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Fermo da una vita

Mercoledì 20 aprile, Napoli. Siamo nella sede dell’Associazione di volontariato “A ruota libera onlus”. Sono le 19 e la sala è pienissima. Non di giornalisti, non di fotografi. Di amici. Sono tutti lì per la prima presentazione (ne seguiranno altre in libreria) di “Fermo da una vita”, il libro in cui Luigi Battilo racconta se stesso, la sua vita, la sua condizione. Luigi, per gli amici Gino, è affetto da sclerosi multipla a remissioni o poussée, una malattia che lentamente porta via tutte le funzioni motorie, scoperta nel ’90 all’indomani della maturità. Per Gino, però, non si tratta di una malattia ma una condizione. Per lui può chiamarsi malattia solo qualcosa che ti colpisce e va via, qualcosa di passeggero. La sua è diversa, è una condizione con la quale si deve imparare a convivere, qualcosa che si prende il tuo corpo, ma non la tua anima e i tuoi sentimenti. Bisogna reagire, sempre, soprattutto ad una condizione simile. A tutti gli impedimenti fa da contrappeso una possibilità. Possibilità di riflessione, di conoscenza, di apertura, di amore. Tutto può essere luce. Il suo cammino è raccontato in questo splendido libro, scritto all’inizio di suo pugno e ripreso nel 2008 grazie all’aiuto degli amici dell’associazione, Natalia Esposito ed Eduardo Savarese. E’ Luca, invece, amico di Gino e volontario dell’associazione a dare il via alla presentazione, riportando la sua personale esperienza. Se è vero che nella pratica il volontario aiuta chi ne ha bisogno, chi è impossibilitato a compiere determinate azioni del vivere quotidiano, «nel mio caso – dice Luca – è Luigi che aiutato me». Luca racconta della loro conoscenza a Lourdes, della loro forte amicizia, delle loro infinite chiacchierate. Dalla sua voce e dal suo sguardo si ha la netta impressione che nel loro rapporto i ruoli di volontario e di bisognoso si siano completamente confusi. La stessa sensazione viene trasmessa dalle parole di Eduardo Savarese: «Partecipare alla stesura di questo libro è stata per noi un’esperienza unica. I racconti e le riflessioni di Luigi sono a tratti così potenti da lasciarti senza fiato». Ed è così. Ogni intervento alla presentazione viene accompagnato dalla lettura di un passo del libro. Il risultato è quanto mai piacevole. Non una fredda conferenza stampa, ma un incontro emozionante e divertente. La sala è pervasa di felicità. Quella felicità che, usando le parole di Luigi, «si differenzia dalla contentezza che è una condizione passeggera dovuta a fattori esterni. Non posso ritenermi contento – afferma Gino – delle rinunce fisiche alle quali sono costretto, ma sono senza dubbio un uomo felice». Nel libro trova spazio anche il rapporto con l’altro sesso. «Dopo le sue prime reticenze – dice Natalia Esposito – abbiamo convinto Luigi ad inserire anche i racconti riguardanti la parte sentimentale». Scelta giustissima, a mio parere, perché se si racconta una vita bisogna sottolinearne tutte le sfaccettature, le gioie, le ansie, i dolori, le preoccupazioni ed, appunto, i sentimenti. Ho deciso di non riportare in questo breve articolo alcuno degli episodi citati durante la presentazione per lasciare ai lettori il piacere della scoperta. Lo si legge in una giornata. Quando l’ho aperto per dare uno sguardo all’introduzione, la storia e lo stile mi hanno rapito immediatamente. Il racconto di Luigi Battilo non è la descrizione di una malattia che avanza, è un racconto di vita, tutt’altro che “ferma”. Ed è proprio qui, nel suo configurarsi come racconto di vita, che risiede la sua straordinaria forza.

 

“Fermo da una vita” di Luigi Battilo è edito da Edizioni Progetto Cultura ed è richiedibile presso tutte le librerie, dalle grandi catene ai piccoli negozi. Il costo è di 12 euro.

Per info: www.aruotalibera.biz

 

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