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	<title>Città del Monte &#187; recensioni</title>
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	<description>Giornale Online</description>
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		<title>La tela e il volto. San Vincenzo de’ Paoli, i poveri e il Terzo settore</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 14:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carità]]></category>
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		<description><![CDATA[Il legame tra l’insegnamento di San Vincenzo de’ Paoli e il moderno sistema di welfare sarà al centro del dibattito martedì 27 ottobre 2026 alle ore 17.30, nella Sala del Mandato dell’Arciconfraternita dei Pellegrini a Napoli. L’occasione è data dalla presentazione del libro La tela e il volto. San Vincenzo de’ Paoli, i poveri e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il legame tra l’insegnamento di San Vincenzo de’ Paoli e il moderno sistema di welfare sarà al centro del dibattito <strong>martedì 27 ottobre 2026 alle ore 17.30</strong>, nella Sala del Mandato dell’Arciconfraternita dei Pellegrini a Napoli. L’occasione è data dalla presentazione del libro <strong><em>La tela e il volto. San Vincenzo de’ Paoli, i poveri e il Terzo settore</em>,</strong> scritto da suor <strong>Simona Biondin</strong> e <strong>padre Salvatore Farì, </strong>che propone una riflessione sull’attualità del pensiero vincenziano, sul valore della solidarietà e sul ruolo delle organizzazioni sociali nella tutela della dignità umana. Ad aprire l’incontro saranno i saluti del primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini <strong>Giovanni Cacace</strong>, della presidente della Corte d’Appellodi Napoli<strong> Maria Rosaria Covelli</strong> e del prefetto di Napoli<strong> Michele di Bari</strong>. Interverrà <strong>monsignor Antonio De Luca</strong>, vescovo di Teggiano-Policastro e delegato Caritas della Conferenza Episcopale Campana mentre le conclusioni saranno affidate a <strong>Maurizio Borgo</strong>, presidente dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Modererà l’incontro <strong>Vincenzo Morgante</strong>, direttore di Tv2000.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/Copertina-La-Tela-e-il-volto-EMBRASER.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13772" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/Copertina-La-Tela-e-il-volto-EMBRASER.jpg" alt="Copertina-La-Tela-e-il-volto-EMBRASER" width="1417" height="2268" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«La scelta dell’Arciconfraternita dei Pellegrini – spiega il primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini <strong>Giovanni Cacace -</strong> come sede dell’incontro assume un significato particolare, giacché è un luogo storicamente legato all’assistenza e alla solidarietà, particolarmente adatto a ospitare una riflessione sul rapporto tra carità, responsabilità sociale e organizzazione delle risposte ai bisogni delle persone. In un tempo segnato da nuove povertà, disuguaglianze e crescenti bisogni di inclusione, sarà un’occasione per riflettere sul contributo che il mondo del volontariato, le istituzioni e le realtà del Terzo settore possono offrire alla costruzione di una società più inclusiva, capace di mettere al centro la persona e i suoi diritti». L’iniziativa si svolge con il contributo della Regione Campania.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il libro</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il volume individua nell’opera di San Vincenzo de’ Paoli un’anticipazione storica e spirituale dei principi che animano oggi il Terzo settore: la centralità della persona, la responsabilità collettiva, l’organizzazione della solidarietà e l’attenzione verso le persone più fragili. Il titolo racchiude due dimensioni fondamentali del messaggio vincenziano: la tela rappresenta ciò che l’uomo costruisce attraverso le opere, le regole, le istituzioni e l’impegno organizzato; il volto è invece quello del povero, nel quale San Vincenzo riconosceva il volto di Cristo. Due dimensioni inseparabili: da una parte la necessità di dare struttura ed efficacia alla solidarietà, dall’altra il valore della relazione