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	<title>Città del Monte &#187; pittore</title>
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		<title>La Madonna di Rubens al museo Donnaregina</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2018 18:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[La Madonna col Bambino in una ghirlanda di fiori di Rubens e Brueghel]]></category>
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		<description><![CDATA[La Madonna col Bambino in una ghirlanda di fiori di Rubens e Brueghel al Museo Diocesano Donnaregina di Napoli. La mostra, arricchita da pannelli didattici sarà allestita nella Sala Solimena, è realizzata in collaborazione con il museo Madre della Regione Campania, e sarà visitabile dall’11 febbraio al 30 aprile 2018. Un’opera di notevole valore, nata dal [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11559" style="width: 525px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/dipinto.jpg"><img class="size-full wp-image-11559" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/dipinto.jpg" alt="La Madonna col Bambino in una ghirlanda di fiori di Rubens e Brueghel " width="515" height="629" /></a><p class="wp-caption-text">La Madonna col Bambino in una ghirlanda di fiori di Rubens e Brueghel</p></div>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #444444;">La Madonna col Bambino in una ghirlanda di fiori di Rubens e Brueghel </span>al Museo Diocesano Donnaregina di Napoli. La mostra, arricchita da pannelli didattici sarà allestita nella <em>Sala Solimena</em>, è realizzata in collaborazione con il museo Madre della Regione Campania, e sarà visitabile dall’11 febbraio al 30 aprile 2018. Un’opera di notevole valore, nata dal sodalizio artistico di due dei maggiori artisti fiamminghi, e che da uno scritto di Erik Larsen risulterebbe venduto, nei primi del Novecento, da Charles Sedelmeyer al principe Nikolaus Esterhàzy e conservato nelle raccolte zurighesi di famiglia almeno sino al 1996.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’opera</strong>  &#8211; Un&#8217;elaborata ghirlanda di fiori, frutta e animali incornicia un quadro raffigurante la <em>Vergine Maria con il Cristo fanciullo </em>ripreso stante. I dipinti della Vergine incorniciati con ghirlande erano particolarmente apprezzati nel mondo fiammingo, dove si configuravano quale risposta alla Riforma protestante che negava la validità delle rappresentazioni della Vergine o dei santi. Brueghel il Vecchio rispose al fabbisogno dei collezionisti cattolici di immagini votive di Maria, ponendo la Vergine all’interno di un delizioso intreccio di ghirlande, dove la sua capacità di raffigurare motivi naturali si rese elemento di spicco per una affascinante rappresentazione sacra. E’ così che, unendo le immagini religiose al verismo naturalistico, Peter Paul Rubens e Jan Brueghel il Vecchio rivolsero al panorama artistico del primo quarto del Seicento uno stimolante tema di ricerca su cui la cultura figurativa avrebbe potuto esercitare il proprio verbo. Di questo dipinto si registrano altre due versioni analoghe: una nelle raccolte del Louvre ed un&#8217;altra al Prado.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli artisti</strong> &#8211; <strong>Peter Paul Rubens</strong> nacque in Germania il 1577. Tra i più grandi pittori e intellettuali del Seicento europeo, amante della cultura classica e della pittura italiana, collezionista informato e disegnatore abilissimo, Rubens sa elaborare un linguaggio di grande forza retorica. I suoi dipinti e i suoi cicli pittorici rappresentarono l’esperienza più all’avanguardia nel panorama della pittura dei primi decenni del Seicento, anticipando gli esiti della cultura barocca. La creatività e la capacità inventiva, unite a una grande sicurezza di gesto, lo portano a elaborare un linguaggio figurativo magniloquente in grado di fondere il colorismo veneziano con la tradizione pittorica fiamminga. <strong>Jan Brueghel il Vecchio</strong>, nato a Bruxelles nel 1568, autore prolifico di nature morte, spesso costituite di fiori e di paesaggi. I suoi primi dipinti sono spesso paesaggi che ritraggono scene delle Sacre Scritture. Nelle opere più tarde passò prima alla pittura di paesaggi puri e di ambientazioni urbane, quindi &#8211; verso il termine della sua vita &#8211; alle nature morte. Molte delle sue opere sono state realizzate in collaborazione con altri pittori; spesso le figure umane dipinte da altri artisti sono state integrate nei paesaggi dipinti da Jan Brueghel. Il più famoso dei suoi collaboratori fu Peter Paul Rubens.