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	<title>Città del Monte &#187; san vincenzo romano</title>
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		<title>San Vincenzo Romano, Michele Sasso e il Vangelo della Carità</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2021 18:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Michele Sasso non è solo un sacerdote campano, ma soprattutto uno scrittore ed un filosofo . A trenta anni dalla morte, il prossimo lunedì 25 gennaio, nella Basilica di Santa Croce a Torre del Greco (NA), sua città natale,  sarà celebrata una solenne Eucaristia, presieduta dal Vescovo ausiliare di Napoli, Mons. Gennaro Acampa. Una data importante non solo per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="date_line" style="color: #333333; text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/libro_sasso-1_1611325645.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12813" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/libro_sasso-1_1611325645.jpg" alt="libro_sasso-1_1611325645" width="458" height="537" /></a></p>
<p style="color: #333333; text-align: justify;"><strong style="font-weight: bold;">Michele Sasso </strong>non è solo un sacerdote campano, ma soprattutto uno scrittore ed un filosofo . A trenta anni dalla morte, il prossimo lunedì 25 gennaio, nella Basilica di Santa Croce a Torre del Greco (NA), sua città natale,  sarà celebrata una solenne Eucaristia, presieduta dal Vescovo ausiliare di Napoli, Mons. <strong style="font-weight: bold;">Gennaro Acampa. </strong>Una data importante non solo per ricordare un uomo che tanto si è profuso per i ragazzi e gli ultimi, ma anche per l’intera comunità cittadina che gli è grata per la sua opera di sacerdote e di studioso.</p>
<p style="color: #333333; text-align: justify;"><strong>IL VOLUME</strong> &#8211; Al termine della celebrazione sarà presentata, nel rispetto delle norme anti contagio per l’emergenza sanitaria da Coronavirus, la nuova edizione del volume scritto da don Michele Sasso<strong style="font-weight: bold;"> <em>Vincenzo Romano. Il Vangelo della carità</em>, a cura dei teologi Antonio Terracciano e Giuseppe Falanga (Verbum Ferens, Napoli 2021).</strong> “<em>Il libro è una “pietra miliare” negli studi condotti su San Vincenzo”</em>, spiega il prof. <strong style="font-weight: bold;">Giuseppe Falanga</strong>, grande conoscitore del Santo. “<em>L’indimenticabile don Michele rende accessibile e attraente, in queste pagine, la figura e il messaggio del “parroco santo” di Torre del Greco. Questo lavoro, col passare del tempo e con la canonizzazione avvenuta nel 2018, ha acquistato nuova attualità e incisività”</em>.</p>
<p style="color: #333333; text-align: justify;">L’evento sarà anche trasmesso in diretta televisiva sull&#8217;emittente <strong>ItaliaMia (canale 274)</strong> e in streaming su <strong>Tele Torre Web &amp; News.</strong></p>
<p style="color: #333333; text-align: justify;"><strong>PROFILO BIOGRAFICO</strong> &#8211; Monsignor Michele Sasso, è stato la<strong style="font-weight: bold;"> </strong>guida spirituale di Torre del Greco, letterato, filosofo e teologo. La sua vita è stata interamente dedicata allo studio e all’apostolato. Nato a Torre del Greco, a quindici anni entrò in seminario e fu ordinato sacerdote nel 1969. Conseguì la laurea in Lettere classiche, in Filosofia e in Teologia pastorale, oltre a diplomi di specializzazione in materie concernenti gli studi religiosi e la conservazione di archivi e biblioteche; fu anche prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro. La continua vicinanza al mondo dei ragazzi, soprattutto nella scuola e nell’oratorio, gli è valsa il soprannome di “<em>prete bambino</em>”.</p>
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		<title>Fai vivere e santifichi l’universo, viaggio sulle orme di San Vincenzo Romano</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 13:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è conclusa, a Torre del Greco, la tre giorni di eventi – 13, 14 e 15 ottobre – per celebrare il secondo anniversario della canonizzazione di San Vincenzo Romano, il “parroco santo” che dedicò la sua vita a diffondere il Vangelo e ad aiutare i pescatori e corallari, il cui corpo riposa proprio nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-16-at-13.48.25.