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Curry Barker torna all’horror con Mama Bear, cinque minuti di tensione e inquietudine

Dopo il successo di Obsession, il regista americano torna su YouTube con un nuovo cortometraggio. Una storia breve, misteriosa e ricca di elementi disturbanti, perfetta per il periodo di Halloween.

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Il ritorno su YouTube. A pochi mesi dal successo di Obsession, Curry Barker torna dietro la macchina da presa con Mama Bear, un nuovo cortometraggio horror pubblicato gratuitamente su YouTube il 29 ottobre, proprio a ridosso di Halloween. Una scelta che riporta il regista alle sue origini, sulla piattaforma che gli ha permesso di farsi conoscere prima di arrivare al cinema. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Windows e vede Barker impegnato non soltanto alla regia, ma anche alla sceneggiatura e al montaggio. Una produzione breve, della durata di circa cinque minuti, che dimostra come non siano necessari tempi lunghi per costruire un’atmosfera capace di mettere a disagio lo spettatore.

Una telefonata che cambia tutto. La storia ruota attorno a Floyd, un giovane addetto alle pulizie interpretato da Jon Lee Richardson. Durante una pausa di lavoro, il ragazzo riceve una telefonata piuttosto inquietante: una voce misteriosa lo avverte che una donna di nome Lacey sta arrivando per ucciderlo, senza alcuna intenzione di aspettare l’intervento della giustizia. Da quel momento la situazione precipita. Floyd comincia a rendersi conto che qualcosa non va: sul pavimento compare una traccia di sangue, sul tavolo si trova un attrezzo insanguinato e, poco distante, una figura misteriosa sembra osservarlo. Il suo arrivo, però, non è l’unica sorpresa. Quando Lacey irrompe nella casa, la situazione assume contorni ancora più violenti e surreali.

Il doppio e il mistero. Uno degli elementi più interessanti del corto è sicuramente la presenza di un doppelgänger, una figura identica al protagonista, ma dall’aspetto decisamente più inquietante. Interpretato da Joshua Snyder, questo personaggio rappresenta il fulcro del colpo di scena finale. Accanto a lui troviamo Katie Sarife nel ruolo di Lacey ed Ericka Kreuz in quello della signora Wilson. Il racconto lascia volutamente diversi interrogativi senza risposta, soprattutto riguardo agli avvenimenti che hanno preceduto la telefonata e alla vera identità della figura misteriosa. È proprio questa ambiguità narrativa a rendere Mama Bear interessante: lo spettatore è costretto a ricostruire gli avvenimenti attraverso pochi indizi, senza ricevere tutte le spiegazioni che vorrebbe.

Lo stile di Curry Barker. Chi ha già visto Obsession potrebbe riconoscere alcuni elementi tipici del cinema di Barker. Il regista continua a giocare con situazioni quotidiane, improvvisi cambiamenti di atmosfera e momenti di tensione che arrivano quando meno ce lo si aspetta. Non manca neppure una componente grottesca, che si alterna all’orrore vero e proprio. Una caratteristica che ricorda anche i suoi precedenti lavori pubblicati sul canale YouTube That’s a Bad Idea, realizzato insieme al collaboratore Cooper Tomlinson. Il corto riporta inoltre Barker a collaborare con Vivian Gray, già scenografa di Obsession. Un dettaglio che rafforza il legame tra i due progetti, pur senza trasformare Mama Bear in un seguito diretto del film.

Un piccolo progetto che sa di autoriale. Con Mama Bear, Curry Barker dimostra di non aver dimenticato il percorso che lo ha portato a diventare uno dei nomi più interessanti dell’horror contemporaneo. Dopo essersi fatto conoscere attraverso produzioni indipendenti e contenuti online, il regista continua a utilizzare YouTube come spazio creativo, anche dopo il successo cinematografico. Il risultato è un cortometraggio breve, disturbante e volutamente enigmatico, che lascia allo spettatore il compito di interpretare ciò che ha appena visto. Non tutte le domande trovano una risposta, ma forse è proprio questo il punto: a volte, nell’horror, ciò che non viene mostrato può fare molta più paura di quello che appare sullo schermo.