umana, dell’ascolto e del riconoscimento della dignità di ogni persona. Il libro invita così a interrogarsi sul senso più autentico dell’agire sociale, ricordando che dietro ogni progetto, servizio o organizzazione ci sono persone, storie e bisogni concreti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli autori</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Figlia della Carità, <strong>suor Simona Biondin</strong> è direttrice generale della Fondazione Istituti riuniti Salotto e Fiorito e guida da anni enti di formazione professionale e progetti nel campo dell’inclusione sociale e dei diritti umani, dell’educazione e del welfare. È consigliere di indirizzo di Fondazione Crt, Cavaliere al Merito della Repubblica italiana e premio De Sanctis per i Diritti umani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Padre Salvatore Farì</strong>, sacerdote della Congregazione della Missione, insegna Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Tommaso d’Aquino di Napoli, ed è direttore dell’Ufficio comunicazioni della Congregazione della Missione. È presidente della Fondazione Missione Vincenziana ETS.</p>
<p><strong>Per informazioni:</strong><a href="mailto:segreteria@arciconfraternitapellegrini.net">segreteria@arciconfraternitapellegrini.net</a></p>
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		<title>L&#8217;antico poeta e il giovane archeologo tra le rovine di Pompei</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 12:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[antica pompei]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Lopresti]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[pompei]]></category>
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		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo romanzo narra la storia di un giovane archeologo che, nel tentativo di riportare alla luce i resti di un’antica villa pompeiana, si imbatte in alcuni incredibili documenti sulla vita di un poeta della Roma antica, a noi ancora sconosciuto. Questi ritrovamenti gli consentono di scrivere una sorta di biografia su quest’uomo. Ecco, dunque, intrecciarsi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-24-at-11.43.45.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-13584" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-24-at-11.43.45.jpeg" alt="WhatsApp Image 2025-01-24 at 11.43.45" width="737" height="1080" /></a>Questo romanzo narra la storia di un giovane archeologo che, nel tentativo di riportare alla luce i resti di un’antica villa pompeiana, si imbatte in alcuni incredibili documenti sulla vita di un <strong>poeta della Roma antica</strong>, a noi ancora sconosciuto. Questi ritrovamenti gli consentono di scrivere una sorta di biografia su quest’uomo. Ecco, dunque, intrecciarsi due storie: quella del <strong>giovane archeologo</strong> Francis Esposito e quella del poeta romano riscoperto e portato alla ribalta dagli scavi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TRAMA</strong> &#8211; Attraverso l’emozionante ricerca archeologica di Francis, riemergono dalle ceneri del <strong>Vesuvio</strong> frammenti e scritti mirabili di questo sconosciuto poeta che ne fanno comprendere tutta la sua sensibilità artistica e la genialità di pensiero. Si vengono così a conoscere tutte le idee, la filosofia, l’arte creativa di un uomo a tutti sconosciuto, del quale l’archeologo riscopre una visone del mondo molto moderna e attuale. Infatti questo poeta, <strong>Caio Publio Tesio</strong>, mostra come già all’epoca dei Flavi, Roma fosse tesa al raggiungimento dell’ambizioso obiettivo di stabilire una pace universale in cui i valori, religiosi, culturali, civili di tutti i popoli dell’impero, potessero fondersi tra loro. Publio Tesio incarna quel pensiero nuovo e moderno che non vedeva più la grandezza di Roma nelle sue leggi, nella sua potenza bellica, nella sua capacità di sottomettere con la forza ogni altro popolo e di distruggere le culture avverse, ma la riconosceva nella sua nuova abilità di avvicinare le diverse culture per trarne un unico pensiero fondato sul rispetto della persona umana. Un ecumenismo affascinante ed una universale tolleranza sicuramente ispirata dai frequenti contatti con gli ebrei della diaspora e dalla