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-12686" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-16-at-13.48.25.jpeg" alt="whatsapp-image-2020-10-16-at-13-48-25" width="512" height="276" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Si è conclusa, a Torre del Greco, la tre giorni di eventi – <strong>13, 14 e 15</strong> <strong>ottobre</strong> – per celebrare il <strong>secondo anniversario della canonizzazione di San Vincenzo Romano</strong>, il “parroco santo” che dedicò la sua vita a diffondere il Vangelo e ad aiutare i pescatori e corallari, il cui corpo riposa proprio nella Basilica di Santa Croce da lui ricostruita dopo l’eruzione del 1794. Gli eventi hanno coinvolto un ampio numero di partecipanti e devoti, sia in presenza, pur nel rispetto delle norme anti contagio per l’emergenza sanitaria da Coronavirus, sia attraverso la diretta televisiva su TVCITY, canale 113 del digitale terrestre, che attraverso la diretta streaming sulla pagina FB della Basilica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il programma ha avuto il suo epilogo ieri con la partecipazione straordinaria di padre <strong>Enzo Fortunato</strong>, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, che è intervenuto per la presentazione del volume <em>«Fai vivere e santifichi l’universo»</em> del professore <strong>Giuseppe Falanga</strong>. «<em>Dobbiamo metterci davantia Gesù Eucaristia, come San Vincenzo Romano </em>– ha detto padre <strong>Fortunato</strong>–<em>  con la certezza che solo lui, mite e umile di cuore, può dare ristoro e pace al nostro cuore affaticato e oppresso</em>». «<em>Preghiamogliuniperglialtri – </em>ha proseguito il francescano <em>–,perchépossiamoattingeredalla  contemplazionedell’AmorediCristoquellaforzanecessariaperrinnovarelanostravita,perrafforzarelacomunionetranoieperesserenelmondocostruttori del suo Regno nella fedeltà alla nostra vocazione</em>». Dal canto suo il teologo <strong>Giuseppe Falanga</strong>, conosciuto e apprezzato in ambito liturgico nazionale, ha affermato: «<em>Sia l’Eucaristia sia la creazione – ognuna, ovviamente, a suo modo – sono delle “teche d’amore”, dell’Amore di Dio. I cristiani, ma anche i non credenti, sono chiamati più che mai custodire il creato e ad adoperarsi per il compimento di una nuova creazione, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti della vita</em>».</p>
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		<title>La bellezza del Natale, una mostra alle Scuderie di Villa Favorita</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 12:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terrà dal 23 novembre al 9 dicembre prossimi, presso le sale espositive delle Scuderie di Villa Favorita (Ercolano) la mostra d’arte del maestro Aniello Gaudino. Dopo due anni l’artista torrese ritorna – senza alcuno sponsor – con una sua mostra personale dal titolo emblematico: “Pastori &#38; Santi. La bellezza del Natale e i testimoni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Foto_Mostra_Gaudino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11954" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Foto_Mostra_Gaudino.jpg" alt="foto_mostra_gaudino" width="2598" height="1240" /></a></p>
<p>Si terrà dal 23 novembre al 9 dicembre prossimi, presso le sale espositive delle Scuderie di Villa Favorita (Ercolano) la mostra d’arte del maestro Aniello Gaudino. Dopo due anni l’artista torrese ritorna – senza alcuno sponsor – con una sua mostra personale dal titolo emblematico: “<em>Pastori &amp; Santi. La bellezza del Natale e i testimoni della fede</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancora una volta, secondo la più genuina tradizione napoletana, il Natale, con il presepe e i suoi pastori, hanno inessa un ruolo importante. Il grande presepista Cuciniello (un sacerdote attivo a Napoli nel XIX secolo) diceva che “fare il presepe è dire il Vangelo”, è cioè far sentire la vicinanza del Dio bambino alla nostra storia concreta, alle gioie, ai dolori e alle speranze del nostro presente. L’amore dei napoletani al presepe, peraltro, è nato da grandi evangelizzatori: tra questi quel gigante che fu sant’Alfonso Maria de Liguori, autore di canti ovunque conosciuti e amati per celebrare la gioia della nascita del Figlio di Dio, festa dell’intera creazione, come <em>Quanno nascette Ninno</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco il senso di ciò che vedremo nella mostra: pastori e santi insieme, come il parroco Vincenzo Romano o il giovane Nunzio Sulprizio, che ci ricordano, con la loro testimonianza di fede, che Dio non è stanco degli uomini, perché viene tra noi sempre di nuovo nel mistero per dirci la novità e la fedeltà del suo amore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una particolarità della mostra: per la prima volta – non è mai accaduto – le statue che Aniello Gaudino ha realizzato, anche quest’anno, per il Carro trionfale dell’Immacolata di Torre del Greco vengono mostrate in anteprima rispetto all’esposizione che avverrà poi il 7 dicembre nella Basilica di Santa Croce.</p>
