Print This Post

Con “Francesco. Il primo italiano” Aldo Cazzullo conquista l’Italia

il primo italiano

Francesco. Il primo italiano

di Aldo Cazzullo

HarperCollins

prezzo: €19.50

Incontrare Aldo Cazzullo al termine del suo intervento (presentazione del suo libro) nell’ambito del festival Francescano a Bologna, a fine settembre 2025, in una Piazza Maggiore gremita, è stata una esperienza emozionante ricca di tanti spunti di riflessione. Avere il piacere di scambiare con lui qualche pensiero sul suo libro, mi ha spinto a leggere con cura la sua opera.

Ho ascoltato un uomo appassionato della vita di Francesco, un cercatore di quel carisma della fratellanza universale fatta di incontri, dialogo, confronto.

Aldo Cazzullo (nato ad Alba nel 1966) è giornalista e uno dei più noti intellettuali mediatori del panorama culturale italiano. Dopo quindici anni a “La Stampa”, dal 2003 è inviato speciale ed editorialista del Corriere della Sera.

In questo libro molto bello, ricco di storie documentate, lo scrittore regala un ritratto del santo d’Assisi in occasione degli 800 anni dalla sua morte; lo fa con delicatezza e raffinatezza intellettuale, tracciando la vita del Santo come colma di umanità, capace di elevare con il suo esempio, la sua testimonianza, l’uomo di ogni tempo a Dio.

Cazzullo, individua e esprime il meglio della vita di San Francesco: l’amore per il prossimo, il rispetto per tutte le creature, la cortesia, il buon umore; racconta la vita straordinaria di Francesco, la giovinezza piena di ideali cavallereschi, la rottura con il padre, la spoliazione, l’incontro con il Papa, fino al grande mistero: le stimmate.

Ci dice che: “Nel libro racconto la storia di San Francesco, l’ho chiamato il primo italiano perché Francesco è stato il fondatore dell’identità italiana, è stato il primo a scrivere una poesia in italiano, il Cantico delle creature, ha inventato il presepe e reinventato il teatro: le sue prediche erano delle performance”.

Lui stesso nel suo libro afferma: “Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco. Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, per l’umanità potrebbe essere l’ultimo.”

La bellezza di questa opera dello scrittore, si cela nella capacità di trasformare una figura medievale, quella di Francesco, in un testimone attuale, capace di dare risposte di senso all’umanità di oggi, offrire un modello spirituale e civile per i tempi contemporanei.

 S. Francesco è reso attuale per il suo calarsi nell’umanità di ogni tempo, specie in quella attraversata da fragilità, capace di essere feritoia per lasciar passare la luce che alimenta nuova speranza.

Interessante la sua riflessione sulla visione di Francesco, sul nocciolo del francescanesimo, che non è solo la povertà nelle sue diverse sfaccettature, non è solo l’amore, ma l’idea che nessuno si salva da solo. Ognuno si salva con il resto dell’umanità e della creazione; ci si salva salvando gli altri e salvando il mondo. Il modello che francesco indica non è al vertice, è al fondo della scala sociale: sono gli umili, i deboli, i malati, coloro che non hanno nulla. Mentre le fonti di inimicizia, di guerra, di odio tra gli uomini, sono proprio il denaro, il potere, le disuguaglianze, le ingiustizie.

Nel libro emerge una visione di Francesco mai punitiva: Francesco ama il prossimo, ama la creazione, non considera nemico nessun essere umano, nessuna creatura di Dio.

Un invito alla fratellanza universale, come via per costruire un mondo più umano e giusto.

 Come scrive Cazzullo: “Il vero miracolo di San Francesco è far vedere che possiamo cambiare vita, possiamo migliorare noi stessi”.