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	<title>Città del Monte &#187; scienza</title>
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		<title>Dalla peste al Covid19. A Matera, una mostra sulle epidemie della storia.</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2021 14:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmine Matarazzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia dell’umanità e del suo costante, duro confronto con l’emergenza delle malattie infettive è al centro della affascinante mostra Pianeta Pandemia. Storie di epidemie e vaccini, che apre l’8 giugno 2021 nei locali del polo espositivo ex Ospedale San Rocco, in Piazza San Giovanni Battista a Matera. La mostra, a cura del Museo delle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/foto-lebbra-3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12990" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/foto-lebbra-3.jpg" alt="foto-lebbra-3" width="2048" height="1536" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La storia dell’umanità e del suo costante, duro confronto con l’emergenza delle malattie infettive è al centro della affascinante mostra <strong>Pianeta Pandemia. Storie di epidemie e vaccini</strong>, che apre l’8 giugno 2021 nei locali del polo espositivo <em>ex Ospedale San Rocco</em>, in Piazza San Giovanni Battista a Matera.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra, a cura del Museo delle Arti Sanitarie e Storia della Medicina di Napoli, sito nel Complesso dell’Ospedale degli Incurabili dell’ASL Napoli1 Centro e facente parte dei musei riconosciuti della Regione Campania, è stata realizzata grazie al contributo della Regione Basilicata e di una celebre casa farmaceutica.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un viaggio tra oltre 300 oggetti rari e curiosi che immergono il visitatore nell’atmosfera delle più terribili epidemie del passato. Oltre cento pannelli didascalici illustrano, dal II millennio a.C. ai nostri giorni, l’emergere di malattie infettive che a tratti hanno assunto la dimensione di epidemie: dalla lebbra alla peste, dalla sifilide al vaiolo, fino ad AIDS, Sars, Ebola, COVID.</p>
<p style="text-align: justify;">Il racconto storico-scientifico sarà veicolato da immagini suggestive, documenti, libri, oggetti scientifici, filmati. Inoltre, una ricca collezione di ‘Pastori’ portatori di malattie epidemiche e dei “guaritori” del passato stimolerà la curiosità del visitatore alla scoperta della storia della lotta contro le infezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, i pannelli che raccontano la storia della vaccinazione costituiscono ‘una mostra nella mostra’.</p>
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		<title>Incontri capresi di bioetica, sulle orme di Marin Mersenne</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 15:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Gravina]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;inizio delle attività scolastiche e accademiche sono ripresi anche gli impegni dell’associazione di promozione sociale intitolata a padre Marin Mersenne, il teologo e scienziato francese (1588-1648) dell’Ordine di Minimi di san Francesco di Paola, che fu appellato da Cartesio «segretario dell’Europa sapiente». E proprio come Cartesio scelse padre Mersenne come revisore delle proprie opere, l’associazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/Marin-Mersenne.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12312" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/Marin-Mersenne.jpg" alt="marin-mersenne" width="926" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;inizio delle attività scolastiche e accademiche sono ripresi anche gli impegni dell’associazione di promozione sociale intitolata a <strong>padre Marin Mersenne</strong>, il teologo e scienziato francese (1588-1648) dell’Ordine di Minimi di san Francesco di Paola, che fu appellato da Cartesio «<strong><em>segretario dell’Europa sapiente</em></strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio come Cartesio scelse padre Mersenne come revisore delle proprie opere, l’associazione a lui intitolata, con sede presso la splendida <strong>Basilica di san Francesco di Paola</strong> in piazza del Plebiscito a Napoli, ha scelto questo Frate Minimo per promuovere «la diffusione della cultura di carattere <strong>storico-filosofico-religioso</strong>, con particolare attenzione alla ricerca relativa al filone <strong>archeologico</strong>, culturale e <strong>turistico</strong> moderno». Ma non manca tanta attenzione alla scienza e soprattutto al rapporto tra scienza e fede, come si evince dal ricco programma dei prossimi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Tra gli eventi, spicca il <strong>ciclo</strong> <strong>di seminari capresi di formazione bioetico-sociale</strong>, in programma sull’isola azzurra, incentrati sui principali temi dell’attualità etico-sociale e svolti da esperti di fama internazionale, ma proposti al pubblico dei cultori e degli interessati in maniera semplice e accattivante.