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Matrimonio, famiglia e minori nella società multietnica

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Matrimonio, famiglia e minori nella società multietnica, seminario online (webinar) di introduzione all’omonimo corso di alta formazione, svoltosi il giorno 8 luglio dalle ore 18.30, in collegamento gratuito sulla pagina facebook della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM) San Tommaso d’Aquino. Focus sui diversi campi del sapere, tante anime di un prisma che converge tutto sul tema della famiglia, nell’incontro moderato dal professore Michele Giustiniano, responsabile dell’ufficio stampa della Facoltà, ed introdotto dalla professoressa Francesca Galgano, docente della Federico II, che ha visto, dopo i saluti del professore Francesco Asti, decano e vice-preside della Facoltà Teologica, dell’avvocato Antonio Tafuri, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e del professore Antonio Foderaro, moderatore del dipartimento di diritto canonico della PFTIM, gli interventi del professore Antonio Palma, presidente del Consiglio direttivo di Scienze & Vita di Napoli, della dottoressa Patrizia Esposito, presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli, del professore Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, della professoressa Francesca Marone, docente Unina, e dell’avvocato Maria Giuseppina Chef del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli.

Il diritto di famiglia, stando vicini alla famiglia – La realtà delle famiglie e dei minori sono da sempre elementi di attenzione della facoltà teologica napoletana: «Crescere insieme ed interessarsi dei problemi della città è il compito di coloro che studiano e si interessano di teologia, perché la teologia non è soltanto riflessione critica con Dio, ma è in quella relazione che c’è l’uomo che cresce in quanto tale», nei saluti iniziali di don Francesco Asti. A queste considerazioni, vanno ad aggiungersi quelle di provenienza giuridica, da cui viene confermata che l’attenzione per il diritto di famiglia e gli aspetti più problematici del matrimonio e del diritto del minore è sempre molto alta. «La convenzione è la sacralizzazione di una relazione molto produttiva per entrambe le istituzioni – ha detto l’avvocato Antonio Tafuri - Una formazione sociale al quale facciamo parte tutti».

 

 

La famiglia multietnica e multiculturale – Ciascun individuo cresce, evolve e si trasforma nel corso del tempo all’interno della sua famiglia che gli offre una lente, fatta di valori, tradizioni e modelli di riferimento, che lo aiuta ad orientarsi nel mondo. È molto difficile, oggi, dare una definizione di famiglia. In un senso più ampio, potrebbe essere definita un gruppo composto da più individui, che uniti da legami affettivi, danno vita ad un sistema dinamico in continua evoluzione e trasformazione. I coniugi che danno vita ad un nuovo assetto familiare portano all’interno del nuovo nucleo valori, credenze, modalità di fare diverse che necessitano di una integrazione e rinegoziazione continua e flessibile. Attualmente si parla di famiglie miste, muticulturali e addirittura di famiglie sconfinate; la famiglia dei nostri tempi è sempre più un incrocio di culture diverse. Andrea Monda: «La differenza, la diversità, l’altro sono una ricchezza. Mettersi in un luogo di osservazione che ci permette di vederle, ci consente di ampliare in nostro sguardo. Tutti i problemi relazionali nascono dal nostro sguardo, che si limita se non abbiamo una profondità e ci fa correre il rischio di andare avanti secondo le nostre ideologie. Papa Francesco ci ricorda che la realtà è superiore all’idea, ben vengono esperienze che sono dei bagni di realtà». Vivere in una famiglia multiculturale può rappresentare un’ottima opportunità per conoscere i valori, le tradizioni e le curiosità delle altre popolazioni ed è anche un modo per arricchire la forma in cui ci si relaziona con gli altri e per dare ai propri figli la possibilità di guardare al mondo da punti di vista differenti. I figli, per queste famiglie, rappresentano sempre una sfida e allo stesso tempo un’opportunità di ulteriore incontro o scontro fra le due culture di provenienza dei genitori e la cultura di appartenenza del luogo in cui si vive.

La ricchezza nelle diversità delle culture – La storia dell’umanità è contraddistinta dal movimento e dalla realizzazione incessante di reti e trame tra persone provenienti da contesti geografici diversi. In una famiglia multiculturale, i membri, mettendo in gioco le rispettive appartenenze, creano significati nuovi attraverso la loro interazione e a seconda dei contesti in cui vivono. In queste famiglie, la cultura rappresenta una ricca premessa, una risorsa nel concreto dai suoi componenti continuamente negoziata nei diversi contesti e nelle situazioni della vita quotidiana. La famiglia è quindi la culla in cui l’umanità conosce e riscrive valori, cultura, tradizioni, identità, vite e modi di vivere diversi. «La ricchezza della cultura delle differenze, elemento indispensabile da valutare. Non solo perché è spesso ricordato da papa Francesco, di come è imoportante il confronto con relatà diverse e persone diverse. Ognuno di noi porterà competenze diverse e storie diverse, traendo una grande ricchezza, di stimolo per frequentare uno o più moduli del corso multidisciplinare, attento alle diverse esigenze che si presentano nella vita quotidiana», ha sottolineato, nel suo intervento introduttivo, la professoressa Francesca Galgano.

L’interculturalità – È la convivenza con la diversità. Sappiamo bene di come il fenomeno della migrazione è in continua evoluzione da tantissimi anni; ogni giorno ci relazioniamo con persone di origine differenti. La convivenza con la diversità è un arricchimento per la società. Qualsiasi tipo d’integrazione può essere interculturale, le stesse famiglie sono attualmente divenute interculturali: «La questione delle differenze si gioca non solo in termini di confronti, ma anche all’interno di ciascun contesto familiare- nell’intervento della professoressa Francesca Marone –  Ognuno dei coniugi è portatore di una cultura di riferimento. Le famiglie divengono crocevia di generazioni e generi, in cui il confronto tra genitori e fratelli può generare frustrazione, ma può dare anche la possibilità di sentire e immaginare l’altro e quindi apprendere la capacità di generare quello che ci accomuna».

«Se riusciamo a comprendere le ragioni della altro, comprendiamo anche le nostre ragioni. Per agire bisogna pensare insieme, bisogna ragionare insieme» don Francesco Asti.

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