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	<title>Città del Monte &#187; solidarietà</title>
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		<title>Il valore della solidarietà per una speranza dal volto umano</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2020 14:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Scotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La speranza al tempo della pandemia del Covid19, argomento di discussione del secondo appuntamento del programma televisivo È scesa la sera? La fede si interroga nella tempesta dell’epidemia, prodotto dalla sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale ed andato in onda il 22 maggio, alle ore alle ore 19.15, sull’emittente nazionale Padre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/IMG-20200526-WA0009.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12544" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/IMG-20200526-WA0009.jpg" alt="img-20200526-wa0009" width="1600" height="900" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La speranza al tempo della pandemia del Covid19, argomento di discussione del secondo appuntamento del programma televisivo <strong>È scesa la sera? La fede si interroga nella tempesta dell’epidemia</strong>, prodotto dalla sezione <strong>San Tommaso d’Aquino </strong>della<strong> Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale</strong> ed andato in onda il 22 maggio, alle ore alle ore 19.15, sull’emittente nazionale <strong>Padre Pio Tv</strong>. Protagonisti, oltre agli autori <strong>Michele Giustiniano </strong>e <strong>Carmine Matarazzo</strong>, sono stati il teologo e vescovo di Sessa Aurunca <strong>Orazio Francesco Piazza</strong>, il medico, bioeticista e senatore per la XVII legislatura della Repubblica <strong>Lucio Romano</strong>, il docente di teologia dogmatica <strong>don Edoardo Cibelli</strong>, autore del volume <strong><em>Coronavirus. Realtà e speranza. Un&#8217;invocazione al Padre</em></strong>, scritto e pubblicato proprio nei primi giorni di lockdown, che si sono confrontati sul tema <strong>Il valore della solidarietà per una speranza dal volto umano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>La speranza</strong>- È necessario, quasi obbligatorio, avere fiducia e speranza nel futuro. Almeno di un certo futuro che comincerà. Il potere della speranza, fonte di salvezza solo dopo un’attenta comprensione e rivalutazione di quello che stiamo vivendo. Per il vescovo di Sessa Aurunca <strong>Orazio Francesco Piazza</strong> «<em>la speranza nasce da un incontro motivato dall’amore ed è il vincolo di un rapporto di amore tra Dio e l’uomo. Se non c’è amore non c’è la speranza, poiché la speranza si costruisce nell’affidabilità di questa relazione</em>». La quarantena appena vissuta, non deve essere compresa come un avverso congelamento della vita che ci ha tenuto reclusi, ma come un dono, come un tempo nuovo, ampio e plastico, e un’opportunità per rincontrarci. Confinati nell’isolamento, l’umanità ha compreso forse meglio che cosa significhi essere una comunità, dove, pur senza toccarci, si è ritrovata l’una nelle mani degli altri. È stata questa, infatti, l’ora in cui, fuori dal proprio ego, si è potuto reimparare molte cose: il valore del saluto, lo stimolo di un complimento, l’incredibile forza che riceviamo da un sorriso o da uno sguardo, la costante presenza percepita di chi ci è caro e, a cui siamo cari, anche solo attraverso uno scritto. Senza che le nostre braccia si stendano verso gli altri, possiamo abbracciarli affettuosamente, come già facevamo o in modo ancor più intenso, comunicando, con questi abbracci reinventati, l’incoraggiamento, l’ospitalità, la certezza che nessuno è stato lasciato solo. Senza conoscerci, possiamo infine reimparare a non condannare nessuno all’indifferenza, a non trattare i nostri simili da sconosciuti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/IMG-20200526-WA0007.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12545" src="http://www.cittadelmonte.