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da dove nasce l’opera</strong> &#8211; La nascita di questa seducente composizione della Madonna inghirlandata andrebbe posta in rapporto con una intima visione dell’arte sacra del cardinale Federico Borromeo, mecenate di Brueghel. La collaborazione dei due artisti voleva essere una risposta alle tendenze artistiche nate nel contesto della Riforma protestante. La scelta del soggetto e  l’esecuzione dell’opera hanno un’efficace funzione devozionale, assicurata al successo soprattutto per la connotazione fortemente simbolica della ricca ghirlanda che salda il contorno della maternità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le meraviglie dell’arte fiamminga</strong> – Nelle Fiandre nel &#8217;400 si assiste alla nascita di una nuova corrente artistica, la sua caratteristica principale è il forte intento realistico che porta all&#8217;esaltazione analitica della cosa fin nel minimo particolare. Il disegno penetra ogni punto dell&#8217;insistente e lo accompagna per metterlo sulla ribalta della visione esaltandone al massimo le possibilità romantiche. Ogni minimo dettaglio affida all&#8217;assoluta luminosità del colore la definizione ideale della rappresentazione. I protagonisti di questa nuova corrente portarono tecniche nuove, la pittura ad olio, ed un modo particolare di rappresentare la realtà. Non seguivano regole ma raffiguravano il mondo che gli si presentava dinanzi usando com&#8217;elemento unificante non la prospettiva ma il diffondersi della luce, quando questa colpisce la materia, ed analizzavano minuziosamente la realtà nei suoi piccoli particolari. La vera rivoluzione che essi apportarono non fu tanto nella composizione dei colori, quanto nella tecnica di stesura: con i pittori fiamminghi si elevò a sommo grado la tecnica della velatura. Una delle caratteristiche fondamentali era la capacità di conferire alle scene dipinte un carattere di quotidianità. I fiamminghi non praticarono l&#8217;affresco ma furono maestri della miniatura e della pittura su tavola, su cui applicano la pittura ad olio l&#8217;unica adatta a raffigurare il diffondersi della luce ed i dettagli minuti.</p>
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		<title>Giuseppe Manigrasso Al Blu di Prussia</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 16:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Palazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[anni settanta]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Inaugurata il 14 dicembre Al Blu di Prussia, spazio multidisciplinare in via Filangieri 42, l&#8217;esposizione delle opere dell’artista d’avanguardia Giuseppe Manigrasso. Manigrasso nasce a Taranto nel 1947 ma è a Napoli che diventa artista, performer, designer, regista, pittore ed infine scultore, utilizzando ogni strumento creativo utile ad esprimere il proprio estro. Qui entra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
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<p>Inaugurata il 14 dicembre <em>Al Blu di Prussia</em>, spazio multidisciplinare in via Filangieri 42, l&#8217;esposizione delle opere dell’artista d’avanguardia <strong>Giuseppe Manigrasso</strong>.<br />
Manigrasso nasce a Taranto nel 1947 ma è a Napoli che diventa artista, performer, designer, regista, pittore ed infine scultore, utilizzando ogni strumento creativo utile ad esprimere il proprio estro. Qui entra in contatto con gli artisti e gli operatori culturali che resero la città di Napoli un punto di riferimento importante nell’arte d’avanguardia internazionale. Tra questi vanno menzionati Deli Pezzullo, Salvatore Pica, Fabrizio Mangoni e l’amico Fabio Donato.<br />
