong> arrivato tra i finalisti del <strong>Premio Strega 2020.</strong></p>
<p>Giuseppe Lupo insegna letteratura italiana contemporanea all’Università Cattolica di Milano e Brescia ed è autore di diversi romanzi.</p>
<p>Il testo ha un carattere fortemente<strong> autobiografico</strong>, infatti l’autore si confessa, svelando le sue intime emozioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Trama</strong>- A quattro anni, dopo la nascita della sorella, Giuseppe <strong>perde l’uso del linguaggio</strong>: le parole si depositano nella sua interiorità, non riuscendo più a essere espresse nel mondo esterno.</p>
<p>Queste stesse parole sono il <strong>motore </strong>del romanzo, insieme alla ricerca energica di riappropriarsi di ciò che si è perduto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tematiche</strong>- Il racconto è ambientato negli anni ’60 tra un paesino del Sud, Atella in Basilicata, raccolto e familiare, e Milano, la grande metropoli.</p>
<p>L’autore e protagonista ripercorre, grazie ai <strong>ricordi</strong>, il suo passato, dall’infanzia alla maturità.</p>
<p>È interessante la descrizione del contesto <strong>socio-culturale</strong>, soprattutto l’attenzione ai mutamenti propri di un’epoca in crisi, caratterizzata dal Boom economico e culturale italiano.</p>
<p>Il trasferimento a Milano da parte del protagonista rappresenta il suo trampolino di lancio, riuscendo, così, ad affermarsi come scrittore.</p>
<p>Molti sono i personaggi che si affacciano sulla scena, cercando di aiutare e sorreggere il piccolo protagonista: i genitori, i maestri delle elementari, gli intellettuali del Circolo la Torre.</p>
<p>Episodio centrale è la narrazione del <strong>trauma infantile</strong> vissuto dal protagonista.</p>
<p>La nascita della sorella gli provoca una sorta di <strong>afasia </strong>di natura psicologica, rendendogli difficile la comunicazione.</p>
<p>Il silenzio si trasforma, poi, in un’insidiosa inimicizia con il linguaggio.</p>
<p><strong>La parola</strong> è la vera protagonista del racconto.</p>
<p>Il romanzo rivela il suo carattere propriamente<strong> formativo</strong>: dal mutismo infantile al trionfo della scrittura.</p>
<p>Ampio spazio è dedicato agli intellettuali del tempo, ma, in particolare, si pone l’accento sul sogno americano, vagheggiato dall’autore: si citano le opere di Hemingway, si guarda con entusiasmo all’industria musicale e a Hollywood.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Viaggio interiore</strong>- Con estrema delicatezza, Giuseppe Lupo ci accompagna per mano nel suo mondo interiore.</p>
<p>È un viaggio nella fragilità dell’anima.</p>
<p>Il protagonista analizza le proprie ferite, tenta di sanarle, affrontando le proprie paure.</p>
<p>Mano a mano che si prosegue con la lettura, emerge la passione per la letteratura e per la cultura: assistiamo, così, alla nascita di un grande scrittore.</p>
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		<title>Orme di santità a Torre del Greco</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 03:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michele Giustiniano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggezza popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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		<description><![CDATA[Il vento che soffiava forte a Torre del Greco in un giorno di dicembre del 1831 portava, insieme ai rintocchi lenti delle campane, una notizia grave: &#60;&#60;&#232; morto il curato>>. Quelli che lo avevano conosciuto e amato gioivano tra le lacrime. La gente diceva &#60;&#60;Beato a isso! Beato Lui!>>. Se da un lato, infatti, erano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><span style="color: black">Il vento che soffiava forte a Torre del Greco in un giorno di dicembre del 1831 portava, insieme ai rintocchi lenti delle campane, una notizia grave: &lt;&lt;&egrave; morto il curato>>. Quelli che lo avevano conosciuto e amato gioivano tra le lacrime. La gente diceva &lt;&lt;<i>Beato a isso!</i> Beato Lui!>>. Se da un lato, infatti, erano addolorati per la grande perdita, dall&rsquo;altro si consolavano nella certezza che il loro buon parroco gi&agrave; godesse della Grazia del Signore. Sebbene per la Chiesa sia ancora soltanto (si fa per dire) un Beato, per il popolo torrese Don Vincenzo Domenico Michele Romano &egrave; da sempre un Santo. Fin dal giorno in cui celebr&ograve; la sua prima messa, nel lontano giugno del 1775, la gente del suo paese lo ha sempre onorato con grande fervore. Stando a quanto riferiscono alcune fonti, pare che una monaca di casa presso la parrocchia di Santa Croce abbia detto in quel giorno: &lt;&lt; Non c&rsquo;&egrave; prete qua pi&ugrave; santo di questo che &egrave; uscito a dir Messa>>. E a distanza di secoli, la venerazione per la vita e le opere del Beato Vincenzo Romano non si &egrave; affatto affievolita nel suo paese natale. Una delle