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Esorcismo, un seminario a Capodimonte

peccato-delangelo

Satana è un problema teologico. La sua esistenza e la sua azione nel regnum hominis sono ritenuti da più parti retaggi di antiche e desuete credenze popolari, ormai sepolte e superate dalla società tecnologicamente avanzate. Eppure la liquidazione del diavolo – che vide al tempo una decisa opposizione di Joseph Ratzinger –, già dichiarata dal teologo Herbert Haag e da altri gli altri biblisti, filosofi, teologi, catecheti, operatori pastorali non ha risolto il problema sul piano esperienziale. Nel senso che vescovi, presbiteri e christifideles laici continuano a fare esperienza della presenza del Maligno nella storia sociale, politica, ecclesiale.

Una Facoltà teologica, come quella di Napoli, si interroga nuovamente su questi argomenti. Il Biennio di specializzazione in Teologia pastorale profetica della Sezione San Tommaso d’Aquino – diretto dal professore Salvatore Esposito – ha promosso anche quest’anno un Seminario di approfondimento di demonologia. L’approccio è teologico come lo è lo studio del sacramentale dell’esorcismo per offrire dei punti di riferimento agli studenti che, futuri presbiteri e laici impegnati nei diversi settori della vita ecclesiale e sociale, si troveranno anche ad affrontare domande sull’esistenza degli angeli fedeli e degli angeli “caduti”. La finalità quindi della proposta formativa è quella di puntualizzare aspetti, nonché problemi, riguardanti la realtà del peccato di Satana e dei suoi accoliti, secondo l’insegnamento del Magistero.

Il “peccato dell’’Angelo” è uno degli aspetti che ha interrogato teologi e filosofi di tutti i tempi. Un nome per tutti, Tommaso d’Aquino affronta la questione dei demoni nel De malo. I contenuti di questa Quaestio e delle altre opere tomane dedicate all’angelo caduto sono stati ripresi lungo i secoli da numerosi studiosi. Jacques Maritain nel 1956 con un approccio squisitamente filosofico affronta l’argomento del peccato dell’Angelo (lo studio è ora disponibile in italiano per la prima volt, pubblicato da Città Nuova, Roma 2014), chiarendo in modo magistrale la motivazione che ha spinto alcuni angeli a scegliere il bene minore (l’amore di se stessi) e non il Bene sommo (l’amore che è Dio). In questa scelta, l’Angelo preferisce non accogliere l’amore di Dio, ma resta chiuso in se stesso e si contempla come fine assoluto. Quindi, «la sua beatitudine naturale, l’Angelo la possiede fin dal primo istante, ma egli non è indefettibilmente radicato in essa. L’Angelo peccatore la perde; certo egli continua ad avere la conoscenza naturale di Dio, ma questa, lungi da essere contemplazione laetificans, fonte di piacere e gioia, è una tortura poiché l’oggetto che essa mostra è detestato».

Queste riflessioni ed altre tante sollecitazioni saranno oggetto di alcune lezioni di padre Francesco Bamonte, presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E), che svolgeranno presso la Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli a partire dal 27 novembre.

Le lezioni presentano i criteri di discernimento e gli aspetti pastorali del ministero dell’esorcismo. In particolare padre Bamonte si soffermerà sui criteri di discernimento riservati ai sacerdoti per capire se una persona potrebbe avere necessità di essere sottoposto anche all’attenzione di un sacerdote esorcista. Il serio problema pastorale, suscitato dal numero crescente di fedeli che chiedono l’intervento dei sacerdoti che esercitano il ministero degli esorcismi, implica sempre più urgentemente la necessità da parte dei Pastori della Chiesa – vescovi e sacerdoti – di acquisire quei criteri di discernimento fondamentali per capire se i disturbi, i fenomeni, i sintomi, le manifestazioni, i disagi e le sofferenze esposte da quei fedeli siano effettivamente da ricondurre a un’azione straordinaria del demonio, per cui essi avranno necessità di essere sottoposti anche all’attenzione di un sacerdote esorcista.

Il Presidente dell’A.I.E. si propone di puntare l’attenzione sull’analisi di una eventuale richiesta di aiuto a un sacerdote senza licenza di esorcista da parte di una persona che dice di essere oggetto di una particolare azione del demonio o che solo presuma di essere oggetto di tale azione. Quel sacerdote che cosa deve fare? Ecco alcune possibili indicazioni:

-         indagare se dall’osservazione dei fenomeni, dei disturbi o dei fatti insoliti si evince una particolarità che può essere attribuita all’azione del demonio;

-         approfondire il modo con cui si manifestano;

-         considerare il tempo della manifestazione di questi fenomeni ritenuti demoniaci;

-         stimare le tipologie delle manifestazioni registrate nel tempo e che cosa è cambiato nel comportamento della persona interessata;

-         verificare se gli atteggiamenti insoliti, i comportamenti strani, i malesseri o i fenomeni inspiegabili, sono iniziati dopo aver fatto uso di alcool, di droghe oppure dopo aver frequentato qualche operatore dell’occulto, oppure dopo aver frequentato delle sette, aver fatto sedute spiritiche…;

-         costatare se la persona interessata abbia consultato medici, psicologi, psichiatri e quindi eventualmente la loro diagnosi sulla reale causa dei disturbi;

-         cercare informazioni su eventuali terapie e sugli effetti provocati;

-         capire se ci sono state eventuali risposte di guarigione cercate attraverso maghi, fattucchieri, guaritori, sciamani, stregoni, cosiddetti pranoterapeuti;

-         valutare le reazioni interiori ed esteriori al sacro della persona interessata.

Tante altre indicazioni generosamente offrirà padre Bamonte ai partecipanti per meglio chiarire il senso dell’esorcismo, della possessione e dei rapporti tra esoterismo, magia e sètte con la demonologia.