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Beni comuni, la sfida di Napoli

 

Beni comuni. Dalla teoria all’azione politica
Alberto Lucarelli,

editore Dissensi 2011

18 euro

Un perfetto mix di teoria, filosofia e diritto, ma anche di esperienze pratiche. Ecco la sintesi che caratterizza l’ultima monografia del professor Alberto Lucarelli, docente di diritto pubblico presso l’Università Federico II di Napoli.
Giustamente collocato nel contesto post-referendario della Napoli che ha detto si alla nuova sfida democratica per l’acqua, l’opera del neo assessore della Giunta De Magistris è divisa in quattro parti : dalla saggistica che scava nelle antiche teorie del diritto di proprietà e del giusnaturalismo moderno, fino agli articoli di colore a cura dell’autore stesso apparsi negli ultimi anni sui maggiori quotidiani e riviste nazionali. Chiusura di carattere pratico con una summa di relazioni, documenti ed atti amministrativi, sentenze e leggi inerenti la lunga battaglia per l’acqua pubblica.
Due introduzioni e commenti d’eccezione esordiscono nel racconto di questo complicato iter che ha condotto alla democrazia partecipativa nel settore dei beni comuni : il sindaco Luigi De Magistris –che ha appunto affidato al professor Lucarelli l’assessorato ai Beni comuni e democrazia partecipativa – e padre Alex Zanotelli.
Di quest’ultimo la rievocazione degli anni duri in cui si sono costituiti i primi comitati per l’acqua pubblica, fino al successo del referendum abrogativo del giugno 2011.
A fare da filo conduttore all’intera opera è la distinzione tra due tipologie di democrazia nelle scelte inerenti un servizio pubblico essenziale, la distribuzione dell’acqua appunto.
Democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa: dopo il voto favorevole del luglio 2011 da parte del Consiglio comunale, si conciliano nel modus operandi della neonata ABC, ovvero Acqua bene comune Napoli. In luogo del vecchio modello mercatista e basato su logiche societarie, il capoluogo campano si è riuscito a svincolare dalle regole e dalle strategie commerciali del profitto – insite nel modello di società partecipata a capitale misto pubblico-privato della vecchia Arin Spa.
Tanti i riferimenti degni di nota, fra cui quello alla legge regionale della Puglia del 2009, spunto per un acquedotto gestito con la partecipazione di cittadini e di istituzioni.
Una sfida per l’Europa che parte da Napoli e che contribuisce alla creazione di un nuovo diritto pubblico dell’economia di carattere comunitario.

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