particolarit&agrave; di questo sacerdote risiede proprio nel fatto che tutte le fasi pi&ugrave; importanti della sua opera cristiana si siano svolte unicamente a Torre del Greco. Ancora oggi, percorrendo le suggestive stradine del centro storico, &egrave; possibile compiere un singolare pellegrinaggio urbano sulle orme del nostro Beato. Qui, ogni angolo &egrave; legato a un ricordo. Per queste stesse stradine, infatti, in veste di missionario, il buon parroco camminava ogni giorno per portare al prossimo il conforto della sua predicazione, l&rsquo;aiuto sincero della sua carit&agrave;, l&rsquo;opera generosa e modesta del suo essere vero servitore di Cristo. Un&rsquo;opera che prendeva forma nei suoi gesti, cos&igrave; come nella sua parola. Tralasciando infatti gli aspetti pi&ugrave; popolari della venerazione di Don Vincenzo Romano, ovvero i racconti che lo vedono protagonista come mistico, basta una lettura ai suoi scritti per cogliere l&rsquo;essenza del suo spirito ardente di fede. Scritti &ldquo;Sull&rsquo;Eucarestia&rdquo;, sul &ldquo;Modo pratico per aiutare il popolo&rdquo;, sulle &ldquo;Meditazioni per la Nativit&agrave;&rdquo; ed altri ancora. Ma lo scritto che forse pi&ugrave; di tutti esprime la semplicit&agrave; del suo animo &egrave; quello su &ldquo;Il Santissimo Rosario di Maria Vergine, canale di grazie&rdquo;, in cui, con parole schiette e genuine, il buon padre illustra ai suoi fedeli il modo di pregare la Madonna, dicendo a loro: &lt;&lt;Prima di cominciare il Rosario, ciascuno si fermi un po&rsquo;, entri in se stesso: faccia un atto riflesso di volerlo recitare col pensiero della mente e cogli occhi della fede&hellip;>>. Parole che richiamano alla mente quelle di San Bernardo: &lt;&lt;La preghiera &egrave; del cuore, non delle labbra&hellip;>>, che a loro volta ripercorrono il sentiero del Vangelo: &lt;&lt; I veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e Verit&agrave;>> (Giovanni 4, 23). Ci&ograve; dimostra che non v&rsquo;&egrave; alcun pensiero genuinamente cristiano che non risalga a Cristo.</span></span></span></p>
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		<title>Oltre il valore del denaro</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 23:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michele Giustiniano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggezza popolare]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Un antico canto goliardico, composto in Germania e diffuso in tutta Europa fin dal medioevo, inizia con la frase &#60;&#60;Gaudeamus igitur, iuvenes dum sumus&#62;&#62; ( trad. Godiamo dunque, finch&#232; siamo giovani). Questa simpatica esortazione edonistica richiama facilmente alla mente le parole, non meno goliardiche, di una composizione carnascialesca di Lorenzo il Magnifico: &#60;&#60;quant&#8217;&#232; bella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span><span><span><span><span><span style="font-size: small"><span><span><span><span><span style="line-height: 115%">Un antico canto goliardico, composto in Germania e diffuso in tutta Europa fin dal medioevo, inizia con la frase <i style="mso-bidi-font-style: normal">&lt;&lt;Gaudeamus igitur, iuvenes dum sumus&gt;&gt;</i> ( trad. <i style="mso-bidi-font-style: normal">Godiamo dunque, finch&egrave; siamo giovani</i>). Questa simpatica esortazione edonistica richiama facilmente alla mente le parole, non meno goliardiche, di una composizione carnascialesca di Lorenzo il Magnifico: <i style="mso-bidi-font-style: normal">&lt;&lt;quant&rsquo;&egrave; bella Giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, del doman non v&rsquo;&egrave; certezza&gt;&gt;</i>. Godere la vita giorno per giorno senza preoccuparsi del futuro, gustare i frutti della giovinezza finch&eacute; si &egrave; in tempo, godere per vivere e vivere per godere, poich&eacute; ci&ograve; che si ha potrebbe essere perduto da un momento all&rsquo;altro, dall&rsquo;oggi al domani, e non si pu&ograve; essere certi nemmeno della vita stessa, anche quando si &egrave; giovani. Tutti temi che ricorrono nella letteratura e nei modi di dire popolari e non, fin dai tempi del celebre invito a cogliere l&rsquo;attimo fuggevole (&ldquo;Carpe diem&rdquo;) lanciato da Orazio nelle sue <i style="mso-bidi-font-style: normal">Odi</i>. Questa consapevolezza della caducit&agrave; del tempo e della vita &egrave; spesso prerogativa di chi ha perduto qualcosa di prezioso e si strugge di malinconia. Come ricorda un vecchio adagio napoletano, <i style="mso-bidi-font-style: normal">&lt;&lt;Mamme, denare e <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>giuvent&ugrave; se chiagneno quanno nun ce stanno cchi&ugrave;&gt;&gt; </i>(trad. <i style="mso-bidi-font-style: normal">La Mamma, i soldi e la giovent&ugrave; si rimpiangono quando non ci sono pi&ugrave;</i>). Parole sagge. Indubbiamente. Ma per quanto possano essere importanti i soldi nella vita, nella mia personalissima scala dei valori, non penserei nemmeno lontanamente a metterli sullo stesso piano della giovent&ugrave;. Figuriamoci della Mamma. </span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><o></o></span></p>