diffusione del pensiero cristiano che andava rapidamente propagandosi nell’impero. Non a caso Caio Publio Tesio sposerà una donna di origini semite e adotterà una bambina cristiana. Tutta la trama del romanzo si sviluppa su questo immaginario incontro storico reso possibile dall’archeologia tra il giovane studioso Francis Esposito e il poeta Tesio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SIGNIFICATI</strong> &#8211; L’archeologia diventa così pretesto e scenario che permette a questi due uomini di ricongiungersi incredibilmente oltre le <strong>barriere del tempo</strong> e dello spazio. Si tratta, dunque, di un romanzo di fantasia che, tuttavia, diviene occasione per far meglio conoscere anche alcuni personaggi, eventi e luoghi storicamente reali. Il romanzo mantiene alta l’attenzione e la curiosità del lettore rivelando solo nelle ultime righe quale è stata la sorte di Tesio e della sua famiglia. Il testo, infatti, si conclude con la lettura da parte dell’archeologo Francis Esposito di una missiva inviata da Publio Tesio ad un amico per chiedergli consiglio sul da farsi lì a Pompei date le ripetute scosse di terremoto che si susseguivano in quei giorni e con la ricostruzione di quelli che probabilmente furono gli ultimi righi scritti da Tesio alla moglie e alla figlia. Questi ultimi frammenti riveleranno che lì, sotto le ceneri del Vesuvio, persero la vita Tesio ed alcuni amici intenti a celebrare i successi letterari del poeta nella sua lussuosa villa di Pompei, mentre le due donne, avevano trovato riparo a Baia, ove erano state inviate, per prudenza, dallo stesso Tesio, qualche tempo prima.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;AUTORE</strong> &#8211; Gianluca Lopresti nato a Napoli in data 08/11/1979. Attualmente è insegnante di Religione cattolica. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Napoli “Federico II” e le Lauree Triennale e Magistrale in Scienze Religiose presso l’ISSR “Donnaregina” di Napoli. Ha approfondito i suoi studi nell&#8217;ambito della storia cristiana ottenendo un Diploma di Master in studi storico religiosi sulle fonti del Cristianesimo antico, presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”. È stato docente di Diritto Ecclesiastico in relazione alla materia della Legislazione sui Beni Culturali presso l’ISSR “San Pietro” di Caserta. Ha collaborato come Cultore della Materia presso la Cattedra di Storia del Cristianesimo della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” e presso la Cattedra di Diritto Ecclesiastico dell’Università eCampus di Novedrate (CO). È autore di alcuni saggi, pubblicazioni scientifiche relative argomenti storici, giuridici e teologici e di alcuni romanzi storico religiosi.</p>
<p>TITOLO: <strong>IL POETA DEGLI SCAVI. Storia di un anonimo artista pompeiano</strong></p>
<p>EDITORE: EDIZIONI DUEMME (TORRE DEL GRECO)</p>
<p>PREZZO: € 13,90</p>
<p>Brossura, pag. 200</p>
<p>Anno di pubblicazione 2024</p>
<p>CODICE ISBN 9788897577775</p>
<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-24-at-11.44.29.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-13585" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-24-at-11.44.29.jpeg" alt="WhatsApp Image 2025-01-24 at 11.44.29" width="770" height="1080" /></a></p>
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		<title>Sette in un giorno, romanzo d&#8217;esordio di un prete in prima linea</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2018 18:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[don alessandro gargiulo]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[rogiosi editore]]></category>
