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L’identità ferita tra pastorale e scienze umane

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La trasformazione profonda delle condizioni attuali di vita, definite da papa Francesco come cambiamento d’epoca, modifica l’orizzonte antropologico dove l’umano distorto e distruttivo rimane rinchiuso nella più grande povertà, quella di visione e di orizzonti, come direbbe papa Wojtyla, e ferisce l’identità nel proprio sviluppo.

Nella ricerca di risposte, la frammen­tazione dei saperi e la pluralità delle teorie, che si contendono le soluzioni, acuiscono l’insicurezza fino allo smarrimento e la sfiducia nella speranza e nel futuro, non più terreno buono del Vangelo ma estraneo ed inabitabile (di veda la parabola del Seminatore) per quel messaggio che invece risponde alle necessità più profonde delle persone (EG 265).

Anche quest’anno, grazie alla sinergia dell’Istituto di scienze pastorali della Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli con l’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici di Napoli (AIPPC), è stato organizzato e promosso un corso interdisciplinare dal titolo Le maschere e il volto. L’identità ferita tra pastorale e scienze umane, che vedrà il contributo qualificato di più specialisti, tra filosofi, teologi, psichiatri, psicologi, biblisti.

L’obiettivo è quello di soffermarsi a riflettere sull’instabilità, sull’incertezza e sulla superficialità dell’attuale mondo liquido. Si vuole quindi ridestare l’attenzione sullo Sviluppo Umano Integrale (con palese riferimento al servizio del Dicastero omonimo istituito da Papa Francesco), che dischiude orizzonti nuovi. Grazie ad un percorso, attraverso l’interconnessione ed il dinamismo di elementi (economia, finanza, lavoro, cultura, famiglia, religione) e di dimensioni (individuale e comunitaria, corpo ed anima), si vorrebbe provare a ricomporre la frammentazione dell’unità e dell’unicità della persona nella propria identità e «aiuta a perseguire uno sviluppo pienamente umano… Persona dice sempre relazione, non individualismo, afferma l’inclusione e non l’esclusione, la dignità unica e inviolabile e non lo sfruttamento, la libertà e non la costrizione» (Francesco 4 aprile 2017).

Con l’apporto di diverse competenze dei docenti coinvolti nel corso interdisciplinare, che partirà il prossimo 3 marzo alle ore 15 alla sede della Sezione San Tommaso d’Aquino della PFTIM (Viale Colli Aminei 2, Napoli, tel. 081.7410000), si voglio intravvedere nuove opportunità relazionali ed esperienziali, poiché costituiscono «un mezzo e al contempo una finalità per far fiorire l’intera famiglia umana e ciascuna persona» (cardinale P. Turkson responsabile del dicastero), con orizzonti di speranza e di futuro oltre lo smarrimento.

Sviluppo umano integrale ed identità formata rappresentano la premessa per acquisire valori umani e maturità essenziali con capacità sia di discernimento e d’impegno per relazioni generative stabili ed efficaci, sia di assumere responsabilità nel privato come genitori, partner, come nelle comunità ed istituzioni-lavoro, politica, operando per il bene comune oltre le disuguaglianze, per ponti ed inclusione oltre muri e divisioni.

Pur nella sua semplicità, coglierne le implicazioni e le opportunità, muoversi all’interno del suo orizzonte sicuramente è difficile: l’interconnessione ed il dinamismo degli elementi e delle dimensioni conferiscono all’identità ed alla persona innovativi e più ampi significati ed occasioni che rendono possibile un nuovo protagonismo dove lo sviluppo umano divenuto integrale attraverso un percorso evolutivo completatosi con la sintesi di umano e spirituale diventa forza vitale, fermento per rispondere alla sfida delle inquietudini straripanti del tempo presente, sfida senza soluzioni semplicistiche – prèt à porter –, ma colta nella complessità con gli occhi che ascoltano, come ha affermato papa Francesco.

Il Corso di formazione Le maschere e il volto, indirizzato particolarmente a presbiteri, studenti di teologia, psicologi, operatori pastorali, non intende proporre soluzioni, ma ha come scopo quello di aprire processi di approfondimento delle tematiche presentate così da incoraggiare una modalità condivisa per la costruzione di una mentalità cooperativa che voglia ricucire e risanare le tante ferite di un’identità orami frantumata dal frastuono e dall’ipocrisia delle tante maschere.