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ambito della rassegna, il 10 Novembre 2019 è previsto l’incontro <strong>Come uscire consapevolmente dalla vita? Disposizioni anticipate di trattamento e suicidio assistito tra norme, etica e società</strong>, mentre a marzo 2020 si discuterà de <strong>La vita è nelle nostre mani? La gestione consapevole della vita umana dall’inizio alla fine</strong>. In aprile, invece, sarà la volta della bioetica ambientale con un incontro intitolato <strong>Salviamo il pianeta</strong>. Infine, a luglio 2020 avrà luogo l’atteso <strong>Festival internazionale Bioethics and Human Rights</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori approfondimenti si rimanda al sito ufficiale dell’associazione <strong><a href="https://www.marinmersennenapoli.eu/">padre Marin Mersenne</a>.</strong></p>
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		<title>Pint of science, scienza e birra insieme</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2016 10:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Pint-of-Science-20142.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-10509" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Pint-of-Science-20142-300x199.png" alt="Pint-of-Science-20142" width="300" height="199" /></a></p>
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<p>La scienza e la birra, insieme: <strong>Pint of Science dal 23 al 25 maggio a Napoli e ad Avellino</strong>. Un connubio, unico nel suo genere,  per la prima volta in Campania, con noti ricercatori che raccontano e fanno conoscere la meraviglia della ricerca. Per tre giorni, scienziati, coinvolti in varie discipline, spiegheranno, in modo comprensibile anche ai non addetti ai lavori, i temi scientifici più attuali: dai neutroni all’alimentazione, dagli oceani alla ricerca di vita extraterrestre, dall’inquinamento allo studio del cervello. A <strong>Napoli</strong>, il locale  <strong>U-Turn/ Piano B</strong>, in via Pallonetto a Santa Chiara 15, ospiterà nelle serate del 23 e 24 maggio ricercatori coinvolti nello studio dell’astrofisica e della cosmologia, mentre il 25 maggio sarà la volta di scienziati impegnati nella comprensione del nostro cervello;  <strong>allo Slash</strong>, <strong>a Napoli</strong>, in  via Vincenzo Bellini 45, nella serata del  23 maggio si parlerà degli oceani e del loro impatto sul clima terrestre e dell’inquinamento dei suoli campani, per proseguire poi con una serata dedicata allo studio della mente e concludere con l’esperienza di chi si occupa di sostanze utili al benessere umano. Ad <strong>Avellino</strong>, presso il <strong>GiuAlè Soul Pub</strong> in via Oblate 20, nel corso delle tre serate si parlerà del pianeta terra e delle sue risorse e fragilità, andando dall’evoluzione allo studio dell’inquinamento <strong>Pint Of Science</strong> è organizzato dall’associazione culturale no-profit “Pint of Science Italia” ed è realizzato grazie al supporto di INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), 3D Quest (Quantum Integrated Optical Simulation, team di ricerca dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza) e l’Istituto Pasteur Italia (Fondazione Cenci Bolognetti) e grazie a sponsor locali quali Cheimika e Ospedale Veterinario CMC. Si svolge  contemporaneamente  in 10 città italiane (Milano, Genova, Trento, Siena, Roma, Napoli, Palermo, Pisa, Pavia, Torino) e 12 paesi al mondo (Regno Unito, Irlanda, Francia, Italia, Stati Uniti, Australia, Spagna, Germania, Brasile, Sud Africa, Austria e Canada). Ma come nasce Pint Of Science? Siamo nel 2012, quando  Michael Motskin e Praveen Paul, due ricercatori dell’Imperial College di Londra, diedero vita a “Meet the researchers” (Incontra i ricercatori), dove,  a soggetti colpiti da malattie neurologiche, fu data la possibilità di recarsi nei laboratori dei ricercatori per conoscere quale tipo di ricerca essi facessero. L’evento fu molto motivante sia per i visitatori che per i ricercatori, tanto da pensare:  se le persone vogliono entrare nei laboratori e incontrare i ricercatori, perché non