<p><strong>Orari della mostra:</strong> mattino 10.00-13.00, pomeriggio 16.00-20.00.</p>
<p><strong>Inaugurazione:</strong> venerdì <strong>23 novembre</strong>, alle <strong>ore 18.00</strong>, con la presenza di Sua Eccellenza <strong>Mons. Antonio De Luca, Vescovo di Teggiano-Policastro</strong>.</p>
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		<title>Canonizzazioni, focus sui &#8220;nuovi&#8221; Santi napoletani</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 13:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si respira aria di santità napoletananella piazza di san Pietro a Città del Vaticano: 14 ottobre 2018, è il giorno dei santi di Napoli con la Canonizzazione di sette beati: Paolo VI, Francesco Spinelli, i campani Vincenzo Romano e Nunzio Sulprizio, Maria Caterina Kasper, Oscar Romero e Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù.I due santi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/FB_IMG_1539419267912-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11938" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/FB_IMG_1539419267912-1.jpg" alt="Canonizzazioni in piazza San Pietro" width="720" height="643" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Si respira aria di santità napoletananella piazza di san Pietro a Città del Vaticano: 14 ottobre 2018, è il giorno dei santi di Napoli con la <strong>Canonizzazione di sette beati: Paolo VI, Francesco Spinelli, i campani Vincenzo Romano e Nunzio Sulprizio, Maria Caterina Kasper, Oscar Romero e Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù.</strong>I due santi napoletani che oggi vengono elevati alla gloria degli altari insieme a Paolo VI, furono anche beatificati insieme, nel 1963, proprio da Paolo VI.Al rito presenti delegazioni di molti Paesi, tra i quali quelle italiana, guidata dal presidente <strong>Sergio Mattarella</strong>, e quella salvadoregna, guidata dal presidente di El Salvador, <strong>Salvador Sanchez Ceran</strong>. Sul sagrato anche i miracolati, e la piazza gremita di migliaia di fedeli e pellegrini: Napoli, Torre del Greco a far da protagonisti per i loro tanto attesi Santi. Una festa già iniziata il 12 ottobre, quando Papa Francesco ha accolto in visita il maestro <strong>Aniello Guadino</strong> accompagnato dal professore <strong>Giuseppe Falanga</strong>, teologo e liturgista esperto del Vincenzo Romano, entrambi di natali torresi, che hanno donato al Pontefice l’effige del Santo Parroco.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>I <em>nostri </em>due Santi &#8211; Vincenzo Romano </strong>nacque nel 1751 a Torre del Greco e qui trascorse tutta la sua vita, santificandosi nel ministero sacerdotale e nell’esercizio delle funzioni di parroco, nella locale par- rocchia di Santa Croce. Fu saggio educatore di schiere di giova- ni, diversi dei quali avviò al sacerdozio. Inoltre, si distinse come solerte evangelizzatore della popolazione rurale, misericordioso soccorritore dei poveri e degli ammalati, zelante ministro del culto liturgico e della celebrazione dei sacramenti, fervente annunciato- re della Parola di Dio. A seguito della rovinosa eruzione del Vesuvio che distrusse la chiesa parrocchiale e gran parte della cittadina (1794), il beato divenne l’anima della rinascita materiale e spirituale di Torre del Greco. Riedificata ancor più bella la chiesa di Santa Croce, ricco di meriti e circondato da vasta fama di santità, si addormentò nel Signore il 20 dicembre 1831. Fubeatificato da Papa Paolo VI nel 1963. <strong>Nunzio Sulprizio </strong>naque a Pescosansonesco, in Abruzzo, il 13 aprile del 1817. Orfano in tenera età, fu affidato alla nonna materna. Da lei apprese l’arte della preghiera e le verità profonde della fede. A nove anni rimase nuovamente solo. Venne così affidato a uno zio materno, fabbro, burbero