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Ultima fermata a Brooklyn


Ultima fermata a Brooklyn
di Hubert Selby Jr, Feltrinelli, Milano 6,71.
Le storie di Selby sono un cazzotto alla bocca dello stomaco, dei colpi duri e sporchi che non ti fanno respirare, che ti mettono al tappeto seduta stante. Sono racconti che parlano di umanità persa, drop out, di violenza gratuita, di famiglie sfasciate, di prostitute ai margini della società, di delinquenti di mezza tacca. E tutti questi loschi personaggi, che sono umani, troppo umani, si muovono nel quartiere di Brooklyn, nei casermoni popolari della Apple, col loro fagotto di disperazione e miseria sia materiale che spirituale.
Quando fu pubblicato per la prima volta, scatena una serie di reazioni moraliste in ogni parte dell’ America, poco propensa ad accettare il profondo realismo delle descrizioni di Selby, che si fa portavoce dei diseredati e della loro sofferenza. Sofferenza che, è bene dirlo, neppure oggi è scomparsa in quei quartieri, nei quali si muore per pochi dollari, sopraffatti dalla brutalità.

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