La mostra, che sarà aperta al pubblico fino al 7 gennaio 2012, prevede l’esposizione di trentadue sculture in creta raffiguranti personaggi illustri dell’ambiente culturale partenopeo degli anni settanta, quello che l’artista, definito &lt;&lt;un poeta visivo&gt;&gt; dal critico Mario Franco, ebbe l’opportunità di conoscere a partire dal 1963, anno in cui si iscrisse alla facoltà di architettura di Napoli. Tra i busti vi sono, infatti, giornalisti, galleristi, scrittori, architetti, professori, critici verso i quali Manigrasso nutre un forte coinvolgimento emotivo e professionale. Le opere dunque non hanno una finalità puramente ritrattistica, piuttosto rappresentano il sentimento con cui la sensibilità dell’artista percepisce tali personalità.<br />
Giuseppe Manigrasso dieci anni fa ricomincia a lavorare la creta, materiale da sempre presente nella sua vita (a Grottaglie suo nonno aveva un laboratorio di artigianato), realizzando cinque serie di sculture, l&#8217;ultima delle quali è esposta nella mostra <em>Al</em> <em>Blu di Prussia</em>. La prima serie rappresentava donne celebri napoletane, la seconda donne illustri americane, la terza presidenti italiani, lavoro che lo ha coinvolto molto anche dal punto di vista socio – politico, la quarta raffigurava presidenti americani.<br />
L’esposizione rappresenta il compimento di un percorso artistico durato all’incirca un decennio. Tra le opere più recenti vi sono il busto di Mario Pellegrino e dell’architetto Giuseppe Mannaiuolo. Alcune opere si presentano in creta grezza, altre ricoperte da una sorta di vernice bianca, porcellanata, da cui traspaiono suggestive sfumature rosate per effetto della creta sottostante.<br />
Durante la mostra verrà proiettata anche una video – biografia dell’architetto &#8211; scultore realizzata da Bruno Aymone.<br />
La galleria d’arte <em>Al</em> <em>Blu di Prussia</em> è la cornice ideale per un simile evento, ricreata da Giuseppe Mannaiuolo sulle orme di quella più antica realizzata dallo zio Guido, che nel dopoguerra rese questo spazio uno dei maggiori centri della cultura figurativa napoletana.<br />
E’ con la speranza che un tale passato possa riappropriarsi del nostro presente che riportiamo le parole di Mario Franco: « Poeta dello spazio, Giuseppe Manigrasso ha rivolto la sua creatività verso la scultura, come se lavorare con la creta servisse a ridare vita alle persone, a darne contorni di verità, di originalità, non di riproduzione della realtà, ma interpretazione della vita stessa».</p>
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<p><a href="http://static.cittadelmonte.info/static/img/mostra_manigrasso_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6750" title="mostra_manigrasso_2" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/mostra_manigrasso_2-200x109.jpg" alt="" width="200" height="109" /></a>    <a href="http://static.cittadelmonte.info/static/img/mostra_manigrasso_3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6751" title="mostra_manigrasso_3" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/mostra_manigrasso_3-200x112.jpg" alt="" width="200" height="112" /></a></p>
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		<title>Intervista al giovane pittore Mauro Sorbo</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 02:29:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Palazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[fantasia]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[opere]]></category>
		<category><![CDATA[pittore]]></category>

