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Premio di poesia Guido Giustiniano, al via la XX edizione

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Ha preso il via da pochi giorni la nuova edizione di un premio di poesia divenuto ormai uno degli appuntamenti più importanti del panorama letterario nazionale. Si tratta del premio intitolato all’indimenticato sacerdote francescano di origini porticesi Padre Guido Giustiniano, grande intellettuale, teologo e giurista, nonché apprezzato poeta.

Le iscrizioni a questa ventesima edizione saranno aperte fino al 31 agosto 2018. Ogni autore potrà partecipare al concorso con una sola poesia a tema libero, che  potrà essere inviata all’indirizzo di posta elettronica duenuvolenelcielo@libero.it oppure spedita a mezzo posta, specificando generalità e recapiti, al seguente indirizzo: Associazione Due Nuvole nel Cielo “Guido Giustiniano”, Via Libertà 205/A – 80055 Portici (NA). La partecipazione al premio è totalmente gratuita. I nomi dei vincitori saranno proclamati ad ottobre, nel corso di una serata di premiazione alla quale prenderanno parte illustri personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e della società civile.

Nota biografica.

Padre Guido Giustiniano è stato giudice e vicario giudiziale del Tribunale Ecclesiastico regionale campano e d’appello, procuratore della Sacra Rota Romana, Ministro Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, giornalista e direttore del mensile francescano Luce Serafica, poeta e scrittore, nonché docente di teologia e diritto canonico in diverse facoltà, consigliere di presidenza dell’Associazione Canonistica Italiana e massimo esperto nazionale dei rapporti tra omosessualità, transessualità e diritto canonico. Fulgido esempio di carità cristiana e spirito francescano di semplicità e povertà, P. Guido è stato anche missionario presso la comunità francescana conventuale di Manila, nelle Filippine. Al netto di ogni retorica, la sua fu una vita spesa davvero a servizio degli altri: come sacerdote era sempre disponibile e aperto all’ascolto, come giudice ecclesiastico riusciva a mettere a proprio agio le coppie in crisi che dovevano rivelare i loro problemi matrimoniali, come superiore dell’ordine francescano era guida giusta e saggia per i suoi confratelli. Un infarto l’ha stroncato mentre era alla sua cattedra in tribunale, il 26 ottobre del 1998, a soli 56 anni. E’ morto così come aveva vissuto: ascoltando i problemi degli altri e facendosene carico. Oggi, l’aula in cui morì porta il suo nome per ricordare il suo sacrificio e offrirlo alle presenti e future generazioni come esempio di grande intellettuale che ha incarnato i più alti valori cristiani conservando sempre autentica umanità e sincera semplicità francescana.