portare i ricercatori fuori ad incontrare le persone? E fu così che nel maggio del 2013, si ebbe la prima edizione di  Pint of Science, rivolto a tutti coloro che vedono la ricerca come  fantascienza: far crescere neuroni in fiasche, sviluppare nano-particelle che trasportino molecole all’interno del corpo, studiare la materia oscura,  come situazioni erroneamente viste lontane dalla quotidianità. E fu da subito un successo,  con  rinomati ricercatori, lieti  di raccontare a un  pubblico “nuovo”, il loro lavoro innovativo. “<em>Ci siamo resi conto che esiste un grande bisogno di sapere e Pint of Science riesce a soddisfare diverse tipologie di pubblico, dal nerd all’avvocato, dal medico all’impiegato di banca e scegliendo gli speaker con cura ci siamo accorti come la scienza possa essere davvero sexy, anche per i non addetti ai lavori</em>” &#8211; dice <strong>Ilaria Zanardi responsabile nazionale e Presidente dell’Associazione Culturale Pint Of Science Italia</strong> –“<em>Siamo davvero orgogliosi di organizzare  questo evento proprio qui in Campania</em>” commenta Domenico D’Alelio, coordinatore locale, insieme a Davide Di Cioccio,  di Pint of Science per Napoli ed Avellino, “<em>Le eccellenze scientifiche della nostra regione sono molteplici ed abbracciano numerose discipline, ma non sempre i ricercatori trovano il giusto spazio per far comprendere al grande pubblico  l’impatto sociale che hanno le loro scoperte, soprattutto quelle che non attraggono l&#8217;attenzione della stamp</em>a” Siamo curiosi delle esplorazioni nello spazio? Desiderosi di capire cosa sono e come funzionano le cellule staminali? O semplicemente vogliamo scoprire a cosa la birra deve  il suo sapore? Pint of science, la risposta che fa per noi.</p>
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		<title>I fiori di Bach</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 21:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppina Perillo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA['A maglia d'a Salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Edward Bach (1886-1936), medico e omeopata gallese, era convinto che la malattia fosse originata da processi mentali ed emotivi. Un dialogo complicato tra l&#8217; Io mentale (coscienza), l&#8217; Io emozionale (subconscio) e l&#8217;Io superiore (anima), condurrebbe a problemi spesso seri d&#8217; adattamento nel mondo e nel rapporto con gli altri. Bach conobbe l&#8217; omeopatia e ne [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://static.cittadelmonte.info/static/img/fiori-di-bach1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7043" title="fiori-di-bach" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/fiori-di-bach1.jpg" alt="" /></a></p>
<p><strong>Edward Bach</strong> (1886-1936), medico e omeopata gallese, era convinto che la malattia fosse originata da processi mentali ed emotivi. Un dialogo complicato tra l&#8217; Io mentale (coscienza), l&#8217; Io emozionale (subconscio) e l&#8217;Io superiore (anima), condurrebbe a problemi spesso seri d&#8217; adattamento nel mondo e nel rapporto con gli altri. Bach conobbe l&#8217; omeopatia e ne rimase entusiasta,  grazie alla lettura delle opere del suo fondatore, il tedesco Samuel Hahnemann che asseriva la necessità di dover curare non la malattia in sè, quindi la sola manifestazione patologica, ma il malato, risalendo quindi all&#8217; origine del male e alle cause scatenanti.</p>
<p>Bach ideò così un metodo di cura basato sulla floriterapia, ossia una terapia con i fiori. Da lì nacquero i famosi e discussi <strong>fiori di</strong> <strong>Bach</strong>, ancora oggi utilizzati da un numero considerevole di persone, affascinate dalle idee rivoluzionarie del medico britannico e restie all&#8217; uso di medicinali più aggressivi, come sedativi o psico-farmaci. E&#8217; doveroso però ricordare che la scienza ufficiale ed accademica nega uno statuto di scientificità alla cura di Bach, asserendo che i presunti miglioramenti e le guarigioni siano dovuti all&#8217;effetto <em>placebo</em>, ovvero ad un processo di auto-convinzione e auto-suggestione del malato. I sostenitori del metodo omeopatico ribattono che riescono a guarire anche bambini ed animali, che non possono in nessun modo essere influenzati da fenomeni di auto-convincimento. Ma in cosa consiste nello specifico questa terapia?</p>