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		<description><![CDATA[Mauro Sorbo è un pittore emergente nato nel 1982 a Santa Maria Capua Vetere. Laureato in matematica, Mauro è un artista autodidatta che con il suo talento sta riscuotendo successi a livello nazionale. Dalle sue parole trapela una personalità riservata, ma determinata ad emergere e a farsi conoscere. Mauro, quando ha avuto inizio il tuo percorso artistico? [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5822" title="mauro sorbo" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/mauro-sorbo-119x200.jpg" alt="" width="119" height="200" />Mauro Sorbo è un pittore emergente nato nel 1982 a Santa Maria Capua Vetere. Laureato in matematica, Mauro è un artista autodidatta che con il suo talento sta riscuotendo successi a livello nazionale. Dalle sue parole trapela una personalità riservata, ma determinata ad emergere e a farsi conoscere.</p>
<p><strong>Mauro, quando ha avuto inizio il tuo percorso artistico?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Ho sempre avuto la passione per la pittura, ho iniziato per gioco già alle scuole medie. Mi dicevano che ero bravo, poi ho dipinto i miei primi quadri circa otto anni fa, sempre per hobby, per distrarmi. Nel corso del tempo ho fatto delle mostre, ho iniziato a farmi conoscere e a quel punto ho pensato fosse meglio prendere questa mia attività con più serietà, come una seconda professione. Inconsciamente però io continuo a vedere la pittura come un mezzo per distrarsi, forse perché ho fatto studi scientifici. Ho frequentato il liceo scientifico, sono laureato in matematica. Sono mondi molto distanti”.[/feature_box]<br />
<strong>La matematica e l’arte sono mondi così distanti secondo te?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Solo in apparenza. La matematica è una forma d’arte nonostante sia vista sempre come una materia odiosa, ma io credo che abbia la sua bellezza. E’ una cosa per pochi, ci vuole un’attitudine come per scrivere, per fare musica o per disegnare”.[/feature_box]</p>
<p><strong>Dunque per te la pittura è un interesse più che un modo per comunicare?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Nei quadri non parlo di me stesso, non c’è quasi nulla di autobiografico e forse quel “quasi” c’è a livello inconscio. Piuttosto cerco di esprimere le mie opinioni. Nel quadro “la fantasia è solo una bugia”; forse trapela qualcosa del mio carattere, il disincanto. L’essere disincantato credo sia un processo comune a tutti gli adulti, c&#8217;è chi lo è di più e chi lo è di meno”.[/feature_box]<br />
<strong>In un mondo in cui siamo continuamente stimolati da immagini che circolano soprattutto attraverso i mass media, dalla televisione ai social network, che ruolo ha oggi la pittura?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“I social network a mio avviso sono un’arma a doppio taglio perché se da un lato offrono una visibilità maggiore, dall’altro azzerano la privacy”.[/feature_box]<br />
<strong>C’è chi dice che dipenda dal modo in cui vengono utilizzati…</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Infatti, è così. Ma il problema è che non siamo consapevoli dell’uso che possono farne gli altri, poiché ci si informa in maniera molto superficiale sia sulle condizioni di privacy che di utilizzo .<br />
Per quanto riguarda il ruolo della pittura, a mio avviso, serve a mantenere vivo un interesse, ma questo vale anche per i libri, per la musica. La persona deve essere stimolata; se nel dipinto non ci trova niente, dopo pochi secondi passa oltre e dimentica il quadro. Invece io cerco di provocare un impatto. I miei quadri sono concettuali . Ci si ferma davanti all&#8217;opera quando si vede qualcosa che colpisce, ma questo qualcosa per me risiede più nel minimalismo che nelle cose elaborate in cui ci si può perdere. I social network , come aspetto positivo, rendono possibili i confronti tra chi dipinge, quindi noi pittori ci possiamo sempre confrontarci.<br />
Oggi c’è una ricerca dell’elemento particolare, ma io penso che bisognerebbe tornare alla semplicità delle cose. Io preferisco un quadro con un soggetto semplice. Questo tipo di discorso poi l’ho esteso alla grafica pubblicitaria, altro settore di cui mi occupo. Il mio stile si avvicina all&#8217;essenziale”.[/feature_box]<br />
<strong>Questo è un discorso che si presta molto alle esigenze di uno spot pubblicitario.</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Certo, poi bisogna confrontarsi con una società consumistica. Il messaggio da dare dura poco e viene presto sostituito da uno migliore, che piace di più o che è più in voga in quel determinato momento”.[/feature_box]<br />
