Print This Post

Perché esistono video in cui si frullano gli iphone? – Il sacrificio per George Bataille

iphone-5-samsung-galaxy-s3-frullati    

“E’ a tal punto questo il senso preciso del sacrificio che si sacrifica ciò  che serve, non si sacrificano oggetti di lusso. Non ci potrebbe essere sacrificio se l’offerta fosse prima distrutta”. Nel suo libro “Teoria della Religione”, il filosofo francese George Bataille, in uno studio tra filosofia e antropologia sul rapporto dell’uomo col sacro e con il trascendente, metteva a punto una teoria del sacrificio che può restare utile per comprendere  alcune cose. Ad esempio, perché esistano dei video su Youtube in cui IPhone, cellulari e altri oggetti tecnologici vengono frullati e distrutti senza pietà. Può sembrare abbastanza strano, è vero, ma Bataille stesso spiegava che la proprietà fondamentale dell’uomo fosse non tanto quella di creare oggetti e dargli un fine ma far si che, attraverso la creazione degli oggetti stessi , ci si distaccasse da quella presenza e immanenza continua che vivono gli animali “come l’acqua nell’acqua” e, finendo per concepire ogni essere vivente e non come “cosa”, in questo spazio tra sé e gli utensili si creasse infine il sentimento del sacro. Parlando del sacrificio, Bataille ce lo introduce come quell’evento umano in cui gli oggetti utili alla propria vita vengono distrutti gratuitamente, e il risultato di questa distruzione è la riscoperta di  quel senso di festa proprio dell’animalità, sempre continua al mondo e estranea alla distinzione tra soggetto e oggetto, da cui l’uomo mai può essere più lontano e contemporaneamente mai può più appartenergli segretamente. Spiega Bataille : “Ma la più grande negazione dell’ordine reale è anche la più favorevole all’apparizione dell’ordine mitico”. Ciò significa che quando si sacrifica un oggetto, un animale, un figlio,  esso  viene privato dell’ utilità che ha nella vita quotidiana e diventa un oggetto sacro. Così facendo intorno a quest’oggetto si crea il mito. La pratica del sacrificio per Bataille è propria del sovrano inteso come l’individuo occidentale capitalista, che sacrifica il lavoro degli altri per il proprio godimento. E questo riporta alla domanda iniziale : perché esistono dimostrazioni di come gli oggetti tecnologici possano essere distrutti? Bataille in questo ha dato  un’ indicazione fondamentale. Gli oggetti si distruggono per renderli sacri, nel momento in cui si nega la loro utilità. Ma negare l’utilità di un oggetto, significa implicitamente affermare che essa ne abbia una per l’ uomo e per ciò che egli utilizza come mezzo. Il sacrificio infatti è una pratica che si compie solo verso le cose utili per una comunità o  per un individuo e mai verso ciò che è inutile. Ecco perché gli smartphone vengono messi nei frullatori. E’ un processo più religioso di qualunque religione e al contempo proprio come essa. La loro utilità si innalza come necessaria per l’uomo che si serve del mondo attraverso gli oggetti che crea e poi viene distrutta attraverso il sacrificio (nel frullatore). Il soggetto di questa distruzione, è il sovrano, colui che è improduttivo ma gode del lavoro degli altri. Come una società di spettatori di risulta. Così facendo gli oggetti diventano mito, come qualsiasi cosa così ambita  tanto che  la sua distruzione sembri quasi un crimine. Quasi per ricordare che esistono soggetti al mondo che non solo possono permettersi uno smartphone desiderato (?) da tanti, ma possono tranquillamente distruggerlo annientando così il tempo di lavoro e il suo prezzo. Questi soggetti, in questi casi, sono quasi sempre le aziende produttrici. Dopotutto,  parafrasando Marx , c’è più metafisica nello shopping che in qualsiasi altra cosa, e l’assunzione di un oggetto ad entità sacra è la qualità di ogni buona pubblicità.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>