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Pietro. Un uomo nel vento

   «Per guidare la Chiesa, Gesù non sceglie l’apostolo perfetto, no: Gesù sceglie il più umano, quello che è caduto più in basso. L’ultimo. Forse proprio per questo la Chiesa è riuscita a durare attraverso i secoli. Perché la sua forza nasce dalla fragilità». (R.Benigni)

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Pietro. Un uomo nel vento è un libro scritto da Roberto Benigni, edito da Einaudi, che parla di amicizia e speranza, di fede e di dubbio, di paura e di coraggio. Un libro che restituisce, come mai era accaduto prima, voce e umanità a una delle figure più straordinarie della Storia.

Benigni definisce quel Simone rinominato Pietro «un uomo nel vento»: ed è il vento della vocazione in senso letterale, la chiamata, la forza con cui si è chiamati.

C’è un momento, nel racconto di Roberto Benigni, in cui sembra di vedere tutto: le onde che si alzano, il vento che fischia, una voce che chiama e un uomo che esita – e poi si lancia. È Pietro, il protagonista di una storia antichissima e senza tempo. La storia di un pescatore che si arrabbia, agisce d’impulso, sbaglia, non capisce, si addormenta, soffre, gioisce e si lascia emozionare, proprio come noi.

Con Pietro. Un uomo nel vento, Benigni ci conduce dentro la formidabile avventura di un uomo che cade e si rialza mille volte, sospinto da una forza misteriosa, e alla fine trova il coraggio di guardarsi dentro.

La Storia vista attraverso gli occhi di Pietro si trasforma in un racconto intimo e sorprendente: un racconto che parla a ognuno di noi, e che culmina in un finale glorioso e toccante, dove la fragilità si trasforma in grandezza.

Nel libro aleggia una domanda: che cos’è quel «vento», quella forza che smuove Pietro e chiunque incontri Gesù? Benigni risponde con una sola parola che attraversa ogni passaggio: amore. L’amore «che muove il sole e l ’altre stelle». Non è un concetto astratto, non è una definizione: è esperienza, sguardo, contatto che trasforma.

Benigni sottolinea un punto che commuove: Pietro è uomo, con paure, dubbi e fragilità. Ed è proprio per questo che diventa santo. È consolante riconoscersi in quell’anello fragile e desiderare lo sguardo che sostiene. Quando quel sostegno arriva, nasce una forza nuova: Pietro «non molla mai», procede di caduta in caduta ma con un gaudio nascosto che trabocca di gioia.