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SINGLE MA NON TROPPO

single locandina

 New York:  Alice impone una pausa di riflessione, per vedere se riesce a stare da sola, al suo consunto tran tran di coppia; incontra Robin e altre singles, compresa la sorella medico indaffaratissima. Il cinema di Hollywood ha inventato San Valentino dove  presenta il film “dei sentimenti” che richiama i pubblici interessati; segmenti giovanili o, per meglio dire, di young adults: per lo più inurbati, studenti universitari, o in carriera. Per tale pubblico, hanno messo su le chicken comedies: letteralmente le commedie delle pollastre, in cui sono le ragazze, ovvero le “nuove” giovani ragazze dei nostri giorni, a dettare le leggi di comportamento per sé e gli altri, trasformando l’area dei gusti collettivi. Come in questo film (USA, 16). Tratto da un romanzo di Liz Tuccillo, una delle sceneggiatrici che ha ideato la serie tv Sex and the City, è stato sceneggiato da Abby Cohn, a sua volta una delle più pagate e caratterizzanti professioniste: suo è Mai stata baciata (99), uno dei classici di questo cinema. Single ma non troppo funziona:  è divertente e attraversato da numerose e spiazzanti situazioni irriverenti e di pura comicità fisica, affidate al talento istrionico e debordante di Robin, l’attrice over size Rebel Wilson. Anzi: il controcanto tra la stazza sua e la filiforme eleganza, non priva di charme sexy, di Dakota Johnson delle Sfumature di nero, dà al film una sua caratterizzazione. Del resto sono differenti e numerosi punti di vista delle protagoniste del film: in cui non contano le singole scelte, quanto l’aspetto collettivo e quel senso di dinamismo sociale che identifica. In tale accezione è molto ben orchestrato: la regia è di Christian Ditter che, formatosi in Germania, ha molto lavorato anche in tv.