<strong>A tuo avviso la realizzazione di uno spot pubblicitario può essere considerata una forma d’arte?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Sì, perché la televisione e i social network rappresentano il futuro. La gente più che a leggere è interessata a vedere. La comunicazione è cambiata, è molto più veloce e consumistica, meno impegnativa, perché la gente non vuole cose elaborate.<br />
Oggi il web è il centro della comunicazione ed in tal senso anche i siti internet devono essere funzionali e non complessi, perché in questa società viviamo in modo veloce. Una cosa può essere bella, ma se non è utilizzabile è inutile”.[/feature_box]<br />
<strong>C’è un pittore in particolare a cui ti ispiri?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Sono sempre stato affascinato e influenzato dal pittore americano Mark Kostabi, che ha una squadra di pittori che fa anche delle produzioni in serie dello stesso quadro. Da lui ho appreso l’utilizzo dei manichini, ma io sono più figurativo. In genere sono molto attento ai pittori del &#8217;900 e prendo le distanze dall&#8217;astrattismo estremo”.[/feature_box]</p>
<p><strong>Ci sono altre forme di arte visiva da cui trai l’ispirazione, magari il cinema, il teatro o anche la letteratura?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Io ho letto molta letteratura inglese. Mio padre, insegnante di inglese, mi ha fatto conoscere la cultura britannica, i suoi massimi esponenti nell&#8217;arte, nella musica e nella letteratura, e io ne sono rimasto influenzato in maniera significativa”.</p>
<p><strong>Sulla tua pagina facebook hai scritto: &#8220;Del passato non me ne frega nulla. Probabilmente anche del futuro. Non credo nei ritorni, non mi interessa ciò che è stato, forse ciò che sarà&#8221;&#8230;</strong><br />
“Io penso che bisogna pensare al presente perché il passato non lo si può più cambiare. Quando si pensa troppo al passato si tralascia il presente, condizionando il futuro in modo negativo”.[/feature_box]</p>
<p><strong>Adesso parliamo dei tuoi quadri. Cosa rappresenta “Illudimi”?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“ “Illudimi” cela un significato: è tutto giallo, c’è un paesaggio che trasmette calma ed è come un abbaglio che dura un attimo e di cui non vorresti mai privarti, invece finisce e ritorni alla realtà. Sei completamente invaso da questa illusione che non ti fa pensare più a nulla.<br />
Di paesaggi ne ho dipinti molti, anche su commissione. Negli anni ho cambiato stile. Inizialmente usavo i glitter che ora non utilizzo più. Adesso uso colori per muri, smalti, mix tra acrilici e olio. All’inizio usavo molti colori, invece adesso preferisco usarne al massimo quattro o cinque, in questo modo penso di catturare meglio l’attenzione. Questo discorso per me vale anche nella grafica pubblicitaria. Se apri un catalogo, magari nero, in cui figurano oggetti ordinati, semplici ne sei più colpito e li ricordi meglio”.[/feature_box]</p>
<p><strong>Il quadro “finché morte non ci separi” ha avuto molto successo. Cosa raffigura?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Per me, ciò che si vede sullo sfondo non sono monumenti anche se tutti dicono di riconoscere l’arco di Adriano , la torre di Pisa. Molti si fossilizzano sui monumenti ma l’oggetto principale del quadro sono le due figure in primo piano perché l’opera si intitola “finché morti non ci separi”, vuole riprodurre un po’ l’attimo di intimità che vivono le coppie che sperano in un amore che non finisca mai, però molte volte finisce. Infatti uno dei due sta per scomparire dalla scena, inghiottito da questo nero dipinto sotto ad una delle due figure. Questa è una scena che nessuno immagina, molte coppie non se ne rendono conto. Per quanto riguarda i monumenti, c’è anche una torre che assomiglia alla torre di Babele e tutti prestano attenzione ad essi, ma non sono monumenti. Sembra che alcuni siano rimasti colpiti da questi presunti monumenti più che dal soggetto stesso. Perciò mi è venuta l’ idea di realizzare una serie di dipinti raffiguranti dei monumenti stilizzati. Ma questi sono progetti che devo sviluppare più avanti”.[/feature_box]</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5817" title="finchè morte non ci separi" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/finchè-morte-non-ci-separi-143x200.jpg" alt="" width="143" height="200" /></p>