<p>Al principio delle sue ricerche, Bach isolò dodici fiori primari, detti <strong>i 12 guaritori</strong>, ognuno dei quali usato specificatamente per un particolare disturbo (per l&#8217; ansia, per la paura, per l&#8217;eccessiva gelosia e così via) . In seguito ne furono aggiunti altri ventisei, combinabili all&#8217;occorrenza con i primi dodici. Bach creò anche un metodo d&#8217; emergenza, chiamato <strong>Rescue Remedy</strong>, da usare in situazioni di forte stress emotivo, ad esempio in seguito ad un lutto.</p>
<p>Il dottor Bach mise a punto anche due diversi metodi di preparazione dei suoi rimedi floreali: il metodo del sole e il metodo della bollitura. In base al primo, i fiori vanno raccolti sul posto durante una giornata molto soleggiata, recidendo i boccioli con delle forbici apposite e senza toccarli con le mani. Vanno lasciati cadere in una bacinella riempita d&#8217; acqua a metà, in modo che i fiori restino a galla e mai completamente sommersi. Dopodichè si lasciano macerare al sole per sei ore e si filtra poi l&#8217; acqua colorata ottenuta(<strong> tintura madre</strong>)  con un filtro di carta in una bottiglia da un litro, allungando con una pari dose di cognac o brandy, che serve per la conservazione. Il secondo metodo, più veloce, prevede invece la bollitura dei boccioli in una pentola di porcellana riempita con un litro e mezzo d&#8217; acqua, per trenta minuti. Alla fine si filtra il tutto e si aggiunge la stessa quantità di cognac o brandy.</p>
<p>Attualmente, nelle erboristerie e nei negozi specializzati, è possibile trovare tutto l&#8217; occorrente, già pronto all&#8217; uso, per usufruire della terapia, scegliendo i fiori necessari al caso specifico, con l&#8217;aiuto di un erborista esperto. Si otterrà così una boccetta che, secondo le originarie istruzioni di Bach, non deve contenere più di sette fiori, ma sono numerosi gli erboristi che ne utilizzano di più, fino ad un massimo di dodici per boccetta. La posologia consigliata è la seguente: quattro gocce in altrettanti quattro momenti specifici della giornata, ossia appena svegli, prima di pranzo, prima di cena e prima di andare a letto. Secondo molti è bene che le boccette siano tenute lontane da fonti elettromagnetiche, nonostante numerosi autori abbiano charito che tali fonti non influiscono in nessun modo sull&#8217; efficacia dei composti.</p>
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		<title>Sorrento, la cultura dell&#8217;acqua e del tè</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 11:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al via il nuovo ciclo di incontri sul tema ambiente e media, promosso dal Centro meridionale di educazione ambientale C.M.E.A. e patrocinato dal Comune di Sorrento, dal titolo Il Tè della Fiaba e della Scienza. Viaggio nel mare per ascoltare, sperimentare, assaggiare. L’apertura &#8211; mercoledi 12 ottobre presso la sede Cmea di Sorrento, nei locali del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://cittadelmonte.info/2011/10/15/sorrento-cultura-acqua-dal-te-alla-fiaba/san-francesco-sorrento/" rel="attachment wp-att-6396"><img class="alignleft size-medium wp-image-6396" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/SAN-FRANCESCO-SORRENTO-200x152.jpg" alt="" width="200" height="152" /></a>Al via il nuovo ciclo di incontri sul tema ambiente e media, promosso dal Centro meridionale di educazione ambientale C.M.E.A. e patrocinato dal Comune di Sorrento, dal titolo <em>Il Tè della Fiaba e della Scienza. Viaggio nel mare per ascoltare, sperimentare, assaggiare</em>.<br />
L’apertura &#8211; mercoledi 12 ottobre presso la sede Cmea di Sorrento, nei locali del convento di San Francesco d’Assisi &#8211; ha visto protagonisti docenti delle varie scuole medie e superiori della zona, confrontatisi sul tema dell’acqua e dell’ambiente marino.<br />
Introduzione a cura del professor Giovanni Fiorentino, direttore del Cmea nonché docente presso l’Università Parthenope di Napoli. La cultura dell’acqua il filo conduttore dell’iniziativa, che andrà avanti per altri cinque incontri fino al mese di marzo 2012.<br />
Una commistione di scienza e fantasia, con racconti di fiabe alternati ad un piacevole tè e all’assaggio di dolci a tema, andrà ad arricchire tutti i dibattiti che seguiranno. &lt;&lt;Noi miriamo a fare del volontariato ma non solo – è stato il commento del direttore Fiorentino – perché con la lettura di una fiaba cercheremo di scambiare esperienze e opinioni diverse, nell’ambito di un incontro scientifico-culturale al tempo stesso&gt;&gt;.<br />
E’ difatti la fantasia dei racconti per bambini ad alleggerire la discussione, che nel corso del primo incontro si è focalizzata sul tema del mare e del suo ecosistema, dell’ambiente e dell’effetto serra. Il tenero racconto dell’avventura de <em>Il pinguino colorato</em> – la fiaba di Bruno Ferrero letta in apertura – ha fatto così da incipit per i successivi interventi legati alla questione ambientale più che mai attuale.<br />