e violento. In bottega, tra i maltrattamenti dello zio, iniziarono anche le sofferenze fisiche: si ammalò gravemente di osteosarcoma e fu mandato a Napoli all’Ospedale degl’Incurabili. Uno zio paterno lo raccomandò al colonnello Felice Wochinger, che lo prese con sé e ne ebbe cura come un vero papà. Il ricovero durò 21 mesi. Sofferente tra i sofferenti, portava sollievo e aiuto. Fu dichiarato malato incurabile. Aggravatosi e costretto a letto, a 19 anni, il 5 maggio del 1836, morì. Tutta dedicata a Dio, la vita di questo giovane fu segnata da due grandi amori: l’Eucaristia e la Madonna. Le sue spoglie sono conservate in parte nel santuario eretto a Pescosansonesco presso la fonte di Riparossa, in parte nella chiesa di San Domenico Soriano a Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>I miracoli riconosciti per la Canonizzazione</strong>– <strong>Vincenzo Romano</strong>: È stata la guarigione di Raimondo Formisano, un commerciante di frutti di mare ammalatosi di tumore, il miracolo avvenuto nel 1989 che gli ha aperto le porte della canonizzazione. I 14 figli di Formisano, infatti, conoscendo la devozione del padre per Vincenzo Romano cominciarono a pregare anche otto ore di fila. E Raimondo guarì. <strong>Nunzio Sulprizio</strong>- è dichiarato santo grazie alla guarigione di un giovane pugliese di Taranto coinvolto in un grave incidente stradale una decina di anni fa. Le lesioni cerebrali e i danni permanenti, avrebbero dovuto provocare importanti riduzione motorie e invece l’intercessione del beato Nunzio, riconosciuto dal giovane nel sogno, lo ha guarito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Formula di Canonizzazione &#8211; </strong><em>Ad onore della Santissima Trinità, per l’esaltazione della fede cattolica e l’incremento della vita cristiana, con l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato più volte l’aiuto divino e ascoltato il parere di molti Nostri Fratelli nell’Episcopato, dichiariamo e definiamo Santi i Beati Paolo VI,<br />
Oscar Arnulfo Romero Galdámez, Francesco Spinelli, Vincenzo Romano, Maria Caterina Kasper,<br />
Nazaria Ignazia  di Santa Teresa di Gesù March Mesa e Nunzio Sulprizio  e li iscriviamo nell’Albo dei Santi, sta- bilendo che in tutta la Chiesa essi si- ano devotamente onorati tra i Santi. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nell’omelia del Papa Francesco</strong> – «<em>Paolo VI oggi ci esorta ancora, insieme al Concilio di cui è stato il sapiente timoniere, a vivere la nostra comune vocazione: la vocazione universale alla santità. Non alle mezze misure, ma alla santità. È bello che insieme a lui e agli altri santi e sante odierni ci sia Mons. Romero, che ha lasciato le sicurezze del mondo, persino la propria incolumità, per dare la vita secondo il Vangelo, vicino ai poveri e alla sua gente, col cuore calamitato da Gesù e dai fratelli. Lo stesso possiamo dire di Francesco Spinelli, di Vincenzo Romano, di Maria Caterina Kasper, di Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù e anche del nostro ragazzo abruzzese-napoletano, Nunzio Sulprizio: il santo giovane, coraggioso, umile che ha saputo incontrare Gesù nella sofferenza, nel silenzio e nell&#8217;offerta di sé stesso. Tutti questi santi, in diversi contesti, hanno tradotto con la vita la Parola di oggi, senza tiepidezza, senza calcoli, con l’ardore di rischiare e di lasciare. Fratelli e sorelle, il Signore ci aiuti a imitare i loro esempi</em>».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vincenzo Romano e la gioia di un popolo: il parroco torrese sarà presto canonizzato</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2018 14:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[basilica di snata croce]]></category>
		<category><![CDATA[beato vincenzo romano]]></category>
		<category><![CDATA[festa dell'immacolata]]></category>