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/IMG-20200526-WA0007.jpg" alt="img-20200526-wa0007" width="1600" height="900" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La scienza</strong><strong> –</strong> Il virus ha provocato grande dolore e «<em>ci ha insegnato</em> <em>a rifare i conti con la paura di morire, qualcosa che abbiamo riscoperto essere umanissimo…</em> <em>la morte, lo scandalo cosmico, come diceva l’antropologo Alfonso Maria di Nola, che, forse, dalla nostra società, era stata radicalmente estromessa», </em>come ha sottolineato il professore <strong>Carmine Matarazzo</strong> in trasmissione. «<em>Il tono della morte ci ha posto davanti a interrogativi drammatici. Ci siamo confrontarci con la morte in maniera inequivocabile, che ha portato la dimensione della scienza a coniugarsi con quella della fede</em>», nella considerazione del senatore <strong>Lucio Roman</strong>o. Sia questo il tempo per avere un nuovo sguardo sul mondo, mettendo in circolo gli anticorpi necessari alla sopravvivenza, supportati dalla ricerca scientifica, fonte di speranza risolutiva, strumento per uscire dalla penosa emergenza sanitaria nella quale ci troviamo. Alla ricerca medica e biologica sono affidati i passi avanti che consentiranno, prima o poi, di venir fuori dalla pandemia. Ma i vaccini e le cure non bastano. È l’altruismo del personale sanitario, il sacrificio di chi assiste i malati, di chi si occupa della logistica, di chi sa servire il prossimo a costo della propria vita, ciò che, in Italia e in tutto il mondo, contrasta e contrasterà la pandemia. Comportamenti resi possibili solo in una società umana che sappia ancora pregare. «<em>Siamo tutti nella stessa barca</em>», ha detto il professore <strong>Lucio Romano</strong> «<em>stiamo vivendo una grande pedagogia di vita, dobbiamo recuperare il grande insegnamento che ci è stato dato da questa pandemia: assistere significa essere realmente essere al fianco</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>I cristiani, arcobaleni di speranza</strong> &#8211; Ora più che mai è urgente che l’umanità cristiana sia la <em>sentinella del mattino</em>, la vedette che annuncia la luce dell’alba e la nuova primavera, in unione solidale. «<em>Solo quando si accorgeremo che senza l’altro non è possibile nulla, potremmo affrontare in modo dignitoso il limite che caratterizza la nostra esistenza e le nostre fragilità</em> – commenta il vescovo di Sessa Aurunca <strong>Orazio Francesco Piazza</strong> – <em>Bisognerà maturare una sensibilità nuova, frutto della linfa della Resurrezione. Saperci legati l’uno all’altro, ci consentirà di costruire sentieri. La condivisione nella consapevolezza delle nostre fragilità costituisca la trama per costruire un uovo inizio</em>». «<em>Non bisogna mai perdere la speranza nell’avvenire, e nel fatto che possiamo fare sempre la differenza quando si è solleciti fino in fondo nel raggiungimento dei nostri obiettivi </em>– conclude don <strong>Edoardo Cibelli</strong> &#8211; <em>Uniti, prepariamoci già a fare tesoro di tutto ciò che portiamo nel cuore, doniamolo agli altri, soprattutto a quelli che rischiano di perdere la speranza, e allora il nuovo giorno sarà già domani. Anche se il cielo è grigio, anche se piove, anche se tutto sembra paralizzato, noi cristiani siamo arcobaleno di speranza</em>».</p>
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		<title>Una Banca del Tempo a Caserta</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 16:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Del Vecchio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per Sant’Agostino è la dimensione dell’anima: impossibile da definire perché il passato non è più e il futuro non è ancora. Per Victor Hugo è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo: nel momento in cui arriva, travolge tutto ciò che era prima. Per qualcun altro è semplicemente danaro. Parliamo del tempo. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://static.cittadelmonte.info/static/img/BdT-Caserta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6680" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/BdT-Caserta-168x200.jpg" alt="" width="168" height="200" /></a></p>
<p>Per Sant’Agostino è la dimensione dell’anima: impossibile da definire perché il passato non è più e il futuro non è ancora. Per Victor Hugo è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo: nel momento in cui arriva, travolge tutto ciò che era prima. Per qualcun altro è semplicemente danaro. Parliamo del tempo. Dato che non è facile definirlo e praticamente impossibile piegarlo all’umana volontà, c’è una possibilità per <em>riscuoterlo</em> ed ottenere una reazione favorevole ad un’azione utile altrui. È questa la filosofia che sottende la Banca del Tempo: catene di azioni e reazioni scandite dalla lancetta dell’orologio, che si declinano in opere e prestazioni da mettere a disposizione della collettività, per poi ricevere in cambio altri servizi ed azioni professionali <em>a parità di tempo impiegato</em>. Una risposta di economia sociale in tempi di crisi economica. Una bella sfida che il territorio casertano lancia a se stesso, grazie ai progetti della prima <strong>Banca del Tempo di Caserta</strong>, organizzazione no-profit fondata da <strong>Andrea Striano</strong> e gestita insieme ad un gruppo di circa quaranta soci-membri.</p>