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<p><strong>Ed il quadro &#8220;Noi 2&#8243;?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Qualche mese fa andai ad una mostra dove mi chiesero di dipingere un quadro ispirandomi al tema dell’amicizia. Uno abbraccia l’altro; ritrae il concetto semplice dell’amicizia con lo sfondo di una città illuminata”.[/feature_box]</p>
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<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5818" title="noi 2" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/noi-2-200x195.jpg" alt="" width="200" height="195" /></p>
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<p><strong>Hai dipinto anche un quadro ispirato ai centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, &#8220;auguri Italia&#8221;.</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Sì, molto spesso nelle mostre a cui partecipo mi chiedono di realizzare un’opera a tema. Il quadro raffigura un uomo da cui esce un vortice costituito dai nomi di tutte le personalità italiane che hanno fatto la storia d’Italia dal 1861 in poi . Vi sono i nomi di fisici, architetti, scrittori, matematici, politici, personaggi dello spettacolo che hanno segnato un’epoca. Ho poi pensato di estrapolare l&#8217;immagine centraledi questo quadro per creare una serie; infatti sto per ultimare un altro quadro con la stessa grafica, ma in cui il vortice raffigura simboli matematici. In un altro ancora, il vortice raffigurerà i simboli delle reti televisive”.[/feature_box]</p>
<p><strong>Cosa preferisci?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Io preferisco realizzare i quadri anche al momento, perché per me le cose improvvisate sono le migliori. Mi viene comunicato il tema della mostra ed ho una o due ore per partorire un’idea. Per fortuna a me l’intuizione non manca”.[/feature_box]</p>
<p><strong>Parliamo del quadro “la fantasia è solo una bugia”</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Quello è un quadro che è piaciuto a molte persone. Alcuni lo hanno ritenuto inquietante forse per il seguente motivo: il messaggio è che quando si cresce si diventa più disincantati, quando si è bambini si sprigiona un vortice di idee e crescendo sembra che si perda questa caratteristica. Raffigura un uomo che ritorna bambino e che, seduto dietro ad una scrivania con l&#8217;intento di disegnare, ripercorre la sua infanzia, sprigiona di nuovo le sue idee consapevole del fatto che la fantasia, purtroppo, è solo una bugia, nel senso che la realtà è diversa da quella che immaginiamo da bambini”.[/feature_box]</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5819" title="la fantasia è solo una bugia" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/la-fantasia-è-solo-una-bugia-147x200.jpg" alt="" width="147" height="200" /></p>
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<p><strong>Perché hai deciso di inserire una scritta nel quadro anziché lasciare alla pittura il compito di esprimere il messaggio?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“Ci sono dei quadri in cui inserisco delle scritte che rendono il messaggio inequivocabile, senza lasciare spazio all’interpretazione. Nel quadro che si intitola “Lobotomia” è rappresentata una critica alla società moderna. Tutto ciò che facciamo, i nostri comportamenti, non appartengono interamente a noi, ma abbiamo visto in televisione i modelli e li ripetiamo. Le nostre personalità sono il frutto di ore ed ore di televisione. Nelle discussioni di oggi, ad esempio, io noto la presenza di una grande aggressività che a mio avviso ci è stata trasmessa dai talk show. Noi non siamo aggressivi, ma è la televisione che ci rende tali. Quindi la persona diventa come una marionetta che cerca di liberarsi inutilmente da questo sistema. A tal riguardo penso che non possiamo più liberarci da questi condizionamenti, perché anche le discussioni più banali avvengono in televisione, i processi vengono fatti in tv. Non c’è più discrezione, ma è tutto dato in pasto alla televisione. Se vieni coinvolto in una cosa e non vuoi condividere il tuo pensiero con i mass media vieni giudicato come una persona anormale, quando dovrebbe essere il contrario”.[/feature_box]</p>
