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Clayface, il lato più oscuro della DC. Il nuovo film trasforma un villain in una storia horror

I DC Studios adattano per la prima volta nel nuovo DCU di James Gunn la storia di un antagonista dal fumetto al cinema: Clayface, tra body horror e psicologia in formato cinecomic.

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La novità dell’Horror e l’identità. Dopo aver abituato il pubblico a supereroi, battaglie spettacolari e minacce capaci di mettere in pericolo il mondo, i DC Studios cambiano direzione con Clayface, un film che punta sull’orrore psicologico, sul body horror e sulla trasformazione di un uomo in un mostro. Diretto da James Watkins, il lungometraggio porta sul grande schermo uno dei nemici più particolari legati alla sfera narrativa di Batman, scegliendo di raccontarne soprattutto il lato umano e tragico.

Una vita distrutta. Al centro della storia c’è Matt Hagen, interpretato da Tom Rhys Harries, un attore che riesce a raggiungere il successo a Hollywood dopo un passato difficile. La sua carriera, però, viene improvvisamente spezzata quando un boss criminale lo lascia orribilmente sfigurato. Abbandonato dalle persone che lo circondano, Hagen si ritrova a perdere non soltanto il proprio aspetto, ma anche le certezze su cui aveva costruito la sua vita, in una situazione in cui il protagonista in passato è probabilmente “venuto dal niente”.

Il confine tra uomo e mostro. Nel tentativo di recuperare il proprio volto, il protagonista si affida a un trattamento sperimentale che sembra offrirgli una seconda possibilità. La cura, tuttavia, porta con sé conseguenze impreviste, compromettendo progressivamente il suo rapporto con la realtà. È qui che la vicenda assume i contorni dell’horror corporeo (body horror), mostrando una trasformazione che non riguarda soltanto l’aspetto fisico, ma anche la mente e l’identità del personaggio.

Una squadra tra cinema e horror. A dirigere il film è James Watkins, già conosciuto per il suo lavoro nel genere horror, mentre la sceneggiatura è firmata da Mike Flanagan e Hossein Amini. Nel cast, accanto a Tom Rhys Harries, figurano Naomi Ackie, David Dencik, Max Minghella ed Eddie Marsan. La presenza di professionisti legati a generi e produzioni differenti contribuisce a delineare un progetto che vuole allontanarsi dalla classica formula del cinecomic.

Una nuova direzione per la DC. La particolarità di Clayface sta soprattutto nella scelta di mettere da parte, almeno in primo piano, lo scontro tra eroi e criminali per concentrarsi sulla discesa psicologica di un uomo. La vendetta diventa così il risultato di una vita spezzata e di un’identità che rischia di scomparire. Un approccio che permette di esplorare un lato più inquietante dell’universo DC, nel quale il vero elemento di paura non è necessariamente un nemico da sconfiggere, ma ciò che una persona può diventare quando perde tutto. Dai prodotti del DCU (DC Universe) annunciati da James Gunn, si può evincere che anche altri progetti futuri potrebbero far parte di questo “filone horror”, tra questi Swamp Thing.

Al cinema. Distribuito da Warner Bros. Pictures, Clayface è arrivato nelle sale italiane il 22 ottobre 2026, proponendosi come una delle uscite più insolite legate ai personaggi DC e a quelli, in generale, dei cinecomics di quest’anno. Il film sceglie di raccontare un villain senza limitarsi a presentarlo come un antagonista, ma provando a ricostruire il percorso che lo conduce alla mostruosità. Una storia in cui ambizione, sofferenza e vendetta si intrecciano, dando al genere supereroistico una sfumatura decisamente più cupa.