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Questi fantasmi…sono modelli!

Partita dal teatro San Francesco di Scafati, lo scorso 30 dicembre La Compagnia della moda ha fatto tappa al SuperCinema di Castellammare di Stabia, riproponendo al pubblico, accorso numeroso, la straordinaria attualità di un’opera ultrasessantenne: Questi fantasmi.

La manifestazione teatrale, organizzata e sovvenzionata dal Comune in occasione delle feste natalizie, si rinnova per il quarto anno consecutivo, divenendo così un appuntamento fortemente atteso dagli stabiesi.

La Compagnia della moda nasce all’interno del progetto Narciso, ideato dal regista e coreografo Pio Pinto e promosso dall’Associazione Moda Italia di Pompei, con l’obiettivo di scardinare il luogo comune secondo il quale la bellezza e il talento sarebbero due qualità assolutamente inconciliabili. Un gruppo di giovani modelli, opportunamente invecchiati dal make-up di Giusy Di Falco, abbandona l’alta moda e indossa gli abiti di scena, muovendosi sul palco con la stessa disinvoltura mostrata in passerella. E’ il regista Pio Pinto ad interpretare Pasquale Lojacono, l’uomo sospeso tra realtà e finzione, pazzamente innamorato della moglie Maria (Federica Del Vecchio), la quale, insoddisfatta di un matrimonio ormai finito, trama astutamente una fuga d’amore con l’amante Alfredo Marigliano (Vincent Smaldone).

La voce di Teresa Ciardi introduce al pubblico una commedia che certamente non ha bisogno di presentazioni, ma che torna fortemente a stupire per la forza dei messaggi di cui si fa portatrice. I lunghi monologhi di Eduardo de Filippo riaffiorano da un passato non molto remoto e scuotono le coscienze di un uditorio moderno che, come Pasquale, preferisce credere ai fantasmi più che alla realtà. Il silenzio che genera incomprensioni, malintesi e distanza tra i due coniugi diventa un monito severo per quanti pigramente evitano un dialogo costruttivo, mettendo a tacere malcontenti destinati ad amplificarsi giorno dopo giorno.

Alla Compagnia della moda va soprattutto il merito di aver scelto un testo così complesso e così ricco di significato, probabilmente senza la pretesa di misurarsi col grande Eduardo, ma con la certezza di trasmettere i valori fortemente vivi in questo copione. 

 

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