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		<description><![CDATA[Cronaca di una canonizzazione annunciata e attesa: il beato Vincenzo Romano, sacerdote diocesano torrese, sarà iscritto nell’albo dei Santi domenica 14 ottobre 2018, dopo che, lo scorso 6 marzo 2018, con la firma del decreto da parte di Papa Francesco, è stato riconosciuto il terzo miracolo per sua intercessione: la guarigione di Raimondo Formisano, un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11788" style="width: 460px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180519_132141-1.jpg"><img class="size-full wp-image-11788" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180519_132141-1.jpg" alt="Basilica di Santa Croce (Torre del Greco)" width="450" height="308" /></a><p class="wp-caption-text">Basilica di Santa Croce (Torre del Greco)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Cronaca di una canonizzazione annunciata e attesa: il <strong>beato</strong> <strong>Vincenzo Romano</strong>, sacerdote diocesano torrese, <strong>sarà iscritto nell’albo dei Santi domenica 14 ottobre 2018, </strong>dopo che, lo scorso 6 marzo 2018, con la firma del decreto da parte di <strong>Papa Francesco</strong>, è stato riconosciuto il terzo miracolo per sua intercessione: la guarigione d<strong>i Raimondo Formisano</strong>, un marittimo ammalato di tumore che si riprese, nel 1989, senza aver fatto cura chemioterapica, chiudendo così il processo di canonizzazione. Gioia, commozione ed emozione per la Chiesa di Napoli e tra tutti i fedeli che hanno per il Santo parroco torrese sentita devozione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180519_132001.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11789" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180519_132001.jpg" alt="img_20180519_132001" width="609" height="632" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In diretta dalla Basilica Pontificia Santa Croce in Torre del Greco</strong> &#8211; Le campane in festa hanno accolto nella mattina del 19 maggio 2018, a Torre del Greco, l&#8217;annuncio. Dalla Basilica Pontificia, dove si trovano le spoglie del Santo, è partito l&#8217;applauso dei fedeli e l&#8217;abbraccio del popolo accorso per pregare ai piedi dell&#8217;altare dove è riposta la teca con la statua del Beato. Sulla facciata esterna della Basilica è stato esposto un drappo con un logo stilizzato che, richiamando l&#8217;arazzo già presente sull&#8217;altare maggiore, raffigura il Beato in gloria. «<em>Con il drappo che resterà esposto per tutto l&#8217;anno</em>», spiega il parroco <strong>don Giosue Lombardo</strong>, «<em>vogliamo salutare la canonizzazione del Beato Vincenzo Romano che rappresenta per Torre del Greco un dono della Divina Provvidenza del nostro tempo</em>». «<em>ll logo realizzato dal grafico Giovanni Borriello di Serigraph racchiude in sé diversi simboli</em>», spiega il viceparroco <strong>don Domenico Panariello</strong>. «<em>In primo piano c&#8217;è il Beato in gloria, ma sullo sfondo ci sono la Basilica ricostruita proprio dal parroco santo e il Campanile scampato all&#8217;eruzione del 1794. In basso c&#8217;è anche un ramo di corallo che fa riferimento all&#8217;arte e all&#8217;assistenza che il Beato dava ai pescatori di corallo: non dimentichiamo che è stato lui a istituire la figura di cappellano di bordo. Ma il ramo di corallo simboleggia anche la sciabica che il parroco Vincenzo Romano, ispirandosi alla pesca a strascico, usava come metodo di evangelizzazione</em>». L’annuncio della canonizzazione sarà celebrato con una messa di ringraziamento nella Basilica in Torre del Greco, il giorno 19 maggio 2018 alle ore 19.00, e il canto del <em>Te Deum</em>. Alle ore 22.00 inizio della veglia di adorazione, sino a protrarsi alle ore 8.00 del giorno successivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tornando indietro nel tempo &#8211; 11 giugno 1775, </strong>una data da ricordare: è la prima Messa a Torre del Greco nella chiesa di Santa Croce, del sacerdote Vincenzo Romano.  Nessun torrese, quel giorno, volle privarsi della gioia di partecipare al rito. Da subito si sentì aria di santità: «<em>Sembra un santo</em>!» dicevano tutti. Dalle letture sul Santo, emerge la storia di una monaca di casa che assicurò tutti di aver inteso una voce angelica dire: «<em>Non c’è prete più santo di questo che è uscito a dir Messa</em>». Testimoni assicurano che ogni sua Messa fu celebrata con lo stesso fervore della prima. Divenne parroco della chiesa di Santa Croce <strong>nell’anno 1799</strong>, negli anni dell’eruzione del Vesuvio, succedendo a <strong>don Gennaro Falanga</strong>, che già da tempo in lui aveva visto suo unico successore, capace di ricostruire le ferite fisiche, materiali e spirituali che, non solo la Basilica aveva subito, ma che tutto il popolo torrese aveva patito, a causa dell’eruzione vulcanica. «<em>Se qualcuno mi vuole mandare una imprecazione, deve dirmi: ti possa veder parroco</em>», nelle resistenze al ministero parrocchiale di don Vincenzo Romano, che gli veniva assegnato a furor di popolo. All’atto dell’obbedienza, queste le sue parole: «<em>Avrei voluto piuttosto la morte che aggravarmi di questo si pericoloso peso della cura delle anime; questa carica non si può accettare né per onore né per interesse o per altro fine, ma soltanto per volontà di Dio</em>».