Dal pinguino al riccio di mare, studiato nei laboratori del centro e analizzato sotto l’aspetto della fecondazione. In chiusura l’arrivo del professor Giancarlo Spezie, neo presidente di Cmea, ha offerto una parentesi circa la sua prossima spedizione in Antartide – terra di pinguini, appunto. Un approfondimento di un’esperienza che lo condurrà di qui a poco a scoprire nuovi segreti dell’ambiente marino, in un territorio tanto lontano.</p>
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		<title>Scienza e pace, binomio indissolubile per Cecchi Paone</title>
		<link>https://www.cittadelmonte.it/wordpress/vico-equense-alessandro-cecchi-paone-scienza-e-pace-binomio-indissolubile/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 00:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pascuzzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al resort Le Axidie, per la rassegna Libri sotto le stelle, una serata fra scienza e attualità con il noto giornalista televisivo Alessandro Cecchi Paone. Il dibattito dello scorso 6 agosto sulla sua recente pubblicazione Scienza e pace &#8211; con la presentazione di Marina Ciaravolo &#8211; ha visto grande partecipazione da parte del pubblico campano. &#60;&#60;Grazie al preziosissimo apporto del professor Umberto Veronesi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cittadelmonte.info/2011/09/01/vico-equense-alessandro-cecchi-paone-scienza-e-pace-binomio-indissolubile/dscn3571/" rel="attachment wp-att-6044"><img class="alignleft size-medium wp-image-6044" src="http://files.cittadelmonte.info/static/img/DSCN3571-200x167.jpg" alt="" width="200" height="167" /></a>Al resort<strong> Le Axidie,</strong> per la rassegna <em>Libri sotto le stelle</em>, una serata fra scienza e attualità con il noto giornalista televisivo <strong>Alessandro Cecchi Paone</strong>.</p>
<p>Il dibattito dello scorso 6 agosto sulla sua recente pubblicazione <em>Scienza e pace</em> &#8211; con la presentazione di <strong>Marina Ciaravolo</strong> &#8211; ha visto grande partecipazione da parte del pubblico campano.</p>
<p>&lt;&lt;Grazie al preziosissimo apporto del professor <strong>Umberto Veronesi</strong> mi sono deciso a scrivere questo libro – ha esordito Cecchi Paone – perché è proprio nella scienza che possono trovare nuova linfa le future speranze di pace fra i popoli. La soluzione alle guerre è proprio una libera circolazione delle idee, ciò appunto di cui ha bisogno uno scienziato, come sostiene lo stesso professor Veronesi (il grande oncologo ha recentemente riunito a Milano vari premi Nobel per la pace e la medicina nell&#8217;associazione<em> Science for peace</em> – ndr)&gt;&gt;.</p>
<p>L’ex conduttore de <em>La macchina del tempo</em> si è concesso una serie di divagazioni storiche : Galileo e Giordano Bruno, Napoleone, le guerre d’indipendenza e il Novecento dimostrano quanto i momenti di frizione fra religione e scienza abbiano inciso sulle sorti dell’umanità.</p>
<p>Un ruolo importante riveste anche la donna – sempre secondo la moderna corrente scientifica rappresentata da Umberto Veronesi – in quanto è nell’ormone femminile, il progesterone, che risiede la positività. Dalla positività frutto della vita, di cui le donne sono portatrici, si dovrebbe ricavare quell’anelito tale da opporsi alla potenza distruttrice del testosterone maschile.</p>
<p>E’ questo in sintesi il messaggio lanciato da Cecchi Paone, che però non risparmia quasi nessuno nella sua critica al mondo attuale.</p>
<p>&lt;&lt;Nel libro di cui parliamo stasera ho fatto riferimento, con pagine e pagine, a personaggi storici della più diversa natura. Da san Francesco d’Assisi a Martin Luther King, da Bertrand Russell agli illuministi francesi&gt;&gt; solo per citare alcune personalità elencate dall’autore.</p>
<p>Secondo l&#8217;autore, il dualismo settecentesco tra la parte buona dell’uomo – quella sostenuta da <strong>Rousseau</strong> – e <em>l’homo homini lupus</em> di Hobbes deve risolversi necessariamente a favore del primo, altrimenti il mondo tenderà alla sua lenta autodistruzione.</p>
<p>Maggior apertura verso la scienza, libertà e rispetto per le idee altrui; andare oltre superstizioni e fanatismi ritornando all’antica sapienza greca sarebbe la ricetta di una società migliore.</p>
<p>Un ribaltamento, quindi, dell’antico brocardo latino <em>Si vis pacem, para bellum</em>.</p>
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