<p>Incontriamo Andrea, nel corso di un incontro di formazione e informazione sugli obiettivi e i progetti futuri della Banca del Tempo (attualmente ha sede a Caserta, in Piazza Ungaretti 10), che ci tiene a sottolineare quanto il pilastro dell’associazione sia <em>il principio di solidarietà tra i membri</em>. Un concetto in virtù del quale tutti coloro che <em>investono</em> il proprio tempo in attività volontarie, in cui si sentono forti dal punto di vista professionale o formativo, <em>guadagnano</em> capitale umano in termini temporali . La <em>quota</em> di investimento si misura non in pecunia, bensì solo ed <strong>esclusivamente in ore</strong>: così, ad esempio, per due ore di insegnamento di informatica di base, si avrà diritto a altrettante ore di corso per pasticceri,  a lezioni di lingua straniera o a tecniche di pollice verde in casa o ancora all’iscrizione ad un gruppo di letteratura e poesia. Tutti i membri ricevono in dotazione un vero <em>carnet</em> degli assegni, da staccare ogni volta che si eroga la propria prestazione o da incassare per ricevere il beneficio desiderato. Ogni operazione <em>bancaria</em> viene rigorosamente archiviata in un apposito database gestito dall’organizzazione. A poco più di un anno dalla nascita della <strong>BdT</strong>, nell’ottica di Andrea, la meta non impossibile è quella di sviluppare una rete di relazioni tale da contrastare il disagio e le tante forme di alienazione sociale ed economica che circondano il territorio casertano, a cominciare dal terzo settore: per affiancare (senza la pretesa di sostituire) le istituzioni in ambiti delicati quali l’assistenza sociale o socio-sanitaria.</p>
<p>Tra i progetti a breve termine della<strong> BdT</strong> di Caserta ci saranno un corso di impasto della pizza e un altro di tecniche di primo soccorso sanitario: entrambi, ovviamente, gratuiti, o meglio a fronte del <em>versamento</em> di appositi <em>assegni</em> <em>temporali</em>.</p>
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		<title>De Magistris clown per un giorno</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 15:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Del Vecchio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cittadelmonte.info/2011/11/12/de-magistris-clown-per-un-giorno/attachment/071120111184/" rel="attachment wp-att-6571"><img class="alignleft size-medium wp-image-6571" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/071120111184-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a><em>Ridi che ti spassa</em>. <em>Ride bene chi ride primo</em>. <em>Risus abundat in piatto mangiorum</em>. Poveri vecchi proverbi. Deturpati dalla buffoneria. Un po’ come i vecchi luoghi della politica, abitati da un <em>modus operandi</em> in giacca, cravatta e doppio petto (di pollo). Non capita tutti i giorni di assistere, in un tipico salotto del potere quale Palazzo San Giacomo, all’invasione pacifica di nasi rossi, occhi e volti dipinti, parrucche e stracci colorati in un crescendo di contagiosa<em> clownerie</em>. Ebbene, tutto questo e molto di più si è visto lunedì 7 novembre al Comune di Napoli, quando il primo cittadino, Luigi De Magistris, è stato insignito del titolo onorifico di <em>clown di corsia</em> dai ragazzi de<strong> La tua Voce Onlus</strong>. Quest’associazione si occupa da anni di portare il mistero buffo della risata tra gli ammalati delle corsie di strutture residenziali (come il centro Laila di Castel Volturno) ed ospedaliere quali il Santobono di Napoli e l’ospedale civile di Marcianise (Caserta). È il <em>mistero</em> di indurre a <em>schiantarsi dal ridere</em>, come direbbe il piccolo Giosuè de <em>La vita è bella</em>, anche chi fisicamente sta soffrendo. &lt;&lt;<em>Perché è dimostrato scientificamente che la risata migliora le condizioni del paziente</em>&gt;&gt;, come ci ricorda Caterina Liguoro, giovane ed energica volontaria dell’associazione, e anche perché: &lt;&lt;<em>le emozioni di chi regala e riceve un sorriso da un ammalato non si possono spiegare o raccontare, ma solo vivere</em>&gt;&gt; dichiara Peppe Pisacane, clown- membro del direttivo della onlus, presieduta da suo fratello Roberto.</p>
<p>Ma quali emozioni avrà vissuto il sindaco di Napoli, nel momento in cui, con tanto di naso finto e camice colorato, ha ricevuto il solenne attestato di clown-terapeuta dalle mani della volontaria Imma Pastena? &lt;&lt;<em>Un sorriso fa sempre bene, specie di questi tempi</em>&gt;&gt; ha commentato divertito il sindaco, tra strette di mano e foto-ricordo di una mattinata da pagliaccio. Da segnalare l’intervento del clown-telegiornalista, che ha fatto letteralmente cascare il De Magistris in un simpatico tranello linguistico. Stretto in un abbraccio finale al sindaco ha inscenato un’edizione speciale del tg regionale, esordendo &lt;&lt;<em>Trasmettiamo dal Qui- rinale</em>&gt;&gt;. &lt;&lt;<em>Speriamo sia di buon auspicio</em>&gt;&gt; è stato il commento entusiastico del sindaco.</p>