<p><strong>Illustraci il “Castello dei sogni”</strong></p>
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“Quello è uno dei primi quadri che ho dipinto, infatti è stato realizzato con i glitter, che io utilizzavo spesso negli anni passati. E’ sempre un quadro concettuale, rappresenta un castello che al suo interno racchiude i sogni, il tuo mondo”.[/feature_box]</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5820" title="il castello dei sogni" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/il-castello-dei-sogni1-150x200.jpg" alt="" width="150" height="200" /></p>
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<p><strong>&#8220;Lo spazio familiare&#8221; cosa rappresenta?</strong></p>
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“E&#8217; un paesaggio innevato molto grande. Vicino alla casa ci sono un padre ed un figlio, mano nella mano, ad esprimere il rapporto particolare che esiste tra padre figlio ed in cui rientra tutto, non importano le dimensioni. Il padre ed il figlio guardano il paesaggio e racchiudono la loro intimità in questo grande spazio, che può essere anche piccolo”.[/feature_box]</p>
<p><strong>Cosa ci dici del quadro &#8221; Geometria Sciolta&#8221;?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
E’ stato realizzato con un mix di olio e smalto. Ho iniziato a sperimentare questa tecnica un po’ per caso, un po’ per necessità perché dovevo arrangiarmi con quello che avevo. I pennelli non li uso mai, uso l’ovatta e stracci che mi consentono di realizzare le sfumature.[/feature_box]</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5821" title="geometria sciolta" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/geometria-sciolta-150x200.jpg" alt="" width="150" height="200" /></p>
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<p><strong>Hai da poco attuato il tuo progetto di realizzare una sorta di “magliette d’autore”, cioè maglie su cui far stampare le tue opere. In cosa consiste di preciso?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
“All’inizio avevo pensato a questo progetto come merchandising e quindi  pensavo di mettere tutto il quadro sulla maglietta. Poi ho modificato i dipinti trasformandoli in grafiche per maglie. Così ora faccio pubblicità a me e creo una linea di abbigliamento che sta andando bene: ho venduto trenta maglie in dieci giorni. Per ora le vendo io e poi farò pubblicità sul mio sito che uscirà tra qualche mese. I negozi mi hanno proposto di venderle in vetrina, ma io preferisco essere cauto, almeno per quest&#8217;anno”.[/feature_box]</p>
<p><strong>Abbiamo discusso a lungo del presente, ma quali saranno i tuoi prossimi impegni?</strong></p>
<p>[feature_box header_color="white"]<br />
Dovrò fare un&#8217;esposizione a Campagna, in provincia di Salerno, il 21 luglio.<br />
Ultimamente a Roma ho fatto un&#8217;esposizione personale alla Sapienza, grazie all&#8217;organizzazione &#8220;Sapienza in movimento&#8221;. Ho potuto raccogliere il parere di ragazzi che studiano lì, provenienti da tutta Italia. Mi ha colpito molto l&#8217;interesse di una professoressa spagnola, in particolare, che era di passaggio. E&#8217; stata una bellissima esperienza.[/feature_box]</p>
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<p>Per saperne di più e conoscere tutte le opere vi consigliamo di visitare il sito web <a href="http://www.ioarte.org/artisti/Mauro-Sorbo/" target="_blank">http://www.ioarte.org/artisti/Mauro-Sorbo/</a>.</p>
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