		<category><![CDATA[sette in un giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[La pro-vocazione nel segno della misericordia di don Alessandro Gargiulo, raccontata nel romanzo Sette in un giorno, targato Rogiosi editore, alla Pontificia facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione san Tommaso d’Aquino, nella mattina del 25 maggio 2018. Presentazione che ha visto, dopo i saluti del decano professor Francesco Asti, gli interventi della dottoressa Eloisa Crocco, in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/20180525_0948284.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11807" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/20180525_0948284.jpg" alt="20180525_094828" width="1280" height="720" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La <em>pro-vocazione </em>nel segno della misericordia di don <strong>Alessandro Gargiulo</strong>, raccontata nel romanzo <strong>Sette in un giorno</strong>, targato Rogiosi editore, alla Pontificia facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione san Tommaso d’Aquino, nella mattina del 25 maggio 2018. Presentazione che ha visto, dopo i saluti del decano professor <strong>Francesco Asti</strong>, gli interventi della dottoressa <strong>Eloisa Crocco</strong>, in rappresentanza della casa editrice, di don <strong>Raffaele Ponticelli</strong>, docente di psicologia, e di  <strong>don Tonino Palmese</strong>, docente di Teologia pastorale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il volume</strong> &#8211; Si può uscire di casa al mattino per mille motivi. Si può anche esserne espulsi da qualche debito di coscienza. La vita non si lascia rinchiudere fuori da una porta, e viene a cercare coloro che rimangono in stallo, tra tristezza e passione. L’anonimo personaggio di questo racconto si getta tra le braccia di sette intensissimi incontri; percorre le strade e le vite, incrociate nei volti. Arriva, così, a toccare le sponde dell’anima: e un giorno qualunque diventa per lui un impensabile inizio. Narrato in prima persona, il libro racconta il viaggio di un uomo nella sua città, che potrebbe essere qualsiasi città; un viaggio tra altri uomini, con le loro ricchezze e le loro miserie, un viaggio che in un solo giorno lo rende persona nuova, capace finalmente di abbracciare la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>L’autore</strong> – Don <strong>Alessandro Gargiulo</strong> è nato a Napoli il 29 aprile del 1975. È sacerdote dal 2000 e, da undici anni, è parroco nel quartiere Scampia. Laureato in Filosofia e Teologia, insegna presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Tommaso. <em>Sette in un giorno</em>è il suo primo romanzo. È stato il primo sacerdote ad essere nominato parroco dall&#8217;arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, pochi giorni dopo il suo insediamento a capo dell&#8217;Arcidiocesi di Napoli. Il suo ministero sacerdotale si svolge tra mille difficoltà ambientali, al rione don Guanella, a Scampia, quartiere periferico simbolo del disagio di Napoli. Sacerdote che <em>si sporca le mani</em>, immerso nel dolore e nelle emergenze dell’habitat periferico di Napoli. Accanto a lui opera un piccolo mondo di volontari che, attraverso parrocchie e istituzioni, cerca di riaccendere la speranza in quanti vivono il disagio esistenziale legato alle più disparate esigenze che la ferialità può comportare. A queste esistenze sommerse il sacerdote offre non solo il suo esempio di fede, ma anche un aiuto concreto. È questo il mezzo più efficace per dissetare gli ultimi con un vero anelito di misericordia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Così alla presentazione alla Facoltà di Capodimonte </strong>– <strong>Don Raffaele Ponticelli</strong>: «<em>Una lettura da cui emerge una malinconia che lascia intravedere un di più e un di sopra […]. Dove l’eterno Dioè ente di misericordia e riconoscenza; il tempo, storia di salvezza e di redenzione: Sette in un giorno, come il giorno della misericordia, il giorno del sole in cui tutto risorge</em>»; <strong>don Tonino Palmese</strong>: «<em>Uno scritto che è una pro-vocazione, una esperienza evangelica. Un qualcosa in cui ognuno si riconosce nella propria vocazione. Chi ha la forza dello spirito santo ha visto i volti e non le maschere. Alessandro, con la sua opera fa un atto di umiltà, divenendo ogni persona del romanzo, con una empatia che lo fa entrare in ognuno di essi, senza giudicarli […]. Per conoscere Dio bisogna conoscere gli uomini, attraverso un viaggio antropologico, fino a trovare l’innocenza dell’altro. Ai volti raccontati nel romanzo è data la possibilità di essere conosciuti e non riconosciuti</em>»; <strong>don Alessandro Gargiulo</strong>: «<em>Da dove nasce un romanzo?L’ispirazione è un vissuto incarnato che guarda al futuro. Anche nel racconto di un romanzo storico, l’ispirazione ha un