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UN LIBRO CHE CI INSEGNA A RIFLETTERE SULLA NOSTRA PERSONA

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LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI

DI ELENA FERRANTE

EDIZIONI E/O

NOVEMBRE 2019

PP.336

EURO 19

La vita bugiarda degli adulti è il nuovo romanzo di Elena Ferrante, autrice di grande fama grazie alla pubblicazione della serie di libri dell’Amica geniale, il cui primo capitolo è stato pubblicato nel 2011.

La prima stagione della serie è andata in onda nel 2018 su Rai 1 con la regia di Saverio Costanzo e il prossimo febbraio sarà trasmessa la seconda parte: Storia di un nuovo cognome.

TRAMA -La vita bugiarda degli adulti racconta la storia di un’adolescente, Giovanna, in pieno conflitto con il mondo che la circonda. A causa di situazioni familiari ambigue e di dolorosi cambiamenti, la protagonista dovrà affrontare, già ad una giovane età, le crudeltà del mondo degli adulti, profondamente egoisti e a volte vendicativi.

Giovanna, dunque, vive un momento di profonda crisi dalla quale le risulta difficile uscirne poiché le sue richieste di aiuto non sono ascoltate né dai suoi genitori né dagli altri adulti che le sono vicini; tutti sono concentrati a risolvere i loro problemi o i loro dolori.

Il nodo fondamentale del racconto è il rapporto della protagonista con sua zia, Vittoria, che a causa di divergenze familiari, è tenuta a debita distanza dai suoi cari. Giovanna, mossa dalla curiosità di conoscere le sue origini, manifesta la volontà di avvicinarsi alla parente perduta, una donna verace e molto sicura di sé.

TEMATICHE -Tematica cara alla Ferrante è la descrizione di una Napoli divisa tra persone povere ed ignoranti e professionisti benestanti. Già nell’Amica geniale, l’autrice si sofferma sull’importanza dello studio e della conoscenza: il sapere è l’unica strada per elevarsi e fuggire dallo stato di villania.

Anche in questo caso troviamo da un lato i genitori di Giovanna i quali, con grandi sacrifici, sono riusciti a diventare due insegnanti di liceo e continuano a lavorare duramente per mantenere uno stile di vita adeguato alla loro posizione sociale, dall’altro lato zia Vittoria, una donna maleducata e inetta.

Giovanna, dunque, viene educata sulla base dei principi della libertà di pensiero in una famiglia atea: la protagonista dovrà decidere da sola se da grande vorrà ricevere i sacramenti, ma quest’ultima, in preda allo sconforto, inizia ad avvicinarsi alla Chiesa e a Gesù.

Inizialmente il suo interesse nasce solo per attirare l’attenzione di un giovane professore universitario, molto attivo nella parrocchia che frequenta Vittoria, fino a che la protagonista, nella speranza di un cambiamento di vita, inizia a sperimentare la preghiera e cerca risposte in Gesù.

DIFFICOLTA’ A CONOSCERE SE STESSI -Il romanzo è ricco di particolari e descrive soprattutto la psicologia di Giovanna, i suoi umori, le sue paure in un momento difficile della sua vita. La giovane ragazza cerca il suo posto nel mondo e prova continuamente ad inventare se stessa, talvolta migliorandosi, talvolta quasi autodistruggendosi. Quest’ultima avverte contemporaneamente sia il bisogno di leggere, capire e manifestar le sue abilità sia di lasciarsi andare al degrado e alle scurrilità. La domanda fondamentale che si pone continuamente è proprio a chi dovrebbe somigliare tra le due fazioni così diverse della sua famiglia.

Con grande delicatezza l’autrice ci racconta la storia di un’anima fragile che è costretta a vivere in un mondo pieno di inganni che però non incrudeliscono Giovanna, anzi i suoi pensieri sono sempre rivolti all’amore, quello puro ed incondizionato.