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’amore per Torre del Greco  e la sua vita sacerdotale </strong>- «<em>La via di un buon sacerdote non è altro che un continuo esercizio di carità verso Dio e verso il prossimo</em>»: una singolare vita sacerdotale, durata 33 anni e svolta per intero a Torre del Greco;  come in un pellegrinaggio, non c’è via non c’è luogo della cittadina vesuviana che non narri un episodio della vita del Santo. Nella sua casa in <em>via Piscopia</em>, vi è ancora l’inginocchiatoio, dove si inginocchiava a pregare e a meditare, lo scrittoio, dove componeva le sue prediche. Perché non una vita missionaria, ma una vita soltanto torrese? Perché già intorno a lui c’erano tanti <em>senza Cristo,</em> che avevano bisogno della sua presenza<em>.</em> Aprì scuole gratuite per i giovani, si occupò inoltre dei ragazzi aspiranti ai seminaristi. I frutti del suo insegnamento erano così evidenti che, al Seminario di Napoli, i superiori lo avrebbero voluto come insegnate, ma, a questo, il Cardinale si oppose, per non privarne la sua città natale. Il pensiero dei lontani dalla Chiesa lo affliggeva a tal punto che istituì missioni all’aperto, inventandosi la <em>sciabica</em>: girava per i vicoli e per le strade, predicando, invitando i peccatori alla conversione, conducendoli poi in chiesa per la benedizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il santo Papa Giovanni Paolo II e il santo sacerdote Vincenzo Romano</strong> – Così il santo Papa, il giorno 11 novembre 1990, facendo visita al popolo torrese, e sostando in preghiera  e baciando le reliquie del Beato, disse: «<em>ll più illustre figlio di Torre del Greco è senza dubbio il beato Vincenzo Romano. Egli vi ha lasciato un’eredità spirituale preziosa con l’esempio di una santa vita, del fervore sacerdotale e della totale dedizione che caratterizzarono gli oltre trent’anni del suo ministero pastorale. Erano, quelli, tempi difficili e calamitosi per le vicende storiche e per la disastrosa attività del vicino Vesuvio, che nel 1794 devastò la vostra città, seminando terrori e lutti. Con un ritmo di attività quasi incredibile, egli fu maestro di evangelica carità ai sacerdoti e provvido padre ai fedeli, dei quali condivise sofferenze e preoccupazioni […]Ma Vincenzo Romano lavorò intensamente e soprattutto per la formazione delle coscienze e per l’evangelizzazione […] Era convinto che il primo impegno di ogni buon pastore dev’essere la formazione dottrinale e morale dei propri fedeli. Egli pertanto si dedicò con sollecitudine e costanza alla catechesi parrocchiale e al ministero delle confessioni, vedendo in ciò un’occasione privilegiata di formazione delle coscienze. Alla gente del popolo propose il Vangelo nella sua semplicità e autenticità, divenendo egli stesso testimone credibile e araldo della parola di Cristo con una vita povera, umile e, soprattutto, integralmente dedita al ministero […] Dimostrò di essere disposto a dare ai Torresi non solo il Vangelo, ma la sua stessa vita, come a figli diventati a lui singolarmente cari</em> <em>(cf. 1 Ts 2, 7-8). Con tale animo egli vi annunziò il Vangelo di Dio, sforzandosi di essere catecheta in tutti i modi e in ogni circostanza […] Con intuizione che anticipava i tempi, il vostro patrono si preoccupò così del valore della Messa festiva e insegnò ai fedeli come si assiste ad essa, non da estranei o muti spettatori, ma comprendendo bene e partecipando consapevolmente all’azione sacra, grazie alla luce ricevuta nell’ascolto della parola di Dio (cf. </em><a href="http://localhost/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html"><em>Sacrosanctum Concilium</em></a><em>, 47).</em><em>La comunità di Torre del Greco non lascerà cadere l’esempio e la memoria del suo umile e santo parroco di un tempo. Vi invito tutti a riprendere ancora oggi il suo programma pastorale, per inserirlo nelle moderne tensioni sociali con il suo stesso fervore e con la sua medesima passione</em>».</p>
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