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Palmira, storie straordinarie dell’antica metropoli d’Oriente

Copertina del libro PALMIRA di Maria Teresa Grassi

Copertina del libro PALMIRA di Maria Teresa Grassi

You see, you see, all the stones are there, we can rebuild!, (vedrai, vedrai, tutte le pietre che sono qui, noi potremmo ricostruire). Palmira, nel tempo dell’attesa del riscatto, anche per mezzo di un libro: Palmira. Storie straordinarie dell’antica metropoli d’Oriente di Maria Teresa Grassi, docente presso l’Università degli Studi di Milano, archeologa e responsabile per l’Italia del sito di Palmira, edizioni Terra Santa, in vendita dal 18 maggio. Palmira, la città sposa del deserto, sulle cui spoglie si sono accaniti i miliziani dell’ISIS, attaccata ripetutamente, calpestata, brutalizzata, sino ad elevarla a luogo simbolo dei danni inflitti al patrimonio culturale. Città, che da sposa si è vista così trasformata in vedova di se stessa.

Palmira –  Per secoli, la città è stata luogo d’incontro tra Oriente e Occidente. La sua storia inizia duemila anni prima della nascita di Cristo, ma è solo dal III secolo a.C. che inizia a sorgere un vero e proprio centro abitato. Il momento di massimo sviluppo della città si registra tra il I e il III secolo d.C. in piena età imperiale romana quando il centro abitato diventa una vera e propria metropoli. Splendidi palazzi e monumenti celebrano la ricchezza e la prosperità dei signori di Palmira che hanno preso il controllo di buona parte del commercio tra Oriente e Occidente. Tra Cina, India, Arabia e Roma. Nel Settecento, la città entra nell’immaginario collettivo occidentale come meta esotica e affascinante, pericolosa e intrigante. I racconti di viaggio e le stampe che raffigurano le sue maestose rovine (tra cui quelle dell’italiano Borra) esercitano un grande fascino in Europa, attirando viaggiatori ed esploratori per tutto il XVII e XIX secolo. Le distruzioni perpetrate dai miliziani dell’Isis, con la demolizione dei templi di Bal e di Balshamin, l’Arco monumentale sulla grande via colonnata e alcune tombe, e il danneggiamento del Tetrapilo e del teatro, hanno fatto conoscere a tutto il mondo. Oggi studiosi e archeologi devono affrontare le nuove sfide legate al restauro e alla possibile ricostruzione dei monumenti distrutti.

Il volume – Un racconto appassionante che permette ai lettori di immergersi tra colonne e antichi monumenti. Alla scoperta delle storie dei mercanti  che fecero la fortuna della città e della vicenda di Zenobia, vera “regina del deserto”, che accarezzò  il sogno di creare un Impero d’Oriente rivaleggiando con Roma. Nel corso del Novecento hanno inizio gli studi e le ricerche nel sito, gli scavi e i lavori di restauro che hanno consegnato all’umanità un patrimonio inestimabile che dal 1980 è sotto la tutela dell’Unesco.  <<Ma Palmira non merita di essere ricordata solo per lo scempio che ha subito. Ha storie straordinarie da raccontare. Ed è importante ascoltarle, conservare e proteggere le splendide memorie del passato>>, così come dichiarato dall’autrice.

L’autrice – Insegna Archeologia delle Province romane presso l’Università degli Studi di Milano. E’ stata vice-direttore del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università degli Studi di Milano dal 2002 al 2009 e membro del Collegio Docenti del Dottorato di Ricerca in Archeologia (Archeologia greca e romana) con sede amministrativa presso l’Università di Perugia. Dal 2009 è membro del Collegio Docenti del Dottorato di Ricerca in “Storia linguistica del Mediterraneo antico”. Ha diretto la missione archeologica congiunta italo-siriana di Palmira dal 2007 al 2010. Ha collaborato strettamente con Waleed al As’ad, figlio di Khaled al-As’ad, uno dei massimi esperti di Palmira fino al barbaro omicidio avvenuto nel 2015.

La sfida- E’ strettamente legata alla lotta al terrorismo, nel l luogo che più di ogni altro espone alla paura di un’immensa perdita collettiva, non solo per una popolazione, ma per l’intera umanità. La sfida è globale, col preservare l’identità culturale, in un contesto in cui la violenza non si ferma al presente, ma tende a cancellare anche quello che resta dopo anni di guerre: la memoria.

Ban Ki-moon, segretario Generale delle Nazioni Unite – <<L’arte, la letteratura, la musica, la poesia e l’architettura: questi sono i punti essenziali della nostra esistenza umana. Esse formano un filo conduttore che unisce tutte le civiltà e le culture. Un attacco all’identità culturale in una parte del mondo è un attacco a tutti noi>>.

 

Irina Bokova, direttore generale UNESCO – <<Palmira appartiene a tutta l’umanità e a tutti i siriani. Tutti i siriani, insieme, devono essere in grado di recuperare questo patrimonio come simbolo di identità e dignità>>.