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	<title>Città del Monte &#187; reggia di capodimonte</title>
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		<title>Riaperta al pubblico l&#8217;armeria Farnese a Capodimonte, un viaggio tra le armi d&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2018 17:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Un viaggio completo nelle armi europee d&#8217;epoca moderna nell’Armeria Farnese al Museo e Real Bosco di Capodimonte: dal 1 aprile 2018 nuovamente aperta al pubblico, dopo un periodo di chiusura, quella che rappresenta una delle più ricche collezioni d’armi d&#8217;Europa. L’armeria – è uno dei più importanti esempi di collezionismo del genere: si compone di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un viaggio completo nelle armi europee d&#8217;epoca moderna nell’<strong>Armeria Farnese al Museo e Real Bosco di Capodimonte</strong>: dal 1 aprile 2018 nuovamente aperta al pubblico, dopo un periodo di chiusura, quella che rappresenta una delle più ricche collezioni d’armi d&#8217;Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_11746" style="width: 1290px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/2018-05-06-12.52.51.jpg"><img class="size-full wp-image-11746" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/2018-05-06-12.52.51.jpg" alt="Armeria Farnese a Capodimonte" width="1280" height="720" /></a><p class="wp-caption-text">Armeria Farnese a Capodimonte</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’armeria</strong> – è uno dei più importanti esempi di collezionismo del genere: si compone di un nucleo originario più antico appartenuto alla famiglia Farnese e alle sue guarnigioni (XVI e XVII secolo) e di un nucleo collezionato dai Borbone di Napoli (XVIII e XIX secolo). Al primo gruppo appartengono armi da fuoco, da taglio e da difesa, armi bianche, spade e pugnali, armi da botta, armi in asta, armature e guarniture da guerra e da torneo, queste ultime incise all’acquaforte e parzialmente dorate, appartenenti ai membri di casa Farnese.La maggior parte degli armamenti è realizzata da abili armaioli milanesi, attivi tra il Cinquecento e il Seicento, tra cui il famoso Pompeo della Cesa. La collezione conserva un valore altissimo malgrado danni e dispersioni subiti in seguito all’occupazione napoleonica.Prestigiosa è la collezione di armi da fuoco raccolta dai Borbone, alcune delle quali portate a Napoli da Carlo nel 1734, altre realizzate dalla Fabbrica Reale di Napoli, fondata a Torre Annunziata per soddisfare le necessità e il fabbisogno dell’esercito borbonico.Ai maestri armieri, fra i quali spiccano Michele Battista, EmanuelEstevan, Carlo La Bruna, Biagio Ignesti, Natale del Moro, spettano una serie di pezzi che risentono dell’influenza dei modelli spagnoli.Fanno parte della raccolta anche fucili e pistole delle fabbriche inglesi e francesi, donate ai sovrani: fra questi va segnalata la coppia di pistole a fucile firmate da Jean Baptiste La Roche, celebre armaiolo al servizio di Luigi XV di Francia, dono offerto dai reali di Francia a Carlo di Borbone, in occasione della nascita del figlio Ferdinando nel 1751.Le armi bianche, le spade e le daghe provengono invece dalla Real Fabbrica o dalla Fabbrica degli Acciai, quest’ultima collocata nella palazzina, già della porcellana, nel Bosco di Capodimonte, dal 1782. Sono inoltre presenti alcuni esempi di modellini da guerra utilizzati dalla scuola di artiglieria del regno.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/2018-05-06-12.53.55.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11747" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/2018-05-06-12.53.55.jpg" alt="2018-05-06-12-53-55" width="1280" height="720" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Real Fabbrica degli Acciai</strong> &#8211; Ferdinando IV amava realizzare da se veri oggetti nella fucina installata sopra i suoi appartamenti, ed avere interesse per la arti applicate.Perciò, probabilmente, fu fondata a Napoli, attorno al 1782 una Fabbrica di Acciai, che ebbe risultati immediati, e che il re seguiva sempre da vicino. La Fabbrica, sotto la direzione del cavalier Venuti, si trovava nel Palazzo di Capodimonte insieme a quella della porcellana. Se ne fecero armi di vario tipo con quella tecnica preziosa che fa scintillare le sfaccettature dell’acciaio come brillanti. Il re ne inviava in dono ai reali europei. Come in Francia ed altri Paesi, probabilmente anche qui l’acciaio fu utilizzato anche per le rifiniture di mobili, ma non vi sono certezze. Inizialmente la Fabbrica aveva maestranze viennesi, ma pochi anni dopo se ne assunsero anche di napoletani. La storia di questa manifattura reale è ancora poco nota; inizialmente dipendeva dalla Fabbrica della Porcellana, in seguito, durante l’occupazione militare passò sotto le dipendenze del Ministero dell’Interno, poi del Ministero della Guerra, che la adibì alla montatura di armi.Nonostante le vicissitudini, buona parte dell’Armeria del re è a Capodimonte.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/2018-05-06-12.53.13.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11748" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/2018-05-06-12.53.13.jpg" alt="2018-05-06-12-53-13" width="720" height="1280" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sylvain Bellenger, direttore del Museo, ha dichiarato</strong>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Si tratta di una collezione straordinaria, dovuta alla scelta di Elisabetta Farnese di dotare Napoli e il regno da affidare al figlio Carlo III di prestigiose collezioni che potessero costruire l&#8217;immagine del potere. Queste armi non sono di uso militare, ma servivano per autorappresentare il regno. La possiamo paragonare a quelle di Dresda, Vienna e Parigi. Elisabetta Farnese con l&#8217;Armeria, i dipinti, le sculture, i libri inviati a Napoli assieme al figlio volle costruire l&#8217;immagine di un regno</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/2018-05-06-12.54.18.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11749" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/2018-05-06-12.54.18.jpg" alt="2018-05-06-12-54-18" width="1280" height="720" /></a></p>