immaginario rivolto al futuro. La misericordia, unico cammino che da valore alle nostre esistenze… Per essere misericordiosi bisogna essere misericordiati […] sette è il numero della pienezza […] il personaggio principale è anonimo, perché sono gli incontri che ci danno un nome…tutto ha un significato nella nostra vita: da questo si può partire per cercare di annunciare qualcosa di bello. Ciò che ci accompagna nella vita è la misericordia, ogni giorno diviene una promessa e il coraggio di viverlo nella gioia che ci è stata data. l libro è breve, come un patto di fiducia con il lettore: ti chiedo, leggi questo, un piccolo impegno, e la prossima volta te ne chiederò uno maggiore</em>».</p>
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		<title>Salotto letterario a Capodimonte</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 16:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michele Giustiniano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[capodimonte]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio de giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[reading]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>
		<category><![CDATA[salotto letterario]]></category>

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		<description><![CDATA[Metti una domenica mattina o un giovedì pomeriggio sulla collina di Capodimonte: un Real parco, una Reggia e un salotto letterario. Al Museo di Capodimonte il Salotto letterario, un ciclo di incontri per presentare le ultime uscite editoriali degli scrittori napoletani Maurizio Ponticello, Salvatore Striano, Maurizio de Giovanni e Carmen Pellegrino. L&#8217;iniziativa è a cura [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/20161109_123404.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10805" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/20161109_123404.jpg" alt="reggia_capodimonte" width="1632" height="918" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Metti una domenica mattina o un giovedì pomeriggio sulla collina di Capodimonte: un Real parco, una Reggia e un salotto letterario. Al Museo di Capodimonte il <strong><em>Salotto letterario</em></strong>, un ciclo di incontri per presentare le ultime uscite editoriali degli scrittori napoletani Maurizio Ponticello, Salvatore Striano, Maurizio de Giovanni e Carmen Pellegrino. L&#8217;iniziativa è a cura di Anna Petrazzuolo e con il coordinamento di Daniela Petrone.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Le date degli appuntamenti</strong> &#8211; 13 novembre ore 10.45 Sala Sol LeWitt, Maurizio Ponticello<strong>, </strong>presentazione di <em>Un giorno a Napoli con san Gennaro</em>, Newton Compton Editori, in libreria dal 10 novembre; 20 novembre ore 10.45 Sala Sol LeWitt, SalvatoreStriano con <em>La Tempesta di Sasà</em>, Chiarelettere; il27 novembre ore 10.45 Auditorium, Maurizio de Giovanni e la <em>Serenata senza nome</em>, Einaudi; il 1 dicembre ore 17.45 Sala Sol LeWitt, Carmen Pellegrino, <em>Cade la terra</em>, Giunti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli autori &#8211; Maurizio Ponticello -</strong> Giornalista e scrittore, è stato corrispondente di testate radiofoniche e televisive, redattore di vari quotidiani e cronista de <em>Il Mattino</em>. È autore di diversi libri di saggistica e di narrativa, tra i quali: <em>Napoli, la città velata </em>e <em>I misteri di Piedigrotta </em>(entrambi Controcorrente Edizioni); <em>Misteri, segreti e storie insolite di Napoli </em>(Newton Compton, 2012); <em>I Pilastri dell’anno. Il significato occulto del Calendario </em>(Edizioni Mediterranee/Arkeios, 2013), <em>La nona ora </em>(Bietti Edizioni, 2013). Per la Newton Compton di recente ha pubblicato <em>Il giro di Napoli in 501 luoghi </em>(2014) e <em>Forse non tutti sanno che a Napoli&#8230; </em>(2015). Ha avuto vari riconoscimenti tra cui il premio Domenico Rea. È vicepresidente della storica associazione Napolinoir.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Salvatore Striano &#8211; </strong>Detto <em>Sasà</em>, nasce nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Fin da bambino, comincia a compiere reati.  