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		<title>Pensieri parole emozioni</title>
		<link>https://www.cittadelmonte.it/wordpress/pensieri-parole-emozioni/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 17:52:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri parole emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;Pensieri, parole, emozioni&#8221; &#232; la rubrica della libert&#224; espressiva. Qui raccoglieremo, infatti, poesie edite ed inedite, brevi scritti filosofici, aforismi, pensieri spirituali, commenti ai versi d&#8217;autore, spunti di riflessione d&#8217;ogni genere. Per inaugurarla, proponiamo ai nostri lettori i versi di un intellettuale francescano scomparso alcuni anni fa, pi&#249; noto in ambito accademico per i suoi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<span style="font-size: small"><span><span style="font-family: Arial"><em>Pensieri, parole, emozioni&rdquo; &egrave; la rubrica della libert&agrave; espressiva. Qui raccoglieremo, infatti, poesie edite ed inedite, brevi scritti filosofici, aforismi, pensieri spirituali, commenti ai versi d&rsquo;autore, spunti di riflessione d&rsquo;ogni genere.</em></span></span></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-size: small"><em>Per inaugurarla, proponiamo ai nostri lettori i versi di un intellettuale francescano scomparso alcuni anni fa, pi&ugrave; noto in ambito accademico per i suoi importantissimi scritti di diritto canonico e teologia morale. Stiamo parlando di Padre Guido Giustiniano, giudice ecclesiastico, ministro provinciale francescano, professore di teologia morale e diritto canonico, giornalista, ma anche poeta apprezzato da una discreta cerchia di critici, amici e intellettuali.</em></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-size: small"><em>La poesia riportata di seguito &egrave; tratta dalla raccolta</em> &ldquo;Donum meum&rdquo;<em>, ristampata a Napoli nel 1998 e subito esaurita. Questi versi furono scritti da Padre Guido in memoria di una giovane morta a vent&rsquo;anni.</em></span>&nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align: center">LA MANO STRETTA AL VENTO&nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align: center">Il vento sui capelli</p>
<p style="text-align: center">mormora</p>
<p style="text-align: center">primavere di angeli&nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align: center">di cieli azzurri</p>
<p style="text-align: center">dove il sole non tramonta&nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align: center">Ti fermasti a ridere</p>
<p style="text-align: center">sognando di volare</p>
<p style="text-align: center">la mano stretta al vento</p>
<p style="text-align: center">alla sua casa</p>
<p style="text-align: center">di fiori rossi e bianchi&nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align: center">Il vento sui capelli</p>
<p style="text-align: center">ti regal&ograve;</p>
<p style="text-align: center">il colore rubato alle marine.&nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align: center">Illuminasti gli occhi</p>
<p style="text-align: center">sognavi di cantare</p>
<p style="text-align: center">immersa nelle onde</p>
<p style="text-align: center">il canto che non muore</p>
<p style="text-align: center">dal mare sugli scogli.&nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align: center">Il vento sui capelli</p>
<p style="text-align: center">ti volle accanto:</p>
<p style="text-align: center">col sussurro lieve</p>
<p style="text-align: center">ti parl&ograve; d&rsquo;amore.</p>
<p style="text-align: center">Fu allora che sognasti</p>
<p style="text-align: center">di divenire vento.&nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align: center">Fuggisti via da noi</p>
<p style="text-align: center">col vento per il cielo</p>
<p style="text-align: center">con gli anni tuoi felici.&nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align: center">Il vento sui capelli:</p>
<p style="text-align: center">ti cerco sui tuoi libri</p>
<p style="text-align: center">sui sogni verdi</p>
<p style="text-align: center">lasciati alle tue bambole.&nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align: center">Ti chiamo</p>
<p style="text-align: center">per te risponde il vento.</p>
<p style="text-align: center">Sei con la primavera</p>
<p style="text-align: center">tra fiori bianchi e rossi.&nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align: center">Il vento sui capelli</p>
<p style="text-align: center">&egrave; una carezza dolce</p>
<p style="text-align: center">raccoglie le mie lagrime</p>
<p style="text-align: center">e fugge via da te.</p>
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