</blockquote>
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		<title>Laboratori di disegno nella reggia di Capodimonte</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2016 13:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Real Parco di Capodimonte, per tutti gli amanti del pennello e della matita, diviene un Laboratorio di disegno, in una iniziativa promossa da Amici di Capodimonte onlus e curata da Caroline Peyron, artista francese che da molti anni lavora sul disegno, come strumento per insegnare a guardare  le opere nei musei. Giunta alla VII edizione, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/20160919_125417-1-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10720" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/20160919_125417-1-1.jpg" alt="real bosco capodimonte" width="1824" height="1125" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il Real Parco di Capodimonte</em></strong>, per tutti gli amanti del pennello e della matita, diviene un <strong><em>Laboratorio di disegno</em></strong>, in una iniziativa promossa da <em>Amici di Capodimonte onlus</em> e curata da <strong>Caroline Peyron</strong>, artista francese che da molti anni lavora sul disegno, come strumento per insegnare a guardare  le opere nei musei. Giunta alla VII edizione, l’iniziativa è dedicata alla natura osservata sia nel Real Bosco che nelle collezioni del Museo di Capodimonte. Il primo appuntamento è il  29 ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il laboratorio</strong> &#8211; è aperto a tutti, bambini e adulti che disegnano insieme, <em>perché disegnare è il modo migliore di guardare!</em>, così come recita lo slogan dell’iniziativa. E’ rivolto ad un pubblico vasto ed eterogeneo, e mette insieme attorno all’opera d’arte adulti, adolescenti e bambini, persone che sanno disegnare con altre che non hanno mai preso una matita in mano. Lo scopo di questi incontri, infatti, non è tanto insegnare a disegnare quanto insegnare a guardare, a comprendere, attraverso il disegno, il  dipinto, la sua struttura fatta dal ritmo delle linee, dai volumi, dalle luci. Cercare di sentire che cosa succede tra l’occhio e la mano. Aiutare a non scivolare  sulle opere, offrire uno strumento capace di coinvolgere in prima persona i visitatori del museo. Per tutti i partecipanti, questo il materiale occorrente: fogli di carta se possibile quadrati, acquerelli con pennelli, matite, pastelli ad olio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il calendario degli appuntamenti</strong> – per il laboratorio al museo, incontri programmati per il  29 ottobre, 26 novembre, 17 dicembre, 28 gennaio, 25 febbraio e 25 marzo. Per il laboratorio nel parco, incontri il 29 aprile e il 27 maggio. Questi gli orari: dalle 11.30 alle 13.30, e dalle 16.30 alle 18.30, in turni in alternativa, con appuntamento presso la biglietteria del Museo. La partecipazione  è libera, previsto il pagamento del solo biglietto d’ingresso al museo. Prenotazione obbligatoria per i soli laboratori che si svolgeranno nel Gabinetto dei disegni e delle stampe previsti le mattine del 26 gennaio e 25 marzo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Caroline Peyron</strong> &#8211; è nata Francia nel 1952 e vive a Napoli dagli anni Ottanta. Sue mostre personali si sono tenute a Napoli presso <em>l’Institut Français</em>, la <em>Biblioteca Nazionale</em>, il <em>Museo Archeologico Nazionale</em>, il <em>Museo civico di Castel Nuovo</em> e a Roma presso <em>l&#8217;Istituto Centrale per la Grafica</em>. Ha un&#8217;esperienza ventennale di atelier di pittura e laboratori di disegno con bambini, ragazzi e adulti, presso scuole o istituzioni come <em>il Museo di Capodimonte</em> e il <em>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</em>. Ha diretto l&#8217;atelier di pittura per  <em>Chance</em>, la scuola della seconda occasione a Napoli. Ha pubblicato libri illustrati per <em>Il filo di Partenope</em>, edizioni d&#8217;arte. Con Simo Capecchi e con Teatri35 ha tenuto workshop di Urban Sketching e di Disegno in Scena.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Amici di Capodimonte </strong>– è l’associazione organizzatrice, volontaria, che ha lo scopo di sostenere il Museo di Capodimonte, e gli altri facenti parte il Polo Museale Napoletano.  Costituita nel 2005 ed iscritta all&#8217;Anagrafe Unica delle ONLUS, dal gennaio 2010  è membro della FIDAM (Federazione Italiana degli Amici dei Musei) e nel 2014 ha conseguito il riconoscimento della personalità giuridica. Svolge  attività di promozione e valorizzazione, che si concretizza in numerose iniziative promosse e sostenute ogni anno: donazioni, acquisizioni, mostre, restauri, pubblicazioni scientifiche, progetti destinati alle scuole, borse di studio, laboratori di disegno, oltre ad una continua attività di promozione dell’arte attraverso programmi di visite guidate, concerti, giornate di studio. Accoglie i nomi di personalità dell&#8217;arte e della cultura, che abbiano testimoniato vivo interesse per Napoli e la sua arte.</p>
<p>&nbsp;</p>
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