<p><a href="http://cittadelmonte.info/2011/11/12/de-magistris-clown-per-un-giorno/attachment/071120111186/" rel="attachment wp-att-6572"><img class="alignleft size-medium wp-image-6572" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/071120111186-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a> Peccato che evidentemente il buontempone si riferisse a un concetto di spazio-luogo a metà tra il <em>qui</em> ed un <em>orinale</em>. Oggi come oggi, (eccezion fatta per chi si presta a fare il pagliaccio solo per un giorno), tra politica e clownerie sovente il passo è breve. Pertanto… non ci resta che ridere.</p>
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		<title>Free children, scuola calcio gratuita</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 16:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Del Vecchio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cittadelmonte.info/2011/10/30/free-children-scuola-calcio-gratuita/attachment/251020111147/" rel="attachment wp-att-6474"><img class="alignleft size-medium wp-image-6474" src="http://static.cittadelmonte.info/static/img/251020111147-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>NAPOLI- L’importante è… vincere. In certi casi non basta partecipare, ma occorre rimboccarsi le maniche e lottare duramente per debellare il disagio e la paura del futuro. A una bella vittoria della buona volontà abbiamo assistito martedì 25 Ottobre alle 16.30, in una zolla di periferia urbana, nel cuore del quartiere Arenaccia di Napoli. Proprio qui, all’interno del Comando Militare dell’Esercito <strong>Campania</strong>, è stata presentata ufficialmente la IV edizione di <em><strong>Free Children</strong></em>, progetto che offre una scuola calcio gratuita a 60 bambini provenienti da aree a rischio. Free Children nasce da un’idea dell’<em><strong>Adiss ONLUS</strong></em>, associazione casertana presieduta da Clementina Ferraiolo, in collaborazione con la <em><strong>Fondazione Cannavaro-Ferrara</strong></em>. &lt;&lt;<em>Crediamo nella partecipazione della gente, nello sport come diritto di tutti, nella democrazia partecipativa &#8211; </em>dichiara Vincenzo Ferrara, Direttore della Fondazione Cannavaro Ferrara, nonché fratello del celebre Ciro &#8211; <em>Non vogliamo sostituirci all’assistenza sociale, bensì attuiamo una sinergia tra pubblico e privato. Da quattro anni collaboriamo con l’Adiss ONLUS perché per noi è garanzia di serietà e professionalità </em>&gt;&gt;.</p>
<p>A partire dalla settimana prossima e fino al 30 giugno 2012, i 60 bambini, di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, avranno la possibilità di dare un calcio alla noia e all’immobilismo metropolitano, di imparare delle regole, di sentirsi parte di una squadra, di giocare e segnare i propri goal nello Stadio Albricci (parte del Comando Militare Campania) sotto la supervisione degli allenatori Francesco Scialla e Ciro Giordano dell’Adiss ONLUS.</p>
<p>Nel corso dell’evento, Clementina Ferraiolo ha ricordato che dal 2003 il progetto ha fatto giocare oltre 1000 bambini campani. La Ferraiolo ha poi ringraziato Don Raffaele Pescicolo, sacerdote delle Parrocchie di S. Maria delle Grazie e S. Attanasio, che si è occupato di supportare le iscrizioni dei minori e di fornire assistenza alle famiglie, e il Generale Comandante Guido Mandriani, che ha messo a disposizione le strutture sportive del Comando Campania per ospitare i calciatori in erba.</p>
<p>Vivaci ed emozionati quanto basta, i 60 baby convocati hanno ricevuto a turno il kit da calcio targato Free Children. Tra applausi e strette di mano, il pomeriggio si è concluso con il saluto del patron Vincenzo Ferrara e il suo augurio di <strong><em>crescere innanzitutto come uomini</em></strong>, poi, c<em><strong>hissà che tra loro non manchi qualche fuoriclasse</strong></em>. Ciò che sembra non mancare ai piccoli giocatori è l’esuberanza. Da segnalare infatti la voce di un’anonima <em>simpatica canaglia</em>: quest’ultima, nel momento in cui Vincenzo Ferrara ha portato i saluti del celebre fratello e dell’altro campione- anima della Fondazione, Fabio Cannavaro, ha risposto senza indugi: &lt;&lt;<em>E salutamìll!!!</em>&gt;&gt;. Un calcio al bon ton, ma in compenso un pallonetto di allegria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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