Più volte arrestato, entrerà e uscirà continuamente dal carcere, per via di molteplici reati compiuti. Nel carcere di Rebibbia comincia a frequentare dei corsi di recitazione, appassionandosi al teatro shakespeariano. Partecipa a numerosi spettacoli, uno di questi viene visto da Matteo Garrone che, dopo il 2006, grazie all&#8217;indulto e quindi anche alla scarcerazione di Striano, lo contatta per la trasposizione cinematografica del beststeller di Roberto Saviano <em>Gomorra</em>. È l&#8217;inizio di una nuova vita.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Maurizio de Giovanni –</strong> E’ nato a Napoli, dove vive e lavora. Nel 2005 vince un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato sulla figura del commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ispira un ciclo di romanzi che comprende <em>Il senso del dolore</em>, <em>La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera</em> (Premio Viareggio, Premio Camaiore<em>), In fondo al tuo cuore e Anime di vetro</em>. Tra i suoi lavori <em>Il metodo del Coccodrillo</em> (Premio Scerbanenco). Nel 2014, l&#8217;antologia <em>Giochi criminali</em>, ed ancora, nel 2015 il romanzo <em>Il resto della settimana</em>, nel 2016 <em>Il metodo del coccodrillo</em>. Tutti i suoi libri sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti. De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è visceralmente tifoso, e di opere teatrali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Carmen Pellegrino</strong> &#8211; Storica e scrittrice della provincia salernitana, nata a Polla. Studiosa eclettica, ha indagato alcuni dei nodi salienti della modernità, concentrando i suoi studi sui movimenti collettivi di dissidenza, e focalizzando successivamente le sue ricerche sul  razzismo, l’esclusione sociale e le condizioni di sfruttamento dei. Coautrice di varie opere collettanee (<em>Strozzateci tutti</em>, 2010; <em>Novantadue</em>, 2012), nel 2011 ha curato con C. Zagaria il volume <em>Non è un paese per donne</em>: racconti di straordinaria normalità, in cui ha pubblicato un saggio su <em>Matilde Sorrentino</em>, mentre è del 2015 il romanzo <em>Cade la terra</em> (finalista al premio Campiello), ambientato in un borgo abbandonato su un territorio che frana.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>I libri &#8211; <em>Un giorno a Napoli con san Gennaro -</em> </strong>Una incursione nelle infinite anime del culto del santo patrono e di un legame con la città spesso al di fuori dei dettami canonici della Chiesa, tra i vincoli carnali che congiungono il campione di Napoli al suo popolo, e tra gli arcani che fanno di Januarius l’ultima divinità pagana della città. Un viaggio contromano nell’universo del vescovo decollato che non piace al Vaticano al punto da retrocederlo.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong><em>La Tempesta di Sasà – </em></strong>Ilracconto del passaggio dall&#8217;inferno di un quotidiano suburbano alla redenzione attraverso la scoperta della letteratura. Un romanzo che tradisce un&#8217;eco autobiografica e ricorda il percorso dello stesso Striano dal carcere di Rebibbia al trionfo al Festival internazionale del cinema di Berlino.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong><em>Serenata senza nome &#8211; </em></strong>Le indagini del commissario Ricciardi, in una Napoli a tinte noir. Mentre la città è percossa da una pioggia autunnale che sembra non voler cessare, il commissario si trova faccia a faccia con la forza dei sentimenti. Sentimenti resistenti come scogli nel mare. Sentimenti che si agitano anche dentro di lui. Sentimenti che salvano, e che uccidono.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong><em>Cade la terra &#8211; </em></strong>Un libro in cui il senso di solitudine personale invade i luoghi dell&#8217;abbandono, nella coscienza di una sottomissione al correre della Storia. Voci, dialoghi, storie di un mondo chiuso dove la ricchezza e la miseria sono impastate con la stessa terra nera. Come tra le quinte di un teatro, ecco aggirarsi un anarchico, un venditore di vasi da notte, una donna che non vuole sposarsi, un banditore cieco, una figlia che immagina favole, un padre abile nel distruggerle. Con l’autrice l&#8217;abbandonologia diviene scienza poetica.</p>
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